SARONNO - Il centrodestra di Saronno fa squadra e schiera i big per chiedere più sicurezza in città. Questa sera a partire dalle 19 i delegati cittadini di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia si sono ritrovati in piazza Libertà con le bandiere e tante richieste per l'Amministrazione comunale. Un flash mob ufficialmente ma soprattutto un momento per mettere insieme le voci e chiedere, con la presenza sul territorio, più attenzione e un impegno concreto per la sicurezza.
Lo fanno da piazza Libertà uno degli spazi dei cittadini "che i saronnesi hanno paura a vivere e frequentare per la mancanza di sicurezza ma anche di decoro". Ci sono proprio tutti coordinatori e segrerati cittadini (da Angelo Veronesi a Maria Assunta Miglino), capogruppo e consiglieri comunali (Sala, Raffaele Fagioli, Gianpietro Guaglianone) e tanti volti noti del centrodestra saronnese dagli ex assessori Dario Lonardoni e Maria Elena Pellicciotta all'ex sindaco Alessandro Fagioli all'astro nascente Marina Ceriani che con Flavio Armanini rappresentano Fratelli d'Italia in città.
Non mancano i vip da Massimilano Romeo senatore della Lega arrivato di corsa dall'aeroporto di Linate pur di esserci all'europarlamentare Isabella Tovaglieri tra le prime ad arrivare in piazza con il super leghista Elio Fagioli. Pronto a parlare con i saronnesi Simone Longhini di Forza Italia mentre il consigliere comunale Emanuele Monti sul pezzo sui fatti avvenuti in città dalle risse agli accoltellamenti che crea anche un parallesismo con quanto succede nel capoluogo Varese.
La richiesta è semplice: più attenzione e un impegno più concreto per la sicurezza da parte di un'Amministrazione assente sul tema e che tende a fare scaricabarile e ad accampare scuse. Si parla della commissione Sicurezza non convocata, di una polizia locale con l'organico ridotto al minimo storico e su una generale tendenza a minimizzare "le segnalazioni e il vissuto dei saronnesi". A colpire non è solo la condivisione del tema e dei contenuti ma anche lo spirito di squadra e di condivisione che si respira tra le diverse anime del centrodestra che si muove davvero e convintamente all'unisono.
Isabella Tovaglieri (Lega)
Emanuele Monti (Lega)
Simone Longhini (Fi)
Gianpietro Guaglianone (FdI)








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MILANO - E’ stato depositato questo pomeriggio il nuovo progetto di legge per l’istituzione del servizio di psicologia delle cure primarie.
Il progetto di legge, che riprende, aggiorna e integra quello bipartisan già presentato nello scorso fine legislatura e non arrivato per tempo ad approvazione, è stato sottoscritto dall’Ufficio di Presidenza della Commissione “Sanità” (Patrizia Baffi di FdI, Roberto Anelli della Lega e Carmela Rozza del Pd) e dall’Ufficio di presidenza della Commissione “Sostenibilità sociale, casa e famiglia” (Emanuele Monti della Lega, in foto; Diego Invernici di FdI e Paola Bocci del Pd). “In questo modo -spiegano i firmatari- vogliamo dare una risposta significativa al forte incremento della domanda e del bisogno psicologico riscontrato soprattutto nel periodo pandemico con l’obiettivo, in una prospettiva stabile e di lungo periodo, di strutturare un’offerta psicologica integrata nel Sistema Sanitario Regionale che possa essere tempestiva, appropriata e sempre più vicina ai cittadini e al territorio”. Lo “psicologo del servizio di cure primarie” è una figura che opererà all’interno della rete territoriale in relazione ai problemi psichici dei pazienti e dei loro familiari e in stretta cooperazione con il medico e le altre figure specialistiche della sanità.
