Adozione ex Isotta, D’Urso (Tu@): “E’ l’inizio di un cambiamento”. E parla di parco, parcheggi e polo universitario
23 Dicembre 2025

SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento di Massimiliano D’Urso di Tu@Saronno in consiglio comunale durante il dibattito per l’adozione del piano ex Isotta.
Gentili colleghe e colleghi consiglieri, mi rivolgo soprattutto a voi.
Fermiamoci un momento per capire cosa stiamo facendo oggi: stiamo andando ad adottare il Piano Integrato di Intervento relativo all’area ATUa1, quella che tutti conoscono come ex-Isotta. E sottolineo subito: non stiamo approvando — l’approvazione arriverà verosimilmente tra sei mesi — ma adottando. Una distinzione che ha un significato importante.
Parliamo di “una buona parte” di quest’area perché c’è anche un’altra zona, nota come “area Bertani” (Immobiliare Saronno GB SpA), che rappresenterebbe la punta di quello spicchio tra via Milano e via Varese.
L’inizio di un cambiamento
L’adozione che facciamo oggi rappresenta il primo passo, il punto di partenza della discussione politica e cittadina. È il primo atto formale di questa amministrazione che — a differenza di quelle precedenti — vuole fortemente ridare vita a uno spazio che per troppo tempo è rimasto abbandonato. Sono convinto che sarà la svolta per la nostra città.
Ringrazio il lavoro degli uffici e dell’assessore Gilardoni: hanno trattato questo progetto come tutti gli altri, senza vie preferenziali, nel rispetto rigoroso dei vincoli di legge — e lo dimostra l’istruttoria di 17 mesi, davvero approfondita e puntuale. Ma questo non è un progetto come tutti gli altri. E se ne accorge subito chi guarda il master plan complessivo dell’ATUa1.
Un grande parco urbano per Saronno
Ecco il punto: una volta completato tutto, avremo realizzato un grande parco urbano unitario di più di 100.000 mq — 62.000 ora, più 20.000 di aree pubbliche in cessione, più il resto con Bertani — già inserito nel PGT.
Ma c’è un dettaglio su cui mi voglio soffermare: il parco del PII che adottiamo oggi sarà a uso pubblico ma mantenuto dal privato, sine die. Sapete cosa significa? Al comune costa zero per sempre. Consideriamo che la manutenzione vale circa 264 mila euro all’anno — dopo 7,5 anni al comune conviene così, piuttosto che accollarsi tutto il parco fin da subito.
Residenza, lavoro e servizi
Veniamo all’ambito abitativo. Nel progetto leggo:
- 23.000 mq di residenziale libera
- più 13.000 mq di edilizia convenzionata — il 31%, che significa circa 100 nuclei famigliari
- più 5.800 mq di ERS, edilizia residenziale sociale — il 14%, circa 60-70 nuclei famigliari
È una buona partenza. E poi c’è altro:
- 13.878 mq di terziario — servizi e aziende che portano a Saronno nuova linfa economica e lavorativa
- 2.650 mq per il commerciale
Attenzione però: leggo chiaramente “Funzioni non ammesse: grandi superfici di vendita”. Mi piace molto. Voglio dire, non avremo l’ennesimo supermercato, ma solo esercizi di prossimità. Bene, molto bene. Perché negli ultimi anni le amministrazioni precedenti — in primis quella di centrodestra — ne ha fatto spuntare ben sette, di cui qualcuno ancora in costruzione. Non abbiamo bisogno di altri supermercati. Non aggiungo altro.
[2.650 mq commerciale – Funzioni non ammesse]
Le funzioni pubbliche: il cuore del progetto
Adesso arriviamo al punto che dobbiamo guardare con maggior attenzione — quelle che io chiamo funzioni pubbliche. Perché in questa sede abbiamo il compito di essere garanti e rappresentanti dei cittadini.
Leggo nel progetto:
- Scuola di alta formazione (12.000 mq) — praticamente un’università, Brera?
- Nuovo polo di istruzione (1.700 mq) — scuola superiore con ITS (Istruzione Tecnica Superiore) e IFTS
Sono compatibili con il mix funzionale del PGT, ma — e questo è importante — non sono indicate come obbligatorie. Molto bene! Immaginate i risvolti positivi per la città che un polo universitario comporta?
Andando noi ad adottare il PII oggi, queste funzioni saranno inserite nel progetto e non potranno essere cambiate. Potremo discutere su quale università, con quali modalità, ma di sicuro non ci metteremo un supermercato. A questo proposito rivolgo un invito direttamente alla mia amministrazione: mi piacerebbe organizzare incontri pubblici e aperti ai cittadini sulle funzioni di interesse pubblico.
