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energia

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TURATE - Anche il Comune di Turate ha aderito, l'altra sera, allo spegnimento delle luci di un punto simbolico del paese, "per richiamare l’attenzione del Governo sul caro bollette che incide sui bilanci di tante famiglie, negozi, imprese, nonché delle amministrazioni locali che rischiano così di dover tagliare altri servizi ai cittadini" come si legge in una nota dell'Amministrazione civica del sindaco Alberto Oleari.


L'iniziativa è stata promossa da Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) e sarà realizzata sul territorio del comune di Turate con lo spegnimento delle luci di piazza Volta, dalle 21 alle 23.

(in foto: il comune di Tradate, che in segno di protesta contro il caro bollette ha spento le luci che illuminano il municipio)

12022022


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MILANO - "Invito pubblicamente il ministro Giovannini a visitare una fabbrica in Lombardia dove, nonostante i tanti ordinativi, l'attività produttiva è sospesa a causa dei costi energetici ed i lavoratori sono in cassa integrazione". E' l'appello che l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi rivolge al ministro della Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini che oggi ha bocciato l'idea e posto dubbio sullo scostamento di bilancio per far fronte al caro energia.

Prosegue Guidesi: "Senza le risorse necessarie per calmierare gli aumenti dell’energia, - continua Guidesi sempre rivolgendosi al ministro - le attività non riprenderanno e tra qualche mese si rischia un obbligato scostamento di bilancio, che ministro Giovannini oggi ritiene evitabile, come unico mezzo per pagare la disoccupazione a tanti ex lavoratori"."Non bisogna mai dimenticare che il pil lo fanno le imprese ed i lavoratori, sempre che possano produrre e lavorare", conclude il responsabile dello Sviluppo economico lombardo.

(foto archivio: Guido Guidesi)

06022022

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VARESE - L’aumento record dei costi energetici “spegne” le serre del Varesotto e mette a rischio il futuro di alcune delle produzioni florovivaistiche più tipiche del periodo in provincia, dalle primule ai ciclamini. È quanto rileva Coldiretti Varese in relazione al caro bollette che ha un doppio effetto negativo, perché riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie e aumenta anche i costi delle imprese agroalimentari particolarmente rilevanti con l’arrivo del freddo e dell’inverno. “L’impennata dei costi energetici ha un impatto pesante sulle produzioni in serra” rimarca il presidente Fernando Fiori. “In particolare in questo momento sono a rischio quelle di ciclamini e primule, oltre che delle piante verdi da interni che è diventato molto oneroso riscaldare. Vedremo più avanti quali effetti i rincari in bolletta avranno sulle produzioni di inizio primavera”.

I rincari dell’energia, quindi, “preoccupano molto le imprese perché si vanno ad aggiungere agli aumenti che stanno colpendo in maniera generalizzata le materie prime necessarie a produrre Una situazione che, più in generali pesa sulla programmazione di tutti i settori prossima stagione e che aggiunge incertezza al periodo già imprevedibile a causa della pandemia”. Il costo dell’energia – spiega la Coldiretti provinciale – si riflette su tutta la filiera agroalimentare e oltre alle attività agricole riguarda anche la trasformazione, la distribuzione ed i trasporti. Per le operazioni colturali gli agricoltori sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre, l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono anch’essi una forte impennata (+60%).

L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. Il rincaro dell’energia si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Di fronte ad un’emergenza senza precedenti – conclude Coldiretti Varese – serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle.

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MILANO - “Si chiami tavolo nazionale, cabina di regia o come vogliano chiamarlo ma sostengo pienamente la richiesta di Matteo Salvini. Sono mesi che urlo e che denuncio i rischi che oggi sono evidenti per le famiglie e per le imprese. Così avremo anziani soli che spegneranno il riscaldamento per paura dei costi e imprese che rischiano di non riaprire”. Così l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

“I costi attuali dell’energia rischiano di trasformarsi a brevissimo in un problema sociale e occupazionale, non capisco come qualcuno non se ne sia reso conto; non serve il “faremo” ma serve il “fare” urgente ed immediato e Salvini ha ragione ed il mio pieno sostegno”, conclude il rappresentante della Giunta lombarda.

Il caro bollette sta creando grandi preoccupazioni in tutto il Paese, gli aumenti annunciati per il 2022 sono molto consistenti.

(foto: l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi)

01012022

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MILANO - I settori manifatturieri italiani si trovano a fronteggiare un drammatico aumento dei costi delle commodity energetiche, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte imprese. Il prezzo dell’energia elettrica continua a registrare valori record: nelle prime due settimane di dicembre ha raggiunto il picco storico di 374 €/MWh (+280% rispetto al valore di gennaio 2021; +650% rispetto a gennaio 2020). Anche le quotazioni del gas naturale stanno registrando degli andamenti di crescita esponenziale: il prezzo della commodity in Italia è cresciuto di oltre il 671% da novembre 2020 a novembre 2021, e le quotazioni al principale hub europeo hanno superato negli ultimi giorni i 180 €/MWh.

Questa situazione comporta per la manifattura italiana un drastico incremento dei costi per la fornitura di energia, che impatta principalmente sui settori ad alta intensità energetica: le industrie dell’acciaio, della carta, del cemento, della ceramica, della chimica, delle fonderie e del vetro e della calce sono nella concreta impossibilità di proseguire con le attività produttive.

Una situazione paradossale, considerando che gli ordinativi sono ai massimi degli ultimi anni e ben oltre i livelli immediatamente pre-pandemia. A questo si aggiunge il fatto che i margini sono erosi completamente da costi che non possono essere trasferiti a valle sui clienti.

