VARESE – Ventilatori e doccette accesi per difendere le stalle dell’Alta Lombardia dalla morsa del caldo e delle temperature che, fino a metà settimana, schizzeranno sopra i 30 gradi per l’arrivo di Caronte, l’anticiclone africano che sta investendo l’Italia da Nord a Sud con temperature che nella penisola si spingono anche oltre i 40 gradi. Lo afferma la Coldiretti Varese nel sottolineare che negli allevamenti della regione sono scattate le contromisure: ventilatori, doccette e sistemi di raffrescamento sono attivi, e non si abbasserà la guardia fino al passaggio dell’ondata di calore, che dovrebbe attenuarsi a metà settimana.
Nelle stalle da latte le mucche stanno producendo fino al 10% in meno rispetto ai periodi normali, a causa delle alte temperature. Il loro clima ideale, infatti è fra i 22 e i 24 gradi, mentre oltre questo limite mangiano poco, bevono molto e producono meno latte.
Gli allevatori – afferma Coldiretti Varese – stanno intervenendo anche sulle razioni alimentari, somministrando pasti più leggeri ricchi di fibre e potassio, dati un po’ per volta per invogliare gli animali a nutrirsi senza appesantirsi e aiutarli così a resistere alla calura.
“Con l’arrivo del gran caldo, è essenziale intervenire per garantire il benessere degli animali” conferma Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese. “Ventole e doccette funzionano a pieno regime per dare sollievo agli animali. Nelle vasche di abbeveraggio, poi, non deve mai mancare l’acqua a temperatura ambiente”.
Il grande caldo ha investito l’Italia in un 2023 che – spiega Coldiretti – si classifica fino ad ora in Italia nella top ten degli anni più caldi di sempre con una temperatura superiore di 0,43 gradi la media storica, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Isac Cnr nel primo semestre del 2023. E per il nord Italia, dove si concentrano gli eventi estremi dell’ultima settimana, si è trattato – precisa Coldiretti – del terzo anno più caldo, con l’anomalia del periodo che è stata di ben +0,80 gradi superiore la media. Si conferma dunque anche quest’anno – conclude la Coldiretti – la tendenza al surriscaldamento in Italia dove la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine il 2022, il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020.
18072023
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Coldiretti Varese, attraverso il presidente Fernando Fiori, si dice “estremamente preoccupata” per l’escalation del pericolo-selvatici che interessa da vicino ampie aree dell’intero nord Lombardia: oltre a provocare danni seri e ripetuti a pascoli e coltivazioni, cervi e selvatici continuano a rappresentare un pericolo per l’incolumità pubblica come testimoniano i numerosi incidenti stradali che coinvolgono cervi e selvatici.
Nel nord Lombardia si sono verificati fatti gravi: dai cervi che invadono le gallerie a, purtroppo, incidenti mortali come quello occorso qualche mese fa a Cosio Valtellino. Continue invasioni di carreggiata si verificano un po’ ovunque, mentre nelle zone a nord del lago di Como e in Valtellina si contano ormai diverse predazioni attribuibili a branchi di lupi.
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VARESE - Anche Federcuochi si schiera a favore della petizione promossa da Coldiretti e Filiera Italia a sostegno del processo legislativo aperto dal disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri, che prevede il divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici, in mancanza di adeguate garanzie per la sicurezza alimentare e ambientale. In occasione dell’Assemblea nazionale della Federazione italiana cuochi, il presidente Fic Rocco Pozzulo ha sottolineato “l'importanza di valorizzare in cucina i primati green dell’agricoltura italiana con 5450 specialità tradizionali censite dalle Regioni, 320 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 526 vini Doc/Docg e Igt, la leadership nel biologico con circa 86mila aziende agricole biologiche.”
