Sant’Antonio, oggi la sagra con le benedizioni di auto e animali e… il falò: il programma
17 Gennaio 2026

SARONNO – È il gran giorno. Dopo una settimana di rievocazioni, momenti religiosi, incontri e partecipazione, sabato 17 gennaio la sagra di Sant’Antonio Abate arriva al suo capitolo finale. È la giornata più attesa, quella che racchiude il senso profondo della festa: fede, comunità e tradizioni che si rinnovano davanti alla chiesetta del Lazzaretto e all’oratorio della Sacra Famiglia.
Dal 10 al 17 gennaio la zona di via D’Annunzio è stata animata dalla 17^ edizione della Rievocazione storico-religiosa-culturale e Sagra di Sant’Antonio, promossa dal Comitato “Gruppo Storico Sant Antoni da Saronn” con il patrocinio del Comune e del Ministero della Cultura. Il sabato dedicato al Santo rappresenta il momento conclusivo e più simbolico dell’intera manifestazione.
La giornata si apre 8 e 9 con la santa messa nella chiesa di Sant’Antonio Abate, seguita dalla benedizione finale con la reliquia del Santo, nella chiesetta di Sant’Antonio Abate al Lazzaretto. Dalle 9,30 prende vita la rievocazione del borgo contadino, con prodotti tipici della tradizione lombarda e saronnese, giochi di un tempo per grandi e piccoli, animali da stalla e da cortile ed esposizione di arti e mestieri di una volta, tra la chiesetta di Sant’Antonio Abate al Lazzaretto e il parco degli Alpini.
Dalle 10 alle 22 è prevista l’esposizione solenne della reliquia di Sant’Antonio Abate, mentre dalle 11 alle 22 apre l’osteria nel parco degli alpini, con piatti della tradizione contadina anche da asporto. Dalle 11,45 fino a esaurimento porzioni torna uno dei simboli della sagra: la polenta cotta lentamente su fuoco di legna, in grandi paioli di rame, servita liscia, con zola o con bruscitt.
Alle 15 è in programma la benedizione degli animali davanti alla chiesetta di Sant’Antonio Abate, in chiesetta di Sant’Antonio Abate al Lazzaretto. Dalle 14 alle 19, all’oratorio della Sacra Famiglia nel quartiere Prealpi, si tiene anche la benedizione degli automezzi, nell’oratorio Sacra Famiglia.
Nel tardo pomeriggio, 18,30, il borgo si accende con l’accensione suggestiva delle luci colorate e la riproposizione dello spettacolare incendio del campanile, tra la chiesetta di Sant’Antonio Abate al Lazzaretto e il parco degli Alpini. Nella stessa fascia oraria riprende la distribuzione della polenta fino a esaurimento porzioni.
Dalle 20 l’intrattenimento del Corpo musicale cittadino accompagna il pubblico dal borgo contadino verso l’oratorio della Sacra Famiglia, preparando l’atmosfera al momento più atteso. Dalle 20,30, in oratorio, è attivo lo stand con pane e salamella e vin brulè.
Il gran finale è fissato 21,15 con l’accensione del falò di Sant’Antonio Abate, rito antico per allontanare l’inverno e richiamare la primavera e il sole, simbolo di rinascita e di speranza per i campi, il bestiame e il futuro raccolto. Prima dell’accensione viene impartita la benedizione delle opere “Creature del focolare”, realizzate dal collettivo Stoker di Padova in collaborazione con il Museo della Ceramica Gianetti, donate alla chiesetta ed esposte per tutto il 2026.
È il momento che chiude la festa e insieme la rinnova, salutando una settimana intensa e dando appuntamento al prossimo anno, nel segno di una tradizione che continua a unire la città.
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