Le industrie energivore hanno lanciato il loro grido d’allarme in occasione di una conferenza stampa svoltasi oggi, 27 dicembre 2021, presso Fonderia di Torbole, in provincia di Brescia.

Il fronte imprenditoriale era rappresentato da Fabio Zanardi ed Enrico Frigerio (rispettivamente presidente e vicepresidente di Assofond), Roberto Vavassori (vicepresidente di Anfia), Michele Bianchi (comitato presidenza di Assocarta) e Franco Gussalli Beretta (presidente di Confindustria Brescia), cui si sono aggiunti in collegamento Giovanni Savorani (presidente di Confindustria Ceramica), Roberto Pierucci (comitato presidenza di Assovetro) e Davide Garofalo (consigliere di Assomet).

Il mondo della politica e delle istituzioni ha visto invece la presenza del sen. Matteo Salvini e degli assessori allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, e (in collegamento) di Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla.

Proprio l'assessore Guidesi, il primo a lanciare il grido d'allarme ormai tre mesi fa, ha definito così il momento drammatico: “I costi energetici rischiano di essere la Lehman Brothers del manifatturiero e questo non possiamo permettercelo, bisogna agire subito a livello europeo. L’Europa ha deciso di non decidere e di rimandare il problema. Bastava parlare, come facciamo quotidianamente, con gli imprenditori per capire ciò che stava e sta accadendo. Ringrazio Matteo Salvini per l’impegno che ha assunto da subito per cercare di risolvere il problema, per aver chiesto al Governo l’insediamento di un tavolo sull’energia. Non c’è più tempo, bisogna agire subito, come Regione Lombardia noi ci siamo e saremo sempre al fianco delle imprese perché solo sostenendo le imprese sosteniamo i lavoratori.

Le imprese dei settori energivori hanno un ruolo chiave nel tessuto industriale italiano: generano 88 miliardi l’anno di valore aggiunto, con una forte vocazione all’export che vale circa il 55% del loro fatturato, e sostengono 350.000 posti di lavoro diretti, numero che raddoppia a 700.000 persone calcolando anche l’indotto. La prospettiva per queste imprese è di non riuscire più a garantire ai clienti semilavorati e prodotti e aprire per un gran numero di lavoratori la prospettiva della cassa integrazione. Un rischio ulteriore è che rallenti e fermi l’economia circolare: molti dei settori energy intensive sono, infatti, anche riciclatori di rifiuti e di materie prime secondarie.

Al di là della semplice constatazione di una situazione insostenibile, le associazioni imprenditoriali hanno anche elencato le possibili soluzioni, sia congiunturali sia strutturali, che potrebbero permettere alle imprese per lo meno di non dover affrontare un ulteriore peggioramento nel 2022, dato che lo scenario relativo ai prezzi delle commodity energetiche si annuncia ancora più complesso nei prossimi mesi.

In un momento così straordinario le imprese chiedono interventi immediati. Per mitigare gli effetti devastanti del costo impazzito del gas naturale sui mercati mondiali occorre valorizzare la risorsa del gas nazionale, sia come risposta congiunturale, mediante una procedura di gas release per il periodo invernale, sia creando un meccanismo temporaneo che allochi quote del gas estratto in Italia in sostituzione di gas importato alle imprese a ciclo termico, impegnate nella decarbonizzazione dei loro processi.

Sul fronte dell’energia elettrica deve essere rinviato il capacity market (un nuovo onere che dal 1° gennaio 2022 porterà un aggravio pari a 39,799 €/MWh nelle 500 ore di picco,quelle in cui il sistema ha la maggiore congestione di consumo, e pari a 1,296 €/MWh nelle altre ore) e deve essere data la più ampia applicazione possibile all’articolo 39 elettrico. Con uno sguardo di medio periodo serve riformare il mercato elettrico nazionale. I costi energetici crescono e impoveriscono le imprese, produttori e grandi venditori di energia continuano a fare profitti al di sopra di qualsiasi logica di mercato. 

In materia di Ets servono i correttivi, anche temporanei, per limitare la possibilità si spinte speculative causate da investitori non industriali. Inoltre va sbloccata la compensazione dei costi indiretti che in Italia sembra essersi arenata. 

(foto: l'assessore Guido Guidesi)

27122021

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BRIANZA - "Dalle aree produttive del nord, dalle aree più produttive del Paese, arriva un allarme sui rincari dell’energia dovuti all’aumento dei costi a livello mondiale delle materie prime". Lo dichiara l'onorevole Fabrizio Cecchetti, vice capogruppo della Lega alla Camera dei deputati e coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier.

Prosegue Cecchetti: "Non parliamo solo delle bollette delle famiglie, ma dei costi enormi che molte imprese non potranno sostenere nei prossimi mesi, dove aumenterà il consumo energetico. Rischiamo una crisi industriale che frenerebbe la ripartenza economica. Bene i 2 miliardi annunciati ieri dal premier Draghi per contenere il caro bollette per i cittadini, ma per le imprese servono misure ancora più incisive, misure da adottare anche a livello europeo. Il Governo recepisca e faccia suo l’allarme lanciato oggi dall’assessore lombardo allo Sviluppo economico, Guido Guidesi: se non si interviene sul costo dell’energia rischiamo uno stop produttivo in Lombardia e nelle altre Regioni del nord".

(foto: Fabrizio Cecchetti)

30102021

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SARONNO - In linea con gli obiettivi delineati dal Recovery Fund in materia di efficientamento energetico e riduzione dei consumi e delle emissioni atmosferiche, la direzione di Saronno Servizi ha presentato lo scorso sabato 23 ottobre il piano di interventi effettuati all’impianto di cogenerazione del centro natatorio comunale.


