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Saronno, al via il processo per abusi contro l’ex allenatore di volley che… risulta irreperibile
Primo piano
Saronno, al via il processo per abusi contro l’ex allenatore di volley che… risulta irreperibile
SARONNO - Non era in aula l'allenatore del Saronno Volley rinviato a giudizio nel giugno scorso con l'accusa di atti…
14 Novembre 2023
Saronno, marijuana ai ragazzini per favori sessuali: via al processo
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Saronno, dagli abusi alla prostituzione nella vip room del nightclub a Varedo: le prime condanne
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Sessantenne in carcere per abusi sulla nipotina
Cronaca
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3 Giugno 2019
Cogliate, arrestata per omicidio volontario la 37enne. Temeva abusi sui figli.
Cogliate
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COGLIATE - "Temeva che il compagno avesse delle attenzioni morbose per i figli": potrebbe essere questo il motivo che ha…
26 Novembre 2017

SARONNO - Non era in aula l'allenatore del Saronno Volley rinviato a giudizio nel giugno scorso con l'accusa di atti sessuali con una 14enne. Anzi l'avvocato d'ufficio che lo difende ha spiegato di non averlo mai incontrato e di non averci mai parlato. Risulta infatti irreperibile.

Ma facciamo un passo indietro. Si è aperto stamattina al tribunale di Busto Arsizio il processo a carico dell'ex allenatore accusato di atti sessuali con una ragazza che all’epoca dei fatti, il 2021, aveva poco più di 14 anni. Si tratta di una vicenda partita da Brescia e che è approdata alla procura di Busto Arsizio.

E' arrivato subito il colpo di scena con l'avvocato difensore Carlo Brena che ha spiegato di non aver mai ne incontro ne parlato con l'imputato che al momento risulta irreperibile. Il processo sarà quindi celebrato in contumacia. Se dovesse presentarsi potrà comunque essere ascoltato vista la richiesta presentata oggi dal suo legale. Sarà ascoltata anche la ragazza che all'epoca dei fatti aveva 14 anni. La famiglia si è già costituita parte civile.

La vicenda ha suscitato molto clamore in città lanciata da un articolo di Fanpage: “Tutto era iniziato nel 2021 quando il padre di un minore aveva scoperto che il figlio aveva intrattenuto alcune conversazioni sessualmente esplicite su Instagram con uomini più grandi. Tra questi, ci sarebbe stato un allenatore di alcune squadre di pallavolo di under 14 e under 16 della provincia di Varese. Gli inquirenti bresciani avevano quindi deciso di disporre il sequestro dei dispositivi elettronici del coach”. Secondo quanto emerso ci sarebbe stato materiale pedopornografico e pornografico e nelle chat su Telegram dell’uomo “era stata trovata anche quella con la 14enne finita poi al centro dell’inchiesta di Busto Arsizio” visti i riferimenti espliciti a rapporti non completi tra i due. Appresa la notizia dalla Procura di Brescia, la Questura di Varese aveva deciso di contattare i genitori della ragazzina. La famiglia, assistita dalle avvocate Erika Trolese e Rebecca Stefanuti, aveva deciso di sporgere querela contro l’allenatore. La Procura di Busto Arsizio aveva così aperto un’inchiesta con l’accusa di atti sessuali su minorenne. Lo scorso 20 giugno era arrivato il rinvio a giudizio. E oggi la prima udienza davanti  al collegio del Tribunale di Busto Arsizio presieduto da Giuseppe Fazio (Cristina Ceffa e Francesca Roncarolo a latere).

La prossima udienza è in calendario il 28 maggio 2024.


