Ex Isotta, Attac fa i conti in tasca “al parco”: “Ipotizzati costi spropositati. In realtà la gestione pubblica è fattibile”
26 Gennaio 2026

SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Attac Saronno dal titolo “Finalmente le carte sull’ex Isotta: costi del parco esorbitanti, saranno quelli veri?”
“Lasciamo il parco al privato, ma sarà permesso di usarlo ai cittadini, perché costerebbe troppo al comune gestirlo e manutenerlo”: così l’assessore alla rigenerazione urbana Nicola Gilardoni al consiglio comunale che, sotto Natale, ha frettolosamente adottato il Piano Integrato di Intervento sull’area ex Isotta Fraschini.
E’ bene ricordare che la legge prevede che il 50% della superficie dell’intervento (per l’ex Isotta pari a 120000 metri quadrati alle spalle della stazione) venga ceduto dalla proprietà al Comune in cambio del diritto a edificare, come area al servizio della città. La maggioranza ha deciso di rinunciarvi con questa motivazione.
E ha quantificato i costi annui di manutenzione e gestione del parco da 600.00 metri quadrati previsto dal progetto: 400.000 euro, scrive la civica Tu@Saronno in un livoroso comunicato stampa.
Ora che finalmente anche i cittadini hanno in mano le carte del progetto, ben venti giorni dopo la seduta, abbiamo cominciato a spulciarle e, con l’aiuto di qualche esperto, abbiamo notato che quei 405.000 Euro (questa la cifra precisa, pari a oltre 4€/m2) è a dir poco spropositata.
Abbiamo fatto qualche ricerca, come tutti possono fare sul web, trovando quanto segue:
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Il parco di Monza costa 0,7 euro al metro quadrato all’anno
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I parchi di Milano costano poco più di 1 euro/mquadrato all’anno
Si potrà obiettare che non sono queste le superficie (parola che si scrive con la “e” anche al plurale) di cui si parla per l’ex Isotta Fraschini e che le economie di scala di Monza e Milano sono ben altre: comunque sia parliamo di 0.7-1.1 euro al metro quadrato.
Perciò siamo andati a curiosare i costi di un parco più piccolo, come il Burghé di Rovellasca, paragonabile a un grande giardino condominiale come quello previsto a Saronno, e abbiamo scoperto che si aggirano intorno agli 0,80 euro al metro quadrato ogni anno: 5 volte meno dell’ex Isotta!
Abbiamo quindi cercato di capire l’origine di questi costi spropositati e forse l’abbiamo individuata: si calcolano infatti tali costi in proporzione (variabile dal 5% dei vialetti al 10% o anche al 20% di altre voci) al costo iniziale delle singole voci. Percentuali altissime, in confronto ai costi che valgono per altri parchi.
Immaginando che l’autore del “preventivo” sia ovviamente il proprietario privato cui il Comune intende affidare il parco, chiediamo agli amministratori saronnesi se abbiano fatto gli opportuni confronti di costo.
Perché se i costi reali di manutenzione e gestione assomigliassero a quelli degli altri parchi, per i 60000 metri quadrati dichiarati dell’ex Isotta parleremmo di una cifra, che potrebbe aggirarsi sui 50-60.000 euro/anno.
Se così fosse, cadrebbe la principale motivazione per cui l’amministrazione comunale intende rinunciare alla proprietà pubblica del parco. E ci confermerebbe che la gestione pubblica diretta (senza fondazioni da rifinanziare ogni anno, con in più il costo del CdA, come insegnano altri decennali esempi a Saronno!) del parco sarebbe una cosa fattibilissima, non solo in linea di principio, ma anche per le tasche dei cittadini.
Notazione finale: questo e molto altro di quanto salterà fuori dalle carte tranquillamente si sarebbe potuto scoprire e dibattere con buon anticipo rispetto all’adozione del Piano ex Isotta, evitando che andasse a finire tra le “osservazioni” dei cittadini che la legge prevede. Per farlo, sarebbe bastato attivare per tempo un vero percorso partecipativo con la cittadinanza sull’urbanistica cittadina, mettendo in condizione le persone che abitano a Saronno di poter comprendere anche tecnicamente le ragioni di scelte così importanti per la salute e la vivibilità delle prossime generazioni ed il futuro di questa città.
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Commenti
Se i soldi li mette Attac la gestione è sicuramente possibile.
Ma probabilmente sono soldi immaginari, come il mondo irreale in cui la cura di un parco che oggi è 80.000 mq e domani 120.000 è praticamente gratis.
Che poi cessione e asservimento pubblico siano nei fatti la stessa cosa è un concetto non pervenuto.
Evidentemente, Attac vuole che il comune possa vendere liberamente l’area un domani.
Pubblicare i dati e il procedimento dei vostri conti, no? La trasparenza solo per gli altri?
Buonasera. Superficie accoglie come suo plurale sia superficie (desueto esercizio di stile) che superfici.
L’adozione del Piano (tutt’altro che frettolosa dato che si tratta di argomento pluriennale, di promessa fatta in campagna elettorale e “stranamente” – questo sì – mantenuta), non esclude le osservazioni, per le quali è previsto ampio spazio sia in termini di argomento che di tempo. Lo stesso non si può dire delle capziose righe rosse da “professorini”, che nulla c’entrano con la sostanza dell’argomento ma che sono invece sempre permesse, anche se sbagliate.
Attac Saronno forse dovrebbe imparare a usare una calcolatrice perchè 405/60 fa 6,75 non 4 come dicono… e non si attacchino al fatto di aver scritto “oltre 4€/m2” perchè pure 500 è oltre 4!!!
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Dai documenti presentati risulta un costo di manutenzione dell’area ex-isotta di 265.000 € che per una superficie di circa 62.000 mq (verde+aree uso pubblico) fa circa 4,25€/mq. I 405.000€ credo corrispondano alla somma delle manutenzioni dell’area ex-isotta, della striscia su via varese e dell’area (attualmente comunale) che dall’ex-isotta porta alla stazione
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da quanto scritto sopra si deduce che i 400k sono per i 60000mq, quindi se non gli serve una calcolatrice gli serve un corso di recupero di lingua italiana
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Contributo interessante, speriamo che possa portare a risvolti concreti
Puntualizzazione seria, che smentisce la frettolosa ed immotivata quantificazione dei costi propinata ai Consiglieri e ai cittadini. Fretta molto sospetta. La convenienza è tutta del privato; perché il Comune deve rinunciare alla proprietà del parco??
Queste sono le lacrime di coccodrillo di chi ha sostenuto la Pagani in campagna elettorale e adesso si accorge DELL’ERRORE COMMESSO.
Ma ormai è tardi, caro Guaglianone!!