Si è trattato di un vero e proprio “revamping” del sistema di produzione e condivisione di energia, in quanto gli interventi realizzati alla centrale termica hanno permesso di riammodernare completamente l’impianto esistente per portarlo al massimo livello di efficientamento possibile, compatibilmente con la struttura, la superficie di installazione e l’area da servire sul territorio adiacente. Ricordiamo infatti che gli edifici coinvolti nell’utilizzo della centrale termica di via Miola sono cinque: oltre alla Piscina comunale, la scuola elementare Pizzigoni, la Club House, il Campo Sportivo, l’ex Scuola Biffi e la Palestra Dozio.


Prima dei lavori effettuati la centrale era infatti costituita prevalentemente da caldaie e cogeneratori a gas naturale per la produzione di acqua calda; grazie al piano lavori avviato durante la pandemia e portato a termine prima dell’apertura autunnale dell’impianto termico, sono state portate a termine quattro fasi di intervento consecutive: 1. la sostituzione delle turbine con nuovo cogeneratore, 2. lo smantellamento dell’impiantistica obsoleta, 3. l’aggiornamento e l’adeguamento impiantistico della centrale termica, 4. la sostituzione e l’adeguamento degli impianti elettrici.

Oltre a questi interventi è stato anche adeguato il sistema impiantistico della centrale con un nuovo sistema di telegestione e telecontrollo: il progetto ha previsto infatti l’installazione di idonei contabilizzatori dell’energia termica ed elettrica.


Il piano di interventi portato a termine nei mesi scorsi ha consentito di adeguare l’impianto agli obiettivi
della nuova fiscalità energetica e di permettere alla centrale di via Miola, a fine progetto, di essere
considerata a tutti gli effetti un’officina di produzione di energia elettrica. Grazie all’adeguamento
dell’impianto la Saronno Servizi beneficerà anche dei cosiddetti “certificati bianchi” (Titoli Efficienza
Energetica).


Gli obiettivi raggiunti grazie al piano effettuato permetteranno di raggiungere tre tipologie di vantaggi:
• vantaggi energetici: efficientamento del rendimento termico, efficientamento del rendimento
elettrico, riduzione del consumo di energia elettrica;
• vantaggi ambientali: minore uso di combustibile, riduzione delle emissioni in atmosfera;
• vantaggi economici: riduzione dei consumi, riduzione degli interventi manutentivi


Franco Casali, assessore all’Ambiente del Comune di Saronno, ha dichiarato che:
"L'impegno di Saronno Servizi sul fronte degli investimenti nel campo energetico per ridurre l'impatto ambientale delle attività svolte dai vari rami d'azienda è un'eccellenza sia nell'ambito delle aziende pubbliche del nostro territorio, che nel panorama della utilities lombarde. E su questi temi c'è una grande sintonia con tutto il lavoro che la nostra amministrazione sta facendo a 360 gradi tra tutti gli assessorati anche nel contesto della transizione ambientale che rappresenta il cuore del Pnrr del Governo e quindi anche delle prossime opportunità per Saronno."


“La scelta di intervenire in modo significativo sulla centrale termica di via Miola rappresenta un ulteriore
passo in avanti di Saronno Servizi Spa verso lo sviluppo di processi e servizi in linea con la cosiddetta
economia circolare. Gli interventi realizzati, unitamente allo sviluppo di un piano di mobilità elettrica in
città, anche attraverso l’installazione di una colonnina di ricarica per le auto elettriche all’ingresso della
Piscina, rappresentano una case history di green economy operativa a tutti gli effetti nella nostra città”
– ha commentato Pietro Insinnamo, Presidente di Saronno Servizi Spa.

