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baby gang

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BRIANZA - “Quello delle baby gang è un problema nazionale e va affrontato con determinazione per evitare che questo fenomeno dilaghi ulteriormente nelle nostre città. Bene la proposta a firma Matteo Salvini per contrastare le violenze, gestire i reati commessi da minori - nella maggior parte dei casi di origine nordafricana - e introdurre misure per facilitare la rieducazione degli stessi: è un tema su cui ci battiamo da anni”. Così Alessandro Corbetta capogruppo della Lega in Regione Lombardia in merito al piano del Governo contro le baby gang.

“Anche i recenti fatti accaduti a Monza, nello scorso week end del Gran Premio di Formula 1, la notte del 3 settembre dimostrano l’urgenza di approvare nuove e più incisive misure come i lavori socialmente utili e l’abbassamento dell’età a 14 anni per essere imputabili. Mi auguro che il Consiglio dei Ministri di domani approvi il provvedimento - voluto dalla Lega - per contrastare la piaga delle baby gang e della delinquenza minorile nelle città e nelle periferie aumentando controlli e sanzioni garantendo pene certe” conclude Corbetta.

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LIMBIATE - MONZA - SEREGNO Sarebbero responsabili di almeno cinque rapine, alcune anche a mano armata, tre delle quali ai danni di minorenni, i quattro infradiciottenni colpiti da un’ordinanza di misura cautelare in carcere, che agivano sistematicamente nei pressi delle stazioni ferroviarie e a bordo di treni in servizio tra i comuni di Seregno e Monza.

Le indagini, coordinate dalla procura del Tribunale per i minorenni di Milano, hanno preso avvio nel febbraio di quest’anno, in seguito alle denuncia sporte dalle vittime ai carabinieri della Compagnia di Seregno.

L’attività investigativa dell’Arma ha permesso di scoprire un vero e proprio sodalizio criminale composto da minorenni (due di nazionalità italiana, uno marocchina e uno egiziana) i quali, supportati dalla forza intimidatoria del branco - agivano attorniati anche da altri giovani del gruppo (circa una decina in tutto) - attraverso uno stile di vita fuorilegge oramai consolidato dai numerosi precedenti per la stessa indole, seminava panico e terrore sulle tratte ferroviarie della Brianza, mettendo a segno colpi di poche centinaia di euro ai danni di ragazzi studenti che, attraverso i mezzi pubblici, raggiungevano le scuole di Seregno.

Tra gli episodi avvenuti alla stazione ferroviaria di Seregno, i quattro si avvicinavano alle vittime e con la scusa di chiedere una sigaretta, li accerchiavano e li spingevano strappandogli la collanina d’oro che avevano al collo. Le vittime, nel tentativo di riavere i propri beni, venivano ulteriormente colpite con schiaffi e pugni, provocandogli, in uno dei casi, anche lesioni personali.

Gli approfondimenti investigativi, cristallizzati anche attraverso i video estrapolati dagli impianti di video-sorveglianza degli scali ferroviari, dalle ricostruzioni fotografiche e dalla refurtiva ritrovata delle vittime, hanno consentito di accertare che il gruppo operava con serialità e, ricorrendo quasi sempre all’uso della forza, avvicinava gli studenti strappandogli dal collo la collanina e facendosi consegnare, soldi cellulari e indumenti griffati.

Un vero e proprio gruppo criminale che agiva anche sotto la minaccia delle armi da taglio, prendendo di mira gli utenti della stazione ferroviaria di Seregno e i pendolari fruitori della tratta ferroviaria Albairate – Saronno, senza fermarsi neanche dinanzi al personale ferroviario in servizio sui treni che accorreva in soccorso dei ragazzi vittime degli episodi.

In un fatto analogo, per il quale avevano proceduto i carabinieri della Compagnia di Desio e dove uno dei quattro giovani criminali era stato arrestato, è stata aggredita la capotreno intervenuta per interrompere l’aggressione.

Le indagini condotte dall’Arma di Seregno hanno permesso infatti di stabilire a carico degli indagati, un quadro inquisitorio ricalcante inequivocabilmente lo stesso “modus operandi” che ha rivelato, altresì, una certa spregiudicatezza, disinvoltura e abitualità nel realizzare condotte predatorie sfruttando la forza intimidatoria del branco.