L’attenzione all’ambiente
Nel progetto noto molta attenzione ai criteri della bioarchitettura e dell’architettura bioclimatica:
- Fotovoltaico: 60% di approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili
- Geotermia: impianto termofrigorifero ad acqua di falda, per dissipazione e prelievo del calore
- Progettazione attenta a tanti aspetti di compatibilità ambientale — persino monitoraggi supplementari sulle acque di falda, non richiesti dalla legge.
È un’attenzione che apprezziamo.
Il dato economico
Dal punto di vista economico: 6 milioni di euro di oneri scomputabili e 18 milioni di euro di opere di urbanizzazione secondaria assoggettate all’uso pubblico. Con questi soldi si faranno tutte le opere di interesse pubblico. Non sono pochi.
Viabilità e parcheggi: una visione nuova
Vista la mia delega, voglio soffermarmi in particolare su viabilità e parcheggi. Qui emerge davvero la visione diversa di questo progetto.
Primo: il progetto mette al centro le persone — noi cittadini e la mobilità dolce. Ma è anche sostenibile per l’impatto viabilistico attuale e futuro, grazie a un nuovo sistema di accessibilità viabilistica e ciclopedonale che attraversa in ogni direzione tutta l’area.
Cominciamo dagli studenti. Chi viene da fuori Saronno arriverà in treno o con i mezzi. L’ho visto sulla mia pelle: quando ho fatto il Politecnico a Milano, in tutti quegli anni non mi è mai venuto in mente di andare con l’auto. La posizione con la stazione ferroviaria e la vicinanza della stazione autobus di via 1° maggio lo consente. Sarà così per la stragrande maggioranza degli studenti.
[Stazione ferroviaria – mobilità dolce]
Il traffico veicolare
Quanto alla viabilità in auto: sono state fatte simulazioni sui dati del PGTU — io personalmente non lo amo, e comunque non sarebbe neppure vincolante. Ma consideriamo: sul lungo periodo, aggiungendo il traffico dalla zona ATUa1-B (Bertani/GB) limitrofa, e aggiungendo un +30% di scenario cautelativo, persino l’intersezione tra via Milano e via Varese mostra un buon funzionamento e un deflusso accettabile: 18-20 secondi di ritardo massimo nel peggiore dei casi e nelle ore di punta.
I numeri non mentono.
I parcheggi: non tolti, ricollocati
Per quanto riguarda i parcheggi: non vengono tolti, ma ricollocati in diverse aree. Tra l’altro, il parcheggio ex De Nora sarà uno degli ultimi ad essere spostato — quindi fra quattro anni.
Ho scelto di guardare i numeri. I numeri sono chiari. Ho visto due strategie complementari:
Prima strategia — nuovi parcheggi:
- I 600 nuovi del residenziale: ognuno ha il suo posto
- “Al livello -2 del lotto A è previsto un parcheggio in struttura per 220 posti auto uso pubblico per la stazione ferroviaria”
- Più altri 182 parcheggi pubblici in diverse aree
Totale: 402 nuovi posti per i pendolari.
Seconda strategia — ottimizzazione degli attuali:
Lo stesso PGTU dice che i parcheggi nell’area hanno un’occupazione del 64%. Si può migliorare. Rimangono 422 posti liberi. In totale, quindi, abbiamo più di mille posti disponibili. Le simulazioni e i professionisti dicono che sono sufficienti. Mi fido.
A conclusione del progetto (fra cinque anni), come amministrazione potremmo pensare a diverse ipotesi: l’area di via 1° maggio, bus navetta, miglioramenti sostanziali del servizio pubblico locale — che ne avrebbe davvero bisogno — per i pendolari di Saronno e di fuori città che non possono usare il treno. L’idea è trovare i posteggi pendolari abbastanza vicini e servirli con navetta, ma non subito a ridosso della stazione, perché i posteggi più centrali vanno dedicati a chi va in centro.
La domanda finale
L’adozione di oggi non è il punto di arrivo, ma solo il punto di partenza di un progetto che vorrei fosse condiviso il più possibile con tutti. Dentro questa adozione e nel progetto che potrà essere migliorato e aggiustato con le osservazioni da qui all’approvazione — fra sei mesi.
Su questo passaggio chiedo a Saronno, a questo consiglio: cosa vuole davvero?
Vuole:
- Un polo superiore e universitario?
- Un parco pubblico ben mantenuto?
