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VARESE – Basta una semplice foto per partecipare alla terza edizione (anno 2023) di “Balconi Fioriti in provincia di Varese”, il concorso lanciato da Coldiretti Varese che, fino al 30 giugno, invita i cittadini a fiorire i propri balconi e a rendere più bello il territorio. “Anche quest’anno invitiamo a ripartire da un fiore, ma più ancora dalla presa di coscienza di un comparto, quello florovivaistico, che è simbolo del made in Varese. Ecco perché lanciamo ormai da tre edizioni concorso provinciale “Balconi Fioriti”. Fiorire il proprio balcone è un gesto semplice: di bellezza, di accoglienza, di voglia di futuro. Ed è anche un benvenuto ai turisti che si recano sul territorio, con la speranza che anche quest’anno molti connazionali scelgano il Varesotto come meta di prossimità”.

Così Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese, annuncia la nuova edizione dell’iniziativa firmata dalla Coldiretti provinciale: fino al 30 giugno, per tutti i cittadini della provincia prealpina, sarà possibile iscriversi gratuitamente al concorso. Partecipare è semplicissimo: sarà sufficiente compilare il modulo sul sito web dell’associazione agricola (varese.coldiretti.it), allestire il balcone, scattare e inviare la foto via mail o whattsapp. “Come premio si va in agriturismo a cena. Ci saranno anche premi speciali per il miglior balcone realizzato con i fiori acquistati da uno dei nostri produttori associati. L’elenco è sempre pubblicato sul sito web di Coldiretti Varese”.

A fine concorso, una commissione di esperti provvederà alle valutazioni e selezionerà cinque finalisti, i cui balconi saranno oggetto di una successiva visita. I vincitori saranno premiati con tre buoni da spendere in uno degli agriturismi Terranostra sul territorio (300, 200 e 100 euro) e con il premio speciale per l’acquisto dai produttori Coldiretti.

“Una scelta non casuale, che vuole focalizzare l’attenzione anche sulla strategicità del comparto agrituristico prealpino che, anche quest’anno, ha duramente pagato chiusure e restrizioni causate dalla pandemia” osserva il presidente Fiori.

Massima libertà nella fioritura dei balconi: “Si potranno utilizzare tutte le essenze disponibili, ovvero qualsiasi pianta ornamentale verde e/o fiorita, annuale o perenne, arbustiva o erbacea, non artificiale. In fase di valutazione, costituirà elemento di vantaggio l'inserimento di essenze floreali autoctone della provincia di Varese. Unico vincolo, sono assolutamente banditi i fiori di plastica o, comunque, finti. Nel riunirsi per valutare le fotografie inviate, la commissione terrà conto dei seguenti criteri generali di giudizio: 1) presentazione estetica d'insieme del balcone fiorito; 2) ricchezza e qualità di fiori e piante; 3) fantasia e armonia di colori nell'allestimento”.

Domanda e foto del concorso andranno inviate tassativamente entro e non oltre il 30 giugno 2023. Le candidature saranno visionate da un'apposita giuria tecnica che, sulla base delle fotografie, selezionerà cinque finalisti che potranno essere contattati per un sopralluogo finale. La giuria tecnica sarà composta da: un florovivaista, un rappresentante di Coldiretti Varese, un esperto di concorsi florovivaistici internazionali, un rappresentante di Campagna Amica. La premiazione avverrà dopo l’estate.
Si rinnova anche per quest’anno la partnership con Crédit Agricole che sostiene l’iniziativa.