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Era stato arrestato nel dicembre 2018, i carabinieri della Compagnia cittadina gli sequestrarono oltre 8 chili di marijuana e durante il blitz vennero trovare foto di nudi maschili, circostanza che spinge gli investigatori ad ulteriori approfondimenti e furono interrogati molti giovani, fra i 14 ed i 18 anni. Aveva un negozio in centro frequentato da tanti giovani: i militari gli contestarono abusi su 11 minori. Il dibattimento è alle prime battute; per il momento è stato chiarito che nel processo non ci sarà anche il 21enne che era stato arrestato con lui quando era stata trovata la droga ed accusato di spaccio, e che ha scelto in rito alternativo, per lui quindi il giudizio arriverà in separata sede. Una vicenda, quella ora al vaglio dei giudici, che suscitò grande scalpore a Saronno. (foto: un momento del blitz dei carabinieri quando fu sequestrata la marijuana) 24042021 [post_title] => Saronno, marijuana ai ragazzini per favori sessuali: via al processo [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => saronno-marijuana-ai-ragazzini-per-favori-sessuali-via-al-processo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-04-24 07:56:20 [post_modified_gmt] => 2021-04-24 05:56:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=242058 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 240060 [post_author] => 1 [post_date] => 2021-04-07 06:29:32 [post_date_gmt] => 2021-04-07 04:29:32 [post_content] => SARONNO - Tutto è nato dalla richiesta di aiuto di una ventenne alla caserma dei carabinieri di Saronno. Una denuncia con mezze verità e tante omissioni dettate dalla paura ma che grazie alle indagini del Nucleo operativo e radiomobile guidato da Andrea Abis ha portato a scoprire e arrestare un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. Ora sono arrivate le prime condanne. Come riporta Il Giorno nell'articolo di Stefania Todaro "Dei sette arrestati lo scorso maggio dai carabinieri di Saronno per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, due hanno patteggiato, una è stata condannata con il rito abbreviato e gli altri saranno processati il 25 maggio al Tribunale di Monza". LA VICENDA Come detto il caso è scoppiato il maggio scorso quando l’attività investigativa è stata avviata a seguito di un intervento carabinieri di Saronno, allora guidati dal capitano Pietro Laghezza, che hanno soccorso una giovanissima ragazza trovata alcuni mesi prima in stato di shock nella sua abitazione. La donna raccontò in maniera confusa di essere stata violentata e di essere stata costretta ad assumere droghe e alcol. Il racconto era poco chiaro ed in parte contraddittorio, anche se la vittima appariva comunque fortemente provata. I carabinieri hanno indagato sui luoghi frequentati dalla ragazza, sui suoi contatti e sulle abitudini, scoprendo che era inserita in un giro di giovanissime donne, alcune italiane ed altre straniere, che “lavoravano” in un circolo privato di Varedo, di fatto gestito abusivamente come night club, all’interno del quale esercitavano la prostituzione. Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una vera e propria associazione dedita alla consolidata, sistematica e duratura attività di reclutamento, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione in prevalenza straniere ed in condizioni di bisogno o indigenza. Il sodalizio criminale era dotato di una propria organizzazione di persone, denaro, forniture e mezzi, compresi beni mobili ed immobili, e di una precisa ripartizione dei ruoli. Perseguiva il proprio programma criminoso secondo modalità ed automatismi collaudati, esercitando in forma imprenditoriale le varie attività illecite all’interno dei locali. Come detto la vicenda approderà in aula il prossimo 25 maggio nel frattempo hanno patteggiato una pena rispettivamente di 4 anni e 4 mesi e di 2 anni l'albanese direttore del locale notturno e un complice tuttofare. Rito abbreviato con condannata a 2 anni e mezzo per l'unica donna, un'albanese 28enne, intestataria dei conti correnti delle attività riconducibili alla gestione del nightclub, attraverso i quali veniva riciclato il denaro di provenienza illecita. 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In base a quanto riportato sulla documentazione prodotta e firmata dal giudice per le indagini preliminari, la piccola vittima è la nipotina di otto anni, che trascorreva con lui due pomeriggi a settimana, dopo la scuola. Proprio in queste occasioni, il nonno avrebbe consumato violenza nei confronti della nipotina indifesa, violenza che si sarebbe perpetrata per un lungo periodo, durante il quale la bambina aveva mostrato insofferenza nell'andare dal nonno, senza però essere capita dai suoi genitori. A sospettare degli abusi, le insegnanti a scuola: la bambina, infatti, durante le discussioni o i piccoli litigi in classe soleva ripetere la frase "Non dire nada", tenendo la mano sul collo del compagno a cui si rivolgeva. Da qui, la denuncia, l'apertura di un'indagine, le testimonianze della bambina, oggi 11enne, le visite mediche alla clinica Mangiagalli di Milano, e la rivelazione fatta ai genitori. Il gip ha disposto l'immediato arresto del 60enne dell'Ecuador. 03062019 [post_title] => Sessantenne in carcere per abusi sulla nipotina [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sessantenne-in-carcere-per-abusi-sulla-nipotina [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-06-03 13:28:21 [post_modified_gmt] => 2019-06-03 11:28:21 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=168748 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 126973 [post_author] => 1 [post_date] => 2017-11-26 11:06:11 [post_date_gmt] => 2017-11-26 10:06:11 [post_content] => COGLIATE - "Temeva che il compagno avesse delle attenzioni morbose per i figli": potrebbe essere questo il motivo che ha portato alla morte, ieri intorno alle 12,30 di Marco Benzi bollatese ucciso dalla compagna 37enne, Sabrina Amico, nell'abitazione di lei in via Mascagni. Al momento però non c'è ancora una ricostruzione ufficiale dell'accaduto. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Desio guidata da Mansueto Cosentino coordinate dal sostituto procuratore di Monza Alessandro Pepè. I due, Marco Benzi e Sabrina Amico, convivevano da due anni ma la storia era in crisi da tempo tanto che lui si era allontanato dall'abitazione da qualche giorno. Venerdì sera però, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe tornato dall'ex compagna e si sarebbe fermato a dormire. Poco dopo mezzogiorno il raptus della donna che l'ha colpito diverso volte con un martello. Fatale il colpo alla testa. Poi la 37enne avrebbe chiamato l'ex marito con cui è rimasta in buoni rapporti chiedendo aiuto. L'uomo si è precipitato nell'appartamento e trovato il 43enne in un lago di sangue ha chiamato i soccorsi. Il tempestivo intervento dei sanitari è stato vano ed è stato constatato il decesso. Fortunatamente nel fine settimana i tre figli erano a casa del padre e quindi non erano presenti nell'abitazione al momento della tragedia. E' stato chiamato il canile competente per la zona per recuperare i 4 cani della coppia, tra cui alcuni pitbull, e poi sono iniziati i rilievi della scientifica e del medico legale. Nel frattempo la donna è stata soccorsa all'ospedale per un malore e subito dopo interrogata. Alla fine ha confessato di aver colpito l'ex convivente anche perchè nell'appartamento viene ritrovata l'arma del delitto un martello. Le racconta i continui litigi e l'ultima scoperta quelle attenzioni morbose per i figli di cui ha sostenuto di avere delle prove e che stanno vagliando i militari. 26112017 [post_title] => Cogliate, arrestata per omicidio volontario la 37enne. Temeva abusi sui figli. 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SARONNO - Non era in aula l'allenatore del Saronno Volley rinviato a giudizio nel giugno scorso con l'accusa di atti sessuali con una 14enne. Anzi l'avvocato d'ufficio che lo difende ha spiegato di non averlo mai incontrato e di non averci mai parlato. Risulta infatti irreperibile.

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