In particolare, l’agire in gruppo appare infatti l’elemento rafforzativo dell’intenzione criminale degli autori dei reati, le cui condotte, realizzate in maniera sinergica e coordinata, risultano finalizzate ad ingenerare nelle vittime, di norma minorenni, paura, smarrimento e sgomento.

Per i quattro è risultata necessaria l’applicazione della misura più afflittiva della restrizione in un istituto di pena minorile.

L’esecuzione delle ordinanze, avviata lo scorso 22 agosto, è stata conclusa nella giornata di ieri con il rintraccio e l’arresto dell’ultimo dei quattro componenti del gruppo. Lo stesso, in vacanza in Marocco con i propri familiari, non appena rientrato sul suolo italiano, si è trovato dinanzi i militari dell’Arma che lo hanno fermato e trasferito nel carcere Beccaria di Milano.

Oltre agli episodi dell’ordinanza, a partire dal mese di febbraio, il gruppo di giovani criminali si era reso protagonista di ulteriori rapine commesse lungo le tratte ferroviarie o nelle stazioni di Monza, Seveso e Limbiate. Anche in detti eventi l’immediato intervento delle pattuglie dell’Arma aveva consentito di assicurare gli indagati alla giustizia con arresti in flagranza.


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CANTU' - COMO Nelle prime ore del mattino di ieri mercoledì 3 agosto i militari della stazione di Cantù, nell’ambito delle attività investigative di contrasto e monitoraggio degli episodi delittuosi commessi da bande giovanili cosiddette “baby gang”, hanno fermato e portato all’istituto di pena minorile “Cesare Beccaria” di Milano un minorenne coinvolto nei ripetuti episodi di rapina avvenuti a Cantù e Como tra il mese di giugno ed il mese di luglio.

Nello specifico, ferma restando la presunzione di innocenza di tutte le persone sottoposte ad indagini, il ragazzo sarebbe stato protagonista di diversi episodi criminosi avvenuto nel giro di pochi giorni e caratterizzati da particolare violenza. Il primo episodio a suo carico è una rapina aggravata avvenuta in Cantù nella serata del 29 giugno, quando un giovane coetaneo veniva avvicinato lungo la strada dall’indagato, in compagnia di altri soggetti non identificati. Il minorenne fermato ieri, mediante violenza e minaccia, si impossessava del telefono cellulare e di un monile in oro colpendo la vittima con un pugno al volo.

Gli è stata imputata una seconda rapina aggravata, avvenuta a Cantù nelle prime ore del 30 giugno quando l’indagato, insieme ad altri due soggetti, ha aggredito 3 coetanei per rapinarli di una collana d'oro.

Una terza rapina aggravata, commessa a Como all'una del 2 luglio, quando sette giovani amici venivano avvicinati ed aggrediti da un gruppo composto da circa 25 ragazzi, tra cui indagato che si è impossessato di una borsa e telefoni cellulari.

L'ultimo episodio è una rapina aggravata perpetrata a Cantù nelle prime ore del 14 luglio, quando l’indagato, unitamente ad altri soggetti, dopo aver minacciato alcuni coetanei e sferrato un pugno ad uno di questi, riusciva ad impossessarsi di due catenine in oro.

Come detto il minorenne, al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato all’istituto di pena minorile “Cesare Beccaria” di Milano.


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SARONNO - "Vorrei solo che i saronnesi e il sindaco sapessero che ogni giorno i passeggeri ma anche gli autisti degli autobus urbani sono a rischio di aggressioni come quella che è avvenuta ieri sera".

Così inizia il racconto di chi ieri ha assistito a quanto accaduto alle 19 in via Buraschi alla Cassina Ferrara. "Due ragazzi delle superiori penso volessero salire sul bus senza mascherina e biglietto". L'autista si è ovviamente accorto di tutto e gli ha rimarcato come servisse biglietto e mascherina. Loro non l'hanno però accettato: "Hanno dato un calcio al vetro rompendo in mille pezzi e quindi sono scappati via. Sono stati chiamati i carabinieri e la polizia locale". L'autista ferito dalle schegge di vetro andato al pronto soccorso per farsi medicare le ferite.


