2000 battute, agosto 1935: il problema di Saronno? Il traffico
17 Dicembre 2025

Vi ricordate la scena del film “Johnny Stecchino”, quella nella quale il povero e impaurito Dante Ceccarini (Roberto Benigni) viene informato, dall’avvocato D’Agata (Paolo Bonacelli, grande attore recentemente scomparso), che la terza e più grave piaga “che veramente diffama la Sicilia, e in particolare Palermo” è…”il traffffico!”
Nell’agosto del 1935, alla vigilia della Guerra di Etiopia, la “Cronaca Prealpina” informa i suoi lettori che il problema di Saronno è il…”traffico”. Tutto prende inizio dall’investimento mortale di un maestro elementare, elemento di spicco del fascio cittadino: “Il poveretto, mentre usciva dal Caffè Umberto I e stava per salire sulla propria bicicletta rimaneva investito da una motocicletta che lo gettava a terra. Per una vera fatalità, proprio in quel momento transitava un autocarro, e nonostante gli sforzi compiuti dal pilota per frenare la macchina, le ruote del pesante autoveicolo passavano sul corpo del B.”
Due giorni dopo il quotidiano varesino così riporta: “La cronaca è chiamata da qualche tempo a registrare numerose disgrazie stradali. L’argomento è di tale interesse che riceviamo da più parti segnalazioni e lamentale riguardanti la viabilità pubblica […]. Tralasciamo di proposito alcune considerazioni che ci vengono fatte sull’attuale sistemazione della Piazza Umberto I [ora Piazza Libertà], ma segnaliamo la lamentela del lettore E. S. il quale afferma che lo sbocco della Via G. Leopardi è pressoché ostruito dal sagrato e che molti veicoli che provengono dalla detta via, il più delle volte invadono l’area sopraelevata del sagrato stesso, con conseguente pericolo per i pedoni che vi transitano. […]. Per non dire del Corso Vittorio Emanuele [attuale Corso Italia] – arteria centralissima dove più intenso ferve il traffico – che molti autisti di transito scambiano per una libera piazza nella quale sia permesso abbandonarsi alle più forti velocità”. Poco prima di Ferragosto si ritorna sulla questione, riportando un commento del lettore G. C.: “L’attuale sistemazione della Piazza Umberto I ha contribuito a rendere più difficile lo sfogo del traffico. Il sagrato e le aiuole salvagente spartitraffico hanno tolto all’area molto spazio utile, e gli autoveicoli di transito, sono costretti a compiere dei virtuosismi di guida prima d’infilare la direzione voluta. Non si dica che manca agli autisti la necessaria e sufficiente educazione di guida. […] è facile rilevare che la disposizione delle aiuole salvagente non è stata fatta con cognizione delle necessità del normale traffico. Un attimo di disattenzione del vigile che regola il traffico, può costituire all’incrocio tra la Via Vittorio Emanuele e la via Garibaldi, un ingorgo al traffico […]. La via Vittorio Emanuele, già insufficiente a contenere il grande traffico, è stata resa più stretta dalla costruzione dei marciapiedi rialzati, in modo che il più delle volte l’incrociarsi di due autoveicoli, determina l’inconveniente che l’uno per lasciare passare l’altro debba andare ad invadere lo spazio del marciapiede, con grave pregiudizio della incolumità del pedone. […]. Necessita che il traffico venga impedito attraverso la detta via e portato sulla circonvallazione. All’ingresso della città si possono mettere dei cartelli indicatori che fanno tale obbligo agli autisti, pena l’applicazione di una grave ammenda contro i trasgressori. Salutare è apparso il provvedimento per regolare il traffico al Largo Felice Carcano [incrocio tra Corso Italia e Via San Giuseppe], dove nelle ore di maggiore affollamento è stato posto un vigile che regola il traffico”. Rilevata con sorpresa la proposta di “pedonalizzare” Corso Italia, con quasi cinquant’anni di anticipo, segue un elenco di incroci viari da “attenzionare”: “Pericolosissimo quello fra la via Cristoforo Colombo e la via Alessandro Volta. Come pure quello esistente nelle vicinanze del Santuario della B. V. dei Miracoli, dove avviene lo sbocco sulla Varesina degli autoveicoli provenienti dal centro della città attraverso il sottopasso [inaugurato due anni prima]. Il proseguimento della strada per Castellanza, la svolta per Varese e quella per Milano costituiscono un permanente pericolo che è la causa del ripetersi di incidenti. Non sarebbe opportuno che in entrambe le località si provvedesse ad installare qualche semaforo? Al quadrivio [del Santuario] si era un tempo provveduto nei giorni di festa a farvi sostare un vigile: ma ora lo si è tolto. Perché?”
L’immagine allegata riproduce la tavola grafica di progetto del distributore di carburanti Shell, collocato in corrispondenza del quadrivio del Santuario nel 1930.
La città delle automobili vs. la città dei pedoni, novant’anni fa…
Fonti:
“Cronaca Prealpina”, anno 1935: 1 agosto, pag. 7; 3 agosto, pag.2; 9 agosto, pag.2.
Immagine:
Archivio Comune di Saronno, pratiche edilizie 1930.

Storia locale e storie locali dal passato remoto agli anni più recenti, per provare a interpretare l’attualità rileggendo ciò che è accaduto. Storie e curiosità lette, trovate negli archivi o ascoltate negli ultimi trent’anni. Senza presunzione, cercando di imparare ogni giorno qualcosa in più.
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Commenti
1935-2025 … questa volta ha trovato una pepita Sig. Merlotti, davvero l’ho letta con gusto… la Storia ritorna 😉




