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casa della comunità saronno

Casa della Comunità, Attac: “Si faccia chiarezza con un consiglio comunale aperto”
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Saronno, in piazza per parlare di sanità: in attesa del sindaco Airoldi alla serata sulle Case di Comunità
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SARONNO - Società della cura torna in piazza. Stamattina, sabato 19 febbraio, gli attivisti sono rimasti sotto il tradizionale gazebo…
19 Febbraio 2022

SARONNO - "Sulla Casa della Comunità che – come annunciato a suo tempo dal sindaco - non ha aperto il 30 settembre e che non sarà gestita dalla Cooperativa Medici Insubria è scoppiato un putiferio, tra scaricabarile (di Regione e Cooperativa) e improbabili giustificazioni (di Airoldi) che parlano di “fraintendimenti”, mentre gli articoli apparsi sulla stampa qualche mese fa parlano chiarissimo e non sono mai stati smentiti fino ad ora"

Inizia la nota di Attac Saronno in merito alla Casa della comunità di Saronno.


"Attac Saronno – per una Società della Cura chiede chiarezza all’amministrazione comunale di Saronno: si convochi al più presto un Consiglio Comunale aperto senza aspettare le nostre firme (che comunque raccoglieremo) per discutere a 360 gradi della salute dei saronnesi e della sanità pubblica in città!


Intanto, le cittadine e i cittadini residenti a Saronno che vorranno firmare per portare a delibera il Comune di Saronno su ben otto temi legati alla sanità regionale (contro la legge vigente) e locale (su ospedale e Casa della Comunità, ma non solo) possono recarsi sabato 8 ottobre dalle 9,30 alle 12,30 in piazza Libertà a Saronno, dove troveranno il consueto “gazebo rosso” di Attac Saronno – per una Società della Cura.
Sono ben 500 le firme di residenti saronnesi, muniti di carta d’identità, che le attiviste e gli attivisti di Attac Saronno – per una Società della Cura si impegneranno a raccogliere per portare l’amministrazione comunale a deliberare su ben otto punti:

  1. iniziative per la corretta applicazione concreta della legge nazionale in materia di sanità, anche laddove quest’ultima risultasse in contrasto con la normativa regionale vigente nei termini evidenziati dai Ministeri competenti;
  2. iniziative verso la Regione Lombardia volte a tutelare il mantenimento dell’Ospedale di Saronno come struttura di primo livello;
  3. di operare affinché sia esclusivamente pubblica la gestione della Casa di Comunità prevista sul territorio di Saronno, evitando – nei limiti consentiti dalla legge - che la sua gestione venga affidata a soggetti giuridici di diritto privato;
  4. di farsi promotore nell’ambito dell’Asst Valle Olona di un ruolo più forte delle comunità locali,attraverso la richiesta di includere modalità di consultazione e decisione in cui siano presenti rappresentanti dei municipi e dei distretti coinvolti, con effettivo potere di intervento degli stessi nelle deliberazioni più importanti da assumere a questo livello;
  5. di aprire alla partecipazione della cittadinanza, in forma singola e/o organizzata, il tavolo cosiddetto”sanità/ospedale” avviato suo tempo da questa amministrazione comunale;
  6. più in generale, di non compiere alcun atto che possa favorire la presenza di erogatori privati,
    ancorché “convenzionati” nei servizi sanitari territoriali;
  7. di avviare immediatamente un monitoraggio dell’offerta sanitaria pubblica e provata presente sul
    territorio comunale;
  8. di avviare immediatamente un’indagine epidemiologica da porre a fondamento delle proprie scelte
    e decisioni in materia di sanità.
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TRADATE / SARONNO - Annuncita in arrivo anche a Saronno, all'ex mutua di via Stampa Soncino; a Tradate ha aperto i battenti in questi giorni: il riferimento va alla "Casa della Comunità". Sono le nuove strutture pensate da Regione Lombardia per offrire più servizi sanitari sul territorio.

