Il Circolo della Bussola si racconta e inizia il nuovo anno nel segno delle “Donne appassionate alla verità”
21 Gennaio 2026
Intervista al presidente Marco Banfi, che fa il bilancio degli incontri fatti e anticipa i prossimi appuntamenti

SARONNO – Un impegno costante e appassionato che ha saputo distinguersi per uno stile unico nell’affrontare i temi della storia, della cultura e dell’arte. Il Circolo della Bussola, associazione culturale attiva a Saronno dal 2012, archivia un 2025 estremamente positivo e si proietta nel nuovo anno con un programma di alto profilo.
A tracciare un bilancio “senz’altro positivo frutto di un impegno amichevole” è Marco Banfi, presidente del Circolo della Bussola, che sottolinea come a fare la differenza sia “lo stile, in tutti i contesti di cui ci siamo occupati: storia, cultura e arte”.
A cosa si riferisce, quando parla di stile?
Basta consultare il nostro sito (labussolasaronno.org) per capire di cosa stia parlando. L’anno scorso abbiamo realizzato ben 10 incontri, con un panorama di approfondimenti estremamente vario: dai temi di attualità, come quelli sull’intelligenza artificiale e sulla situazione in Terra Santa, a quelli artistici, riprendendo la tradizione saronnese degli incontri con il giornalista ed esperto di arte Luca Frigerio; da quelli storici, come gli incontri sulla Resistenza, a 80 anni dalla Liberazione, e sul genocidio del popolo armeno, alla musica, come la presentazione in anteprima della Prima della Scala. E ogni nostro incontro non è mai un appuntamento a sé.
Perché?
Per introdurre e accompagnare ogni incontro abbiamo proposto degli approfondimenti, realizzando dei Dossier dedicati, che è possibile trovare sul sito, a disposizione di chiunque sia interessato all’argomento. E vorrei qui ricordare anche la collaborazione con il compianto Piero da Saronno (ma mi faccia citare il giovane Mauro Busnelli, che ne ha raccolto l’eredità), le cui riprese permettono, a quanti non hanno potuto assistere di persona agli incontri, di riviverne la maggior parte sul suo canale YouTube.
Qual è la caratteristica principale dei vostri incontri?
Abbiamo sempre cercato di mantenere alto il livello degli eventi e devo dire, con soddisfazione, che quanti vi hanno partecipato hanno sempre espresso un gradimento molto elevato. Forse anche perché abbiamo cercato di mantenerci lontani da schemi ideologici preconfezionati e abbiamo privilegiato relatori noti per l’originalità del loro pensiero e capaci di proporre riflessioni non scontate.
Come è stata la partecipazione?
Ad alcuni eventi hanno assistito circa 300 persone, altri invece non hanno avuto la partecipazione che avrebbero meritato. Con rammarico, abbiamo notato soprattutto l’assenza dei giovani, anche quando alcuni temi, come ad esempio quello sull’intelligenza artificiale, che potrà influenzare in modo determinante il loro futuro, li avrebbero visti certamente interessati e protagonisti.
Cosa state preparando per il 2026?
Inaugurando un ciclo di incontri dal titolo “Donne appassionate alla verità”, vogliamo dedicare spazio a due straordinarie protagoniste femminili, che si sono distinte per la loro profondità e originalità di pensiero. Due donne certamente controcorrente, lontane dallo scontato e comodo “politicamente corretto”.
Di quali donne si tratta?
Iniziamo il nuovo anno con una riflessione sul Giorno della Memoria, confrontandoci con la figura di Hannah Arendt, probabilmente la più grande pensatrice del XX secolo. Ascolteremo e cercheremo di capire, attraverso la cronaca del processo Eichmann, che la Arendt ha condensato nel libro “La banalità del male”, come siano stati possibili gli orrori dei campi di concentramento e di come possano avere origine i totalitarismi. L’incontro si terrà mercoledì 21 gennaio, alle ore 21.00 presso Casa di Marta e abbiamo invitato Alessandra Papa, docente di Filosofia all’Università Cattolica di Milano, innamorata e profonda conoscitrice della Arendt.
E il secondo incontro?
Il 27 febbraio, al Teatro Giuditta Pasta, alle ore 21.00, proporremo l’evento certamente più importante tra quelli da noi sin qui realizzati e forse uno dei più significativi tra quelli ospitati nella nostra città. Il noto giornalista Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole-24 Ore, ci parlerà di un’altra donna straordinaria, Oriana Fallaci, di cui quest’anno ricorre il ventesimo anno dalla sua scomparsa. Ferruccio de Bortoli è stato direttore della Fallaci e, come lui stesso ha spiegato nella prefazione del libro, il motore di una delle sue opere più controverse, ma non per questo meno vere, “La rabbia e l’orgoglio”. È giusto sottolineare che questo importante incontro è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione del Comune di Saronno, così come è altrettanto giusto ricordare che proprio ad Oriana Fallaci è intitolata la nostra Biblioteca Civica. Stiamo definendo in questi giorni i dettagli della serata con la direzione del Teatro e comunicheremo presto le modalità per le prenotazioni, gratuite, dei posti.
Ovviamente l’anno non finisce qui…
Esatto. Per questo invito chiunque fosse interessato alle nostre attività presenti e future e chiunque volesse ricevere le nostre comunicazioni a scriverci all’indirizzo [email protected]
(foto uno degli incontri del gruppo a Casa di Marta)
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