Sant’Antonio e il dialetto: la sindaca apre l’editoriale del Saronno Sette in saronnese per celebrare tradizione e identità
18 Gennaio 2026

SARONNO – Un omaggio alle radici, alla lingua della comunità e alla festa più amata dai saronnesi. La sindaca Ilaria Pagani ha scelto di aprire l’editoriale dedicato alla Festa di Sant’Antonio Abate sul Saronno Sette con un testo in dialetto saronnese, in occasione della Giornata nazionale del dialetto che cade il 17 gennaio, lo stesso giorno dedicato al Santo. Una scelta simbolica e identitaria che intreccia tradizione religiosa, memoria collettiva e senso di appartenenza, dando il via al racconto di una manifestazione che ogni anno apre il calendario cittadino e richiama migliaia di persone attorno alla chiesetta di Sant’Antonio.
El 2026 l’incomincia ben, con la nostra bellissima festa de Sant’Antòni Abate; l’è l’appuntament tanto caro a tutti i Saronnatt e in del ségn de tutti i tradizion locali.
La giornada final de la sagra dedicada al Sant l’é quella de sabat 17 de gennar, e la sérra semper ben perché l’é pièna de event.
Dalla benedizion di animal domestich e di automobil, a l’appuntament che metterà inséma la Comunità intorno al grand falò, a suon de musica. Sarà l’occasion, magari tra ‘na bevanda calda e l’altra, per saludass e dass l’arrivederci a l’ann che vegn con questa festa che semper la riciama intorna a la gesetta del Sant migliaia de saronnés e de visitador provenient da foeura città.
Abbiamo deciso di scrivere la prima parte di questo editoriale in saronnese come omaggio alla Giornata nazionale del dialetto, che cade il 17 gennaio, proprio il giorno di Sant’Antonio Abate.
La Festa di Sant’Antonio è come sempre la manifestazione che apre l’anno nuovo ed è diventata, nel tempo, sempre più “grande”. Grande per il numero delle persone coinvolte negli allestimenti e nell’accoglienza in tutti i suoi aspetti. Grande per il calendario che ogni anno riesce a proporre. Grande per la rievocazione storica con il suo immenso corteo. Grande per la partecipazione popolare e per i fedeli che hanno l’occasione di trascorrere momenti di preghiera e raccoglimento nella chiesa di Sant’Antonio Abate, che apre le sue porte ai cittadini.
Già nei giorni scorsi abbiamo vissuto i tanti momenti dell’intenso programma allestito dai volontari del Gruppo Sant Antoni da Saronn che – dal corteo storico alla sagra – ci rimandano a un mondo che era, fatto di valori genuini e sentiti. Una comunità che, nei momenti di difficoltà, sapeva essere solidale e partecipe.
Dal 10 gennaio al 17 gennaio: queste le date della festa. Un’intensa settimana, per tantissimi davvero imperdibile. Come sempre con un’organizzazione impeccabile – grazie al Gruppo storico – e con un programma capace di coinvolgere giovani e meno giovani, portando anche le scuole a riscoprire tanti aspetti della storia cittadina. E, perché no, anche a riscoprire e gustare le specialità culinarie del nostro territorio.
È bello vedere Saronno piena di colori e di voglia di stare insieme. Evviva la Festa di Sant’Antonio, che ci ricorda il nostro passato e ci aiuta a conoscerci meglio.
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Commenti
A leggere i vari discorsi della sindaca io ho un altra sensazione , che sono fatti con l intelligenza artificiale.
Per la sindaca Pagani è l’ennesima figuraccia!ma io dico, se vuoi fare la grandeur come pensava di fare e ha scritto il testo in italiano e poi l’ha fatto tradurre , scegli almeno una persona che conosca il dialetto Saronnese .
Non penso ci voglia molto
Eppure neanche in questo caso è riuscita nel suo intento !
Pagani dimettiti!!
Tradizione e identità e’ anche poter sentire le voci di tutte le forze consiliari su Saronno Sette ma dov’è il confronto e la partecipazione tanto sbandierata se Saronno Sette e’ pieno di foto della sindaca?
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Non esiste, Saronno 7 non accoglie alcuna voce contraria alla maggioranza poltronaia
Questo mi piace!
👏👏👏👏
Ci mancava, oltre alla frase in dialetto Saronnese, anche l arabo per essere veramente inclusivi
Chiedo alla direttrice di questo giornale on-line di chiedere all’esperto saronnese Giuseppe Radice un parere sulla poesiola composta sulla sindaca su Sant’Antonio
Grazie
Questo sarebbe dialetto saronnese? C’è da inorridire! Il compianto maestro Pini si sbattezzerebbe!
Si faccia scrivere dall’intelligenza artificiale un discorso in dialetto vero: questa è una ridicola parodia, che con ul Sarunàtt non ha proprio niente a che fare. Ufelée fa’l tò mestée
La solita passerella delsindaco, poi il nulla
Io avrei chiuso la dialettata con un bel “se vedum” così anche l’Elio nazionale sarebbe stato contento.
Il foglietto dove lo metto, dove lo metto non si sa, mi dispiace ma non c’è posto, non c’è posto per carità!
Un bel motivetto da cantare..
Il foglietto, dove lo metto?
Sindaca si dimetta. Saronno è allo sbando totale.
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Saronno sta sprofondando nel buio fisico e ideologico
Certo che questi dalla giunta Pagani, e la sindaca per prima ,hanno bisogno di attaccarsi alla festa di Sant’Antonio perché non hanno nient’altro da proporre. Dove sono le delibere di Giunta con le decisioni , i progetti e i programmi per la città di Saronno?
ZERO e NULLA TOTALE!
certo ci si limita a scrivere la poesiola per il Sant’Antonio .
Che tristezza!!
Faccio presente che la lingua utilizzata dalla sindaca nell’editoriale di Saronno Sette non è dialetto saronnese e neanche milanese.
Mi, ca sunt nasuù a Sant Antoni, me rigordi n’altra lingua. La sciüra sindaca la ciapà üna róba scrivüda in italian e la ga picà denter una quai parola in dialet, gnanca tucc giust. Sa fa no inscì, se ta parlat no dialet, lasa perd, te fee pusee béla figüra.
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Te ghé resun
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L’è propri inscì. La sciura la par foresta e sarunatta ariusa… Un bel tasè ‘l sarìa mèij
