Zappa, Magrini: “Soluzione tampone fino a dicembre”. Poi la stoccata politica a ministro e sindaci
4 Settembre 2026

SARONNO – “Dietro a certe posizioni ci sono anche posizioni di tipo politico”. È la stoccata con cui il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini chiude il suo intervento sul caso dell’Itc Gino Zappa, chiamando in causa anche le lettere arrivate dai sindaci delle Groane e l’intervento a IlSaronno del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. È questo il passaggio più forte dell’intervista rilasciata a “Lombardia Diretta”, trasmissione di Telelombardia, dove Magrini, intervistato da Daniele Porro, ha ricostruito la vicenda del cantiere e soprattutto le soluzioni su cui si sta lavorando per evitare i doppi turni.
Il punto di partenza è l’investimento sullo Zappa. Magrini ha ricordato come la Provincia abbia scelto di destinare alla scuola saronnese circa 6,1 milioni di euro che avrebbero potuto essere utilizzati anche per altri istituti del Varesotto. “Abbiamo deciso di investire sullo Zappa perché ritenevamo che fosse una scuola importante e strategica. È in un luogo importante della provincia di Varese, ma è funzionale anche alla Città metropolitana, a Monza Brianza e a Como”. Un intervento necessario, secondo il presidente, per affrontare problemi energetici, di riscaldamento, raffrescamento e sicurezza della struttura. Il cantiere è diviso in tre lotti: il primo coinvolge 12 aule, il secondo 18, mentre il terzo interessa 25 ambienti tra aule, uffici e laboratori. “Spostare gli studenti, se non ci sono da altre parti degli spazi idonei, diventa una criticità”.
Da qui la ricerca di una soluzione per l’inizio dell’anno scolastico. Dopo il confronto tra le istituzioni, Magrini ha spiegato che per la prima fase si punta su una soluzione tampone fino a dicembre. Alcune aule sono state individuate al liceo scientifico G.B. Grassi, altre all’interno delle strutture disponibili e ulteriori spazi potrebbero arrivare grazie alla collaborazione con altre realtà cittadine. “Arriveremmo così alle 10 aule”, ha spiegato il presidente, precisando che sono quelle necessarie per affrontare il primo lotto.
“Fino a dicembre si tampona. Stiamo studiando altre soluzioni“. È dopo la conclusione del primo lotto, infatti, che resta l’incognita maggiore. Con l’avanzare del cantiere aumenterà il numero degli ambienti coinvolti e serviranno nuovi spazi. “Bisogna trovare altre 10 aule da qui a dicembre per poter poi pianificare gli altri interventi del secondo e del terzo lotto”.
Tra le possibilità valutate c’è anche quella di utilizzare strutture temporanee, i cosiddetti box. Una strada che avrebbe però un costo importante. “Abbiamo già fatto dei prospetti, oltre 300-350 mila euro. Bisogna capire chi paga“. Sul tavolo resta anche la possibilità di utilizzare spazi in altre strutture, organizzando eventualmente gli spostamenti degli studenti con il trasporto pubblico locale. “Non è che non stiamo lavorando. Stiamo lavorando e stiamo valutando tutte le varie soluzioni”.
Magrini apre inoltre a una modifica dei tempi del cantiere se questo potesse servire a scongiurare definitivamente i doppi turni. “Non escludo che magari allunghiamo qualcosa se può portare il beneficio di non fare il doppio turno. Se c’è qualche soluzione tecnica che ci permettesse di terminare i lavori magari con un mese o due in più, ma permettendo di non fare il doppio turno, io sono favorevole”. Una possibilità, precisa, che non significa fermare l’intervento: “Non quella di rinunciare o di bloccare i lavori adesso”.
Magrini tira fuori poi il tema politico: “La collaborazione in Provincia è sempre stata aperta e siamo sempre stati disponibili ad ascoltare tutti. Il fatto è che secondo me dietro a certe posizioni ci sono anche posizioni di tipo politico, perché le lettere che sono arrivate anche da parte dei sindaci e la comunicazione del ministro Valditara dicono che è di competenza della Provincia. La competenza della Provincia è per quanto riguarda i lavori, ma per quanto riguarda l’organizzazione spetta alla scuola. Poi semmai la Provincia, insieme alle altre istituzioni, agli altri sindaci e al sindaco di Saronno in particolare, va alla ricerca di soluzioni e può dare una mano, magari anche da un punto di vista economico. Ad esempio la Provincia è all’interno del trasporto pubblico locale e potrebbe aumentare le corse se servissero. Però non scarichiamo tutto sulla Provincia. Non strumentalizziamo, soprattutto politicamente, perché questi sono problemi dei cittadini, delle famiglie, e noi come istituzioni vogliamo mettere in sicurezza i ragazzi. Non è che possiamo aprire un lavoro e fare due aule, poi tre, quando c’è un cantiere in essere, perché vuol dire mettere anche a repentaglio i nostri ragazzi. Non prendiamoci in giro, lo dobbiamo fare anche per il bene dei nostri ragazzi”.
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Commenti
È chiaro che dietro i genitori ci sia la presenza di Lega e Forza Italia. Non è concepibile un atteggiamento così vittimista. Pensano che tutto sia dovuto, frignoni!
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??? Spero stia scherzando.
Magrini vattene
Magrini..adesso è arrivato
Magrini, hai toppato alla grande…
Magrini stavi dormendo. Ti sei svegliato.adesso perchè i genitori hanno alzato la voce! Siamo a Settembre. Cos’hai fatto finora??? Politici inutili. Siete li a scaldare la sedia!
oltre 300-350 mila euro. Bisogna capire chi paga… fate pagare i genitori che piangono per niente