Alcuni dati
In Italia oggi solo il 29% della popolazione affetta da depressione maggiore accede a un trattamento entro un anno dall’esordio della patologia. Inviare i pazienti da uno psicologo entro un anno dall’insorgere del disturbo, permetterebbe un intervento efficace che potrebbe evitare di portare alla prescrizione di psicofarmaci.
Un ragazzo su sette tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale: depressione, ansia e disturbi comportamentali sono tra le cause principali di sofferenza per questa fascia di popolazione. Nel primo anno della pandemia di covid-19, 1 giovane su 4 in Italia ha presentato sintomi depressivi e 1 giovane su 5 presenta sintomi d'ansia clinicamente significativi, stime raddoppiate rispetto al periodo precedente alla pandemia. In particolare è stata registrata difficoltà di concentrazione (76,6%), noia (52%), irritabilità (39%), irrequietezza (38,8%), nervosismo (38%), sentimenti di solitudine (31,3%), disagio (30,4%) e preoccupazioni (30,1%). Nell’ultimo anno si è manifestata un’alta prevalenza di ansia e sintomi depressivi dovuti alla pandemia stessa, all'isolamento sociale e allo stress dei genitori, con un maggiore rischio di sviluppare sintomi psichiatrici in famiglie a basso reddito, nei tardo adolescenti e tra le femmine.
08062023
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Eletto presidente con tutti i voti della maggioranza è il leghista di Varese Emanuele Monti, classe 1985 dirigente nell’industria cosmetica alla terza legislatura regionale e già presidente della commissione sanità nello scorso mandato, nonché relatore della riforma sanitaria lombarda approvata dall'Aula nel 2022.
A margine della sua elezione Monti ha così commentato: “Ringrazio innanzitutto la Lega e i colleghi di maggioranza del centrodestra per avermi dato fiducia e avermi affidato un ruolo così importante del Consiglio regionale che conferma un percorso istituzionale, nell'ambito della salute e del welfare, intrapreso ormai da molti anni e che mi ha permesso di essere riconfermato tra i consiglieri regionali più votati in questa legislatura. La nuova Commissione Welfare si inquadra in un panorama internazionale in cui l'attenzione alla sostenibilità sociale è un tema estremamente rilevante, soprattutto dal 2015 quando l'Assemblea dell'ONU ha introdotto nell'agenda 2030, tra gli obiettivi di sostenibilità, proprio quello sociale. Per questa ragione - ha sottolineato Monti - si è ritenuto funzionale aggiungere alle competenze della commissione anche la delega alla casa e housing sociale poiché Regione Lombardia con Aler è fortemente impegnata per poter intervenire negli ambiti di maggiore fragilità della nostra società, oltre che affrontare i grandi temi demografici, dalla bassa natalità all'invecchiamento della popolazione. Insieme a tutti i commissari ci metteremo immediatamente al lavoro per venire incontro alle esigenze dei cittadini lombardi”.
Oltre a questo prestigioso incarico Emanuele Monti ricoprirà anche il ruolo di capodelegazione Lega in Commissione Sanità, con l’obiettivo di integrare al meglio le politiche sanitarie e sociosanitarie assistenziali per favorire e semplificare i lavori delle commissioni.
19042023
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Il centrodestra arriva al 59,43% con 164.856 per Attilio Fontana. Fratelli d'Italia è il primo partito della provincia con il 23,51% elegge due consiglieri Giuseppe Martignoni (3.268) e Francesca Caruso (2.937). La Lega supera il 19,05% ed elegge un consigliere Emanuele Monti (6.447) come Lombardia Ideale che al 9,43% conquista il posto di Giacomo Cosentino il più votato con 1.304 voti. Completano Forza Italia con 6,35% e Noi Moderati con 2,08%. I più votati pur non eletti sono Pietro Zappamiglio (2706) e Raffaele Cattaneo (1.733).