- Costruire con moderazione, ma permettere tutto questo?
- Un progetto diverso dai soliti “case e supermercati”, attento alle tematiche ambientali?
- Una viabilità garantita per il traffico tradizionale e per i parcheggi, ma — soprattutto — una nuova concezione che mette al centro la persona e la mobilità dolce?
- In breve: riqualificare l’area o lasciarla così per altri N anni?
Ebbene, la mia risposta — la risposta di Tu@Saronno — è sì a tutte queste domande. Chi vota no o si astiene dice no a tutto questo. Io penso che sia ora di dire sì!
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Commenti
E pensare che li dentro facevano bombe d’aereo della seconda guerra mondiale che potrebbero esserci ancora magari interrate: ci lavorava mio nonno.
Peccato che l’unico vero parco sarà il bosco, inquinato perché non lo hanno bonificato e quindi non si potrà neanche andare a fare un pic nic. Il resto è un prato con i camminamenti che collegano una torre con l’altra e permettono alle ricche e annoiate signore che compreranno gli appartamenti di ritrovarsi e chiacchierare intanto che portano a spasso il cagnolino di razza da 30000 euro. Questo è lo scenario che ci aspetta. Sarà la Saronno dei ricchi, la Saronno due e se tu pezzente saronnese doc ti permetti di entrare ti guarderanno con disprezzo e se ti siedi su una panchina ti faranno alzare per far posto al cagnolino.
Voi siete matti. L’avete mai vista una convenzione per un parco pubblico tra un privato e un comune? No non l’avere mai vista altrimenti non direste tante stupidaggini? Di solito la proprietà passa al comune, cioè diventa pubblica, dei cittadini e la manutenzione si divide 50 e 50 tra privato e comune. Qui poi, a parte il bosco che è protetto dalla legge regionale, stiamo parlando di un giardino condominiale, un motivo in più perché il privato continui a pagare la manutenzione, senza se e senza ma.
Complimenti, dico sì!
quanta ipocrisia in un solo comunicato stampa
Vi siete venduti
Abito al Matteotti econ questi scempio si mette fine alla ricucitura del quartiere con il centro città. Su via Varese si affacceranno i palazzonie dovremmo passare da li per entrare nel parco ? (che noi si vedrà..altro che parco pubblico per i cittadini) Sarà più facile fare come Capucetto Rosso e passare dal bosco
Ma lei lo sa che qui in v. Carso la strada è come in Ucraina quando bombardano? I marciapiedi è meglio evitarli perché ti sloghi le caviglie. I cestini sono sempre così pieni che c’è più roba fuori che dentro. E lei ci viene a parlare del quartiere del bengodi? Non sapete dove sta di casa la vergogna.
si si certo ci davano per scontato il museo di Brera a Saronno e invece nulla- Avete contratti di un’universita’ che apre a Saronno? Se no siamo alle favole…
Se no siamo solo ai fan boys di un progetto immobiliarista!
Il libro dei sogni, ne riparliamo tra cinque anni, povera Saronno
D’Urso non cercare di buttare fumo negli occhi! Qualcuno ha pubblicato sui social la slide proiettata dai tecnici (non da voi politici) nel CC di ieri che fa vedere quello che l’assessore Gilardoni ha chiamato master plan. Da lì si vede benissimo il rapporto tra le costruzioni del privato (in rosso) e il parco (in verde). Il parco quasi sparisce! Del reto se devi farci stare tutti quegli appartamenti li ($$$) più quella che chiamate alta formazione, più l’edificio per gli arabi, più la torre direzionale per gli arabi, più l’ITS è chiaro che ci sarà la più grande colata di cemento che Saronno abbia mai visto e mai più vedrà. Il resto sono dettagli insignificanti.
D’urso, si chiama prato non parco. Serve per vendere gli appartamenti per i meno abbienti a 3000 euro al metro.
Chi si astiene non dice no. Ha solo bisogno del tempo necessario per leggere, capire e valutare. Dice Woopy Allen:” in Dio io credo, gli altri portino le prove”. I consiglieri comunali di maggioranza votano “sulla fiducia”. Parole loro. Nell’interesse dei cittadini chi si è astenuto vuole invece vederci chiaro prima di esprimere il proprio voto
Per finire tutto questo ci vuole 100 anni dunque!!!! o lasciate così com’è altrimenti se volete fare un polo universitario spostate le Orsoline lì così eliminate il traffico in via San Giuseppe
Il privato manterrà “sine die”. In che senso è perché?
VERGOGNA D’URSO AHAHA


