CISLAGO - "La difesa dei familiari di Andrea Masi non può che prendere atto con sfavore dell’accordo intercorso tra la procura generale e la difesa degli imputati – accordo che per legge non prevede il coinvolgimento della parte civile – che ha consentito a costoro di beneficiare della riduzione della pena inflitta dal giudice di primo grado".
Inizia così la nota che esprime tutto il dolore della famiglia per l'epilogo del processo penale a carico del datore di lavoro e dell'azienda del giovane Andrea Masi 18enne vittima di un infortunio il suo primo giorno di lavoro.
"Sebbene il passaggio in giudicato della sentenza della Corte d’appello consentirà di ritenere definitivamente accertate le pesanti responsabilità degli imputati in ordine all’omicidio del giovane Andrea - spiega la famiglia assistita dall'avvocato saronnese Francesco Mitrano - è indubbio che tale riduzione della pena appaia ingiusta ed ingiustificata sia in ragione delle gravissime condotte addebitate agli imputati, che nel dispregio delle più elementari norme antinfortunistiche hanno contribuito alla tragedia, sia in ragione del mancato versamento ai familiari di una qualsiasi somma risarcitoria nonostante la condanna al pagamento della provvisionale inflitta in primo grado e nonostante siano decorsi oltre tre anni dal fatto".
La vicenda è ben scolpita nella memoria dei cislaghesi e dell’intero saronnese. Andrea Masi aveva appena finito il suo percorso di studio all’Ipsia Parma di Saronno e la sua morte aveva lasciato senza parole l’intero istituto. Il giovane aveva perso la vita in un tragico incidente sul lavoro avvenuto la notte di Halloween, il suo primo giorno di lavoro. Il 18enne cislaghese, infatti, alle 4 della notte si stava occupando della posa della fibra ottica al primo piano interrato del centro commerciale Portello di Milano. Si trovava su una piattaforma aerea manovrata da un collega. Mentre la piattaforma si stava spostando, con la testa era andato a sbattere contro una trave del soffitto, ed era caduto sul pavimento del posteggio. Malgrado gli immediati i soccorsi per lui non c’era stato niente da fare.
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CISLAGO - MILANO - Due anni di reclusione, un mese di arresto e 1.400 euro di multa senza benefici è quanto prevede l'accordo di patteggiamento recipito ieri dalla quinta Corte di Appello di Milano per il 54enne cislaghese titolare dell'azienda in cui lavorava, al suo primo giorno, il giovane Andrea Masi vittima di quella nuova occupazione che tanto aveva desiderato la notte di Halloween di tre anni fa.
La vicenda ha segnato profondamente la comunità dell'intero saronnese. Il giovane aveva perso la vita in un tragico incidente sul lavoro avvenuto la notte di Halloween, il suo primo giorno di lavoro. Il giovane cislaghese, infatti, alle 4 della notte si stava occupando della posa della fibra ottica al primo piano interrato del centro commerciale Portello di Milano. Si trovava su una piattaforma aerea manovrata da un collega che, secondo i giudici, non avrebbe potuto utilizzare. Mentre la piattaforma si stava spostando, a causa di un errore del manovratore, Andrea aveva sbattuto pesantemente contro un abbassamento del soffitto riportando gravissime lesioni. Malgrado gli immediati i soccorsi per lui non c’era stato niente da fare.
Martedì per l'azienda è arrivata una sanzione amministrativa di 76 mila euro mentre, a carico del datore di lavoro, c'è una provvisionale di 100 mila euro a favore dei genitori della vittima.
La scomparsa di Masi aveva provocato un grande dolore nell’Ipsia Parma istituto saronnese dove Andrea aveva completato i suoi studi e dove si era recato poco prima della tragedia per raccontare con entusiasmo di quel posto di lavoro che gli è costato la vita.
(foto d'Archivio: il giovane Andrea Masi)
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Inizia così la nota che esprime tutto il dolore della famiglia per l'epilogo del processo penale a carico del datore di lavoro e dell'azienda del giovane Andrea Masi 18enne vittima di un infortunio il suo primo giorno di lavoro.
"Sebbene il passaggio in giudicato della sentenza della Corte d’appello consentirà di ritenere definitivamente accertate le pesanti responsabilità degli imputati in ordine all’omicidio del giovane Andrea - spiega la famiglia assistita dall'avvocato saronnese Francesco Mitrano - è indubbio che tale riduzione della pena appaia ingiusta ed ingiustificata sia in ragione delle gravissime condotte addebitate agli imputati, che nel dispregio delle più elementari norme antinfortunistiche hanno contribuito alla tragedia, sia in ragione del mancato versamento ai familiari di una qualsiasi somma risarcitoria nonostante la condanna al pagamento della provvisionale inflitta in primo grado e nonostante siano decorsi oltre tre anni dal fatto".
La vicenda è ben scolpita nella memoria dei cislaghesi e dell’intero saronnese. Andrea Masi aveva appena finito il suo percorso di studio all’Ipsia Parma di Saronno e la sua morte aveva lasciato senza parole l’intero istituto. Il giovane aveva perso la vita in un tragico incidente sul lavoro avvenuto la notte di Halloween, il suo primo giorno di lavoro. Il 18enne cislaghese, infatti, alle 4 della notte si stava occupando della posa della fibra ottica al primo piano interrato del centro commerciale Portello di Milano. Si trovava su una piattaforma aerea manovrata da un collega. Mentre la piattaforma si stava spostando, con la testa era andato a sbattere contro una trave del soffitto, ed era caduto sul pavimento del posteggio. Malgrado gli immediati i soccorsi per lui non c’era stato niente da fare.
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