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carabinieri forestali

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6 Marzo 2019

LIMBIATE - Una perquisizione realizzata dai carabinieri forestali del Nucleo di Carate Brianza con 20 carabinieri forestali, oltre al supporto di ufficiali di polizia giudiziaria con il supporto anche un mezzo aereo dell’Arma dei Carabinieri, del 2° Nucleo Elicotteri di Orio al Serio. E' stato l'atto finale che si è tenuto lo scorso 3 ottobre di una lunga indagine partita da anomalie emerse nella gestione dei rifiuti all’interno di un cantiere privato sito a Bollate. Tale cantiere era stato aperto per la realizzazione di un impianto di rifornimento di carburante. Dagli approfondimenti investigativi era emerso che ingenti quantitativi di rifiuti provenienti da questo cantiere, sia da demolizione, che terre e rocce da scavo, risultavano essere stati asportati dal sito, ma senza che fosse possibile una compiuta ricostruzione di tracciabilità e di legale gestione. Da qui la contestazione di illecito smaltimento di rifiuti. A conclusione dell’attività di indagine si è, quindi, proceduto ad effettuare una perquisizione locale nella sede delle due aziende brianzole coinvolte nell’attività illecita.

Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti documenti utili ai fini dell’indagine. Inoltre, in uno dei due siti produttivi interessati dalle operazioni sono stati rinvenuti, in deposito, circa 500 metri cubi di rifiuti da demolizione edilizia e terre e rocce da scavo illegalmente depositate. L’azienda, infatti, non è autorizzata al deposito ed alla gestione di rifiuti e, pertanto, il loro rinvenimento ha ulteriormente confermato l’ipotesi di reato oggetto dell’indagine. Il committente e proprietario dell’area è risultato, invece, del tutto estraneo agli interventi illeciti accertati.

Per i fatti sono state denunciate alla procura di Milano 3 persone, gli amministratori delle due società di Limbiate, coinvolte nell’attività edilizia e nella gestione del materiale da demolizione e scavo derivato dall’anzidetto intervento.

Il settore delle terre e rocce da scavo e quello dei rifiuti da demolizione edilizia costituisce un mercato assai fiorente. Il notevole accrescimento, negli anni post-covid, degli interventi di edilizia privata e pubblica, ha generato notevoli quantità di rifiuti di tal genere che, se adeguatamente utilizzati, costituiscono uno strumento vantaggioso di un ciclo dei rifiuti virtuoso. Ove, invece, gli stessi rifiuti vengano immessi nel mercato e nell’ambiente senza alcun controllo ed eventuale trattamento, costituiscono un vulnus per l’integrità e la sicurezza ambientale.

(foto archivio)


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TRADATE - I carabinieri forestali della stazione di Tradate, unitamente ad altri militari del gruppo carabinieri forestale di Varese, supportati dal reparto carabinieri tutela agroalimentare di Torino hanno eseguito negli ultimi giorni una serie di controlli nei supermercati provinciale.

Così è stata trovata una partita di birra venduta in bottiglie di vetro da 33 cl, prodotta in Repubblica Ceca per conto di una ditta svizzera, con etichettatura non conforme a quanto stabilito dalle norme vigenti in materia.

Le bottiglie in oggetto raffiguravano nel fronte dell’etichetta l’immagine di una grande foglia verde, simile alla foglia di “cannabis sativa”, con la sottostante scritta “cannabis” riportata con caratteri di rilevanti dimensioni rispetto alle altre scritte presenti in etichetta. Potendo tale raffigurazione indurre in errore il consumatore finale circa la reale composizione della birra, portandolo a pensare che sia presente qualche ingrediente ricavato dalla “cannabis sativa”, nonostante nell’elenco degli ingredienti posto sul retro dell’etichetta non fosse indicato nessun ingrediente ricavabile dalla pianta.

I militari hanno contestata la violazione del Regolamento Europeo n. 1169/2011 in materia di “Pratiche leali
d’informazione”. Inoltre, contrariamente alla normativa vigente, nell'etichetta era assente l’indicazione obbligatoria dell’azienda importatrice.

