Electrolux Solaro, appello a Fontana e Guidesi dal presidio serale: “Serve il sostegno di tutti”
14 Maggio 2026

SOLARO – Un appello diretto al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, perché sostengano concretamente i lavoratori Electrolux dopo l’annuncio dei 1700 esuberi in Italia. È quanto emerso durante il presidio e le iniziative sindacali davanti allo stabilimento di Solaro, dove proseguono scioperi e mobilitazioni.
“Quella di oggi è stata ancora una giornata di lotta – ha spiegato Andrea Burzomato della Uilm – abbiamo fatto il presidio per tutta la giornata, con sciopero al primo e al secondo turno”. Il sindacalista ha sottolineato la forte preoccupazione per il futuro del sito produttivo, ricordando anche la situazione dei lavoratori precari: “In questo stabilimento ci sono 114 contratti in scadenza ad agosto. Sono tutti lavoratori tra i 20 e i 30 anni che avevano costruito aspettative importanti su questa esperienza”.
Secondo Burzomato serve ora un intervento forte delle istituzioni regionali e nazionali: “C’è stato un appello diretto durante il dibattito a Fontana e Guidesi, che non si sono ancora sentiti, e a spostare la trattativa alla Presidenza del Consiglio dei ministri”. Il rappresentante Uilm ha anche richiamato il tema delle politiche industriali: “Oggi è Electrolux, ieri era Whirlpool, domani sarà qualche altra azienda. In questo Paese ci vogliono politiche industriali ben precise”.
Sulla stessa linea Andrea Torti della Fiom, che ha raccontato il clima vissuto dai lavoratori subito dopo l’annuncio arrivato durante il coordinamento nazionale di Mestre. “Le assemblee sono iniziate spesso con sconforto e terminate con tanta rabbia e tanta voglia di non piegarsi a una scelta arrivata come una doccia fredda”.
Torti ha definito “insultante” l’atteggiamento dell’azienda durante l’incontro in cui è stato presentato il piano con i tagli occupazionali, spiegando che i sindacati hanno deciso immediatamente di proclamare otto ore di sciopero e chiedere il coinvolgimento delle sedi istituzionali. “La discussione doveva proseguire nelle sedi istituzionali e non fermarsi al tavolo aziendale”.
Il sindacalista Fiom ha poi evidenziato l’importanza del sostegno del territorio e delle istituzioni: “La fiducia nei lavoratori non è l’unica leva che può portare alla soluzione della vicenda. Le leve da utilizzare sono innanzitutto quelle istituzionali per convincere l’azienda a cambiare posizione”. E ancora: “A noi serve tutto il supporto fuori dall’azienda per far muovere chi ha il potere di intervenire”.
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Durante il giorno sono presi a smantellare tutto ciò che è pubblico, la sera troppo stanchi per uscire