A Tradate è stata ricavata in via Gradisca 16 ed è stata la prima ad essere consegnata ufficialmente alla comunità che il distretto, dando sostanza alla riorganizzazione del Polo territoriale e piena applicazione alla riforma del Sistema socio-sanitario lombardo. "La Casa della Comunità non è semplicemente un luogo fisico, infatti, ma un nuovo modo di concepire la sanità, più vicino al cittadino e alla sua famiglia, più completo, che integra l'assistenza ospedaliera con quella sociosanitaria e sociale, che unisce gli Ospedali e i distretti alle Cure primarie e ai Comuni" specificano dall'Asst Sette laghi. La novità rappresentata da questa struttura è stata ben sottolineata da tutte le istituzioni che hanno preso la parola, e ancora prima dall'infermiera referente della struttura, Barbara Macchi: "Siamo arrivati qui, a Tradate, all’inizio di gennaio di quest’anno, in un piccolo gruppo di infermieri ospedalieri, e abbiamo iniziato ad integrarci con i servizi già attivi in questa sede. Siamo stati accolti da colleghi motivati e disponibili che ci hanno fatto conoscere cos’è il territorio. Eravamo timorosi ma in poco tempo il telefono del punto unico di accesso ha iniziato a squillare e le richieste di aiuto si sono moltiplicate. Stiamo cercando di promuovere una nuova collaborazione con le istituzioni del territorio, del nostro territorio, con l’intenzione di valorizzare tutte le risorse che esso offre per rispondere ad un bisogno crescente. È grande la sfida che abbiamo accolto ma credo che, come infermieri, possiamo mettere a servizio della comunità competenze preziose per stare accanto a chi ha bisogno e promuovere benessere e salute della popolazione". 

"Due le parole d'ordine per il successo di questo servizio - ha esordito il direttore generale di Asst Sette laghi, Gianni Bonelli - una è entusiasmo, quello degli operatori, che stanno dando il massimo con passione per soddisfare il bisogno di salute dei cittadini in una logica nuova, più vicina al loro contesto di vita, ed è un tema fondamentale in uno scenario caratterizzato dall'elevato tasso di abbandono del posto di lavoro. L'altra è comunità, il radicamento al territorio, l'idea che i servizi vadano progettati partendo dal territorio e in stretta sinergia con le istituzioni locali e anche con il Terzo settore. E' l'applicazione del Glocalismo, la risposta alle esigenze specifiche di una comunità locale senza rinunciare a restare in rete con un sistema più ampio, di grande eccellenza come è il Sistema socio-sanitario lombardo, portando proprio questa eccellenza a livello capillare nei territori e nelle case dei pazienti, proprio come fanno tutti i giorni i nostri Infermieri di famiglia".

L'attività del "Infermiere di famiglia" rappresenta infatti uno dei servizi più innovativi avviati in questi mesi da Asst Sette laghi sul territorio e i numeri confermano quanto sia apprezzato dalla cittadinanza: 152 i pazienti già presi in carico a Tradate, per 792 chiamate telefoniche e 245 visite al domicilio. A Laveno, dove l'Infermiere di famiglia è attivo dal 7 marzo, i pazienti presi in carico sono 85, ad Arcisate, dove il servizio è attivo dal 14 marzo, sono 71.  A questo proposito, l'Università dell'Insubria ha attivato la prima edizione del Master di primo livello in Infermieristica e Ostetricia di Famiglia e Comunità e Case/Care management dei processi sanitari e sociosanitari. 

"Il territorio dell'Insubria, per la sua particolare conformazione, beneficerà ancora di più di strutture di prossimità come questa, nata in una logica di integrazione, dove decisivo è stato e continuerà ad essere il ruolo dei Comuni - ha detto Lucas Maria Gutierrez, direttore generale di Ats Insubria - In questa Casa della Comunità il cittadino trova servizi moderni, organizzati nella logica di integrazione, con un approccio globale alla persona".

30042022

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SARONNO - Dal questionario per i medici di base in attesa dell'incontro coi cittadini al coinvolgimento di Medici Insubria sono le ultime novità sulla casa della comunità di Saronno resi noti dal sindaco Augusto Airoldi.

"Settimana scorsa è partito il tavolo di lavoro tra l'Amministrazione, l'Asst Valle Olona (che per la sanità pubblica dovrà gestire la creazione delle case di comunità di Saronno) e la cooperativa Medici Insubria che è quella cooperativa di medici di base che gestisce l'hub vaccinale ex Pizzigoni. Vista l'esperienza molto positiva fatta a Saronno (basti dire che siamo vicini alle 150 mila vaccinazioni) Medici Insubria si è resa disponibile per gestire le case di comunità di Saronno da un punto di vista organizzativo. Asst Valle Olona si è detta interessata e quindi abbiamo fatto un primo incontro da cui sono uscite cose interessanti".

"Le case della Comunità a Saronno saranno due - ha riassunto il primo cittadino - una in via Fiume che sarà attiva prima della fine dell'anno e la seconda invece verrà attivata più avanti. Sarà realizzata in via Stampa Soncino nella struttura di proprietà dell'Asst Valle Olona che dovrà essere ristrutturata visto che è vuota da diversi anni".

"Nella Casa di Comunità di via Fiume ci saranno i servizi a contenuto socio sanitario e serviranno Saronno e i comuni del comprensorio. In via Stampa Soncino ci saranno attività di tipo amministrato visto che il bacino sarà di più di 100 mila persone sarà essenziale anche questa parte. Non a caso sarà attivato anche Cot, Centro operativo territoriale, che servirà per mettere in connessone medici del distretto coi servizi sociali.

