Lazzate in movimento chiarisce: “Il sindaco Monti ha trasformato il ricordo di Bossi in occasione di invettive e propaganda”
8 Aprile 2026

LAZZATE – E’ firmata dai consiglieri comunali Franco Bettin e da Andrea Fenocchio la nota di Lazzate in movimento con cui si spiega quanto accaduto nell’ultima seduta dell’assemblea cittadina.
Ecco il testo integrale
La comunicazione per giustificare la nostra assenza al consiglio comunale del 31 marzo non era un comunicato stampa. Era un’informativa indirizzata al segretario comunale e, per conoscenza, al sindaco Andrea Monti nella sua veste di presidente del consiglio.
Dobbiamo dunque ringraziare il sindaco per aver dedicato del tempo prezioso alla lettura pubblica della nostra informativa che ha trasformato in un palcoscenico personale. Ci chiediamo: da quando il consiglio è diventato il luogo in cui si sbandierano le motivazioni private dei consiglieri? La prossima volta avviseremo con un certificato medico dettagliato, magari il sindaco troverà il tempo di leggere anche i sintomi tra un punto all’ordine del giorno e l’altro.
Dopo averne dato lettura impropriamente, il sindaco ha dato il via a un’invettiva contro i consiglieri di Lazzate in Movimento. La nostra “colpa”? Aver spiegato con onestà e trasparenza la scelta di non partecipare alla commemorazione di Umberto Bossi con queste parole: “Con la presente informiamo che non parteciperemo al consiglio comunale convocato per domani, martedì 31 marzo. Umberto Bossi è stata una figura che ha segnato profondamente la storia politica del nostro Paese, portando avanti idee e posizioni che riteniamo lontane dalla nostra visione di società: una comunità inclusiva, solidale, unita e rispettosa delle differenze. Crediamo che le istituzioni debbano essere luoghi che rappresentano tutti i cittadini, e che i momenti ufficiali di commemorazione debbano riflettere valori condivisi. Per questo riteniamo più corretto non prendere parte a una celebrazione istituzionale che non sentiamo nostra. Il rispetto delle persone non viene meno. Ma la coerenza con le proprie idee resta per noi fondamentale.”
Queste righe devono aver scosso profondamente il sindaco, che è arrivato a definirci “estremisti di sinistra fuori dal panorama democratico”. Non intendiamo scendere nel merito delle inesattezze pronunciate in aula: chi ci conosce e segue il nostro lavoro sul territorio da otto anni sa bene chi siamo.
Vogliamo però puntualizzare due passaggi inaccettabili:
Il paragone storico: Accostare un condannato in via definitiva a una figura dello spessore morale e politico di Enrico Berlinguer (per il quale furono celebrati funerali di Stato) è storicamente e politicamente fuori luogo. Di questo passo, aspettiamoci una mozione per dichiarare Trump campione del pacifismo o Mussolini un fine statista. Ormai vale tutto.
L’uso strumentale delle istituzioni: Il Sindaco ci accusa di essere antidemocratici citando il cordoglio del Presidente Mattarella per la scomparsa di Bossi. È bizzarro che lo faccia proprio lui, che sostiene un leader (Salvini) che in passato ha dichiarato di voler scambiare il nostro Presidente con “mezzo Putin”.
Il vero problema, però, non sono le offese ricevute, che per il livello toccato si commentano da sole. Il fastidio del sindaco non è la nostra assenza, ma la nostra libertà. A Lazzate, a quanto pare, la democrazia è gradita solo se si limita al silenzio o all’applauso. Se invece hai l’ardire di dichiarare le tue idee con coerenza diventi immediatamente un pericolo pubblico. La sua concezione di democrazia arretra laddove inizia la libertà altrui: se non la pensi come lui, diventi un “estremista illiberale”.
Noi abbiamo fatto una scelta di coerenza, senza attaccare nessuno e rispettando il dolore sincero di chi ha amato quella figura politica. Siamo persone libere e continueremo a rivendicare questa libertà: quella di non nascondersi dietro “motivi personali” ma di agire, sempre, in nome dei nostri valori.
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Commenti
Bravi, il vostro gruppo quando deve riconoscere l’operato dell’amministrazione è sempre sincera e corretta. Questa volta il Sindaco ha fatto veramente una brutta figura.
arrivati a questo punto che dire di questi personaggi che vedono Berlinguer al pari di Bossi? meno male che l’attuale Lega è in via di estinzione portandosi via certi suoi segaci.Bossi ha si lasciato un segno, un grande segno, peccato che gli attuali dirigenti di quello che era un partito “nordico” a mio avviso dovrebbero andare tutti a lavorare altrove(se sanno che significa LAVORARE)
Noia. Solo noia in questi comunicati
Leghisti povera gente.




