Festa del Voto, rinasce una tradizione: la donazione di “buona cera” anche da cittadini e associazioni
11 Marzo 2026

SARONNO – Una promessa che attraversa i secoli e che continua a rinnovarsi con piccoli gesti concreti. In vista della tradizionale festa del Voto, don Massimiliano Bianchi invita la comunità a riscoprire il significato dell’offerta della cera, uno degli elementi storici della promessa fatta dai saronnesi alla Madonna dei Miracoli nel 1577.
Nel suo messaggio il sacerdote parte da un’espressione curiosa della lingua italiana: quella della “buona cera”. Un modo di dire che richiama l’aspetto del volto e il suo legame con lo stato di salute o con il modo di accogliere gli altri. “Nella lingua italiana si può sentire usare l’espressione avere una buona o una cattiva cera”, spiega don Massimiliano Bianchi, ricordando che l’origine della parola risale al termine greco “kara”, che indicava la testa.
Da questa riflessione nasce un invito che unisce dimensione personale e comunitaria. “L’augurio è che ciascuno possa dire di avere una buona cera, considerando la salute del proprio corpo ma soprattutto della propria anima”.
Il messaggio si collega direttamente alla tradizione del Voto dei saronnesi alla Madonna dei Miracoli, una promessa nata nel 1577 durante una grave epidemia e rinnovata ogni anno con celebrazioni e gesti simbolici. “L’impegno è che ciascuno sappia fare una buona cera nei confronti della Madonna dei Miracoli, avvicinandosi e rinnovando la festa del Voto”.
Dopo la riscoperta comunitaria del digiuno proposta lo scorso anno, quest’anno l’attenzione si concentra su un altro gesto storico: l’offerta della cera. “Questo Voto – questa promessa – impegna anche a donare della buona cera”.
La novità riguarda proprio la possibilità concreta di compiere questo gesto. Dalla vigilia del Voto, sabato 21 marzo, fino alla festa dell’Annunciazione, mercoledì 25 marzo, in Santuario saranno disponibili i ceri da offrire alla Madonna dei Miracoli. Un’iniziativa pensata per coinvolgere singoli fedeli, famiglie e associazioni del territorio.
Si tratta di un ritorno alle origini della promessa dei saronnesi. L’offerta della cera faceva parte degli impegni assunti dalla comunità, organizzata allora in famiglie e confraternite, realtà che oggi possono essere paragonate alle associazioni cittadine.
Lo sguardo è già rivolto anche al futuro. Nel 2027 ricorreranno infatti i 450 anni del Voto, un anniversario importante per la comunità saronnese.
“L’augurio e l’impegno per ciascun fedele, per ogni famiglia e per tutte le associazioni presenti sul territorio – conclude don Massimiliano Bianchi – è che abbiate, che facciate e che doniate una buona cera”.
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