Saronno, D’Alessandro Comitato Prolife replica ai Giovani democratici: “Sbagliato parlare così di patriarcato”
12 Marzo 2026

SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Angela D’Alessandro Comitato Prolife insieme in merito alla nota sull’8 marzo condivisa dai Giovani democratici in merito all’evento di Saronno.
“L’Agnese va a morire” è un romanzo scritto da Renata Viganò che parla della Resistenza vista e vissuta con gli occhi di una donna: Agnese. Questo testo narrativo lo lessi alla scuola media inferiore quella che
adesso si chiama secondaria di primo grado. È un romanzo neorealista di ispirazione autobiografica giacchè Renata Viganò visse realmente l’esperienza partigiana assieme al marito. Fu una staffetta coraggiosa che si distinse per la sua dedizione alla causa tanto da diventare una vera e propria mamma per i compagni partigiani.
Questo cappello mi appare dunque necessario al fine di smontare la frase portante del messaggio dei giovani democratici in piazza a Saronno ossia:”La nonna partigiana ce lo ha insegnato: il vero nemico è il
patriarcato”.
È evidente che qui non sia ben chiara cosa fu la lotta partigiana la quale vedeva maschi e femmine fare squadra per combattere insieme il nemico.E probabilmente non è nemmeno chiaro cosa sia il patriarcato.
Ed è palese che qui è l’ideologia a fare da padrona.
Il patriarcato è un sistema sociale, culturale e storico in cui il potere, l’autorità e il controllo delle risorse sono prevalentemente nelle mani degli uomini, subordinando il ruolo delle donne.
Definire quindi la nostra società patriarcale è una sciocchezza. Le donne si possono realizzare in tutti i campi da quello scientifico a quello tecnico.
Possono fare carriera sia in politica che nella magistratura, nell’arte, nella medicina e di esempi ce ne sono tanti.
Molte sono le donne che si sono realizzate nel lavoro ed hanno dimostrato di avere competenze migliori dei colleghi maschi.
I giovani democratici sono scesi in piazza l’ 8 marzo, festa della donna per parlare di cosa realmente? Di femminicidio e di diritto all’aborto. Incolpando quindi questa presunta società patriarcale di fare fuori una donna ogni tre giorni.
Nonché di trovare ostacoli all’interruzione volontaria di gravidanza. Quasi sempre i femminicidi avvengono in famiglia per mano di ex che non accettano la fine di una relazione quasi sempre tossica. All’interno di relazioni disfunzionali che vedono il partner incapace di superare la perdita.
Tante sono però le violenze contro le donne che non vengono prese in considerazione dalle manifestazioni femministe. Violenza contro le donne è il misero congedo di maternità che vede la mamma dover rientrare al lavoro quando il suo bambino ha ancora tanto bisogno di lei. Violenza contro le donne è la pensione che arriva tardissimo. Violenza contro le donne è il velo islamico e violente le varie commissioni Ue che lo difendono. Violenza contro le donne è l’utero in affitto. Violenza contro le donne è promuovere campagne per finanziare l’aborto, gratis per tutte, banalizzando senza rispetto la vita.
Violenza contro le donne è vedere nelle manifestazioni di “Non una di meno” la caricatura volgare della Vergine Maria. Fa impressione vedere che il bersaglio di una manifestazione di difesa delle donne sia una donna particolarmente innocua. Violenza contro le donne è la pornografia. Violenza contro le donne sono le quote rosa.
Perchè davanti a queste violenze si chiudono gli occhi? Si dà colpa al cattolicesimo responsabile di avere reso la donna una “seconda scelta”. In realtà con la venuta di Cristo la dignità della donna aumenta.
Anche le vedove assumono funzione speciale. Nel medioevo cristiano la donna acquista dignità imparando a leggere e a scrivere, studia si documenta diventando sempre più centrale nella società.
La società cattolica medievale ha prodotto nomi di donne importanti come Santa Caterina da Siena che diventa consigliera di principi e papi. Santa Giovanna d’Arco che giovanissima guida un esercito.
Santa Ildegarda di Bingen, dottore della chiesa che nel 1100 studia la natura, compone musica è linguista, consigliera politica.
Poi è arrivato il 68 con la sua ideologia, con la promessa di liberazione sessuale che ha reso la donna “usa e getta”. Cosa si vuole raggiungere allora oggi con queste manifestazioni?
Personalmente non lo capisco.
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Commenti
prolife chi???
Brava Angela purtroppo chi fa ideologia sul patriarcato nemmeno è a conoscenza delle cose che ha scritto, si lasciano portare in giro da slogan precostituiti e per me abbastanza demenziali come “la nonna partigiana ce lo ha insegnato”. Ridicolizzando di fatto loro stesse.
Articolo al servizio della destra maschilista
Brava, bel discorso: chiaro e sincero. Assolutamente condivisibile.
Il patricato esiste tutti i giorni, va scovato nelle famiglie e nei posti di lavoro e combattuto pubblicamente. Ci risparmi la sua patetica paternale
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Quanta rabbia nelle sue parole. Sembra quasi in cerca di vendetta
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mi associo