I carabinieri forestali hanno rintracciato tutti i lotti di bottiglie presenti sul mercato nell’intero territorio nazionale, ponendo sotto sequestro amministrativo circa 15000 bottiglie.

E' in arrivo una sanzione amministrativa pecuniaria tra i 3 mila e i 24 mila euro.
Questa attività si inserisce nell’ambito dei controlli svolti dai carabinieri forestali a tutela dei consumatori mediante controlli sul ciclo di produzione degli alimenti in ogni fase del procedimento di trasformazione.

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MILANO - In questi giorni il Nucleo Cites dei carabinieri forestali di Milano ha avviato una campagna di controllo su allevamenti di cani di razza. L’attività è stata finalizzata all’accertamento dell’idoneità degli allevamenti e, soprattutto, del mantenimento di adeguati standard di benessere animale. Sono stati quattro gli allevamenti controllati nell’ambito della Città Metropolitana di Milano nel corso di febbraio. In due sono state riscontrate violazioni alla normativa regionale di riferimento. In particolare, è stata accertata l’avvenuta vendita di cuccioli di cane prima del decorso dei sessanta giorni imposti dalla legge e la mancata iscrizione dei cuccioli stessi all’anagrafe canina entro i quindici giorni dall’inizio del possesso.

Si tratta di norme che la legislazione regionale ha introdotto al fine di salvaguardare il benessere animale e garantire la piena tracciabilità di origine degli esemplari. Il decorso dei sessanta giorni dalla nascita prima della vendita è condizione necessaria per assicurare lo svezzamento dei cuccioli. Ove non fosse completato appieno il periodo necessario all’allattamento naturale e della prima crescita, gli esemplari, oltre a soffrire lo stress di una separazione troppo prematura dalla madre, rischiano anche di sviluppare deficit accrescitivi ed alla piena formazione del sistema immunitario. L’iscrizione all’anagrafe canina, invece, è un obbligo estremamente importante al fine di assicurare la piena tracciabilità degli esemplari, dalla nascita alla vendita finale, ed evitare di alimentare, anche inconsapevolmente, violazioni sottostanti più gravi.

Per un primo allevamento di cani di razza maltese, sono state elevate un totale di 23 sanzioni amministrative per un controvalore di 11.600 euro. Per un secondo, di cani di razza chihuahua, sono state 16 le violazioni contestate per un controvalore totale di 16.000 euro.

Non sono state riscontrate, comunque, condizioni di evidente maltrattamento sugli animali. L’auspicio, con tali controlli, è quello di prevenire ogni forma di possibile maltrattamento e violazione al benessere animale. Nel contempo, è opportuno sensibilizzare i cittadini ad avere sempre un occhio attento nell’acquisto dei cuccioli di animale domestico. Il pieno rispetto delle normative di riferimento è condizione essenziale per evitare sofferenze inutili agli animali o danni alla loro salute.

I carabinieri forestali, forti anche delle proprie unità specializzate nei controlli del benessere animale quali sono i Nuclei Cites, proseguiranno nella campagna di controllo di allevamenti e sui possessori di animali, al fine di prevenire ogni possibile violazione al loro benessere.

26022022

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MILANO - In azione anche nel Saronnese e Tradatese (ha fatto scalpore il caso dei rifiuti edili "riciclati" per nuove costruzioni): il generale ha tracciato il bilancio dell'attività dei carbinieri forestali. Il comandante della Regione, generale di Brigata Simonetta De Guz ha infatti presentato il quadro, in una conferenza stampa svolta nella mattinata di ieri a Milano, del bilancio dell’attività realizzata nell’anno 2021, esprimendo soddisfazione per i risultati conseguiti.

Tutti i numeri

Nel corso della conferenza, svolta nella sede del comando Regione, sono stati comunicati i dati dell’attività operativa svolta dai carabinieri forestali in Lombardia nell’anno 2021. I controlli sono stati 36.047 e il numero delle persone controllate è pari a 13.698.

