SARONNO – Sala piena e un silenzio che denota grande curiosità e interesse sabato 18 ottobre nella Sala Consiliare “Agostino Vanelli”, dove è stato presentato il volume “Agostino Vanelli, sindaco della Liberazione”, scritto dallo storico Beppe Nigro e dedicato al primo cittadino del dopoguerra. L’iniziativa, promossa dal Comune di Saronno con la collaborazione dell’Anpi e della Società Storica Saronnese, ha richiamato un folto pubblico e tante figure che hanno segnato la vita politica e civile della città.
Tra i presenti la sindaca Ilaria Pagani e gli ex Augusto Airoldi, Pierluigi Gilli, Luciano Porro e Angelo Tettamanzi, insieme all’assessore Nicola Gilardoni, ai consiglieri Cecilia Cavaterra, Massimiliano D’Urso, Angelo Lovati, Mauro Rotondi e agli ex assessori Franco Casali, Valeria Valioni, Alessandro Merlotti e Laura Succi.
A concludere l’incontro è stata la sindaca Ilaria Pagani, che ha espresso parole di profonda riconoscenza: “Nel suo intervento, la sindaca Ilaria Pagani ha ricordato Agostino Vanelli come “un medico e un amministratore che ha saputo prendersi cura della città come dei suoi pazienti, con dedizione, ascolto e senso del dovere”. Ha poi sottolineato che “la libertà non è un traguardo definitivo, ma un impegno quotidiano da rinnovare insieme, seguendo l’esempio di chi, come Vanelli, ha servito Saronno con umanità e responsabilità”.
Nella mattinata Beppe Nigro ha tracciato un ritratto di un uomo Vanelli: “Era un uomo del suo tempo – ha aggiunto – ma con idee ancora attuali, come l’attenzione alla salute, all’alimentazione e al benessere collettivo”. Un excursus a partire dalla formazione alla vita come medico condotto prima a Caronno e poi a Saronno, sempre disponibile a ogni ora del giorno e della notte. “Basti dire che aveva qualcosa come 8 mila mutuati”. Conquista la comunità con campagne di vaccinazioni nelle fabbrica e suggerimenti per migliorare le condizioni igienico sanitarie.
Nigro ha ricordato anche l’impegno civile e politico di Vanelli, antifascista e sostenitore della libertà, che dopo aver festeggiato in piazza con gli operai dell’ex Isotta Fraschini fu costretto all’esilio in Svizzera. E ancor più intenso il passaggio sul suo rientro in Italia e la sua esperienza da partigiano: “E’ un periodo breve ma lo definisce a tutto tondo. E’ uno degli ultimi a lascia l’Ossola”.
Torna a Saronno dopo il 25 aprile e acclamato dalla popolazione e il Ccnl lo proclama sindaco: “Il primo problema era la fame ma Vanelli era determinato prendeva decisioni. La prima cosa che ha fatto, ad esempio, è mandare camion Isotta a prendere derrate nel biellese. O poi ha avuto tanti problemi di quel periodo storico a partire dall’epurazione. Era un ottimo amministratore. Ha riorganizzato la macchina comunale a partire dall’ufficio per il prelievo delle imposte con un anagrafe che si aggiunge a quella per portare i saronnesi e le saronnesi al voto”.
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Commenti
A noi serve uno che liberi Saronno dal PD. Dimettetevi.
Pagani…IMPARA!!
Propongo per la prossima ciocchina il nome di Beppe Nigro che si spende per la storia di Saronno.
Beh o presenti hanno conosciuto qualcosa dei primi 45 anni di vita del dott. Vanelli, dei successivi 60, buio totale. La “sala” rumoreggiava, ma solo una signora ha avuto il coraggio di farlo sapere, purtroppo senza effetto.

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