Zappa Saronno: “Serve una soluzione immediata che tuteli studenti, famiglie e diritto allo studio”
18 Agosto 2026
La turnazione pomeridiana non può essere la risposta ordinaria a un problema programmabile

SARONNO – Sulla vicenda della scuola superiore Zappa di via Grandi pubblichiamo l’intervento di Valerio Ricciardelli che si occupa anche di politiche scolastiche in particolar modo delle riforme dell’ istruzione tecnica.
Il caso dell’istituto commerciale Zappa di Saronno richiede una risposta rapida, trasparente e all’altezza della posta in gioco. La possibile attivazione di turni scolastici anche pomeridiani, per dar seguito agli interventi di manutenzione straordinaria previsti dalla Provincia, non è un semplice dettaglio organizzativo: comporterebbe ricadute rilevanti sugli apprendimenti, sulla vita familiare, sui trasporti, sulle attività extrascolastiche e sull’intero funzionamento della comunità scolastica. E tutto ciò si sovrapporrebbe agli altri non pochi problemi organizzativi e didattici che ricorrono all’inizio di ogni anno scolastico: mancanza dei docenti, gestione delle supplenze, difficoltà nel formare i calendari scolastici, inserimento delle prime classi. Per non dimenticare che ci si dovrebbe attrezzare anche per far fronte alla riforma scolastica degli istituti quinquennali.
L’allarme generato dalla comunicazione della dirigente scolastica dello scorso 10 agosto, può e deve essere affrontato prima che diventi una soluzione subita da studenti, famiglie e personale. La via più coerente è quella già adottata in situazioni analoghe: individuare spazi alternativi presso istituzioni pubbliche o private, oppure ricorrere a strutture temporanee idonee, evitando che il peso dei lavori ricada sulla qualità della didattica e quindi sull’apprendimento degli studenti.
Le informazioni oggi disponibili sollevano interrogativi che non possono essere ignorati. La convocazione straordinaria del Consiglio di Istituto per il 26 agosto, chiamato a deliberare sulle soluzioni organizzative conseguenti ai lavori straordinari, impone di chiarire se la turnazione pomeridiana sia una decisione già assunta o una delle ipotesi ancora da valutare. Tra l’altro ciò avverrà dopo che la Provincia avrà già consegnato il prossimo 24 agosto il cantiere dei lavori all’impresa appaltatrice.
Se la decisione non fosse definitiva, e non si fosse posto “il carro davanti ai buoi”, il confronto con gli organi collegiali dell’istituto e le deliberazioni sono il punto di partenza su cui poggiano tutte le decisioni. Se invece la decisione della turnazione fosse già stata assunta, occorre spiegare dapprima con chiarezza quale ruolo sia stato riservato al Consiglio di Istituto e quali atti abbiano preceduto la comunicazione alle famiglie, per poi rimettere in discussione la decisione presa e trovare una soluzione differente.
È inoltre necessario chiarire il coinvolgimento del Collegio docenti, a cui compete occuparsi dei risultati di apprendimento, e che per una modifica così significativa dell’organizzazione scolastica dovrebbe essere pienamente informato, coinvolto e chiamato a esprimersi negli ambiti di propria competenza.
Anche i tempi della comunicazione della dirigente scolastica, tra l’altro, con una incomprensibile tardività, destano preoccupazione. Per interventi di manutenzione straordinaria di tale portata, con effetti potenzialmente estesi sull’intero anno scolastico, famiglie, studenti e personale non possono essere informati a ridosso della riapertura delle scuole.
Le famiglie hanno bisogno di certezze e affidabilità per fare le loro scelte, quindi di conoscere gli atti adottati, le alternative valutate e le ragioni e le conseguenze di ogni decisione. Occorre sapere se siano stati effettivamente cercati altri spazi attraverso una collaborazione strutturata tra Provincia, scuola, ufficio scolastico territoriale, amministrazione comunale e altri soggetti pubblici o privati disponibili. Si tratta di un percorso già adottato con successo in situazioni simili, come dimostrano recenti esperienze in altri territori
La didattica a distanza, indicata da alcune famiglie come possibile alternativa, non può essere considerata una soluzione automatica adeguata né equivalente alla presenza in aula. Il punto centrale resta garantire continuità didattica, qualità degli apprendimenti, condizioni organizzative sostenibili non ostative o incidenti sul rendimento scolastico, tutti fattori che concorrono a garantire il diritto allo studio.
Per questo occorre che le istituzioni competenti intervengano con urgenza e responsabilità. Davanti a lavori di manutenzione straordinaria per un importo di 6,3 milioni di euro, non è accettabile che la risposta principale sia la penalizzazione dell’organizzazione scolastica. La soluzione va cercata subito: con altri spazi, anche temporanei, per salvaguardare il diritto allo studio e la qualità dell’anno scolastico degli studenti dello Zappa.
Valerio Ricciardelli
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Commenti
Ore di 50 minuti e reintroduzione temporanea del sabato mattina
“mancanza dei docenti, gestione delle supplenze, difficoltà nel formare i calendari scolastici, inserimento delle prime classi.”
Ogni anno da decenni e decenni si leggono le stesse problematiche e mai risolte.
Incapaci con l ordinario, incapaci con lo straordinario