Il centrosinistra resto sotto la soglia del 30%: Majorino conquista il 29,49% dei voti eleggendo un solo consigliere Samuele Astuti recordman di preferenze con 8.384 voti. Movimento 5 stelle arriva al 4,06% (più votata Francesca Bonoldi 326), Alleanza Verdi e Sinistra al 2,55% (più votato Alessandro Pennati 288) Patto civico al 2,51% (Dino De Simone 834).
Il terzo polo non supera la soglia del 10%. Letizia Moratti si ferma al 9,70% ma elegge due consiglieri Luca Ferrazzi (Letizia Moratti presidente) con 476 voti e Licata Giuseppe (Azione) con 1.463 voti.
3.840 voti per Mara Ghidorzi che arriva all'1,38%.
E i saronnesi?
Ad ottenere più voti a livello provinciale tra i candidati di Saronno è Ilaria Pagani (Pd) che arriva a 1023 voti. Segue Annalisa Renoldi (Azione) che si ferma a 490, Maria Elena Pellicciotta (FI) 287 Massimo Uboldi (M5s) 222, Lisa Molteni (Lista Moratti) 143 e Maurizio Cremascoli (Alleanza Verdi e Sinistra) 108.
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MILANO – “È profondamente sbagliata la proposta del Partito Democratico di chiudere gli ospedali piccoli e smantellare la medicina territoriale in favore del rafforzamento dei grandi ospedali delle città. La nostra posizione è di tutelare la possibilità di accesso alle cure che deve essere uguale per tutti i cittadini lombardi senza distinzione del luogo in cui risiedono. Se è vero che ormai il Pd è diventato il partito delle élite urbane è altrettanto vero che la Lombardia non è solo Milano e i quartieri del centro. La Lombardia è fatta di valli, piccoli comuni e aree periferiche che meritano la stessa dignità e le stesse opportunità”. Lo dichiara Emanuele Monti, consigliere regionale e capolista della Lega alle elezioni regionali, rispondendo alla proposta lanciata dal consigliere regionale del Partito democratico, Carlo Borghetti, durante l’iniziativa di questa mattina organizzata dall’università Liuc “Carlo Cattaneo” denominata “Oltre la pandemia. RSA protagoniste del territorio”.
“La Lega, come ha dimostrato in questa legislatura, crede nell’importanza delle RSA e degli ospedali territoriali come strutture indispensabili per intercettare velocemente e preventivamente i bisogni di salute dei cittadini lombardi. Per questo motivo, siamo stati al fianco degli enti gestori nei periodi più bui della pandemia e lo siamo tutt’ora, sia in regione sia al governo, con fondi strutturali per il rilancio energetico delle strutture e il sostentamento economico in un periodo di aumento generalizzato dei prezzi” aggiunge.
“Auspichiamo che i lombardi capiscano cosa è meglio e, confermando il buongoverno di Attilio Fontana, dimostrino di essere dalla parte di chi vuole una salute vicina e capillare. Oltretutto, dove pensano di mettere i 200.000 cittadini che vengono da tutta Italia a farsi curare in Lombardia se chiudono altre strutture? Noi andiamo avanti con la consapevolezza della virtuosità del nostro modello che traina il paese da trent’anni” conclude.
[post_title] => Emanuele Monti (Lega) risponde al Partito democratico: “Sbagliato chiudere piccoli ospedali. La Lombardia non è solo Milano” [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => emanuele-monti-lega-risponde-al-partito-democratico-sbagliato-chiudere-piccoli-ospedali-la-lombardia-non-e-solo-milano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-02-09 17:03:17 [post_modified_gmt] => 2023-02-09 16:03:17 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=327468 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 327452 [post_author] => 71 [post_date] => 2023-02-09 04:08:00 [post_date_gmt] => 2023-02-09 03:08:00 [post_content] =>Milano, 9 febbraio – “Sono al fianco dei sindaci dei comuni coinvolti da questo fenomeno emergenziale che sta spaventando la popolazione. Ringrazio il sindaco di Cairate, Anna Pugliese, per aver chiesto l’attivazione di un tavolo in Prefettura per trovare celermente soluzioni a questa escalation di fenomeni criminosi che stanno caratterizzando i boschi e le aree periferiche di una parte del varesotto. Regione Lombardia farà la sua parte e ritengo necessario estendere il modello Malpensa, che ho sostenuto in occasione del lancio del patto per la sicurezza negli ospedali lombardi, anche a questi luoghi di perdizione perché il contrasto alle droghe lo si fa soprattutto per via preventiva e portando associazioni ed operatori formati a dissuadere i ragazzi ad affacciarsi a quel mondo tremendo”. Lo dichiara Emanuele Monti, consigliere regionale e capolista della Lega alle elezioni regionali, in merito alla riunione del tavolo convocato ieri in Prefettura per il contrasto allo spaccio di droga a cui hanno preso parte il Prefetto, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i sindaci dei comuni coinvolti.