“Il nostro appello è a portare la cultura di piante e fiori in tutte le nostre case - precisa il presidente di Coldiretti Varese – dando un segnale importante: fiorire significa rinascere, riaprire, dare un segno di accoglienza e benvenuto nei nostri territori. Partiamo dalle nostre case, invitando le amministrazioni comunali, le Pro Loco e tutte le associazioni locali a condividere il nostro messaggio e fare altrettanto. Da un semplice concorso di Balconi Fioriti può giungere un segnale di futuro: in Europa la tradizione dei concorsi floreali è più che decennale, in particolare in Paesi come in Gran Bretagna o in Francia, dove manifestazioni come Villes & Villages Fleuris costituisce, da decenni, un punto d’attrazione di importanza sovranazionale: e il punto di partenza è sempre il coinvolgimento della popolazione, con le fioriture dei propri spazi di casa. Fiorire il proprio balcone significa dare un segno di bellezza, di style-life, ma anche di attenzione verso un comparto economico che nel Varesotto conta quasi mille imprese florovivaistiche, cui vanno aggiunti i manutentori del verde e un indotto che dà lavoro a migliaia di famiglie”.

31032023

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VARESE - Dal gas ai barattoli, dal gasolio alle etichette, è in arrivo uno tsunami sui prezzi del cibo in Italia, con un autunno caldissimo sul fronte economico con la produzione agricola e quella alimentare che in Italia assorbono oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti in riferimento agli spaventosi rincari delle bollette che, anche nella nostra provincia, colpiscono imprese e famiglie.

Nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica. In agricoltura si registrano rincari dei costi che – sottolinea Coldiretti Varese - vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. "Nelle campagne – denuncia la Coldiretti provinciale – più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da far rischiare la cessazione dell’attività ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea".

Il comparto alimentare richiede ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed elettricità, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro  Aumenti che riguardano l’intera filiera del cibo con costi indiretti che – evidenzia Coldiretti - vanno dal vetro rincarato di oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, al tetrapack con un incremento del 15%, dal +35% delle etichette al +45% per il cartone, dal +60% costi per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

“Così non possiamo andare avanti e non ci possiamo permettere di aspettare i tempi lunghi della politica” afferma il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. “L’Italia è un Paese deficitario che importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame e con l’esplosione dei costi dell’energia – conclude Fiori – rischiamo di perdere quegli spazi di autonomia e sovranità alimentare che fino a oggi le imprese agricole italiane sono riuscite a difendere per il bene del Paese”.

(foto archivio)

31082022

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VARESE - Con l’Italia invasa da 2,3 milioni di cinghiali non c’è solo la peste suina, ma è allarme per la sicurezza delle persone in campagna e città con i branchi che si spingono fin dentro i centri urbani, fra macchine in sosta, carrozzine con bambini e anziani che vanno a fare la spesa. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del blitz degli agricoltori, cittadini e istituzioni in piazza Santoi Apostoli a Roma dove occupano strade e parchi.

“Un allarme pienamente condiviso dal comprensorio prealpino, dove l’allarme selvatici rappresenta un problema di gravità estrema, cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni” come rimarca il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. Anche nelle due province di Varese, infatti, i branchi dei cinghiali – sottolinea la Coldiretti provinciale – si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute. “La situazione è diventata insostenibile in città e nelle campagne con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole ma – sottolinea Fiori – viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale”.

L’invasione di vie e piazze da parte dei selvatici viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè - pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero anche perché un italiano adulto su quattro (26%) si è trovato faccia a faccia con questi animali. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè la fauna selvatica rappresenta un problema per la stragrande maggioranza dei cittadini (90%) considerato poi che nell’ultimo anno è avvenuto un incidente ogni 41 ore con 13 vittime e 261 feriti gravi a causa dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, secondo l’analisi di Coldiretti su dati Asaps, Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat.

Il 69% degli italiani ritiene che i cinghiali siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. Il risultato è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. Alla domanda su chi debba risolvere il problema, oltre le metà degli italiani (53%) è dell’opinione che spetti alle Regioni, mentre per un 25% è compito del Governo e un 22% tocca ai Comuni. In tale scenario anche l’Autorità per la sicurezza alimentare Europea (Efsa) ha lanciato un appello agli Stati dell’Unione Europea chiedendo misure straordinarie per evitare l’accesso dei cinghiali al cibo e ridurne del numero di capi per limitare il rischio di diffusione della peste suina africana (psa) che colpisce gli animali ma non l’uomo. “La maggioranza degli italiani considera l’eccessiva presenza degli animali selvatici una vera e propria emergenza nazionale che incide sulla sicurezza delle persone oltre che sull’economia e sul lavoro, specie nelle zone più svantaggiate” denuncia il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’esigenza “di interventi mirati e su larga scala per ridurre la minaccia dei cinghiali a livello nazionale”.

