Saronno, dal Giubileo arriva la sporta santa sempre aperta: il Santuario lascia un segno di carità che resta nel tempo
27 Dicembre 2025

SARONNO – Un segno concreto di fede e carità che resta nel tempo. A un anno dall’apertura del Giubileo, il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli si prepara ad accogliere un nuovo manufatto artistico pensato per custodire e rendere visibile uno dei gesti più apprezzati dai pellegrini.
Da allora il Santuario, chiesa giubilare della Diocesi di Milano, ha accolto oltre 150 pellegrinaggi, quasi tre volte quelli del Grande Giubileo del Duemila. Molti fedeli hanno seguito il percorso proposto dai vescovi della Lombardia, riscoprendo il valore della Croce, dell’adorazione eucaristica, dell’ascolto della Parola di Dio, della preghiera al Crocifisso e dell’affidamento a Maria, fino a tradurre il pellegrinaggio in un impegno concreto di vita cristiana.
Proprio da questa riflessione è nata l’idea di lasciare nel Santuario un segno stabile. Accanto al gesto simbolico di “offrire un fiore alla Madre”, i pellegrini hanno potuto “lasciare un frutto per i fratelli”, contribuendo a un aiuto concreto per i poveri. Un’iniziativa molto apprezzata, che ora trova una forma definitiva.

Al posto dello scatolone provvisorio in cartone è stato realizzato un contenitore in ferro battuto, decorato con gli stessi simboli giubilari dei nuovi diademi: l’ancora, segno di speranza, la M che richiama la fede di Maria e la Croce, immagine di carità. L’idea è di don Massimiliano Bianchi, il progetto di Angelo Caldera e la realizzazione di Emilio Borsani.
Il nuovo manufatto sarà installato domenica 28 dicembre durante la Messa delle 18, alla presenza del vescovo De Scalzi, in occasione della chiusura del Giubileo. Un “segno di carità” destinato a restare.
C’è già anche un nome che ne racconta il significato. Può essere pensato come le “ali” del Santuario, richiamando l’immagine attribuita a san Giovanni Crisostomo: “L’elemosina è l’ala della preghiera. Se non aggiungi un’ala alla tua preghiera, a malapena potrà volare”. Ma ancora più evocativo è chiamarlo la “sporta di Maria”. Una sporta sempre aperta, segno di accoglienza e condivisione, che continuerà a parlare di fede vissuta e di attenzione concreta agli altri, anche quando le Porte Sante saranno chiuse.

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Commenti
“L’elemosina è l’ala della preghiera. Se non aggiungi un’ala alla tua preghiera, a malapena potrà volare”“ certo iddio onnipotente creatore del cielo e della terra di tutte le cose visibili ed invisibili ha sempre bisogno di un conio dell uomo per palesarsi.
Piccolo refuso.. 150 visitatori mi sembrano un po’ pochini