28102021

[post_title] => Riduzione dei consumi e ecologia nel nuovo piano di interventi di Saronno Servizi [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => riduzione-dei-consumi-e-ecologia-nel-nuovo-piano-di-interventi-di-saronno-servizi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-27 23:11:55 [post_modified_gmt] => 2021-10-27 21:11:55 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=265598 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 215276 [post_author] => 1 [post_date] => 2020-09-06 17:00:59 [post_date_gmt] => 2020-09-06 15:00:59 [post_content] => SARONNO – IlSaronno pubblica le risposte dei candidati sindaco di Saronno alle domande di Legambiente (qui il testo integrale) sui temi di Urbanistica e consumo di suolo, Mobilità, Energia, Verde cittadino, Rifiuti e Stili di vita. QUI LE RISPOSTE DEL CANDIDATO SINDACO LUCA LONGINOTTI Mobilità 1 Nel nostro programma abbiamo previsto un’incentivazione dei veicoli elettrici, l’area ztl deve rimanere pedonale con l’unica eccezione dello scarico merci e residenti. 2 Reintrodurre il trasporto dedicato agli studenti e valutare se è possibile migliorare i collegamenti tra i quartiri utilizzando nuove tecnologie. 3 Un nuova rete di trasporto leggera va assolutamente creata, auspichiamo che tale opera sia conclusa entro 5 anni. 4 I nuovi modelli di mobilità leggra sono il nostro futuro, abbiamo però la responsabilità di tutelare gli utilizzatori ed è fondamentale la creazione di piste ciclabili, il nostro progetto e di creare una rete per Saronno. Verde urbano 1) Il rapporto verde/cittadino è assolutamente insufficiente, la prima cosa come amministrazione è garantire che nel recupero delle vecchie aree dismesse si garantisca quello che la norma prevede, ovvero il 50% della superficie totale in oggetto deve essere ceduta al Comune e deve essere assolutamente utilizzata come area verde al servizio dei cittadini, non è nostra intenzione trasformare queste superfici in svincoli stradali o in parcheggi “provvisori” asfaltati. 2) Gli alberi ad alto fusto presenti nel territorio Saronnese vanno trattati con estrema professionalità, la collaborazione di un Agronomo è fondamentale per la cura il mantenimento e soprattutto per le nuove piantumazioni, alberi morti e mai sostituiti si contano a decine. 3) La legge citata non prevede l’obbligo di piantumare i nuovi alberi nel proprio territorio, sarebbe secondo noi opportuno studiare insieme agli amministratori dei comuni limitrofi delle fasce di rimboschimento dove poter adempiere a questa stupenda legge, nessuno vuole e può abbattere case per ottenere nuove terreni, possiamo adottare delle strategie per sopperire alla mancanza di terreno libero sul suolo saronnese. 4) Sarebbe per noi la soluzione migliore quella di avere un agronomo in pianta stabile tra i professionisti del nostro Comune, realisticamente parlando è però sicuramente più economico e quindi realizzabile attivare una partnership con uno studio tecnico di un Parco a noi vicino, penso al Parco delle Groane o allo stesso Parco Nord Milano di cui ora faccio parte, questo ci permetterebbe di avere delle persone altamente specializzate che possono adempiere alla normativa citata e a noi resterebbe l’onere di eseguire le indicazioni ricevute. Rifiuti I dati parlano da sé, esiste un’unica strada per quanto riguarda la competenza comunale ed è quella della riduzione, bisogna sensibilizzare la popolazione, fare una campagna informativa, un esempio, il consumo d’acqua in bottiglia produce tonnellate di plastica, Saronno nonostante i problemi alle falde alte, ha un’acqua d’ottima qualità, dobbiamo far capire ai nostri cittadini che sprecano denaro e non hanno un prodotto di miglior qualità comprando l’acqua in bottiglia. La nostra intenzione è quella di incentivare i cittadini con un piano ad obiettivi dove si stabiliremo dei risultati da raggiungere e ad ogni step ci sarà un risparmio sulla tariffazione dei rifiuti. Energia Per i cittadini vogliamo semplificare le documentazioni da richiedere in Comune, per quanto riguarda l’amministrazione, vogliamo investire nel fotovoltaico installandolo negli edifici di proprietà del Comune Stili di vita Vogliamo portare in centro il mercato, ravvivare la città e migliorarne il decoro, abbiamo molti esempi che arrivano dalle città europee da seguire, le persone vanno dove si sta bene il bello attrae e se rendiamo la nostra città ancor più bella avremo un ritorno dei paesi limitrofi che verranno a fare acquisti sul nostro territorio. So che i lunghi racconti non piacciono e vorrei allo stesso tempo far capire che, tutto ciò che sono e faccio, è rivolto al futuro dei nostri figli e di conseguenza a tutti noi, lavoro al Parco Nord Milano da oltre 20 anni, sono un impiegato nell’area amministrativa/finanziaria, amo il posto in cui lavoro, un Parco di 6km quadrati di grandezza, poco meno della metà della superficie di Saronno 11km quadrati (Saronno merita più verde), a lavoro vado con l’auto elettrica e nei piccoli spostamenti cerco sempre di usare le due ruote, bisogna essere sostenibili in tutto, è una questione di rispetto per noi stessi e per il futuro di chi verrà dopo di noi. Impegni concreti nessun commento [post_title] => Luca Longinotti risponde alle 13 domande di Legambiente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => luca-longinotti-risponde-alle-13-domande-di-legambiente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-09-06 14:54:17 [post_modified_gmt] => 2020-09-06 12:54:17 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=215276 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 215279 [post_author] => 1 [post_date] => 2020-09-06 16:00:13 [post_date_gmt] => 2020-09-06 14:00:13 [post_content] => SARONNO – IlSaronno pubblica le risposte dei candidati sindaco di Saronno alle domande di Legambiente (qui il testo integrale) sui temi di Urbanistica e consumo di