“In questa legislatura – ricorda Emanuele Monti -, mi sono occupato da vicino di un fenomeno come quello spaccio di droga e di sostanze psicotrope, arrivando ad approvare una legge che ha ridisegnato il sistema regionale di prevenzione, cura e contrasto a queste sostanze. Ho visitato luoghi in cui il disagio sociale è tangibile, come il bosco di Rogoredo, e ho potuto toccare con mano lo sconcerto di chi vive nelle vicinanze e deve fare quotidianamente i conti con spacciatori e delinquenti. Per questo, voglio far sentire la mia solidarietà e la mia presenza ai sindaci e ai loro cittadini. Solo con un approccio multilivello si può risolvere il problema e ristabilire la legalità. L’estensione di un modello virtuoso e già collaudato nell’aeroporto internazionale di Malpensa può essere uno strumento efficace anche nelle stazioni ferroviarie, nei boschi e nelle aree depresse e periferiche dove avviene lo spaccio”.
“Risolvere celermente questo problema è un dovere per le istituzioni e un diritto dei cittadini per bene” conclude.
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La sanità, a cui si è dedicato in qualità di presidente dell’apposita commissione regionale. Ma anche il lavoro e la sicurezza, temi prioritari emersi nell’ambito del grande progetto di ascolto del territorio “La Lombardia che vorrei”, senza dimenticare l’ambiente.
Sono tanti gli aspetti su cui Emanuele Monti, consigliere regionale uscente e ricandidato come capolista della Lega alle elezioni del 12 e 13 febbraio, intende continuare a impegnarsi.
Sempre con quell’«orgoglio lombardo» che ha animato la sua azione e che ha percepito chiaramente nei suoi numerosissimi incontri nel territorio.
Con il progetto “La Lombardia che vorrei” ha girato tutta la provincia di Varese, ottenendo ben 1.145 proposte. In queste settimane di campagna elettorale ha avuto modo di raccogliere ulteriori spunti e istanze?
«Il percorso di ascolto e condivisione fatto con “La Lombardia che vorrei” è stato un’ottima base. Poi la campagna elettorale mi ha portato praticamente in tutti i comuni della provincia di Varese, ritrovando persone, associazioni, sindaci. È emerso sicuramente un tema legato al lavoro, su due fronti: la ricerca di un’occupazione, ma soprattutto l’incontro domanda-offerta di lavoro. Mi sono già mosso col ministro Valditara per ragionare in questo senso, ad esempio sul rafforzamento degli Its. Quasi tutte le aziende che ho visitato mi hanno detto di non riuscire a trovare personale. C’è poi il tema della sicurezza, soprattutto nelle grandi città, in primo luogo Varese, dove c’è un’enorme richiesta di strumenti e personale. Non a caso ho siglato un patto per la sicurezza partendo dal modello Malpensa fatto da guardie giurate e “facilitatori”, per importarlo anche nei nostri pronto soccorso. E poi c’è ovviamente l’ambito della sanità su cui mi sono speso in questi cinque anni, sia per quanto riguarda la valorizzazione del personale sanitario, per il quale ho fatto numerosi incontri, sia per la necessità di continuare con un percorso non da bacchetta magica, come qualcuno in campagna elettorale sventola, ma con serietà e progetti già avviati».