"Come Amministrazione comunale teniamo a lavorare affinché questi servizi vengano attivati il prima possibile in città - ha concluso il sindaco - ci sarà sicuramente una fase di illustrazione e di coinvolgimento dei cittadini. Una delle prime decisioni è stato quello di distribuire a tutti i medici dei 6 comuni un questionario per sapere da loro quali sono i servizi da attivare prioritariamente perchè più richiesti dai loro pazienti. Appena avremo le risposte le renderemo pubbliche e faremo incontro coinvolgendo i saronnese come percorso di attivazione di questa prima fase".


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SARONNO - Grande sorpresa ieri sera all'auditorium Aldo Moro per l'assenza del sindaco Augusto Airoldi all'incontro organizzato dalla Società della cura dedicato alla sanità pubblica e in particolare al tema delle case della comunità. Era il secondo appuntamento del ciclo “La salute che vogliamo”, promosso dalle associazioni e dai cittadini della Società della Cura del Saronnese. La serata è stata dedicata alle Case della comunità e in particolare a come potranno essere realizzate a Saronno partendo dai percorsi partecipati virtuosi realizzati nel comune di Castelnuovo Rangone in Emilia Romagna.

(QUI LA DIRETTA DE ILSARONNO)

Focus della serata l'intervento chiaro e molto specifico dell'ex assessore al Welfare Arianna Welisch che ha raccontato l'esperienza della sua comunità in tema di Casa della salute spiegando l'importanza della partecipazione come punto di partenza non solo per conoscere le esigenze di tutti gli attori e dei cittadini ma anche per innestare quel progetto di cambiamento essenziale perchè la struttura diventi un punto di riferimento forte ed efficace della medicina territoriale. Significativo il contributo dei tecnici della società che si occupa di affiancare il comune nel percorso di partecipazione che hanno sottolineato, con esempio e modelli, come la partecipazione, difficoltosa all'inizio, diventi poi un volano per far crescere iniziative e sinergie.

Al di là dei contenuti della serata a stupire i presenti, e anche il mondo politico saronnese, è stata l'assenza del sindaco Augusto Airoldi che, pure invitato, si è limitato ad una breve missiva agli organizzatori letta ieri sera ai presenti.

"Saronno ospiterà due Case della Comunità, una di tipo Hub e l’altra di tipo Spoke, oltre ad un COT, come previsto dalle relative delibere di Regione Lombardia e ATS Insubria. Saranno, ovviamente strutture della sanità pubblica, in quanto espressione del sistema sanitario regionale. Che tutto ciò avvenga, in tempi ragionevolmente rapidi in modo che i cittadini del nostro Distretto sanitario possano fruirne quanto prima i servizi, è obiettivo mio e della mia Amministrazione: in tal senso stiamo operando. Questo, ritengo, sia il mio compito di Sindaco della città in questa fase. Ad essa seguiranno, non appena le informazioni disponibili lo consentiranno, opportuni momenti di presentazione e coinvolgimento dei cittadini che lo desiderassero. Resto comunque interessato a conoscere gli sviluppi del vostro percorso partecipativo".

Un assenza che lascia molto interrogativi perchè il primo cittadino, che ha detenuto per sè la delega all'Ospedale proprio per affrontare questi temi in prima persona, non ha partecipato neanche al primo incontro due settimane fa con il consigliere regionale Samuele Astuti in cui non solo è stato fatto un quadro della situazione della riforma della sanità ma sono arrivate diverse proposte per l'ospedale cittadino da un nuovo piano di rilancio al tavolo con tutti i sindaci.

25022022

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SARONNO - "Pochi giorni fa, il 18 febbraio, si è tenuta la prima riunione del tavolo di lavoro per la progettazione della prima Casa della comunità che il piano di Regione Lombardia prevede per Saronno".

Inizia così la nota dell'Amministrazione comunale in merito alla prima Casa della comunità saronnese.


All’incontro, in videoconferenza, hanno partecipato il Sindaco di Saronno, Augusto Airoldi, il Direttore socio-sanitario della AsstValle Olona, Marino dell’Acqua con alcuni suoi collaboratori, il Direttore della Cooperativa Medici Insubria, Emanuele Monti, e la Presidente della Commissione Sanità del Consiglio comunale, Valeria Valioni.

La riunione, immediatamente operativa, ha permesso di confermare l’apertura della Casa della Comunità di Saronno entro la fine del 2022. Sarà di tipo “hub”, collocata presso l’attuale sede Asst di via Fiume e coinvolgerà il territorio distrettuale comprendendo i Comuni di Saronno, Caronno Pertusella, Gerenzano, Uboldo, Origgio e Cislago.