suolo, Mobilità, Energia, Verde cittadino, Rifiuti e Stili di vita. QUI LE RISPOSTE DEL CANDIDATO PIERLUIGI GILLI Consumo di suolo 1) Ritengo che la percentuale del 40% possa essere estesa a tutte le aree standard, considerandone caso per caso l’efficacia e la validità 2) Ho un giudizio negativo, poiché le soluzioni frettolosamente approvate non danno garanzie sulla qualità architettonica, sull’inserimento nell’esistente, sul paesaggio (edifici così alti non rientrano nella tradizione della città). Le aree verdi non sono valorizzate; in alcun casi, si tratta di verde “di risulta”, privo di pregio, in posizione infelice; inammissibili gli scambi di fondi comportanti l’abbattimento di alberi di alto fusto. Pericoloso ed ingovernabile l’insediamento di così tanti supermercati, che renderanno ingestibile il traffico veicolare. Insufficienti le contropartite (extra oneri) negoziate dall’Amministrazione. 3) Una volta controllata e verificata la legittimità degli atti concessivi, occorrerà vigilare attentissimamente sulla realizzazione delle concessioni rilasciate, al fine di attutirne, ove possibile, alcuni aspetti sicuramente problematici e di ottenere significativi miglioramenti o standard qualitativi. La necessità di evitare ulteriore consumo di suolo, coincide con l’assoluta preferenza, anche con norme premianti, per la riutilizzazione degli spazi edificati esistenti, il loro recupero, il loro ammodernamento, la loro trasformazione ai fini del risparmio energetico, nell’àmbito di una programmazione urbanistica di carattere pubblico, come garanzia della trasparenza e del bilanciamento degli interessi. 4) Purtroppo, soprattutto negli ultimi mesi, l’amministrazione uscente ha concessionato quasi tutte le c.d. “aree dismesse”, ponendo così la prossima Amministrazione e la città davanti ad un dato di fatto difficilmente smontabile; in sede esecutiva, tuttavia, si dovrà tentare di rinegoziare il più possibile, quantomeno per impedire l’abbattimento di alberature e lo spezzettamento delle aree verdi da cedere al Comune. Per il futuro, per quel che resta, si cercherà di dare incentivi a chi vorrà ristrutturare, adeguare, migliorare l’esistente, a chi procederà ad aumentare il verde privato, a chi riconvertirà le caldaie, a chi aderirà a forme di teleriscaldamento. Con aggiustamenti del PGT, si potrà estendere la percentuale di superficie da destinare a verde, premiando i proprietari con riduzioni di imposte comunali per un adeguato periodo. Mobilità 1) Disincentivare, a partire dal ripristino della ZTL com’era prima delle modifiche “liberali” dell’uscente Amministrazione; verificare la possibilità di ampliamento della ZTL 2) I percorsi delle linee di autobus andranno rivisti rendendo più veloci i collegamenti tra i quartieri residenziali e i principali punti di interesse cittadino. Sarà, inoltre, necessario discutere con gli Enti competenti sovraordinati (in primis l’Agenzia per il Trasporto Pubblico di Como, Lecco e Varese): • il prolungamento dei servizi urbani di Saronno ai comuni limitrofi per favorire la mobilità pubblica per i cityuser di Saronno; • l’inserimento dei servizi urbani di Saronno nel sistema tariffario integrato di Milano per estendere l’interesse dei servizi urbani anche ai concittadini che si recano in stazione per andare a lavorare a Milano. • Infine, si studieranno soluzioni innovative per le categorie più deboli anche valutando apposite convenzioni con gli operatori dei servizi taxi presenti sul nostro territorio (trasporto a chiamata). 3) La risposta è positiva; occorrerà, anzitutto, promuovere una forma aggregativa dei Comuni contermini (una unione di Comuni ad hoc) per una progettazione coerente ed unitaria, così da partecipare anche a bandi complessivi di Enti superiori per realizzare una rete continuativa e sicura 4) Il servizio di bike-sharing dovrà essere adeguatamente pubblicizzato ed ampliato. Sui monopattini elettrici, poiché si stanno ravvisando notevoli criticità, come da recenti esempi di cronaca, occorrerà verificare attentamente la compatibilità con la rete viaria cittadina e con la normativa speciale che il Governo ha annunciato essere n preparazione. Verde urbano 1) Non è sufficiente, anche per la limitatezza del territorio cittadino; quando il Comune di Saronno comprendeva Origgio, Uboldo e Gerenzano il rapporto era enormemente maggiore; perciò, anche cercando di aumentare le aree da destinare a verde in ogni progettazione, è assolutamente necessario avere rapporti “consortili” con i Comuni contermini e con i Parchi (Lura, Groane), per inserire Saronno in un circuito più vasto e più godibile, in cui sia possibile una politica del verde di vasto respiro. 2) Gli alberi di alto fusto, come da regolamento arboreo, sia pubblici, sia privati, devono essere anzitutto manutenuti e curati costantemente e mai abbattuti, salvo casi di infestazione o di debolezza strutturale incurabile. Insomma, episodi come quello del viale alberato Via Roma non devono essere nemmeno presi in considerazione. Occorrerà censire tutti gli alberi di alto fusto, per favorire la corretta manutenzione. Ogni albero dovrà avere uno spazio attorno libero da manufatti per consentire un armonico sviluppo dell’apparato radicale. 3) Vi sono molte aree di risulta di proprietà comunale, relitti di standard di anni fa, che sono abbandonati a sé stessi: da queste aree, qualcuna anche di buone dimensioni, occorre partire per le nuove piantumazioni; una mappatura delle aree disponibili deve essere acquisita ed aggiornata, per meglio programmare le nuove piantumazioni, che potranno riguardare anche strade oggi non alberate, da trasformare in veri e propri viali. 