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SARONNO - La Lega chiede un giro di vite contro la criminalità ed accusa l'Amministrazione comunale, civici-Pd, di fare troppo poco in questo ambito.

In una nota stampa, il punto di vista del Carroccio.

L'Amministrazione Airoldi è riuscita in 15 mesi a distruggere la rete di sicurezza presente sul territorio di Saronno fatta di una collaborazione stretta tra polizia locale e altre forze dell'ordine. La presenza costante delle forze dell'ordine in stazione centrale evitava il succedersi di atti di criminalità, intimidazioni, bullismo e spaccio di stupefacenti.

Angelo Veronesi referente della Lega di Saronno è appena stato intervistato da Radio Libertà:"Le maglie della rete di sicurezza si sono allargate pericolosamente e la città di Saronno è allo sbando per colpa dell'amministrazione di Airoldi. Bisogna ringraziare l'Arma dei carabinieri che ha arrestato di nuovo un'altra baby gang pochi giorni fa. Non è colpa del covid come sostiene il sindaco Airoldi, non serve lo psicologo se ci sono risse, baby gang e spaccio di droga, ma bisogna essere presenti e monitorare costantemente il territorio.
Se al posto di monitorare il territorio, le nuove telecamere vengono utilizzate per controllare il traffico automobilistico, il sindaco Airoldi non sta lavorando bene perché nega i problemi reali dei cittadini. Secondo la Lega di Saronno - sostiene Veronesi - la città deve ripartire. La sicurezza è un elemento primario della ripartenza. E' necessario far ripartire immediatamente la rete di sicurezza che esisteva con la nostra amministrazione. Le nuove telecamere devono essere utilizzate per aiutare gli agenti di polizia locale a presidiare costantemente il territorio e prevenire gli episodi criminali.Toc toc; se ci sei, Airoldi batti un colpo".

Prosegue Veronesi:

Siamo alle solite. Diventa addirittura inutile enumerare i casi di mala gestione della sicurezza cittadina, in continua escalation. Ciò perché ormai ogni cittadino, o ogni lettore della cronaca locale, si imbatte quotidianamente nella narrazione di certi episodi che, utilizzando certo un termine che a primo acchito potrebbe apparire forte, sono raccapriccianti. Che si tratti di baby gang, rapinatori solitari, gruppi di stranieri e non solo, dediti allo spaccio ed altre attività ludiche quali risse e aggressioni, con l’ausilio di immancabili utensili da benefattori, quali coltelli, bottiglie rotte, catene ed altre armi improprie.

Non ci pare di aver notato una presa di posizione netta da parte del sindaco, non solo nelle condanne degli episodi, ma nell’organizzazione di azioni ferme volte al loro contenimento. Cosa cui ci saremmo aspettati, dal momento che il Primo cittadino ha fatto sua la delega alla sicurezza, mostrando una tendenza empatica a questo tema, quasi a voler mostrare un cambio di rotta rispetto alla giunta porro di cui fieramente egli fece parte. Palese appare invece, l’intenzione di mantenere quel modello e le sue conseguenti linee guida, chissà che a perseverare nei metodi di tolleranza di tali fenomeni, si ottenga un risultato diverso da quello ottenuto dalla giunta porro. Per il momento i risultati paiono deludenti. Magari sarebbe il momento di rinunciare alla delega alla sicurezza, la quale richiede capacità organizzative concrete che paiono esulare in questo momento. Sarebbe una buona idea conferirla ad una donna, dal momento che occorre rispettare le quote rosa, non solo attraverso uscire generiche sulla parità di genere. Sicuramente una donna capace e pragmatica potrebbe porre rimedio laddove non c’è nemmeno stato nessun tentativo concreto".

01032022

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SARONNO - "Grazie al Maggiore Fortunato Suriano e ai suoi uomini per l'azione con la quale hanno portato a termine una attività che va a concludere un lavoro straordinario svolto in seguito alle denunce di alcuni studenti vittime di rapine lo scorso mese di ottobre".

