Saronnesi e tre sindaci emeriti Gilli, Porro e Airoldi ai funerali di don Giorgio: l’ultimo saluto nella basilica di Varese
14 Gennaio 2026

SARONNO – Un bel gruppo di saronnesi e tre sindaci emeriti hanno rappresentato la città ieri, martedì 13 gennaio, ai funerali di don Piergiorgio Solbiati, per tutti don Giorgio, celebrati nella Basilica di San Vittore a Varese.
Alla cerimonia erano presenti Pierluigi Gilli, Luciano Porro e Augusto Airoldi mentre tra i saronnesi presenti è stato notato con rammarico l’assenza di esponenti o delegati della Giunta o dell’Amministrazione in carica. Sono stati numerosi infatti i fedeli arrivati da Saronno per l’ultimo saluto a un sacerdote che ha lasciato un segno profondo nella comunità.
I funerali si sono svolti alle 15 nella basilica varesina. A celebrare è stato il vicario generale della Diocesi di Milano, il vescovo monsignor Franco Agnesi. Presenti anche il prefetto di Varese Salvatore Paquariello e il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, oltre al vescovo di Acqui monsignor Luigi Testore, originario di Saronno, e a una trentina di sacerdoti, tra cui il prevosto di Saronno monsignor Giuseppe Marinoni.
Don Piergiorgio Solbiati ha legato in modo particolare il suo nome a Saronno. Arrivò nel 1967 alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo come vicario parrocchiale, seguendo giovani e famiglie per circa dieci anni e costruendo relazioni rimaste vive nel tempo.
Nel 1977 diede vita a uno dei progetti più significativi per la comunità saronnese, fondando la Casa al Brocon, a Castello Tesino in Trentino. La struttura, acquistata e ristrutturata, è diventata per decenni un punto di riferimento per colonie estive e percorsi di crescita comunitaria, accogliendo generazioni di ragazzi. Proprio lì, nel 2017, don Giorgio festeggiò con i saronnesi, confermando un legame mai interrotto.
Nato a Busto Arsizio venerdì 1 giugno 1939, fu ordinato sacerdote venerdì 26 giugno 1965 dall’arcivescovo Giovanni Colombo. Dopo l’esperienza saronnese, è stato parroco a Desio dal 1983 al 1998, anche come decano dal 1995, poi a Luino-Colmegna dal 1998 al 2015, dove ha seguito interventi di restauro e l’avvio di un asilo nido. Dal 2015 era prete residente a Casbeno, a Varese. Appassionato di cultura e arte, don Giorgio ha affiancato all’impegno pastorale anche l’attività di scrittore, con pubblicazioni dedicate all’Apocalisse e a Patmos, mantenendo sempre uno sguardo attento al dialogo tra fede, società e bellezza.
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Commenti
Al caro Giampaolo Lattuada .
Condivido pienamente il Tuo commento e Ti ringrazio per averlo fatto. Hai fatto notare che il dramma della morte per qualcuno può essere oggetto di disputa politica.
In particolare, mi ha fatto piacere leggere: “La dipartita di Don Giorgio merita silenzio e rispetto”.
Condivido anche le Tue considerazioni per gli anonimi: non hanno capito, forse perché si ritengono immortali, il triste momento.
Marino Rimoldi
Ormai qualsiasi fatto, evento in Saronno viene vissuto dai tanti (anonimi della scrittura Saronnesi) come una
disputa politica.
La dipartita di Don Giorgio merita silenzio e rispetto.
Chiedo al Prevosto di Saronno Monsignor Marinoni, a nome mio e di tanti saronnesi che hanno
conosciuto Don Giorgio e che non hanno potuto partecipare al rito funebre avvenuto
in quel di Varese, di farsi promotore per una Messa a suffragio di Don Giorgio
presso la Prepositurale di Saronno o nel suo Oratorio di via Legnani.
Grazie a nome di tanti saronnesi
Grazie
A me sembra che la mancanza sia stata grave perché in questo e altri casi li rappresentanti delle Istituzioni devono essere presenti al di là del colore politico. E poi da sempre moltissimi comunisti italiani sono anche cattolici.
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Lo chieda a Solaro. Per un funerale di un sindaco emerito erano presenti senza fascia ma poi in consiglio comunale hanno detto che “loro c’erano e la minoranza no”.
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Bisognerebbe avere idea di cosa siano le istituzioni, la rappresentanza istituzionale. Consapevolezza totalmente assente in questa giunta
Nessuna scusa possibile
chi amministra rappresenta tutti i cittadini .. la presenza al funerale di don Giorgio era d’obbligo, non una scelta personale
Amministrazione comunista, la più sinistrorsa da sempre. Non può considerare un uomo di Chiesa che ha fatto del bene alla città.
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Tornando a don Giorgio – e non alle polemiche su sindaci e giunte comunali presenti o assenti – è necessario ricordare che portò i ragazzi dell’Oratorio nella casa per le vacanze di Pozza di Fassa ben prima della fondazione della casa al passo Brocòn, e fu l’ideatore e il realizzatore del palazzetto dello sport della Robur, oggi intitolato al prevosto di allora, mons. Ronchi.
Tuttavia, al di là delle realizzazioni “edili”, il ricordo rimane per chi lo ha conosciuto nella sua grandissima umanità, carità e apertura verso tutti, tant’è che era stimato e rispettato da cattolici e atei, ricchi e poveri, belli e brutti.
Don Giorgio è stato un vero pastore di anime.
E manca a chi lo ha conosciuto.
FS
Vi ho votato..ammetto di aver sbagliato!
A nome di tutta la Classe 1939 di Saronno e mio personale, ricordo con affetto il caro coetaneo Don Giorgio, primo assistente spirituale della nostra associazione.
Ricordo la sua saggezza, disponibilità, attenzione nei confronti di tutti e , in particolare, l’esemplare dedizione agli oratoriani.
Riposa in pace.
Marino Rimoldi
Più che scusabile l’assenza della amministrazione Pagani. Saranno stati impegnati a pubblicare la delibera urgente dell’Isotta, del resto erano in ritardo solo di 22 giorni…