4) A mia memoria, già dall’inizio degli anni 2000 esiste un censimento del patrimonio arboreo; in ogni caso, occorre mettervi mano per un serio aggiornamento, al fine di programmare coerentemente le manutenzioni, ordinarie e straordinarie, inserendo appositi capitoli vincolati nel bilancio annuale (ordinarie) e triennale (straordinarie, salvo quelle urgenti). Rifiuti 1) Tendere alla riduzione della produzione dei rifiuti è un obiettivo che qualsiasi persona di buon senso deve tenere ben presente; il problema, tuttavia, dipende pesantemente dalle modalità di packaging della gran parte dei prodotti al consumo, sulle quali l’utente finale ha poca capacità di influenza; potrebbe pertanto essere studiata qualche forma di vantaggio per chi utilizzi imballaggi privi di impatto; come occorrerà valutare con la società appaltatrice del servizio di raccolta e smaltimento misure sempre più utili alla gestione integrata dei rifiuti, che superi e sostituisca gradualmente il tradizionale conferimento alle discariche. A tal fine, il Comune dovrà studiare e, ove possibile, collaborare con altri Comuni che già hanno adottato la strategia dei rifiuti zero, per importarne le buone pratiche già sperimentate ed iniziare in tempi ragionevoli ad adottare il sistema, a partire dal riciclo della plastica. Energia 1) Al di là degli incentivi introdotti da leggi nazionali, L’Amministrazione eligenda potrà favorire con riduzioni di imposte comunali l’installazione di sistemi atti al risparmio energetico e alla produzione di energia rinnovabile; promuoverà l’installazione di impianti di teleriscaldamento, per uso domestico e pubblico. Stili di vita 1) L’acquisto di prodotti a km 0 è da promuovere con favore, soprattutto in questo periodo di difficoltà, che induce a ritornare al consumo stagionale e tradizionale dei prodotti locali. A tal fine, in collaborazione con le Associazioni di categoria, si potrebbe introdurre un “marchio” di produzione a km 0, che garantisca la provenienza e la qualità dei beni. Tenuto conto che ogni anno il comune di Saronno spende circa 150mila euro per la manutenzione ordinaria della pavimentazione del centro, provata dal passaggio di mezzi pesanti, si rende necessario pensare ad una riduzione del passaggio di tali ingombranti veicoli, molti dei quali sono dei fornitori dei negozi del centro. È possibile che il Distretto urbano del commercio crei un punto esterno alla zona in pavimentazione nobile, da individuare, che funga da collettore tra i fornitori e i negozianti. Da questa centrale di consegna, piccoli e leggeri mezzi elettrici ecocompatibili (acquistabili grazie ai tanti bandi a finanziamento europeo, statale o regionale coinvolgenti il Duc) potranno effettuare la consegna all’interno della ZTL. I mezzi potranno divenire caratteristica della città. Ovviamente queste nuove modalità di consegna sarebbero meglio accolte e più semplici per i produttori a km 0, che non necessitano, solitamente, grandi mezzi per le consegne. 2) Il mio personale stile di vita è sempre più rispettoso della raccolta differenziata, del consumo locale, della cura del mio verde privato con miniorto, del movimento a piedi, del rispetto degli animali. Una sensibilità acquisita con la frequentazione costante di località montane o marine ove il senso della natura è ancora molto evidente e che, automaticamente, vorrei trasportare anche nel luogo di abituale residenza, anche mediante l’imitazione di comportamenti virtuosi di cui vengo a conoscenza. Sento molto il dovere di trasferire alle generazioni in divenire un ambiente meno… caotico di quello in cui ho vissuto molta parte della mia vita. Impegni concreti Un impegno singolo mi sembra riduttivo; piuttosto, occorre dare un imprinting generale a tutta l’azione amministrativa; nelle mie precedenti esperienze, ho istituito gli Ispettori Ambientali, promosso la raccolta differenziata “spinta”, che fece salire Saronno dal 30-35% di differenziata a circa il 70%, eseguito la piantumazione di circa 2000 alberi, favorito il Parco del Lura mediante l’acquisto comunale di tutti i terreni inseriti in Saronno nel perimetro del parco; istituito l’agro saronnese, salvaguardato diversi viali cittadini, segnate diverse piste ciclopedonali, ampliato la ZTL, aperto al pubblico il parco del Seminario. Con lo stesso spirito, aggiornato alle esigenze emerse nel frattempo e pronto ad usare le più moderne tecniche utili alla preservazione dell’ambiente, affronterei un nuovo mandato amministrativo, tenendo ben conto dei suggerimenti dei concittadini, delle associazioni, degli enti coinvolti in materia. Come esempio “misurabile”, vorrei rifare completamente la sistemazione di via Roma, con il rispetto degli alberi, sull’esempio di quanto fatto ormai tanti anni fa in via Manzoni, rivelatosi positivo. 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QUI LE RISPOSTE DI ALESSANDRO FAGIOLI Consumo di suolo 1) Precisando che il PGT di Saronno non conosce il concetto di “area dismessa” ma conosce il concetto di “ambito di trasformazione” che può anche essere un’area non dismessa, l’intenzione è quella di creare vaste aree verdi dedicate a parco. Si ritiene inutile creare piccoli francobolli di verde che non sono efficaci né per la salubrità dell’aria né come luoghi di aggregazione. Comunque le schede del PGT di Saronno che disciplinano gli ambiti di trasformazione prevedono che la proprietà ceda all’ente pubblico una porzione almeno pari al 50% della superficie da destinarsi a verde ed alla realizzazione di opere di urbanizzazione. 2) Gli ambiti di trasformazione che avevano come caratteristica la presenza di sostanze inquinanti nel sottosuolo o nel soprassuolo e che sono stati oggetto di piani attuativi, sia in variante al PGT che non in variante, sono stati bonificati e dunque non costituiscono più un pericolo per la salute del cittadino. La pianificazione urbanistica di queste aree poi ha permesso di riportarle a una nuova vita realizzandovi qui un insieme di funzioni (residenziali, commerciali, direzionali) che arricchiscono il tessuto urbano della città. Non da ultimo, le proprietà degli ambiti hanno ceduto all’Ente Pubblico un’ampia porzione per realizzare parchi, luoghi di socializzazione e opere di urbanizzazione a favore della città. 