Olimpiadi, paga oltre 200 euro di biglietto per il pattinaggio ma… “non si vede nè schermi nè ghiaccio”
18 Febbraio 2026

SARONNO – Biglietti da oltre 200 euro per assistere a una gara di pattinaggio, ma dal posto assegnato non era possibile seguire la competizione. È la segnalazione di una saronnese presente alla Milano Skating Arena, che denuncia una visibilità talmente ridotta da rendere di fatto impossibile vedere lo spettacolo.
Il problema, spiega la spettatrice, non riguardava solo una visuale parziale. “Eravamo in una fila molto bassa rispetto a quelle davanti e vedevamo soprattutto le persone sedute davanti a noi. La pista era così in basso che si intravedeva solo un po’ di ghiaccio”. A complicare la situazione anche la presenza delle strutture dell’impianto: “C’era il tabellone che copriva la visuale dello schermo centrale e non si vedevano nemmeno i replay”.
La criticità principale, sottolinea, è stata l’assenza di informazioni al momento dell’acquisto. “Non c’era scritto da nessuna parte che fosse un posto a visibilità ridotta. E non era possibile scegliere i posti: si comprava il settore e andava bene quello che capitava”.
Un aspetto che ha aumentato l’amarezza, anche perché altri spettatori che hanno acquistato successivamente hanno ottenuto una sistemazione migliore allo stesso prezzo. “Una persona che ha comprato dopo di noi era in un posto molto più funzionale e ha pagato uguale. Non è corretto”.
Secondo la tifosa, il problema è anche legato al tipo di evento. “A un concerto puoi anche accontentarti e ascoltare. Ma se vai a vedere il pattinaggio, devi vedere il ghiaccio. Non puoi guardare solo le persone davanti a te”.
La situazione, racconta, non ha riguardato solo il suo settore. Le criticità sono state segnalate anche da altri appassionati, tra cui ha fatto grande clamore l’amarezza di tifosa lituana che ha condiviso sui social immagini e proteste per la scarsa visibilità.
Resta quindi la delusione per un’esperienza attesa e non vissuta come sperato, insieme alla richiesta di un gesto di correttezza. “Quei posti non andavano venduti. Se fossi rimasta lì avrei visto pochissimo. Per questo chiederò un rimborso: mi auguro che venga riconosciuto a me e a chi è finito in quei posti con un minimo di onestà intellettuale”.
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C’è chi ancora si fa infinocchiare da questi eventi che servono solo ad ingrassare chi è già obeso.