27052022

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VARESE - “E’ stato un onore poter partecipare agli Oscar Green Coldiretti Giovani Impresa perché è emersa quell’Italia composta da eccellenze che hanno una visione del futuro. Bello e proficuo il confronto con le delegazioni lombarda e varesina per fare il punto sul territorio". Lo ha scritto su Facebook la deputata di Italia viva Maria Chiara Gadda, parlamentare del Varesotto e capogruppo di IV nella Commissione agricoltura della Camera.

Rileva Gadda: La manifestazione di Coldiretti ha premiato la creatività e l'innovazione dei giovani agricoltori italiani. Le categorie scelte rappresentano molto bene il nuovo vocabolario di una generazione in grado di assumersi il rischio d’impresa e di mettere a valore le sfide del nostro tempo. Fare rete, impatto sociale ed economia circolare, innovazione. La pandemia prima, e oggi la crisi internazionale, hanno mostrato quanto sia importante fare scelte strategiche e di sistema, con un'ottica multi settoriale e multi funzionale. Questo approccio il mondo agricolo lo conosce da sempre, perché è la sua essenza. Toccare con mano la passione e la competenza di questi ragazzi è per me motivo di orgoglio ma anche una speranza per il nostro presente e il futuro”.

22042022

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VARESE - Sono 11,5 milioni di italiani che hanno scelto di mettersi in viaggio per una vacanza approfittando delle festività di Pasqua ma anche del vicino ponte del 25 aprile. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ che evidenzia una ripresa del turismo pasquale dopo due anni di limitazioni e lockdown a causa della pandemia: tra le mete più gettonate ci sono laghi e montagne, il Lago Maggiore che si piazza tra le destinazioni preferite a livello nazionale e i suoi agriturismi che registrano buone performance quanto a prenotazioni. Una boccata d’ossigeno provvidenziale dopo i due anni di restrizione dovuti alla pandemia.

Con la fine dell’emergenza i consumatori del Varesotto tornano a spendere per la Pasqua con una media di quasi 70 euro a famiglia, il 25% in più rispetto allo scorso anno, attestandosi sui livelli pre-pandemia del 2019, nonostante le preoccupazioni per il conflitto in Ucraina. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè secondo la quale il 59% dei cittadini trascorrerà il pranzo pasquale tra le mura domestiche, mentre un 32% si recherà a casa di parenti e amici con un recupero della convivialità e della voglia di stare assieme dopo due anni di limitazioni e lockdown.

Considerate le tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina, la meta preferita resta il Belpaese scelta dal 95% degli italiani, con quasi uno su tre (29%) che resterà addirittura all’interno della propria regione di residenza, con una vacanza quasi a km 0 secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Solo una minoranza farà un viaggio in Europa, mentre in pochissimi si spingeranno oltre, tra America, Asia e Oceania. E segnali di ripresa arrivano anche dal turismo straniero, un comparto strategico per il settore, che i due anni di pandemia hanno gravemente penalizzato.

A livello nazionale, la montagna sarà meta preferita di oltre il 20% dei turisti: l’82% degli italiani a Pasqua cerca la tradizione a tavola e proprio l’agriturismo – sottolinea Coldiretti Varese – abbina all’ospitalità la possibilità di mangiare i piatti della cultura popolare locale, cucinati in agriturismo.

L’inizio della primavera è peraltro il momento migliore per assistere al risveglio della natura che riguarda piante, fiori e uccelli migratori, ma anche le attività agricole con i lavori di preparazione dei terreni, la semina e la raccolta delle primizie. Molte aziende si sono attrezzate anche per la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali di Campagna Amica.

