Addio Centemeri, il ricordo di Gilli del “pastore al servizio della nostra comunità”
11 Marzo 2026

SARONNO – “Una vita lunga al servizio della nostra comunità”. Inizia così il ricordo del sindaco emerito Pierluigi Gilli dell’ex prevosto Pierluigi Gilli che condivide ricordi personali e un vissuto cittadino. Ecco il suo intervento
A livello personale, ricordo che ha celebrato il mio matrimonio e battezzato i miei figli, ha accompagnato alla sepoltura i miei genitori, come è avvenuto per tantissimi altri concittadini. Presenza costante anche dopo la cessazione del suo incarico, perché animatore spirituale della Casa Gianetti e sempre presente a tutti i grandi eventi cittadini.
Lo porterò nella preghiera davanti alla Madonna, cui era devotissimo, nella certezza che abbia già ricevuto il dono dell’eterna visione della Luce. Nel 2007, quando don Angelo terminò la sua missione pastorale, sul bollettino “Orizzonti” lasciai un mio contributo a testimonianza, che ora riprendo come confermativo di sentimenti e di sensazioni allora provate:
La generazione di don Angelo
Se domandassimo ad un trentenne saronnese di indicare istintivamente chi, nella sua vita religiosa, abbia rappresentato un punto fermo, non v’è dubbio che parlerebbe di Giovanni Paolo II, quale Sommo Pontefice, e del Cardinal Carlo Maria Martini, quale Arcivescovo di Milano, la nostra diocesi: entrambi, infatti, hanno segnato profondamente la storia degli ultimi lustri, attraverso l’insegnamento di un lungo magistero, al punto che, per i nati dall’inizio degli anni Ottanta dello scorso secolo, Papa ed Arcivescovo si associano automaticamente a queste luminose figure.
Ma, per una singolare coincidenza, la stessa risposta verrebbe anche sul nome del Prevosto della città, che – in concomitanza con gli altri due Pastori – ha guidato la Parrocchia Prepositurale dei Ss. Pietro e Paolo e la comunità cattolica saronnese per oltre 25 anni: mons. Angelo Centemeri.
Solitamente, si identifica una generazione con questo numero, ritenuto sufficiente per la formazione di una persona e per il passaggio di testimone tra generazioni; un numero notevole, in cui si riassume il raggiungimento di una già importante esperienza umana.
Don Angelo, giunto a Saronno nel 1982, dopo la prematura dipartita dell’indimenticabile Mons. Ugo Ronchi, ha quindi accompagnato paternamente i Saronnesi per un’intiera generazione, nella scansione della loro vita religiosa, dal battesimo, ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, alla nascita delle nuove famiglie, alla chiusura del viaggio terreno, alla gioia di nuove vite consacrate.
Ecco perché la sua costante presenza, dalla durata da primato nella storia della città e dei suoi Prevosti, è talmente entrata nelle nostre abitudini, da essere associata automaticamente al Pastore di tutti, all’unico pastore per i più giovani, la generazione di don Angelo.
Generazione difficile, come difficili sono i tempi in cui don Angelo ci ha guidati: un’epoca che si dice di transizione, che ha visto il tramonto e la messa in discussione di certezze secolari, senza dare – però – riferimenti nuovi e stabili; un’epoca di cambiamento continuo, addirittura ossessivo in cui, dalla concorde e rassicurante unità di fede e di coerenza di opere, si è giunti a diversità di opinioni ed a contrapposizioni anche all’interno della Chiesa e dei fedeli.
Mantenere la barra ferma in un mare agitato è impresa di non poco conto, soprattutto quando il Pastore si rivolge ad un gregge distratto e contrapposto e deve saper evitare distinzioni, per esaltare piuttosto ciò che unisce e sopire ciò che divide, con il richiamo costante, anche se scomodo, alla dimensione spirituale della vita ed alla salvezza, cui tutti sono chiamati.
Caro don Angelo, al termine del Suo lungo e fruttuoso mandato, sappia che tutti riconoscono che Lei ha combattuto la buona battaglia e che (ci) ha conservato la fede; è molto, moltissimo, al di là delle pur tante opere materiali; la Saronno odierna non è più quella che Lei ha trovato venticinque anni fa, soprattutto nella sua composizione sociale, che tanto risente dell’arrivo di molteplici genti; tuttavia, la comunità civile, nella sua frammentarietà, e la sua Amministrazione elettiva guardano ancora con speranza e con rispetto alla comunità cristiana, da cui continuano a trarre i valori fondamentali della nostra tradizione: quelli che Lei, sebbene con altre funzioni, somministrerà generosamente ai nostri anziani, a coronamento di una vita spesa per il bene della nostra (e Sua) città, da Ciocchìn, con il soccorso materno della nostra Beata Vergine dei Miracoli. Mane nobiscum, don Angelo, per multos annos, nella buona salute!».
Ci ha accontentati, gli anni di continuità saronnese sono stati quasi un altro ventennio, trascorsi nella generosità silenziosa.
Ora riposa nella pace e vive nel ricordo di chi ha condiviso con lui il cammino nella fede.
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Commenti
Mi dispiace tantissimo.Aveva celebrato il mio matrimonio nel lontano maggio 1995.
Domenica alla messa in Prepositurale delle h 18 abbiaml pregato affidandolo a Maria; il prete ha comunicato che don Angelo era ormai alla fine della vita terrena e pronto per l’incontro con Gesù.
Riposi in pace.