Inizia così la nota del sindaco Augusto Airoldi in merito all'operazione dei carabinieri della compagnia di Saronno che ieri hanno identificato 6 minorenni autori di rapine ai danni di coetanei.

"Grazie a loro sono stati identificati e segnalati alla Procura Minorile di Milano sei ragazzi, dei quali due non imputabili perché di età inferiore ai 14 anni. Un ringraziamento anche alla polizia locale che ha fornito le immagini utili all'indagine. Una prova dell'efficacia delle nostre forze dell'ordine che deve incoraggiare tutti a fare sempre di più per la sicurezza della nostra città. La giovane età dei ragazzi segnalati alla Procura Minorile conferma l'importanza della prevenzione che gli assessori Ilaria Pagani e Gabriele Musarò stanno portando avanti in collaborazione con i dirigenti scolastici".


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SARONNO - Ragazze così spaventate dalla possibilità di essere prese di mira, abbracciate e palpeggiate ala fermata del pullman al mattino o all'uscita da scuola da costringere i genitori a portarle quotidianamente fin davanti all'istituto scolastico che frequentano o se, costrette ad andare in pullman, lo fanno solo contando sulla protezione dei compagni di classe.

E' il nuovo problema segnalato dai genitori degli studenti delle superiori alle prese con episodi di bullismo, quando non veri e propri maltrattamenti da parte di gruppi di ragazzi che recentemente si stanno concentrando sulle coetanee. Alla fermata del pullman in stazione al mattino o quando attendono i mezzi all'uscita di scuola vengono circondate e abbracciate e importunate con richieste inopportune e insistenti. Una fisicità, un eloquio che mettono le ragazze in grande difficoltà tanto che in molte arriva a scuola in lacrime. Una situazione che mette così in difficoltà le giovani tanto che alcune hanno deciso di non prendere più i mezzi ma di andare a scuola solo se le accompagnano i genitori. Altre vivono la situazione con tale ansia "da rendere difficile il pensiero di prendere il pullman ogni giorno".

"E' una situazione davvero penosa e insostenibile - rimarcano i genitori che tornano con forza a chiedere un intervento dell'Amministrazione - non capiamo perchè il problema venga costantemente ignorato. Si parla molto dei giovani della città a loro misura e poi non si prendono piccoli provvedimenti in grado di dare un po' di serenità. Lo chiediamo dall'inizio dell'anno una pattuglia che controlli la zona delle scuole, soprattutto i punti critici in cui le banda agiscono rapinando i ragazzi, umiliandoli. I vigili prestano servizio davanti alle scuole elementari perchè non anche a quelle superiori? Non capiamo questa scelta di ignorare il problema malgrado le iniziative di sensibilizzazione realizzati contro temi come il bullismo e la violenza sulle donne. I problemi sono realti ci sono le denunce, le segnalazioni alle scuole, i ragazzi che arrivano in classe disperati, preoccupati in preda all'ansia o vittime di bullismo. Perrchè non si interviene? Dove sono le istituzioni?".


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VARESE - “Quanto avvenuto domenica, in pieno centro, è inaccettabile e rappresenta la punta dell’iceberg di una situazione che sta diventando esplosiva, mentre l’amministrazione Galimberti continua a nascondere il problema sotto il tappeto”. Sono le parole del consigliere comunale di Varese Ideale, Stefano Clerici, a commento dell’aggressione con tentata rapina subita da tre ragazzi in via San Francesco d’Assisi, nei pressi del parcheggio Aci, ad opera di una baby gang.

“Si tratta di un fatto odioso e grave, limitato nelle conseguenze solo dall’intervento tempestivo della polizia – sottolinea Clerici –, un fatto che segue una lunga serie di episodi allarmanti. Risse, spaccio, atti vandalici nel cuore di quella che un tempo era una città tranquilla e pulita. Adesso basta – aggiunge il consigliere comunale –, servono azioni forti e per questo chiediamo subito al sindaco la convocazione di un tavolo per la sicurezza con Prefetto e Forze dell’ordine”.  