3) Certamente l’obiettivo di non consumare suolo lo si ottiene favorendo la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente obsoleto. E anche la legge regionale va esattamente nella direzione di sollecitare la riqualificazione dei centri storici. Peraltro il PGT saronnese attualmente in vigore dal 2014 ha previsto grandi quantità di volumetria con lo scopo di attirare in città molti residenti. Per risolvere la criticità della eccessiva quantità di volumetria prevista, l’unica soluzione è la riformulazione del PGT. 4) Si rinnovano qui le proposte già attuate in questi anni di amministrazione ed esposte in precedenza. Mobilità 1) Relativamente al trasporto pubblico urbano, siamo in contatto con l’agenzia del trasporto locale che comprende i territori di Varese, Como e Lecco e abbiamo trasferito le nostre esigenze di trasporto per poterle inserire nel bando che dovrà essere pubblicato nel 2021. Le nostre richieste principali sono: maggiore integrazione del trasporto urbano con il trasporto interurbano; Attestazione del trasporto interurbano sul lato via Bernardino Luini al fine di ridurre il traffico di pullman nelle aree centrali della città; Una revisione delle linee del trasporto pubblico urbano al fine di servire nel miglior modo possibile tutti i centri di attrazione (Ospedale, stazione, Asl etc.). 2) Relativamente al traffico veicolare, è intenzione di questa Amministrazione individuare delle iniziative al fine di disincentivare il traffico di attraversamento est/ovest di Saronno. Durante l’attuale mandato abbiamo attivato il Car Pooling per le scuole superiori e successivamente il Piedibus per le scuole primarie. Iniziative sospese a causa della pandemia e che verranno ripristinati una volta terminata l’emergenza sanitaria. 3) La realizzazione di piste ciclabili era una priorità anche nell’attuale mandato, infatti aderendo al finanziamento relativo alla Ciclo Metropolitana Saronnese doveva essere realizzata la pista ciclabile che collegava Solaro con il centro di Saronno e con la ciclabile proveniente da Ceriano. Nel prossimo mandato vogliamo portare avanti il progetto di collegare tutti i paesi limitrofi con il centro di Saronno, precisamente: Saronno attraverso la pista ciclabile che costeggia il Lura e con la riqualificazione del passaggio pedonale sotto il ponte ferroviario di via Milano. Intervento che consentirà di collegare Saronno direttamente con l’area Expo. Con la riqualificazione di Viale S. Josemaria Escrivà de Balaguere e con la realizzazione della pista tra via Varese e via Padre Giuliani, sarà completato il collegamento con Uboldo. Nell’ambito del progetto concordato con Ferrovie Nord, verrà realizzato il sovrappasso ciclopedonale di via I° Maggio che consentirà il collegamento della stazione con il Viale del Santuario, il centro scolastico e quindi Gerenzano. Sarà inoltre completata la pista ciclabile proveniente da Rovello in via Volta fino alla pista ciclabile del Centro sportivo Mons. Ronchi, collegando quindi anche Rovello al centro di Saronno. 4) Riteniamo che siano dei modelli di servizio la cui applicazione deve essere approfondita e adattata alla realtà urbanistica di Saronno. Verde urbano 1) Vogliamo migliorare il rapporto verde/cittadino cercando di aumentare il territorio di pertinenza del Parco del Lura, individuando all’interno della città nuovi spazi utili a tal fine e studiando anche filari di alberature che siano in grado di garantire la biodiversità, ovvero i collegamenti protetti per gli animali quali vie di interscambio. Nell’attuale mandato era prevista la realizzazione di un parco lineare che avrebbe collegato e reso maggiormente fruibili altri quattro parchi e dove avrebbero potuto trovare dimora più di mille alberi. Nel prossimo mandato ci impegneremo ad aumentare il patrimonio arboreo in relazione allo sviluppo delle aree di proprietà comunali derivanti da progetti dell’ente e da cessioni nell’ambito degli sviluppi urbanistici. 2) Il Comune di Saronno, sito nella pianura lombarda, è proprietario di circa 64,93 ettari di aree verdi, comprese le aree interne al Parco del Lura. Le aree in gestione diretta sono circa 49,139 ettari e fra queste, 39,70 ettari, sono destinate a verde attrezzato per uso pubblico (parchi, giardini, aree gioco, aree cani, aree l.113/92). Tali aree prevedono circa 9.000 alberi. Le alberature in ambito urbano, se da un lato aiutano nella riduzione delle sostanze climalteranti offrendo una barriera agli inquinanti, oltre ad ombreggiare e a produrre ossigeno, dall’altro hanno spesso la necessità di essere contenute per renderle compatibili con l’urbanizzato e con la sicurezza dei cittadini. Gli alberi hanno un ciclo vitale variabile a seconda della specie ed in ambiente urbano è spesso molto più ridotto che in condizioni normali. Il Comune è dotato di un Piano di manutenzione del verde pubblico dal 2002, pertanto non vengono eseguiti interventi in emergenza, se non a seguito di eventi meteorici eccezionali o trombe d’aria, bensì interventi programmati, che garantiscono un’efficienza maggiore e un migliore rapporto costi-benefici. Le modalità di manutenzione del patrimonio botanico tengono conto dei dettami dei CAM, Criteri Ambientali Minimi del Ministero dell’Ambiente. 3) Subito dopo la promulgazione della legge 113/92 “un albero per ogni nato” cosiddetta legge Rutelli, sono stati realizzati a Saronno sei boschetti: Via Emanuella/De Sanctis/Petrarca Via Giuliani Padre via/Einaudi Via Grassi via/Prealpi v.le/Volta via/Frà Gemelli Via Cervi F.lli via/Machiavelli Via Reina Filippo Via Venezia (all’interno del Parco del Lura) Considerato che un albero necessita di 35÷50 mq per potersi sviluppare adeguatamente, i circa 9.500 alberi pubblici, già ombreggiano una superficie di almeno 34,2 ettari, viali urbani compresi. Ipotizzando che la media dei nati ogni anno a Saronno sia di circa 250 bambini, servirebbero circa 1,2 ettari ogni anno. Dal 1992 ad oggi sarebbero una media di 33,6 ettari di terreni a prato da disboscare. È pertanto evidente che non c’è spazio, nemmeno saturando tutti i prati. Per il futuro le aree dismesse, in fase di bonifica o già bonificate, sono un’opportunità per reperire nuovi spazi atti a piantare alberi a Saronno. 