SARONNO - Negli ultimi giorni si parla molto della raccolta "Ricordi saronnesi" ultima fatica di Giuseppe Radice. Ultimo di una trilogia nata con “Saronno che Sfugge” (2018) e proseguita nel 2021 con “Saronno e amarcord”. Le poesie che fanno parte del libro, corredate da chiose in lingua e foto d’epoca, sono raggruppate in due distinte sezioni: “ Album di città” e “ Istantanee”, ossia luoghi scomparsi e personaggi soprattutto modesti, che hanno lasciato un segno indelebile nel tessuto cittadino e ancora oggi ricordati.
Ma soprattutto è un libro in dialetto. Abbiamo chiesto a Giuseppe Radice una riflessione in materia.
Alla lingua dialettale saronnese appartengono espressioni che non hanno nulla da invidiare, per capacità trasmissiva, a quella della nostra madre lingua. Certo, in piccolissima parte anche la lingua dialettale si è modificata per le infiltrazioni sociali dovute al flusso immigratorio avvenuto in questi anni nella nostra città, tuttavia si può arrivare anche ad affermare che alcuni vocabili, per efficacia comunicativa e fonologica, risultano addirittura insostituibili. Reinserire, dunque, nel “motore elettrico” della nostra vita un “motore a vapore”, quale è appunto il dialetto, non è un anacronistico approdo nostalgico o romantico, ma un doveroso impegno culturale, che spetta alle nuove generazioni, anche se queste, a volte, intendono come una sorte di “degrado” linguistico l’esprimersi in dialetto. Nella nostra città un brillante e significativo esempio ce lo stanno dando ora “Radiorizzonti InBlu” la Radio di Saronno, con incontri radiofonici settimanali attraverso la lettura di brani storici e poesie nel dialetto di casa nostra; il Circolo Culturale “Il Tranway” con mostre primaverili e autunnali (nella settimana della “Festa del Trasporto”, quarta domenica di ottobre); l'Unitre (Università delle Tre Età), con lezioni settimanali in dialetto durante il periodo ottobre-maggio di ogni anno; la Società Storica Saronnese con pubblicazioni periodiche riguardanti la poesia e la storia locale; la ProLoco con il mercatino domenicale dell’usato e antiquariato alla metà di ogni mese presso i giardini di via Carlo Porta. Tutte queste iniziative culturali sono soprattutto rivolte ai giovani delle scuole saronnesi affinchè accolgano un’ importante sfida: imparare a scrivere e leggere il dialetto della nostra terra, perché in gioco vi è nientemeno che la sopravvivenza della stessa lingua (perché di lingua appunto si tratta).
QUI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
Il libro, i cui ricavati andranno in beneficienza, si trova qui Libreria Mondadori via Portici 12, Cartoleria Secchi Corso Italia 26, Cartoleria Argentina via S.Giuseppe 10 e Merceria Linda Vicolo Pozzetto 20.
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15112023
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Già nei giorni scorsi abbiamo vissuto i tanti momenti dell'intenso programma allestito dai volontari del Gruppo Sant Antoni da Saronn che - dal corteo storico alla sagra - ci rimandano a un mondo che era, fatto di valori genuini e sentiti. Una comunità che, nei momenti di difficoltà, sapeva essere solidale e partecipe.
Dal 10 gennaio al 17 gennaio: queste le date della festa. Un'intensa settimana, per tantissimi davvero imperdibile. Come sempre con un'organizzazione impeccabile - grazie al Gruppo storico - e con un programma capace di coinvolgere giovani e meno giovani, portando anche le scuole a riscoprire tanti aspetti della storia cittadina. E, perché no, anche a riscoprire e gustare le specialità culinarie del nostro territorio.
È bello vedere Saronno piena di colori e di voglia di stare insieme. Evviva la Festa di Sant'Antonio, che ci ricorda il nostro passato e ci aiuta a conoscerci meglio.