Presidio sicurezza, l’analisi di Lila Nigro su arme bianche tra i giovani: “Più attenzione ai luoghi dei giovani”
13 Giugno 2026

SARONNO – Dopo il confronto pubblico sulla sicurezza che si è svolto giovedì sera davanti al municipio, arriva anche la riflessione di Lila Nigro insegnante impegnata da anni nella scuola primaria e secondaria con particolare attenzione ai temi della disabilità.
In una nota rivolta alla sindaca e al consiglio comunale, Nigro invita a trasformare il dibattito emerso durante il presidio in un’occasione concreta di collaborazione tra istituzioni, famiglie e mondo della scuola.
“Vorrei dare un senso al confronto come segnale di buona volontà da parte di tutti. Ripartire dal confronto, dall’empatia e dal rispetto mi sembra l’unica strada da percorrere per tornare a vivere pienamente la nostra città”, afferma.
L’intervento prende spunto dai recenti episodi di violenza giovanile che hanno interessato anche il territorio e dall’aumento dei casi legati all’utilizzo di armi bianche da parte di minori. Secondo Nigro è necessario rafforzare sia gli strumenti di prevenzione sia il coinvolgimento delle famiglie. Tra le proposte avanzate vi è un maggiore monitoraggio del territorio, con particolare attenzione alle aree vicine alle scuole e ai principali luoghi di aggregazione frequentati dai giovani. L’obiettivo, spiega, è prevenire episodi di prevaricazione e situazioni di disagio prima che degenerino.
Un secondo punto riguarda invece il ruolo educativo delle famiglie. Per l’insegnante è fondamentale promuovere occasioni di confronto diretto tra genitori e figli sui temi del rispetto, della legalità e della convivenza civile.”Stimolare un confronto diretto tra genitori e figli su questi temi organizzando incontri programmati che coinvolgano famiglie, scuola, forze dell’ordine, istituzioni e media locali” è una delle indicazioni contenute nella nota.
Nigro richiama infine l’attenzione sulla necessità di recuperare il valore della responsabilità individuale e del rispetto reciproco. “È importante ristabilire i concetti di libertà personale rispetto al danno agli altri”, conclude, sottolineando come la sicurezza non possa essere affrontata esclusivamente attraverso controlli e sanzioni, ma richieda anche un percorso educativo condiviso che coinvolga l’intera comunità.
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Commenti
l’inclusione e l’accoglienza sono un percorso lungo e faticoso, vedremo i frutti nel futuro
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Insistiamo a voler integrare chi non vuole essere integrato e ad accogliere quando non siamo in grado di farlo.
I risultati sono questi, non cerchi altro. -
Li stiamo già vedendo con gli italiani di seconda generazione
Voi maestrine e maestri dalla penna rossa avete okkupato da decenni e decenni una istituzione, l avete piegata ai vs dettami ideologici di partito pre/post komunista e adesso ne sperimentate il fallimento e date la colpa anche alle famiglie e piagnucolate di voler la polizia fuori dalle skuola.
No grazie
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La famiglia è la prima responsabile di questa situazione. Non ci sono storie.
Ottima riflessione. Un tempo si parlava e ci si comportava da “comunità educante”. Se si vuol invertire la rotta, quella è la strada da ripercorrere.