L’Italia è leader mondiale nel turismo rurale e può contare su 25mila strutture con 253mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola negli agriturismi presenti in Italia lungo tutta la penisola.

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SARONNO / VARESE - La vicenda è di grande attualità anche a Saronno dove la caduta di alberi per il forte vento dei giorni scorsi ha causato danni e bloccato il traffico, come nel caso dell'enorme pianta caduta su via General Cantore.

In provincia 1300 emergenze l’anno per alberi

Sfiorano il numero di 1300 in un anno le emergenze per alberi pericolosi in provincia di Varese che hanno richiesto l’intervento dei pompieri, su un totale di 7000 in Lombardia. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti provinciale sul rapporto 2021 dei vigili del fuoco diffusa in occasione delle tempeste di vento che nelle scorse ore hanno investito diverse zone del territorio a cominciare dalla città di Milano e dalla sua area metropolitana, mentre nelle campagne si fa la conta dei danni tra serre scoperchiate e danni alle strutture di stalle e cascine.

La Lombardia è la prima regione per numero di interventi su alberature pericolanti in un anno. In Lombardia, la nostra provincia si piazza ad un poco invidiabile secondo posto, subito alle spalle della metropoli capoluogo regionale: i territori in cui si registrano più operazioni di questo tipo sono infatti Milano (1.817), Varese (1.299) e Monza Brianza (742). Seguono Brescia (678), Como (600), Bergamo (467), Pavia (402), Cremona (321), Lecco (223), Mantova (217), Lodi (213), Sondrio (193).

In tutta Italia – afferma Coldiretti Varese – i vigili del fuoco in un anno sono entrati in azione per ben 54mila emergenze per piante non sicure nelle città. I cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi si abbattono su una condizione di manutenzione del verde pubblico che richiede grande attenzione.

“Le piante – rimarca il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori – cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici. Ma i cambiamenti climatici hanno anche favorito la proliferazione di parassiti spesso arrivati dall’estero che ha conseguenze catastrofiche sul verde ma anche sulla sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi”.

Una situazione sulla quale occorre intervenire con una gestione professionale – conclude il presidente Fiori – “che preveda il ricorso alla figura del manutentore del verde con idonea qualifica, attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori, così come previsto dalla legge di orientamento che consente ai Comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare così una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini”.   

(foto: il grande albero caduto in via Cantore a Saronno)

11022022

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Da inizio anno decine di roghi in Lombardia

VARESE - L’incendio sviluppatosi domenica tra Malnate e Cagno è solo l’ultimo di una serie di roghi che sta flagellando la Lombardia da inizio anno. Un territorio che brucia in pieno inverno: da inizio anno si sono registrate decine di roghi, 15 solo nel periodo tra il 28 gennaio e il primo febbraio per una media di 3 incendi ogni 24 ore, considerando sia gli episodi rilevanti sia quelli più circoscritti. E il bilancio non accenna a diminuire.Gli incendi hanno coinvolto boschi e pascoli principalmente il nord Lombardia, dalle province di Varese, Como e Sondrio a quelle di Brescia e Bergamo: “Una situazione favorita dall’assenza di piogge e vento forte sui nostri territori, che ha spinto nei giorni scorsi Regione Lombardia a innalzare il livello di allerta ed emettere il periodo di alto rischio di incendio boschivo” commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. 

Nel 2021 – spiega la Coldiretti – l’Italia ha visto oltre 150 mila ettari di territorio da nord a sud del Paese inceneriti da 659 tempeste di fuoco contro una media storica (fra il 2008 e il 2021) di 234 ogni anno. Ogni rogo – evidenzia la Coldiretti – costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate, per lo spegnimento e la bonifica, e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate in un arco di tempo che raggiunge i 15 anni.  Una dramma che l’Italia è costretta ad affrontare – evidenzia Coldiretti – perché se da una parte 6 incendi su 10 sono di origine dolosa con i piromani in azione, dall’altra per effetto della chiusura delle aziende agricole, la maggioranza dei boschi nazionali si trova senza sorveglianza per l’assenza di un agricoltore che possa gestirli, in un Paese come l’Italia dove più di un terzo della superficie, per un totale di 11,4 milioni di ettari, è coperta da boschi. In Lombardia – afferma Coldiretti Varese su dati Ersaf – la superfice forestale è di 620 mila ettari, pari a un quarto del territorio.