A proposito di sanità: dopo aver contribuito a redigere la riforma sanitaria, quali sono i primi interventi a cui dedicarsi subito dopo il voto?
«Occorre andare in continuità con i progetti avviati nel territorio (oltre 700 milioni di euro per la sanità della provincia di Varese, il doppio rispetto alla media per abitante della Regione Lombardia). Questo significa la realizzazione della sala ibrida dell’ospedale di Circolo, il funzionamento del robot chirurgico, la realizzazione dell’ospedale di Cuasso, atteso da oltre trent’anni, il potenziamento degli ospedali di lago (Cittiglio, Angera, Laveno), la realizzazione di interventi di riqualificazione e rafforzamento dell’ospedale di Tradate ma anche di Saronno, la realizzazione dell’ospedale di Busto e Gallarate e la riqualificazione in chiave socio-assistenziale e socio-sanitaria degli spazi attuali, sostegno delle Rsa e della rete per la disabilità e la fragilità. Serve poi lavorare sui problemi: liste di attesa, rafforzamento della qualità dei pronto soccorso, e quindi dare slancio a case e ospedali di comunità. Non abbiamo costruito cattedrali nel deserto, abbiamo ristrutturato immobili già di nostra proprietà che vanno maggiormente riempiti di contenuto. Già tante cose sono state fatte, dall’ostetrica di famiglia allo psicologo di base».
Tra le proposte che hanno suscitato interesse in questa campagna elettorale, c’è la sua richiesta di prevedere una fermata ferroviaria dove sorgerà l’ospedale di Busto e Gallarate.
«Credo che quello che si può promettere sia l’impegno di dedicare attenzione e lavoro sulla tratta Milano-Varese per avere alcuni progetti iconici. Avere alcune corse di un treno veloce no stop Varese-Milano, per collegare meglio le due città. Serve un dialogo molto forte con Ferrovie dello Stato e Trenitalia. C’è la possibilità di aggiungere una stazione a Busto per poter permettere a pazienti, parenti e soprattutto a medici e infermieri di raggiungere senza l’utilizzo della macchina un luogo che avrà un certo impatto viabilistico. Non dico che sarà un progetto che verrà sicuramente realizzato, ma io ho raccolto lo stimolo di cittadini e comitati. Chiaramente occorre anche investire sulla parte viabilistica».
Ha parlato pocanzi del tema del lavoro, quello su cui si è concentrata la maggior parte delle proposte raccolte con “La Lombardia che vorrei”. Su quali altri aspetti, oltre alla formazione, occorre intervenire?
«C’è un tema importante relativo alla Svizzera. All’interno del pacchetto più ampio legato all’autonomia, è importante poter avere gli strumenti (anche di detassazione) a favore delle aziende che operano vicino al confine per mantenere qui i dipendenti che vengono formati, iniziano a lavorare e dopo pochi anni spesso si dimettono per andare in Svizzera. C’è anche un elemento di attrattività delle nostre reti industriali: perché non cercare, anche in un ambito di rigenerazione urbana su progetti co-finanziati da Regione Lombardia, di valorizzare quei cluster industriali, offrendo delle zone con parchi tecnologici, come è stato fatto nell’ex area di Expo? La nostra area non ha la forza del brand Milano, ma è logisticamente molto attrattiva ed è un luogo bello. In un mondo che nel post-Covid va sempre di più verso una logica di maggiore attenzione all’ambiente in cui si vive, alla qualità dell’aria e così via, anche molte aziende – per una valorizzazione del personale che può vivere e crescere in un territorio più bello e più sano – possono spostare il baricentro un po’ più a nord rispetto a Milano».
Tra i provvedimenti di cui si è detto più orgoglioso c’è il risanamento del lago di Varese.