I numeri dei reati perseguiti e delle persone denunciate seguono un trend crescente nell’ultimo quadriennio. 1256 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria, 1.465 i reati perseguiti, principalmente nei settori della tutela della fauna (26%), delle discariche e rifiuti (25%), della tutela del territorio (17%), degli incendi boschivi (11%) e degli inquinamenti (4%). I sequestri penali sono stati 488, mentre gli arresti 11, di cui ben 9 nel settore discariche e rifiuti. 2.624 gli illeciti amministrativi accertati, 2.584 le persone sanzionate, per un importo totale notificato pari ad oltre nove milioni di euro (9.416.213 euro).

Nel 2021 sono state completate alcune indagini rilevanti nel settore della gestione dei rifiuti e delle discariche. Esse hanno portato all’esecuzione di 6 arresti nel Pavese e in provincia di Brescia al sequestro preventivo di una società operante nel settore del recupero dei fanghi di depurazione per un valore di 12 milioni di euro e di un’area estesa 30.000 m2 all’interno del sito di interesse nazionale “Brescia-Caffaro”.

I molti compiti dei carabinieri forestali

La comandante, generale di Brigata Simonetta De Guz, illustrando i dati, ha precisato che l’attività operativa è uno degli aspetti del lavoro poliedrico svolto giornalmente, che comprende molteplici ambiti, come la previsione del grado di pericolo delle valanghe (Meteomont), il controllo degli ecosistemi forestali (Con.Eco.For.), il censimento degli alberi monumentali, la partecipazione ai progetti Life dell’Unione Europea, solo per citarne alcuni. È stato anche importante il ruolo svolto nell’ambito della protezione civile con gli interventi di soccorso nelle aree montane e nell’educazione ambientale, con numerose iniziative che hanno coinvolto la cittadinanza e gli istituti scolastici.

(foto: alcuni degli interventi compiuti dai carabinieri della Forestale nel corso dell'ultimo anno)

