Zappa, lettera aperta al ministro Valditara: “La scuola non è soltanto un edificio”
3 Settembre 2026

SARONNO – Una lettera indirizzata al ministro dell’Istruzione e del Merito per chiedere attenzione sulla situazione dell’Itcs “Gino Zappa” e sulle preoccupazioni di studenti e famiglie legate all’ipotesi dei doppi turni durante i lavori di riqualificazione della scuola. Al centro dell’appello la richiesta di valutare tutte le possibili alternative e di aprire un confronto tra le istituzioni coinvolte.
Egregio Signor Ministro,
mi rivolgo a lei per sottoporre alla sua attenzione la situazione che stanno vivendo numerose famiglie degli studenti e delle studentesse dell’Itcs “Gino Zappa” di Saronno.
Non scrivo in qualità di genitore di una studentessa o di uno studente dell’istituto, ma come portavoce delle preoccupazioni che mi sono state espresse da una ragazza dello Zappa, figlia di un mio caro amico. Attraverso il suo racconto ho avuto modo di conoscere una situazione che, a quanto mi è stato rappresentato, coinvolge molte altre famiglie.
Ho ritenuto doveroso farmi portavoce di questa vicenda perché ritengo che quanto sta accadendo meriti particolare attenzione da parte delle istituzioni, soprattutto per le modalità e i tempi con cui le famiglie sono state informate.
È importante chiarire fin da subito che nessuno mette in discussione la necessità dei lavori di riqualificazione dell’Istituto. Un intervento di ammodernamento dell’edificio scolastico è certamente positivo e rappresenta un investimento importante per il futuro degli studenti. La forte preoccupazione riguarda invece le modalità individuate per garantire lo svolgimento delle lezioni durante i lavori e in particolare l’ipotesi di ricorrere al doppio turno, con attività didattica distribuita tra mattina e pomeriggio.
A destare particolare perplessità è soprattutto la tempistica con cui questa possibilità è stata comunicata alle famiglie: soltanto il 10 agosto, a poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico. A quel punto, molte famiglie avevano già organizzato la propria vita lavorativa e familiare sulla base dei consueti orari scolastici.
Un cambiamento di tale portata non rappresenta infatti una semplice modifica dell’orario delle lezioni. Può incidere sui turni di lavoro dei genitori, sull’organizzazione familiare, sui trasporti e sulle attività sportive, musicali e formative che gli studenti svolgono al di fuori della scuola.
La situazione appare ancora più complessa per gli studenti pendolari, che devono necessariamente conciliare gli orari scolastici con quelli del trasporto pubblico e con i tempi di percorrenza per raggiungere le proprie abitazioni.
Proprio per questo, considerando che si tratta di lavori programmati e destinati a protrarsi per un periodo significativo, è difficile non chiedersi se tutte le possibili alternative siano state valutate con sufficiente anticipo.
Dalle informazioni rese pubblicamente dalla Provincia di Varese risulta infatti che interlocuzioni per individuare spazi alternativi sarebbero state avviate già nei mesi precedenti. Da qui alcune domande che credo sia legittimo porre: quali strutture sono state concretamente prese in considerazione? Quali soluzioni sono state valutate dalla scuola, dalla Provincia, dal Comune e dagli altri soggetti coinvolti? E per quali ragioni eventuali alternative sono state ritenute impraticabili?
Non si tratta di voler individuare un responsabile, né di ostacolare la realizzazione dei lavori. Si tratta di capire se, prima di prospettare il ricorso ai doppi turni, sia stato fatto tutto il possibile per individuare una soluzione in grado di ridurre l’impatto sugli studenti e sulle loro famiglie.
Nel frattempo, la questione ha determinato una significativa mobilitazione da parte degli studenti e dei genitori. Una petizione promossa dalle famiglie ha raccolto oltre 1.200 adesioni, mentre il Consiglio d’Istituto ha espresso all’unanimità la propria contrarietà all’organizzazione delle lezioni su doppio turno, chiedendo che vengano individuate soluzioni alternative.
Sono elementi che testimoniano quanto la questione sia sentita e quanto sia necessario, a mio avviso, un confronto istituzionale che possa portare rapidamente a una soluzione condivisa.
Per questo le chiedo di voler prestare attenzione alla vicenda dell’Itcs “Gino Zappa” e di favorire un intervento che consenta a tutte le parti coinvolte di confrontarsi in tempi brevi. Ritengo in particolare auspicabile la convocazione di un tavolo istituzionale che coinvolga il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Ufficio Scolastico Territoriale, la Provincia di Varese, il Comune di Saronno, la dirigenza dell’Istituto, gli studenti e i rappresentanti delle famiglie.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di esaminare concretamente tutte le possibili alternative al doppio turno: eventuali strutture scolastiche disponibili sul territorio, spazi pubblici o privati idonei, strutture temporanee o altre soluzioni organizzative che consentano di garantire la continuità delle lezioni senza imporre agli studenti e alle famiglie un cambiamento così significativo della loro quotidianità.
Parallelamente, sarebbe importante garantire alle famiglie un’informazione chiara, completa e tempestiva, spiegando le soluzioni prese in considerazione e le ragioni per cui una determinata scelta dovesse eventualmente prevalere sulle altre.
In altre parole, non si chiede di fermare i lavori. Si chiede che possano procedere regolarmente, ma che, nello stesso tempo, venga tutelato il diritto degli studenti a una frequenza scolastica compatibile con le normali esigenze didattiche, familiari e personali.
Mi permetto di sottoporre questa vicenda alla sua attenzione anche pensando alla studentessa che mi ha reso partecipe della situazione. Per lei, come per tanti altri ragazzi e ragazze, l’inizio del nuovo anno scolastico dovrebbe rappresentare una tappa importante del proprio percorso formativo, non essere segnato dall’incertezza legata a un’organizzazione che non dipende dalle loro scelte.
È per questo che ho scelto di dare voce alle sue preoccupazioni e a quelle che mi sono state rappresentate da molte famiglie.
Sono convinta che la scuola non possa essere considerata soltanto come un edificio: è prima di tutto il luogo nel quale ogni giorno studenti, famiglie, docenti e personale scolastico costruiscono un percorso educativo e formativo. La realizzazione di un importante progetto di ristrutturazione dovrebbe quindi essere accompagnata dalla massima attenzione verso le persone che ne subiranno direttamente le conseguenze organizzative.
Confido pertanto nella sua attenzione e nella possibilità che il Ministero possa contribuire a favorire un confronto serio, trasparente e tempestivo, affinché venga individuata una soluzione alternativa al doppio turno o, quantomeno, affinché tutte le alternative concretamente praticabili siano valutate prima di assumere una decisione definitiva.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare a questa segnalazione e auspico che la voce degli studenti e delle loro famiglie possa essere ascoltata e trovare un concreto riscontro istituzionale. Con osservanza e con viva fiducia in un suo interessamento, le porgo i miei più cordiali saluti.
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Commenti
miiii se hanno rotto, che scrivano pure a Mattarella, al Papa e a Trump… meno male che tra 10 giorni incomincia la scuola e finirà sta sceneggiata