“L’Italia, che è leader nella qualità e nella sicurezza alimentare nel mondo, ha la responsabilità e il dovere di fare da apripista nelle politiche di tutela della qualità a tavola, come è già avvenuto con l’obbligo dell’etichetta con l’indicazione di origine” ha affermato Luigi Scordamaglia Consigliere Delegato di Filiera Italia. “Abbiamo acceso i riflettori su un business in mano a pochi ma molto influenti nel mondo che può cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda” commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori nel sottolineare la “positiva apertura di una discussione nel Paese, nei comuni, nelle regioni e in Parlamento che rappresenta la casa della democrazia, considerato che il disegno di legge del Governo sarà infatti operativo solo dopo la discussione ed approvazione del Parlamento”.
Secondo la Fao e l’Oms, infatti attualmente esiste una quantità limitata di informazioni e di dati sugli aspetti della sicurezza alimentare degli alimenti a base di cellule per aiutare i regolatori a prendere decisioni informate. Nel documento Fao/Oms “Aspetti della sicurezza alimentare del cibo a base cellulare” vengono infatti individuati ben 53 rischi potenziali, dalle allergie al tumore, ma si invita ad approfondire anche altri aspetti come le questioni etiche, le considerazioni ambientali, la preferenza/accettazione dei consumatori, gli aspetti nutrizionali, i costi di produzione, i prezzi dei prodotti finali e i requisiti normativi come i meccanismi di approvazione e le regole di etichettatura.
Intanto prosegue anche a Varese la raccolta firme di Coldiretti per dire “no al cibo sintetico”: oltre alle iniziative sul territorio, i cittadini possono recarsi a firmare ogni giorno, in orario di ufficio, presso la sede della federazione provinciale in via Piave 9 nella città capoluogo.
(foto archivio)
19042023
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A Varese continua la raccolta firme [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => anche-federcuochi-dice-no-al-cibo-sintetico-a-varese-continua-la-raccolta-firme [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-04-18 19:24:50 [post_modified_gmt] => 2023-04-18 17:24:50 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=337121 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 644869 [post_author] => 2 [post_date] => 2025-03-12 10:27:29 [post_date_gmt] => 2025-03-12 09:27:29 [post_content] => VARESE - Crescono gli acquisti di birra nel 2024 con un aumento in volume del 2% che rappresenta un segnale positivo per un comparto che sta puntando sul consumo consapevole e sul legame col territorio a partire dalle esperienze di filiera corta dal campo al bicchiere. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti e Consorzio Birra Italiana su dati ismea relativi ai primi nove mesi. Dati in cui si legge l’impatto positivo di alcune misure adottate, a partire dalla riduzione dell’accisa per i piccoli birrifici artigianali, entrata in vigore dal 1° gennaio 2025. Il legame tra il Varesotto e la birra è storico: ne è accertata la conoscenza da parte dei celti della civilità di Golasecca (le tracce più antiche che attestano la presenza della bevanda sono state trovate a Pombia, poco oltre il confine con la vicina provincia di Novara), mentre nell’Ottocento in Valganna Giacomo Poretti produsse la prima birra Pilsner italiana. Altro dato curioso rimanda al Ducato di Milano e al matrimonio di Ludovico il Moro che, per festeggiare, fece distribuire birra gratis ai propri sudditi. La riduzione dell’accisa per i piccoli birrifici artigianali, entrata in vigore dal 1 gennaio 2025, è uno dei provvedimenti fortemente sostenuto da Coldiretti e dal Consorzio Birra Italiana e passato grazie all’impegno dell’onorevole Carloni e dei parlamentari che hanno lavorato sull’emendamento, e del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. Ma un sostegno importante al settore potrebbe venire anche dal prossimo arrivo della legge sulla birra agricola. Quella della birra artigianale è una realtà in forte ascesa nei gusti degli italiani, con quasi 1200 birrifici attivi in tutta Italia, spesso guidati da giovani, di cui circa ¼ è agricolo, ovvero produce da sé le materie prime necessarie, secondo l’analisi del Consorzio Birra Italiana, con una percentuale in costante crescita. La birra artigianale è entrata sempre più nelle case degli italiani, con una produzione di 48 milioni di litri, di cui quasi 3 milioni di litri destinati all’export e, un valore di oltre 430 milioni di euro sul mercato del fuori casa, garantendo 92.000 posti di lavoro tra addetti diretti e indiretti. 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