«Assolutamente. È stato un grande progetto che ci ha visto in primissima linea. Mi dedico a questo tema da tanti anni, sono nato ad Azzate, sul lago. Anche quando ero in consiglio provinciale, il punto chiave non era la progettualità ma il finanziamento. Con il mio emendamento al bilancio siamo riusciti a far partire l’accordo quadro ed è stato fatto un ottimo lavoro. Non è finito: c’è un tema di grandissima attenzione agli scarichi abusivi. Nonostante il grande lavoro fatto, ce ne sono di nuovi. Chiaramente, per lo sviluppo del nostro territorio la balneabilità è importantissima, ma per me il criterio più importante è quello dell’ambiente: stiamo ridando un futuro a un lago inquinato e sporco, restituendolo alla collettività».
Perché confermare la fiducia ad Attilio Fontana, peraltro a sua volta varesino?
«Il presidente Fontana ha dimostrato di essere il bravo amministratore, quello che davanti alla pandemia non molla un secondo. È stato accusato in ogni modo, sono state aperte inchieste a suo carico, ma alla fine la storia ha dato a Cesare quel che è di Cesare. Ad Attilio quel che è di Attilio. Regione Lombardia ha fatto tutto il possibile in un contesto di grandissima difficoltà. Dopodiché, il giorno dopo il Covid Fontana ha stimolato il territorio, sostenendo Rsa, imprese, enti locali. La Lombardia è ben amministrata, col bilancio migliore in Italia, uno dei migliori in Europa e il costo della politica più basso in Europa. Anche in questa campagna elettorale, al di là delle problematiche, ho sentito i cittadini contenti e orgogliosi della loro Regione. Non a caso ho scelto lo slogan “Orgoglio lombardo”. I lombardi, pragmatici, premieranno sempre la buona amministrazione».

Informazione politico-elettorale
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“Se rivolgiamo uno sguardo al recente passato – spiega Emanuele Monti – possiamo affermare con serenità che la quasi totalità dei reparti di degenza, al netto di alcune interruzioni o ridimensionamenti temporanei legati alle fasi acute della pandemia, hanno mantenuto la loro attività. In particolare, nonostante le criticità negli organici medici evidenziatisi a partire dal 2020 (anestesisti) e continuati nel 2021 (pronto soccorso), l’attività chirurgica è stata ridotta solamente in termini di disponibilità di posti letto per l’avvio dei lavori di ristrutturazione del 7° padiglione verde. Le attività specialistiche presenti (urologia, otorinolaringoiatra e oculistica) da luglio 2020 hanno ripresto tutta la loro attività senza mai interromperla. L’ambito ginecologico (degenza, chirurgia e ambulatori) è stato, anche in questo caso, riaperto nel luglio 2020 e mai più interrotto. Lo stesso vale per l’ambito ostetrico e pediatrico per le attività ambulatoriali”.
Sui lavori strutturali in corso, Monti ricorda: “Sono partiti o sono in programma per l’anno in corso numerosi interventi sulla struttura e sugli impianti che il presidio necessita da tempo”.
Di seguito il dettaglio degli interventi in corso o in programma:
- Adeguamenti normativa prevenzione incendi 2° e 3° lotto;
- Adeguamenti strutturali e impiantistici come ristrutturazione Triage PS e messa in sicurezza rampa di accesso carraio dell’obitorio;
- Ristrutturazione padiglione Marrone per separazione percorsi Pronto soccorso e degenze di terapia semintensiva;
- Lavori di adeguamento antincendio - riqualificazione 1° piano e 5° piano padiglione Verde (psichiatria e pediatria);
- Realizzazione impianto di Trigenerazione e revampig cogeneratore;
- Acquisizione apparecchiature per il potenziamento delle terapie semintensive;
- Acquisizione apparecchiature per il potenziamento del Pronto soccorso;
- Fornitura arredi e attrezzature sanitarie occorrenti al nuovo reparto di Otorinolaringoiatra.