"Per difendere il bosco italiano – continua la Coldiretti – occorre creare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, anche nei confronti delle azioni criminali".

“Peraltro – conclude Fiori - i roghi che devastano le foreste hanno anche l’effetto di aumentare il deficit commerciale nel settore del legno, dove l’industria italiana è la prima in Europa ma importa dall’estero più dell’80% del legname necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento, per un importo di 4,8 miliardi nel 2021 (+34,5%) secondo le proiezioni di Coldiretti su dati Istat”.   

08022022

[post_title] => Coldiretti Varese: "Incendi, siccità e vento preoccupano" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => coldiretti-varese-incendi-siccita-e-vento-preoccupano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-02-07 19:29:08 [post_modified_gmt] => 2022-02-07 18:29:08 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=278836 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 276969 [post_author] => 2 [post_date] => 2022-01-26 04:55:00 [post_date_gmt] => 2022-01-26 03:55:00 [post_content] =>

VARESE – Nel 2021 si è verificato un calo del 55% rispetto a prima della pandemia degli arrivi in Italia dei viaggiatori provenienti dall’Unione europea, con un peggioramento (-7%) anche rispetto al 2020. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al cambio delle regole sui viaggi nell’Unione europea, sulla base dei dati Bankitalia relativi ai primi nove mesi dell’anno.

“La mancanza di viaggiatori stranieri è stato uno degli elementi di maggiore criticità per il turismo in Italia che registra un crollo di oltre 10 miliardi di euro delle spese per l’intero anno 2021 rispetto a prima della pandemia, con una marcata flessione che ha interessato anche le province del settentrione lombardo” commenta il presidente della federazione Coldiretti Fernando Fiori. 1/3 delle perdite dirette si è riversato sull’indotto della ristorazione, colpendo i consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi secondo le stime della Coldiretti. Il tutto legato alla pandemia da coronavirus.

A mancare all’appello sono stati soprattutto – sottolinea Coldiretti Varese – proprio i turisti stranieri bloccati alle frontiere dall’avanzare dei contagi e dalla misure di restrizione adottate ma a calare sono state anche le presenze nazionali anche nelle festività di fine anno mentre risultati più positivi si sono registrati nel periodo estivo.

I vacanzieri dall’estero in Italia sono strategici per l’ospitalità turistica anche perché – continua la Coldiretti provinciale – i visitatori dall’estero hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir.

26012022

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VARESE / SARONNO - Una ricorrenza cara al mondo agricolo, ma non solo. La festa di Sant’Antonio Abate, infatti, è entrata da tempo immemorabile nel cuore dei varesini. Ma, a quasi due anni dallo scattare dell’emergenza Covid, la pandemia ridimensiona diversi eventi in provincia, a partire dalle feste popolari che seguono alla benedizione degli animali nei numerosi borghi rurali: in particolare a Varese niente falò della Motta e domani, lunedì 17 la benedizione degli Animali e dei Pani sarà proposta alle 12 in streaming tramite il sito www.santantonioabatevarese.it.

“E’ una festa che gli agricoltori di ogni paese rurale, dalle Prealpi alla pianura, hanno sempre vissuto con trasporto, partecipando alla Messa e alla successiva benedizione degli animali. Sicuramente, lo scenario di quest’anno è uno specchio della difficile realtà che stiamo affrontando ormai da quasi due anni” dice il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. Una festa di antica origine e ancor oggi celebrata come un tratto d’unione tra le generazioni che operano nel settore primario: molte, infatti, sono le chiese dedicate a Sant’Antonio Abate in tutta la provincia, da Olgiate Olona a Saronno, da Gallarate a Cuasso al Monte, e ancora Busto Arsizio, Sesto Calende, Ferno.

