Data center a Cesate, Caronno chiede un tavolo sovracomunale. Giudici: “Serve una cabina di regia”
13 Settembre 2026

CARONNO PERTUSELLA – Un tavolo con i Comuni confinanti, gli enti sovraordinati e i parchi per condividere una cabina di regia che analizzi in modo integrato le trasformazioni in atto sul fronte Data center, garantendo che lo sviluppo infrastrutturale non comprometta in modo irreversibile il valore ecologico, paesaggistico e la qualità della vita delle nostre comunità.
È la richiesta messa nero su bianco dal sindaco di Caronno Pertusella Marco Giudici, che interviene sul progetto destinato a sorgere a poco più di 500 metri dal confine comunale. Una presa di posizione che non è un “no” all’infrastruttura, ma la richiesta di una regia sovracomunale davanti a trasformazioni che, secondo il primo cittadino, non possono essere valutate separatamente.
“Si propone l’istituzione di un tavolo di confronto istituzionale che vada a coinvolgere i Comuni limitrofi a Cesate, anche non facenti parte di Città Metropolitana, eventualmente aperto a enti sovraordinati potenzialmente interessati e agli enti parco interessati (Plis del Lura e Parco Groane)” scrive Giudici nella nota.
La presa di posizione arriva dopo l’adozione, il 30 luglio da parte della Giunta comunale di Cesate, del “Piano attuativo unitario TI 1, TI 2, TI 6, TI 7”. “Pur comprendendo le dinamiche di sviluppo economico, riconoscendo la legittimità dei percorsi urbanistici avviati e rilevando che le controdeduzioni alle nostre osservazioni espresse in fase di verifica di assoggettabilità a Vas hanno trovato opportuno chiarimento negli elaborati depositati a seguito di adozione non possiamo non evidenziare una forte perplessità circa la mancanza di una visione d’insieme e di una pianificazione coordinata a livello d’area vasta”.
Il nodo, per l’Amministrazione caronnese, è la portata dell’insediamento e soprattutto il contesto territoriale nel quale andrebbe a inserirsi.
“L’insediamento di una struttura ad altissimo impatto infrastrutturale ed energetico quale il Data Center proposto, caratterizzato da rilevanti superfici coperte, da altrettanto rilevanti altezze fuori terra, da importanti volumi e da significativi presidi tecnologici ed energetici di emergenza, si inserisce in un contesto territoriale già fortemente sollecitato e contiguo a confini comunali estremamente sensibili”.
Giudici richiama in particolare la vicinanza dell’area interessata a un settore agricolo e naturale strategico, che svolge la funzione di corridoio ecologico di connessione con il Parco Regionale delle Groane e con il sistema del Parco del Lura. A preoccupare è anche la presenza, nello stesso ambito territoriale, di altri progetti.
“La presenza contemporanea di ulteriori rilevanti proposte d’intervento, seppur situate nei Comuni limitrofi, comunque ricadenti nel medesimo ambito territoriale, quale, tra le altre, il progetto per la realizzazione di un impianto agrivoltaico nei comparti agricoli limitrofi tra Cesate e Solaro, rischia di produrre un effetto di frammentazione del suolo incontrollata. Valutare ciascuna iniziativa in modo disgiunto impedisce di misurare la reale portata dell’impatto cumulativo sull’ecosistema locale, sul microclima e sul paesaggio”.
Il sindaco ricorda anche gli sforzi compiuti dai Comuni confinanti sul fronte della continuità verde, della de-impermeabilizzazione dei suoli e della tutela delle connessioni biologiche, sia singolarmente sia attraverso il Plis del Lura. “Interventi di questa portata, in assenza di una visione di insieme, rischiano di annullare gli sforzi di attenuazione delle isole di calore e di salvaguardia della biodiversità su scala sovracomunale”.
C’è poi un passaggio dedicato direttamente ai rapporti tra le Amministrazioni. Caronno Pertusella aveva presentato proprie osservazioni durante la verifica di assoggettabilità a Vas. Nelle risposte viene indicato un percorso di concertazione intercomunale per la definizione delle misure mitigative e compensative previste dal progetto. Giudici, però, evidenzia: “Ad oggi non ci risulta avviata, su iniziativa del Comune di Cesate, alcuna attività che abbia direttamente coinvolto l’Amministrazione del Comune di Caronno Pertusella”.
Da qui un’altra richiesta precisa: “Si ritiene indispensabile coordinare preventivamente con i Comuni limitrofi l’analisi delle opere di compensazione ecologica, affinché non si traducano in meri interventi puntuali ma in reali barriere e connessioni verdi efficaci per l’intero ambito intercomunale”.
Non tutti gli elementi tecnici, inoltre, risultano ancora disponibili. “Come risultante dalla documentazione si attendono gli studi preposti alla valutazione degli impatti sulle emissioni in atmosfera e sull’impatto acustico”. Giudici allarga quindi il ragionamento al quadro che si sta delineando nel nord Milano e alle diverse ipotesi di trasformazione del territorio emerse nelle ultime settimane.
“Mi sento di esprimere una forte preoccupazione per il quadro complessivo che sembrerebbe si stia venendo a creare nell’area del nord milanese, in questi giorni stanno uscendo numerosi articoli di giornale e comunicati stampa, sono sorti anche comitati di cittadini e si stanno diffondendo dati di non certa provenienza e difficilmente verificabili proprio in virtù della totale assenza di una vera e propria regia. Parallelamente all’intervento su Cesate stanno avanzando numerosi altri interventi, in altri casi si tratta di ipotesi più o meno ventilate”.
Nella parte conclusiva della lettera il sindaco chiarisce però esplicitamente che la posizione di Caronno Pertusella non è di contrarietà pregiudiziale ai data center. “Preme ribadire con chiarezza che questa Amministrazione non muove alcuna opposizione preconcetta o ideologica all’insediamento di infrastrutture digitali. Riconosciamo pienamente che i Data Center rappresentino componenti fondamentali e strategici per lo sviluppo tecnologico, la digitalizzazione del Paese e la competitività del sistema economico”.
“L’obiettivo di questa nota non è ostacolare o rallentare tali investimenti, bensì affermare con forza la necessità di “governare” la trasformazione del territorio anziché subirla o gestirla per singoli comparti stagni“.
Ed è proprio da questa impostazione che nasce la richiesta del tavolo istituzionale. L’obiettivo indicato da Giudici è “condividere una cabina di regia che analizzi in modo integrato le trasformazioni in atto, garantendo che lo sviluppo infrastrutturale non comprometta in modo irreversibile il valore ecologico, paesaggistico e la qualità della vita delle nostre comunità”.
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Commenti
Un data center tipico utilizza circa 1,1 milioni di litri d’acqua al giorno. Quest’acqua di scarico non è pulita. Si tratta di un cocktail chimico contaminato da inibitori di corrosione, metalli pesanti, nitriti e, in molti casi, PFAS, i cosiddetti “inquinanti perenni”, utilizzati per proteggere apparecchiature sensibili. Queste tossine vengono regolarmente scaricate nelle fognature comunali, nei fiumi locali e persino nelle falde acquifere.
Faremo la fine del Nucleare
A Caronno un sindaco PD che ragiona. A Saronno certe proposte tocca farle all’opposizione e la Sindaca di solito le boccia come ha fatto con l’Elettrolux. Simon proprio messi male.
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se ragionasse la pianterebbe di fare il NIMBY
Meritereste tutti che l’intero mondo online metta al bando l’Italia
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Tu meriteresti che ti costruissero una raffineria nel cortile di casa, se dici una sola parola ti obblighiamo ad andare in giro a piedi tutta la vita.