“Nell’ottica del potenziamento delle strutture sanitarie territoriali per avvicinare ancora di più la sanità al cittadino – aggiunge - sono previste due case di comunità a Saronno (hub e spoke) di cui una è già stata inaugurata”.
“Riguardo alle tecnologie e alle apparecchiature sono stati investiti circa 4 milioni di euro per potenziare la dotazione attuale con sistemi all’avanguardia come il nuovo acceleratore per la radioterapia. Molto importante anche l’investimento di 1,3 milioni di euro per la digitalizzazione del DEA saronnese” sottolinea.
Infine, un accenno alla carenza del personale. “Da anni dobbiamo fare i conti con questo problema che, come è noto, deriva dalla scarsa programmazione fatta a livello nazionale dai governi di centrosinistra che hanno tagliato risorse importanti per la formazione di medici e infermieri. Ciononostante, per colmare queste carenze, nel solo biennio 2021/2022 l’Asst Valle Olona ha indetto complessivamente 67 concorsi”.
“Ringrazio il Comitato per questi anni di collaborazione che hanno sicuramente portato risultati positivi per l’ospedale e per il territorio saronnese. Auspico che si possa continuare ad andare nella direzione intrapresa nonostante le tante difficoltà a partire dalla carenza di personale” conclude.
[post_title] => Ospedale di Saronno, Emanuele Monti (Lega): “Continueremo ad esserci con fatti concreti” [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ospedale-di-saronno-emanuele-monti-lega-continueremo-ad-esserci-con-fatti-concreti [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-02-08 11:58:07 [post_modified_gmt] => 2023-02-08 10:58:07 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=327266 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 6 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 327252 [post_author] => 71 [post_date] => 2023-02-08 03:00:00 [post_date_gmt] => 2023-02-08 02:00:00 [post_content] =>MILANO – Si è svolto ieri presso il Monti point di Varese l’incontro fra Emanuele Monti, consigliere regionale e capolista della Lega alle elezioni regionali, e gli iscritti all’Ordine TSRM-PSTRP della provincia di Varese, l’organizzazione professionale che raduna tutte le professioni tecniche sanitarie. L’Ordine rappresenta ben 19 professioni sanitarie tra cui radiologi, specialisti della riabilitazione e della prevenzione.
“Veniamo da anni in cui abbiamo avuto l’occasione di lavorare fianco a fianco per potenziare professionalità indispensabili per l’offerta di cure in Lombardia. La strada che abbiamo intrapreso e su cui vogliamo continuare a lavorare anche nei prossimi cinque anni è quella che porta alla piena integrazione delle figure mediche con i tecnici sanitari in un’ottica di collaborazione e integrazione positiva soprattutto nelle case e negli ospedali di comunità. Questo porterebbe grandi benefici soprattutto nell’ambito dell’abbattimento dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie” dichiara Emanuele Monti.
“Un’altra sfida che ci vede impegnati insieme – ricorda Monti – è quella legata all’abbattimento del vincolo di esclusività per il personale sanitario (non medico) dipendente delle strutture pubbliche. In altre parole, vogliamo permettere che questi professionisti possano svolgere la propria attività al di fuori dell’orario di lavoro sotto forma di libera professione. Anche in questo caso i benefici per il sistema (più personale, meno tempi d’attesa e meno lavoro sommerso) e per gli stessi lavoratori (più risorse) sarebbero molteplici. Questo non riguarda solamente gli infermieri ma tutto il comparto non medico del settore sanitario pubblico”.
Gli incontri al Monti point proseguono questa sera con la serata dedicata agli infermieri.
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VARESE – Si è svolto ieri presso il Monti point di Varese l’incontro fra Emanuele Monti, consigliere regionale e capolista della Lega alle elezioni regionali, e gli iscritti all’Ordine TSRM-PSTRP della provincia di Varese, l’organizzazione professionale che raduna tutte le professioni tecniche sanitarie. L’Ordine rappresenta ben 19 professioni sanitarie tra cui radiologi, specialisti della riabilitazione e della prevenzione.