“Siamo sinceramente preoccupati – dichiara Franco Formato, coordinatore cittadino di Varese Ideale – per il clima di paura e ansia in cui la nostra gente si è ritrovata a vivere negli ultimi tempi. Auspichiamo, quindi, l’istituzione di presidi di polizia, fissi e mobili, da dislocare nei quartieri "caldi" della città”.

Sull’aggressione di domenica scorsa interviene il consigliere regionale di Lombardia Ideale, Giacomo Cosentino. “C’è da indignarsi – afferma – per come stanno riducendo la città di Varese, abituata a vivere e lavorare in una tranquillità che altri territori le invidiavano. Ora, sotto l’amministrazione Galimberti, per insicurezza e degrado, si sta avvicinando pericolosamente ad eguagliare i tristi standard di altri centri che devono fare i conti con i danni delle politiche scellerate della sinistra. E’ ora di svegliarsi – conclude Giacomo Cosentino – prima che questo incubo diventi un’orribile realtà nel futuro della nostra comunità e dei nostri figli”. 

(in foto: Giacomo Cosentino)

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[post_title] => Baby gang, Varese Ideale: "L'amministrazione fa finta di niente" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => baby-gang-a-varese-varese-ideale-lamministrazione-fa-finta-di-niente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-01-13 23:23:38 [post_modified_gmt] => 2022-01-13 22:23:38 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=275642 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 647419 [post_author] => 2 [post_date] => 2025-04-09 05:27:03 [post_date_gmt] => 2025-04-09 03:27:03 [post_content] => MILANO - “Per Regione Lombardia la prevenzione e il contrasto del disagio giovanile sono una priorità e questa nuova legge rappresenta certamente un passo importante, che rafforza e valorizza le politiche regionali, offrendo strumenti innovativi per rispondere in modo ancora più efficace a un fenomeno che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare". Lo ha detto l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini (foto ad un evento) commentando l'approvazione da parte del Consiglio regionale del progetto di legge per contrastare il fenomeno delle baby gang, ringraziando "i consiglieri che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato, il primo firmatario Alessandro Corbetta e il relatore, Floriano Massardi". Da tempo, ha proseguito Lucchini "abbiamo messo a terra, con risorse pari a 3,7 milioni di euro, una pluralità di interventi coordinati e realizzati attraverso Piani di azione territoriali affidati alle Agenzie di Tutela della Salute (ATS), in una logica di co-progettazione e lavoro in rete. Questi Piani che coinvolgono tutti gli attori istituzionali e del territorio, con particolare attenzione al ruolo delle Prefetture, delle ASST, delle scuole e del Terzo Settore sono volti a promuovere la legalità e prevenire i comportamenti a rischio con un’attenzione prioritaria alle situazioni di maggiore fragilità, per contrastare bullismo, cyberbullismo, baby gang e atti di vandalismo". "Un ulteriore tassello dell’azione regionale - ha proseguito l'assessore - è rappresentato dalla misura '#UP – Percorsi per crescere alla grande', avviata a settembre 2023 con risorse del FSE+ 2021-2027. Con un investimento complessivo di oltre 11 milioni di euro, la misura si rivolge a giovani tra i 11 e i 25 anni in condizioni di vulnerabilità e ha già consentito l’attivazione di oltre 1.100 voucher alle famiglie". "Solo unendo le forze e costruendo un sistema territoriale coeso - ha concluso - è possibile offrire alternative concrete alla cultura dell’illegalità e della violenza, restituendo ai giovani la fiducia nel futuro e quell’imprescindibile senso di appartenenza alla comunità”. 09042025 [post_title] => Legge baby gang, Lucchini: "Prevenzione e contrasto" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => legge-baby-gang-lucchini-prevenzione-e-contrasto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2025-04-08 23:49:32 [post_modified_gmt] => 2025-04-08 21:49:32 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=647419 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 42 [max_num_pages] => 5 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => 1 [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => [is_tag] => 1 [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_favicon] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => 68660a90e6407ce968b7712e3d19ce4c [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [allow_query_attachment_by_filename:protected] => [stopwords:WP_Query:private] => [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) [query_cache_key:WP_Query:private] => wp_query:0af5a13fd35c666fe7c6e4ef6737535a ) -->
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