10022022

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Nei giorni scorsi sono apparse sui gruppi “social” di residenti in diversi comuni della provincia di Varese alcune segnalazioni, riprese dai quotidiani locali, relative a sospetti casi di avvelenamento di cani e gatti. I carabinieri del Comando Provinciale di Varese e del Gruppo Carabinieri Forestale di Varese, pur non avendo ricevuto, al momento, alcuna denuncia ufficiale a conferma del fenomeno, hanno inteso mettere in atto un’incisiva azione di prevenzione, volta alla tutela dei nostri amici a quattro zampe, che si è concretizzata in un attento monitoraggio con perlustrazione delle aree interessate, molte delle quali munite di videosorveglianza, ed una bonifica delle stesse. Per tale scopo è stata allertata l’Unità cinofila Antiveleno dei Carabinieri Forestali di Verbania, una delle 2 operative sul territorio piemontese, che ha messo a disposizione il Carabiniere a quattro zampe “Puma”, un bellissimo esemplare di pastore belga malinois di 9 anni. Puma ha un incarico molto speciale: si tratta di un cane appositamente addestrato per fiutare e scovare esche avvelenate che potrebbero uccidere altri animali. I Carabinieri Forestali grazie al progetto europeo Life “Wolfalps” dispongono di 12 Unità Cinofile Antiveleno distribuite sul territorio nazionale, dotate di cani e conduttori appositamente formati e addestrati per rinvenire bocconi ed esche avvelenate e carcasse di animali deceduti a causa del veleno, prima che altri animali possano inconsapevolmente cibarsene. Quella composta da Puma ed il suo conduttore-collega ha sede nella provincia di Verbania ma, su richiesta, interviene per perlustrazioni anche in Lombardia, collaborando anche alle indagini (con il nuovo Progetto Life Wolf Alps UE, recentemente avviato, è prevista – per il prossimo futuro - l’istituzione di ulteriori Unità Cinofili Antiveleno dei Carabinieri Forestali in altre regioni d’Italia, inclusa la Lombardia). I siti segnalati in cui alcuni residenti sospettavano che potessero essere state abbandonate le esche lungo strade e parchi urbani, nei comuni di Gerenzano, Uboldo, Origgio sono stati bonificati senza trovare esche avvelenate. Nei prossimi giorni continueranno le perlustrazioni delle pattuglie delle Comando Provinciale di Varese, sempre con il determinante supporto dei Carabinieri Forestali del loro cane “Puma”, e saranno bonificate altre aree segnalate in Provincia, tra cui alcune zone di Gallarate, Caronno Pertusella e Cazzago Brabbia, per vegliare sulla sicurezza dei nostri amici a quattro zampe, al fine di “fiutare” letteralmente le tracce lasciate dagli eventuali autori di questi reati. 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I militari hanno effettuato un sopralluogo nel primo tratto dell’arteria da via Manzoni a via Guaragna. In particolare i militari hanno misurato la circonferenza dei bagolari al centro di una lunga querelle cittadina che è in attesa della decisione del Tar dopo il ricorso presentato dai cittadini del comitato Salva via Roma. Del viale alberato si parla ininterrottamente da gennaio in città da quando l’Amministrazione aveva presentato un primo progetto che prevedeva il taglio di una ventina di alberi. Dopo la petizione online e le prime passeggiate di protesta il sindaco Alessandro Fagioli aveva cambiato idea facendo realizzare un nuovo progetto che prevedeva il taglio di tutti i sessanta bagolari e la loro sostituzione con carpini. Una soluzione che non ha accontentato i saronnesi che hanno chiesto un consiglio comunale, organizzato nuove iniziative e presentato il ricorso al Tar che ha bloccato i lavori concedendo la sospensiva. I carabinieri forestali avevano già fatto tappa a Saronno, sempre per i bagolari, in primavera quando si sono recati in Municipio per recuperare la documentazione relativa alla vicenda (foto archivio) 03102019   [post_title] => Carabinieri forestali in via Roma per i 60 bagolari [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => carabinieri-forestali-in-via-roma-per-i-60-bagolari [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-10-03 10:20:13 [post_modified_gmt] => 2019-10-03 08:20:13 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=177126 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 8 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 161433 [post_author] => 1 [post_date] => 2019-03-06 12:54:31 [post_date_gmt] => 2019-03-06 11:54:31 [post_content] => SARONNO - Carabinieri forestali in Municipio per chiedere gli atti legati alla vicenda del taglio dei bagolari di via Roma. 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Non solo il presidio con 300 persone in via Roma ma anche la segnalazione alla Soprintendenza (una lettera a mano è stata consegnata in persona al soprintendente Luca Rinaldi) e l'incarico ad un legale di valutare gli spazi per un esposto alla Procura. 06032019 [post_title] => Via Roma: carabinieri forestali in Municipio per avere i documenti [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => via-roma-carabinieri-forestali-in-municipio-per-avere-i-documenti [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-03-06 12:54:31 [post_modified_gmt] => 2019-03-06 11:54:31 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=161433 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 4 [filter] => raw ) ) [post_count] => 8 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 606380 [post_author] => 2 [post_date] => 2024-01-18 11:51:06 [post_date_gmt] => 2024-01-18 10:51:06 [post_content] => UBOLDO - A Uboldo, l'abbandono di pitoni morti in piazza degli Alpini il 5 gennaio potrebbe costare caro al responsabile. I carabinieri forestali, dopo aver ascoltato i testimoni, stanno indagando. Non è noto se i serpenti avessero il microchip. Trovati in un prato vicino al parcheggio del mercato, si sospetta che i pitoni fossero stati abbandonati da qualcuno che li aveva in casa. In base alle leggi contro la detenzione di specie protette e l’abbandono di carcasse animali, si rischiano multe da 4 mila a 28 mila euro. Gli esemplari erano stati recuperati, ormai morti a causa del freddo, da parte degli agenti della polizia locale, dopo la segnalazione della presenza dei rettili da parte di alcuni passanti. https://ilsaronno.it/2024/01/06/trovati-3-pitoni-reali-morti-di-freddo-in-unaiuola-a-uboldo/
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