4) Il Comune di Saronno è precursore nella tutela delle alberature pubbliche, essendosi dotato del primo censimento già nel 1992. Poiché l’ultimo censimento arboreo è stato eseguito nel 2003, si è deciso di inserire nel nuovo progetto di manutenzione triennale del verde pubblico, appaltato nel 2019 e iniziato a gennaio del 2020, l’esecuzione del censimento degli alberi pubblici, che è in fase di esecuzione e che ha avuto una battuta di arresto solo in fase di lockdown per l’emergenza COVID19. Pertanto abbiamo posto le condizioni perché il censimento arboreo abbia cadenza annuale e non solo quinquennale come prevede la legge. Rifiuti 1) Abbiamo implementato, grazie alle buone pratiche dei cittadini di Saronno, il livello di raccolta differenziata spinta. Tramite la sensibilizzazione della cittadinanza attraverso per esempio il calendario cittadino e le guide a lui allegate, continueremo ad informare i saronnesi sul tema dei rifiuti. Ci impegneremo ad aumentare l’informazione sul tema della plastica e di un suo migliore conferimento. Abbiamo attuato politiche di Plastic Free all’interno del Palazzo Comunale e cercheremo di coinvolgere tutta la cittadinanza al fine di ridurre l’uso della plastica. Energia Nel prossimo mandato verrà affidata la gestione del calore alla Saronno Servizi, attraverso modalità analoghe come quanto fatto per la gestione dell’illuminazione pubblica che ha portato ad un risparmio economico di 200 mila euro e ad un risparmio energetico del 50%. Stili di vita 1) Oggi il concetto del chilometro zero può valere ove vi siano delle produzioni in loco. Va stimolata la Camera di Commercio affinché si possa essere a conoscenza di quali siano le aziende agricole artigianali produttive alle quali si possono rivolgere direttamente i cittadini o i distributori locali, ma ritengo si debba puntare maggiormente ad una innovazione tecnologica e progettuale degli edifici e dei mezzi di trasporto al fine di ridurre il consumo delle risorse naturali. Non c’è un solo un indirizzo da prendere, ma il tutto deve essere fatto in maniera complessiva. Ad esempio, se arriva il contadino da Pavia che porta in paese il bene primario, non vuol dire che sia un acquisto a chilometro zero, ma un acquisto dal coltivatore diretto. 2) Suppongo di fare ciò che fa la maggior parte delle persone: sto attento a non lasciare rubinetti aperti e luci accese, a non utilizzare riscaldamento se non necessario, utilizzare elettrodomestici a basso consumo energetico etc. Per quanto riguarda i veicoli di proprietà sono passato da un motore diesel da 200 cc di cilindrata ad un 900 tre cilindri a benzina, riducendo l’impatto inquinante. Non guardo il lato estetico dei beni che acquisto, ma la loro utilità e funzionalità. Augurando a tutti i candidati la migliore esperienza politica di confronto e dibattito, lasciamo infine uno spazio di espressione libero sul tema ambiente, chiedendo di chiosare con un impegno concreto e misurabile in caso di prossima investitura alla carica di sindaco. In cinque anni ho già dimostrato, insieme alla mia squadra di essere attenti alle tematiche delle bonifiche ambientali ed alla riduzione del consumo energetico (es. lampade a led in città). Come già accennato all’interno del questionario, avere un gestore unico per l’energia è importante al fine di ottenere un risparmio energetico, contribuendo a dare risultati positivi non solo in termini economici, ma anche ambientali. Per quanto riguarda l’edilizia, bisogna incominciare ad introdurre almeno per i grandi edifici il recupero dell’acqua piovana e valutare i sistemi integrati di cogenerazione, oltre al recupero dell’energia solare attraverso gli appositi pannelli con sistema integrato. Nel programma elettorale infatti parlo di nuovi plessi scolastici, progetti pilota in tal senso. Impegni concreti In cinque anni ho già dimostrato, insieme alla mia squadra di essere attenti alle tematiche delle bonifiche ambientali ed alla riduzione del consumo energetico (es. lampade a led in città). Come già accennato all’interno del questionario, avere un gestore unico per l’energia è importante al fine di ottenere un risparmio energetico, contribuendo a dare risultati positivi non solo in termini economici, ma anche ambientali. Per quanto riguarda l’edilizia, bisogna incominciare ad introdurre almeno per i grandi edifici il recupero dell’acqua piovana e valutare i sistemi integrati di cogenerazione, oltre al recupero dell’energia solare attraverso gli appositi pannelli con sistema integrato. Nel programma elettorale infatti parlo di nuovi plessi scolastici, progetti pilota in tal senso. 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TURATE - Anche il Comune di Turate ha aderito, l'altra sera, allo spegnimento delle luci di un punto simbolico del paese, "per richiamare l’attenzione del Governo sul caro bollette che incide sui bilanci di tante famiglie, negozi, imprese, nonché delle amministrazioni locali che rischiano così di dover tagliare altri servizi ai cittadini" come si legge in una nota dell'Amministrazione civica del sindaco Alberto Oleari.


L'iniziativa è stata promossa da Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) e sarà realizzata sul territorio del comune di Turate con lo spegnimento delle luci di piazza Volta, dalle 21 alle 23.

(in foto: il comune di Tradate, che in segno di protesta contro il caro bollette ha spento le luci che illuminano il municipio)

12022022


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