L’iconografia raffigura sempre un porcello munito di campanella a fianco del santo egiziano: la leggenda vuole che il porcellino sia stato “complice“ nell’aiutare Sant’Antonio a rubare il fuoco degli inferi per donarlo al popolo, che soffriva il freddo. La storia, invece, ricorda che i canonici di Sant’Antonio avevano ottenuto il permesso di allevare i maiali all’interno de centri abitati: il grasso di maiale era infatti utilizzato come emolliente per le piaghe provocate dal “fuoco di S. Antonio”, che l’ordine curava negli hospitii od ospedali che era deputato a gestire.

L'Ordine antoniano lasciò, dunque, traccia del suo passaggio attraverso una serie pressoché infinita di ospedali (tutt’oggi dedicati al Santo) presenti anche sul territorio della nostra provincia.

17012022

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VARESE - L’aumento record dei costi energetici “spegne” le serre del Varesotto e mette a rischio il futuro di alcune delle produzioni florovivaistiche più tipiche del periodo in provincia, dalle primule ai ciclamini. È quanto rileva Coldiretti Varese in relazione al caro bollette che ha un doppio effetto negativo, perché riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie e aumenta anche i costi delle imprese agroalimentari particolarmente rilevanti con l’arrivo del freddo e dell’inverno. “L’impennata dei costi energetici ha un impatto pesante sulle produzioni in serra” rimarca il presidente Fernando Fiori. “In particolare in questo momento sono a rischio quelle di ciclamini e primule, oltre che delle piante verdi da interni che è diventato molto oneroso riscaldare. Vedremo più avanti quali effetti i rincari in bolletta avranno sulle produzioni di inizio primavera”.

I rincari dell’energia, quindi, “preoccupano molto le imprese perché si vanno ad aggiungere agli aumenti che stanno colpendo in maniera generalizzata le materie prime necessarie a produrre Una situazione che, più in generali pesa sulla programmazione di tutti i settori prossima stagione e che aggiunge incertezza al periodo già imprevedibile a causa della pandemia”. Il costo dell’energia – spiega la Coldiretti provinciale – si riflette su tutta la filiera agroalimentare e oltre alle attività agricole riguarda anche la trasformazione, la distribuzione ed i trasporti. Per le operazioni colturali gli agricoltori sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre, l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono anch’essi una forte impennata (+60%).

L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. Il rincaro dell’energia si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Di fronte ad un’emergenza senza precedenti – conclude Coldiretti Varese – serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle.

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[post_title] => Costo energia minaccia le serre del Varesotto: primule e ciclamini, le produzioni colpite [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => costo-energia-minaccia-le-serre-del-varesotto-primule-ai-ciclamini-le-produzioni-colpite [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-01-09 22:10:47 [post_modified_gmt] => 2022-01-09 21:10:47 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=275180 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 334335 [post_author] => 47 [post_date] => 2023-03-31 04:55:00 [post_date_gmt] => 2023-03-31 02:55:00 [post_content] =>

VARESE – Basta una semplice foto per partecipare alla terza edizione (anno 2023) di “Balconi Fioriti in provincia di Varese”, il concorso lanciato da Coldiretti Varese che, fino al 30 giugno, invita i cittadini a fiorire i propri balconi e a rendere più bello il territorio. “Anche quest’anno invitiamo a ripartire da un fiore, ma più ancora dalla presa di coscienza di un comparto, quello florovivaistico, che è simbolo del made in Varese. Ecco perché lanciamo ormai da tre edizioni concorso provinciale “Balconi Fioriti”. Fiorire il proprio balcone è un gesto semplice: di bellezza, di accoglienza, di voglia di futuro. Ed è anche un benvenuto ai turisti che si recano sul territorio, con la speranza che anche quest’anno molti connazionali scelgano il Varesotto come meta di prossimità”.

