SARONNO – Una sala del commiato gremita e un silenzio carico di attenzione hanno accompagnato, domenica 4 gennaio alle 17, l’ultimo saluto a Ivonne Trebbi, staffetta partigiana scomparsa lo scorso 2 gennaio all’età di 97 anni. Nella struttura di via Manzoni si è svolta una cerimonia laica intensa e partecipata, diventata occasione di memoria condivisa e di riflessione civile.
IL RICORDO DI CLAUDIO CASTIGLIONI PER ANPI SARONNO
A nome della famiglia ha preso la parola Angelo Basilico, nipote di Ivonne Trebbi, che ha ringraziato la città e le associazioni per la vicinanza, ricordando una scelta di vita mai rinnegata: “Ivonne ha deciso a 16 anni di non restare indifferente e ha portato fino all’ultimo la testimonianza di quella scelta, intrecciando la sua vicenda personale con quella dei comunisti italiani e della Resistenza”.
Nel suo intervento, la sindaca Ilaria Pagani ha sottolineato il valore pubblico della sua figura: “Ivonne non è stata solo testimone di un tempo difficile, ma protagonista di una scelta di libertà. Ha trasformato la memoria in responsabilità, ricordandoci che la democrazia non è mai scontata”.
Il consigliere regionale Samuele Astuti ha ricordato l’incontro personale con Ivonne Trebbi e il suo modo diretto di parlare alle coscienze: “Mi ha insegnato che il racconto, se non riesce a diventare attuale e concreto nella vita delle persone, rischia di perdersi”.
Un messaggio istituzionale è arrivato anche dal viceprefetto vicario Michele Giacomino che ha letto una missiva del prefetto Salvatore Pasquariello, che ha definito Ivonne Trebbi “una testimonianza vivente della Costituzione”, aggiungendo: “Ha incarnato ogni giorno i valori della democrazia, ricordando che libertà e pace sono beni fragili che richiedono cura e partecipazione”.
A portare il saluto dell’Anpi è stata Ester De Tomasi, presidente provinciale, che ha ricordato l’impegno instancabile di Ivonne Trebbi: “Era una donna concreta, sempre pronta a chiedersi cosa fare di fronte ai segnali di ritorno del fascismo. Non si fermava alle parole, voleva agire”.
Nel corso della cerimonia sono stati condivisi anche numerosi ricordi personali da amici e compagni di strada, che hanno restituito l’immagine di una donna capace di unire rigore e umanità, forza ideale e attenzione quotidiana alle persone.
Un ultimo saluto sobrio e partecipato, che ha restituito alla comunità saronnese il senso profondo di una vita spesa per la libertà, la giustizia sociale e la responsabilità collettiva.
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