Si è inoltre deciso di sottoporre un questionario ai medici di base del distretto saronnese per raccogliere le esigenze più urgenti del territorio in modo da stabilire una priorità nell’attivazione dei servizi.

Sarà fondamentale progettare la futura struttura sanitaria coinvolgendo tutti gli stakeholder (medici di medicina generale, infermieri, Amministrazioni comunali, ASST, associazioni del Terzo Settore, …) con l’obiettivo di raccogliere le esigenze del territorio e definire percorsi funzionali all’assistenza e cura dei cittadini.

“E’ stato un inizio positivo - afferma il sindaco di Saronno Augusto Airoldi - per un percorso, certo sfidante, che dovrà portare a Saronno un punto di riferimento per una nuova sanità territoriale, sia per i nostri cittadini che per quelli di altri importanti Comuni del territorio largo e inclusivo del Saronnese. E’ stato importante condividere un metodo che punta a programmare la priorità di attivazione dei servizi sulla base dell’ascolto preventivo di tutti gli stakeholder della sanità del territorio, terzo settore e cittadini compresi. In questo modo i servizi della Casa di Comunità saranno sintonizzati sui bisogni dei cittadini. Una novità, questa, che ci dimostra quanto ci ha insegnato il metodo con cui abbiamo affrontato l’emergenza pandemica”.

Non appena sarà possibile disporre di dati sufficienti a meglio descrivere il percorso, saranno attivati momenti pubblici di informazione e partecipazione e saranno utilizzati tutti gli strumenti di comunicazione dei protagonisti istituzionali di questo percorso per allargare la condivisione delle priorità e il racconto dei servizi.

(foto: la sede del distretto di via Fiume dove sarà aperta la prima casa di comunità)


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SARONNO - Società della cura torna in piazza. Stamattina, sabato 19 febbraio, gli attivisti sono rimasti sotto il tradizionale gazebo rosso in piazza Libertà per informare i saronnesi sulla situazione della sanità cittadina e lombarda.

"A due anni dallo scoppio della pandemia - rimarcano gli attivisti - che ha svelato tutti i limiti della gedtione privatizzata della sanità lombarda, chiediamo che la nuova sanità territoriale (Casa della Comunità di Saronno) sia pubblica e che i cittadini partecipino a progettarla".

Anche per questo è iniziato un ciclo di incontri e di appuntamenti per approfondire le tematiche relative alla sanità anche cittadina. Dopo il primo appuntamento con il consigliere regionale Samuele Astuti dedicato alla riforma lombarda (da dove sono arrivati anche due appelli per l'ospedale di Saronno) settimana questa sarà la volta delle Case della Salute.

Giovedì 24 febbraio alle 21 alla Sala Aldo Moro si terrà un incontro per approfondire le tematiche relative alla nuova struttura in arrivo in città. Il gruppo rinnova l'appello al sindaco Augusto Airoldi per fare il punto della situazione a Saronno e per fare il punto su esperienze già avvenute in altri territori.


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Inizia la nota di Attac Saronno in merito alla Casa della comunità di Saronno.


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Intanto, le cittadine e i cittadini residenti a Saronno che vorranno firmare per portare a delibera il Comune di Saronno su ben otto temi legati alla sanità regionale (contro la legge vigente) e locale (su ospedale e Casa della Comunità, ma non solo) possono recarsi sabato 8 ottobre dalle 9,30 alle 12,30 in piazza Libertà a Saronno, dove troveranno il consueto “gazebo rosso” di Attac Saronno – per una Società della Cura.
Sono ben 500 le firme di residenti saronnesi, muniti di carta d’identità, che le attiviste e gli attivisti di Attac Saronno – per una Società della Cura si impegneranno a raccogliere per portare l’amministrazione comunale a deliberare su ben otto punti:

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  2. iniziative verso la Regione Lombardia volte a tutelare il mantenimento dell’Ospedale di Saronno come struttura di primo livello;
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  4. di farsi promotore nell’ambito dell’Asst Valle Olona di un ruolo più forte delle comunità locali,attraverso la richiesta di includere modalità di consultazione e decisione in cui siano presenti rappresentanti dei municipi e dei distretti coinvolti, con effettivo potere di intervento degli stessi nelle deliberazioni più importanti da assumere a questo livello;
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  6. più in generale, di non compiere alcun atto che possa favorire la presenza di erogatori privati,
    ancorché “convenzionati” nei servizi sanitari territoriali;
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  8. di avviare immediatamente un’indagine epidemiologica da porre a fondamento delle proprie scelte
    e decisioni in materia di sanità.
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