Così Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese, annuncia la nuova edizione dell’iniziativa firmata dalla Coldiretti provinciale: fino al 30 giugno, per tutti i cittadini della provincia prealpina, sarà possibile iscriversi gratuitamente al concorso. Partecipare è semplicissimo: sarà sufficiente compilare il modulo sul sito web dell’associazione agricola (varese.coldiretti.it), allestire il balcone, scattare e inviare la foto via mail o whattsapp. “Come premio si va in agriturismo a cena. Ci saranno anche premi speciali per il miglior balcone realizzato con i fiori acquistati da uno dei nostri produttori associati. L’elenco è sempre pubblicato sul sito web di Coldiretti Varese”.

A fine concorso, una commissione di esperti provvederà alle valutazioni e selezionerà cinque finalisti, i cui balconi saranno oggetto di una successiva visita. I vincitori saranno premiati con tre buoni da spendere in uno degli agriturismi Terranostra sul territorio (300, 200 e 100 euro) e con il premio speciale per l’acquisto dai produttori Coldiretti.

“Una scelta non casuale, che vuole focalizzare l’attenzione anche sulla strategicità del comparto agrituristico prealpino che, anche quest’anno, ha duramente pagato chiusure e restrizioni causate dalla pandemia” osserva il presidente Fiori.

Massima libertà nella fioritura dei balconi: “Si potranno utilizzare tutte le essenze disponibili, ovvero qualsiasi pianta ornamentale verde e/o fiorita, annuale o perenne, arbustiva o erbacea, non artificiale. In fase di valutazione, costituirà elemento di vantaggio l'inserimento di essenze floreali autoctone della provincia di Varese. Unico vincolo, sono assolutamente banditi i fiori di plastica o, comunque, finti. Nel riunirsi per valutare le fotografie inviate, la commissione terrà conto dei seguenti criteri generali di giudizio: 1) presentazione estetica d'insieme del balcone fiorito; 2) ricchezza e qualità di fiori e piante; 3) fantasia e armonia di colori nell'allestimento”.

Domanda e foto del concorso andranno inviate tassativamente entro e non oltre il 30 giugno 2023. Le candidature saranno visionate da un'apposita giuria tecnica che, sulla base delle fotografie, selezionerà cinque finalisti che potranno essere contattati per un sopralluogo finale. La giuria tecnica sarà composta da: un florovivaista, un rappresentante di Coldiretti Varese, un esperto di concorsi florovivaistici internazionali, un rappresentante di Campagna Amica. La premiazione avverrà dopo l’estate.
Si rinnova anche per quest’anno la partnership con Crédit Agricole che sostiene l’iniziativa.

“Il nostro appello è a portare la cultura di piante e fiori in tutte le nostre case - precisa il presidente di Coldiretti Varese – dando un segnale importante: fiorire significa rinascere, riaprire, dare un segno di accoglienza e benvenuto nei nostri territori. Partiamo dalle nostre case, invitando le amministrazioni comunali, le Pro Loco e tutte le associazioni locali a condividere il nostro messaggio e fare altrettanto. Da un semplice concorso di Balconi Fioriti può giungere un segnale di futuro: in Europa la tradizione dei concorsi floreali è più che decennale, in particolare in Paesi come in Gran Bretagna o in Francia, dove manifestazioni come Villes & Villages Fleuris costituisce, da decenni, un punto d’attrazione di importanza sovranazionale: e il punto di partenza è sempre il coinvolgimento della popolazione, con le fioriture dei propri spazi di casa. Fiorire il proprio balcone significa dare un segno di bellezza, di style-life, ma anche di attenzione verso un comparto economico che nel Varesotto conta quasi mille imprese florovivaistiche, cui vanno aggiunti i manutentori del verde e un indotto che dà lavoro a migliaia di famiglie”.

31032023

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