Electrolux, Governo e Regioni fanno fronte comune. Il ministro: “Preservare stabilimenti e occupazione”
9 Settembre 2026

SOLARO – Governo e Regioni fanno fronte comune nella vertenza Electrolux, che coinvolge direttamente anche il Saronnese per il futuro dello stabilimento di Solaro. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato in videocollegamento i presidenti delle Regioni interessate per fare il punto sulle trattative con la multinazionale. «È importante la piena condivisione con le Regioni sulla strategia e sugli obiettivi da perseguire, perché ci rafforza nel confronto con l’azienda, giunto ora a una fase decisiva», ha dichiarato Urso al termine dell’incontro, al quale hanno partecipato Attilio Fontana per la Lombardia, Massimiliano Fedriga per il Friuli Venezia Giulia, Alberto Stefani per il Veneto, Francesco Acquaroli per le Marche e l’assessore Giovanni Paglia in rappresentanza dell’Emilia Romagna.
Il confronto arriva dopo la fumata nera della scorsa settimana al ministero, quando Electrolux ha sostanzialmente confermato il piano di ridimensionamento delle attività italiane. Complessivamente si parla di un taglio vicino al 40 per cento degli addetti, con quasi 1.700 esuberi considerando anche i contratti a termine dei quali non sarebbe previsto il rinnovo. Oltre 200 posti sono a rischio nello stabilimento di Solaro, alle porte di Saronno, dove vengono prodotte lavastoviglie. Una realtà che, considerando anche l’indotto, interessa direttamente molte famiglie del Saronnese.
Il Governo ribadisce la richiesta di un cambio di rotta. «Vogliamo preservare gli stabilimenti e l’occupazione e pretendiamo da parte dell’azienda un piano di rilancio credibile, fondato su investimenti e su una produzione sostenibile nel tempo», ha rimarcato Urso. Il prossimo passaggio è già fissato: il tavolo nazionale sulla vertenza sarà nuovamente convocato dopo il Consiglio Competitività europeo del 24 settembre. In quella sede il Governo italiano intende anche sollecitare l’adozione a livello europeo delle misure contenute nel “non paper” promosso insieme a Francia, Germania e Polonia.
«Noi non molliamo», ha concluso il ministro, che già nei giorni precedenti aveva avuto un confronto telefonico con i presidenti delle Regioni coinvolte, anche alla luce dell’incontro tenutosi al Mimit con le organizzazioni sindacali.
09092026
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Il ministro conta come il 2 di picche.




