Data center Cesate, cosa dice la petizione: “Stop all’approvazione, servono verifiche e un’assemblea pubblica”
7 Settembre 2026

CESATE – Fermare l’approvazione definitiva del Piano attuativo del data center di via Ruggero Leoncavallo, completare le verifiche ambientali e urbanistiche e portare il progetto davanti ai cittadini con un’assemblea pubblica. Sono le richieste contenute nella petizione popolare promossa dal neonato Comitato per la tutela del territorio di Cesate.
Le firme sono state raccolte venerdì 28 agosto, durante l’incontro pubblico dedicato al progetto che si è tenuto al Circolo Arci di via dei Martiri. Nel corso della serata diversi cittadini di Cesate e dei comuni limitrofi hanno sottoscritto il documento, mentre altri hanno lasciato i propri riferimenti per partecipare alle attività del comitato.
La petizione è indirizzata al sindaco, alla giunta e all’Amministrazione comunale e riguarda il data center previsto nell’Ambito di trasformazione Ti1-Ti2-Ti6-Ti7 di via Ruggero Leoncavallo. Il Piano attuativo è stato adottato dalla giunta comunale il 30 luglio e fino alle 12 del 3 settembre è possibile presentare osservazioni prima dell’approvazione definitiva.
Nel documento il comitato mette nero su bianco cinque motivi alla base della mobilitazione. Il primo riguarda i parametri urbanistici, per i quali vengono indicate differenze tra i limiti previsti dal Piano di governo del territorio e i dati del progetto, in particolare per indice di edificabilità, superfici e altezza.
Il secondo punto riguarda le valutazioni ambientali, che secondo il comitato devono essere “aggiornate e completate”. Viene inoltre richiamata la vicinanza alle abitazioni e al Parco delle Groane, con particolare attenzione a rumore degli impianti, impatto paesaggistico, impermeabilizzazione del suolo e possibili interferenze con il sistema ecologico.
Un altro capitolo riguarda salute, sicurezza e qualità ambientale. Il comitato chiede ulteriori garanzie sulle indagini dei terreni e sugli elementi impiantistici ancora da definire. Infine viene posto il tema dell’interesse pubblico: opere, cessioni di aree, contributi economici e benefici per la comunità, secondo i promotori, devono essere definiti e resi comprensibili prima della decisione definitiva.
Cinque anche le richieste formulate nella petizione:
“Chiediamo di sospendere l’approvazione definitiva del Piano Attuativo relativo al Data Center di via Leoncavallo; di aggiornare e completare le valutazioni ambientali, acquisendo tutti i pareri necessari sulla configurazione effettiva del progetto; di verificare puntualmente la conformità urbanistica di indici, superfici, altezze e caratteristiche dell’intervento; di rendere pubblici e comprensibili gli aspetti economici e di interesse pubblico, comprese opere, cessioni, contributi e obblighi del soggetto attuatore; di convocare un’assemblea pubblica e di sottoporre la petizione alla discussione del Consiglio comunale, dando una risposta formale alle richieste dei cittadini”.
Il messaggio conclusivo scelto dal comitato sintetizza l’obiettivo della raccolta firme: “Cesate merita che una trasformazione di questa portata venga decisa con trasparenza, verifiche complete e reale partecipazione dei cittadini”.
La mobilitazione si inserisce in un confronto iniziato nelle scorse settimane attorno al progetto del data center. Già prima dell’incontro di venerdì erano state avviate iniziative e una raccolta firme online, mentre la serata del 28 agosto ha segnato anche l’avvio del nuovo comitato cittadino.
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Commenti
bene, ora tutti quelli che hanno firmato la petizione possono riconsegnare smartphone, pc, smart tv e qualsiasi altra cosa che si connette a internet, gli verranno sostituiti con un Nokia 3310 e una tv a tubo catodico anni 80