“Veniamo da anni in cui abbiamo avuto l’occasione di lavorare fianco a fianco per potenziare professionalità indispensabili per l’offerta di cure in Lombardia. La strada che abbiamo intrapreso e su cui vogliamo continuare a lavorare anche nei prossimi cinque anni è quella che porta alla piena integrazione delle figure mediche con i tecnici sanitari in un’ottica di collaborazione e integrazione positiva soprattutto nelle case e negli ospedali di comunità. Questo porterebbe grandi benefici soprattutto nell’ambito dell’abbattimento dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie” dichiara Emanuele Monti.
“Un’altra sfida che ci vede impegnati insieme – ricorda Monti – è quella legata all’abbattimento del vincolo di esclusività per il personale sanitario (non medico) dipendente delle strutture pubbliche. In altre parole, vogliamo permettere che questi professionisti possano svolgere la propria attività al di fuori dell’orario di lavoro sotto forma di libera professione. Anche in questo caso i benefici per il sistema (più personale, meno tempi d’attesa e meno lavoro sommerso) e per gli stessi lavoratori (più risorse) sarebbero molteplici. Questo non riguarda solamente gli infermieri ma tutto il comparto non medico del settore sanitario pubblico”.
Gli incontri al Monti point proseguono questa sera con la serata dedicata agli infermieri.
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SARONNO - Il centrodestra di Saronno fa squadra e schiera i big per chiedere più sicurezza in città. Questa sera a partire dalle 19 i delegati cittadini di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia si sono ritrovati in piazza Libertà con le bandiere e tante richieste per l'Amministrazione comunale. Un flash mob ufficialmente ma soprattutto un momento per mettere insieme le voci e chiedere, con la presenza sul territorio, più attenzione e un impegno concreto per la sicurezza.
Lo fanno da piazza Libertà uno degli spazi dei cittadini "che i saronnesi hanno paura a vivere e frequentare per la mancanza di sicurezza ma anche di decoro". Ci sono proprio tutti coordinatori e segrerati cittadini (da Angelo Veronesi a Maria Assunta Miglino), capogruppo e consiglieri comunali (Sala, Raffaele Fagioli, Gianpietro Guaglianone) e tanti volti noti del centrodestra saronnese dagli ex assessori Dario Lonardoni e Maria Elena Pellicciotta all'ex sindaco Alessandro Fagioli all'astro nascente Marina Ceriani che con Flavio Armanini rappresentano Fratelli d'Italia in città.
Non mancano i vip da Massimilano Romeo senatore della Lega arrivato di corsa dall'aeroporto di Linate pur di esserci all'europarlamentare Isabella Tovaglieri tra le prime ad arrivare in piazza con il super leghista Elio Fagioli. Pronto a parlare con i saronnesi Simone Longhini di Forza Italia mentre il consigliere comunale Emanuele Monti sul pezzo sui fatti avvenuti in città dalle risse agli accoltellamenti che crea anche un parallesismo con quanto succede nel capoluogo Varese.
La richiesta è semplice: più attenzione e un impegno più concreto per la sicurezza da parte di un'Amministrazione assente sul tema e che tende a fare scaricabarile e ad accampare scuse. Si parla della commissione Sicurezza non convocata, di una polizia locale con l'organico ridotto al minimo storico e su una generale tendenza a minimizzare "le segnalazioni e il vissuto dei saronnesi". A colpire non è solo la condivisione del tema e dei contenuti ma anche lo spirito di squadra e di condivisione che si respira tra le diverse anime del centrodestra che si muove davvero e convintamente all'unisono.
Isabella Tovaglieri (Lega)
Emanuele Monti (Lega)
Simone Longhini (Fi)
Gianpietro Guaglianone (FdI)








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