Si è spento monsignor Angelo Centemeri amatissimo ex prevosto di Saronno
11 Marzo 2026

SARONNO – Si è spento stamattina, mercoledì 11 marzo, monsignor Angelo Centemeri amatissimo ex prevosto di Saronno. Una vita lunga novantasei anni, settanta dei quali trascorsi nel sacerdozio, e soprattutto un quarto di secolo alla guida della comunità cittadina. Con la morte di monsignor Angelo Centemeri Saronno perde una figura che per molti è stata più di un prevosto: un punto di riferimento umano e spirituale capace di accompagnare intere generazioni.
Nato il 2 aprile 1930 a Sesto San Giovanni, Angelo Centemeri scelse molto presto la strada del sacerdozio. Fu ordinato il 26 giugno 1955 nel Duomo di Milano da Giovanni Battista Montini, destinato pochi anni dopo a diventare papa Paolo VI. Da quel momento iniziò un cammino pastorale che lo avrebbe portato, nel 1982, a Saronno.
L’arrivo in città segnò l’inizio di un lungo periodo che molti saronnesi ricordano ancora oggi. Per venticinque anni, fino al 2007, monsignor Centemeri guidò la Prepositurale accompagnando la comunità in una fase di grandi cambiamenti sociali. Il suo stile era fatto di ascolto, dialogo e presenza quotidiana. Non era raro incontrarlo tra le persone, nelle parrocchie, nelle associazioni, nei momenti pubblici della città.
Durante il suo ministero nacquero iniziative che nel tempo sono diventate parte stabile della vita cittadina. Nel 1987 prese forma Radio Orizzonti, una radio pensata per raccontare la vita della comunità e dare voce alle realtà locali. Tredici anni dopo, nel 2000, in occasione del Giubileo, venne avviata la mensa “Amici di Betania”, un progetto concreto di solidarietà dedicato a chi vive situazioni di fragilità. Un segno tangibile della sua attenzione verso chi aveva meno.
La sua azione pastorale fu segnata anche dalla volontà di tenere aperta la comunità ai cambiamenti della società. Favorì il dialogo con i giovani e con le famiglie, ma anche l’accoglienza verso i nuovi cittadini arrivati in città negli anni dell’immigrazione. Per molti saronnesi la sua figura rappresentava una presenza rassicurante, capace di unire tradizione e attenzione ai bisogni del presente.
Per questo impegno nel 2005 il Comune di Saronno gli conferì la civica benemerenza “La Ciocchina”, uno dei riconoscimenti più significativi per chi ha dato un contributo importante alla città.
Quando nel 2007 lasciò l’incarico di prevosto, non si ritirò dalla vita pastorale. Scelse invece di continuare a servire la comunità in modo diverso. Divenne cappellano della casa di riposo Gianetti a Cassina Ferrara e iniziò a collaborare con l’Unitre come docente. Anche in questa nuova fase continuò a essere vicino alle persone, soprattutto agli anziani, con quella stessa attenzione umana che aveva caratterizzato il suo ministero.
Negli anni successivi non mancò mai nei momenti importanti della città. Tra questi la festa dei patroni Santi Pietro e Paolo con il tradizionale rito del pallone sul sagrato della Prepositurale, una tradizione molto sentita dai saronnesi e che negli ultimi anni lo aveva visto ancora protagonista con l’omelia durante le celebrazioni.
Uno dei momenti più intensi del suo lungo cammino pastorale arrivò durante la pandemia. Dal febbraio 2020, quando l’emergenza sanitaria colpì duramente anche le case di riposo, monsignor Centemeri si trovò a vivere un periodo di isolamento nella RSA Gianetti. Continuò però a celebrare messa ogni giorno nella cappella della struttura, spesso da solo, ma idealmente insieme alla comunità. Quelle celebrazioni solitarie diventarono il simbolo di un legame che non si era interrotto. In quei mesi scrisse riflessioni e messaggi rivolti ai fedeli, parole semplici ma profonde che invitavano alla sobrietà, alla generosità e alla speranza. Parlava spesso dell’amicizia con Gesù come di un rapporto personale e quotidiano, capace di sostenere anche nei momenti più difficili.
Nel giugno 2025 festeggiò il traguardo dei settant’anni di ministero sacerdotale. Per quell’occasione raccolse ricordi e riflessioni in un fascicolo autobiografico intitolato “Storia di un’amicizia”. Un titolo che molti hanno interpretato come la sintesi della sua vita: una lunga amicizia con la fede e con le persone incontrate lungo il cammino.
Anche negli ultimi anni continuò a partecipare alla vita cittadina. Nel dicembre 2024, dopo il furto avvenuto nel Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, volle compiere un gesto simbolico donando il calice della sua ordinazione per la messa di riparazione. Un gesto semplice ma carico di significato, che raccontava il suo legame con la città e con la sua comunità.
Nel corso degli anni non sono mancati anche momenti pubblici di riconoscenza. Nel 2023, per i suoi 93 anni, ricevette la visita dell’amministrazione comunale con gli auguri ufficiali della città. Un segno di affetto verso una figura che, pur non ricoprendo più incarichi ufficiali, continuava a essere parte della storia di Saronno.
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Commenti
Ricordo quanto amava il nostro Santuario della Beata Vergine dei Miracoli dedicandogli anche un paio di libretti di visite guidate e meditate. Ora abbiamo un ANGELO in più in Paradiso
R.I.P. una prece per l’amatissimo monsignore.
Un GRANDE…Dovrebbero seguire tutti il suo esempio. Soprattutto chi ci governa.
Bellissimo ricordo di Don Angelo.Avrebbe sorriso di sicuro leggendolo, magari nascondendo il suo compiacimento dietro una spontanea ritrosia.
La Pro Loco Saronno si associa alla Cittadinanza Saronesse nell’esprimere il cordoglio per la scomparsa di don Centemeri Monsignore ed Emerito Prevosto di Saronno.
Pro Loco Saronno
Il Monsignore, Don Angelo, il Prete….una vita per la Chiesa ed un’attenzione particolare per Saronno. Riposi nella gloria dei Cieli. Sentite condoglianze alla famiglia.
Mauro Lattuada
È stato una persona vicino ai malati parlava sempre con loro dando conforto, ho visto con mia mamma alla casa Gianetti e soprattutto il conforto che ha dato a me e a lei mi fermavo a parlare aveva sempre una parola che mi apriva il cuore bravo Don Angelo ti ricorderò sempre riposa in pace Carmen
Per un uomo così grande, è suonata una agonia piccola piccola…a Cassina Ferrara.
Un altro pezzo della memoria di Saronno che si è persa per sempre
Ne sono veramente addolorato….








