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Gerenzano, la discarica da 11 milioni di metri cubi di rifiuti al centro dell’inchiesta del TgR Lombardia
Saronnese
Gerenzano, la discarica da 11 milioni di metri cubi di rifiuti al centro dell’inchiesta del TgR Lombardia
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GERENZANO - "Undici milioni di metri cubi di rifiuti anche speciali" parte da questo dato l'inchiesta del TgR Lombardia, firmata da Silvia Zerilli, dal titolo "Discariche e bonifiche" in cui si parla, anzi si parte proprio da Gerenzano. (QUI IL SERVIZIO).

Pochi elementi per tratteggiare la situazione creata da quei vent'anni di conferimenti, ante norma, che si sono conclusi negli anni Novanta. Un tema tornato d'attualità grazie all'azione del comitato che ne chiede la bonifica. Nel servizio l'intervista a Pier Angelo Gianni portavoce del Comitato bonifica discarica Gerenzano: "E' complicata ma la bonifica totale è fattibile" conclude il gerenzanese.

Si parla del biogas prodotto dalla discarica ma anche del rilascio in falda degli inquinanti e dell'erosione delle sponde del vicino torrente Bozzente tema di cui grazie al Comitato si è parlato anche in Regione e per il quale sono stati presi i primi provvedimenti.

Il servizio, andato in onda nell'edizione delle 19,30 di sabato 5 febbraio del tg regionale, è disponibile sul sito della testata (QUI IL SERVIZIO)

Il servizio conclude con la situazione a Cerro Maggiore e Buscate.


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I risultati saranno raccolti da Azione Saronno e presentati in forma aggregata e anonima all’amministrazione e alla stampa, per fornire un contributo concreto al bene della città. Come abbiamo detto fin dalla nostra fondazione, i servizi educativi, i servizi alla persona e la sicurezza sono le 3 aree principali in cui l’azione di chi governa può e deve fare la differenza nella vita dei cittadini. Intorno al tema della sicurezza, però, assistiamo spesso a prese di posizione opposte ed estreme – “va tutto bene” o “siamo sotto attacco” – a seconda che provengano dalla maggioranza o dall’opposizione. Un argomento così delicato e rilevante per i cittadini deve invece essere affrontato con serietà: per prima cosa, ci si deve mettere in ascolto dei saronnesi e di quella che, in gergo, si definisce la loro ‘sicurezza percepita’, ovvero la sensazione di protezione dal rischio avvertita da ciascun saronnese; secondariamente, si devono raccogliere le informazioni e i dati della ‘sicurezza reale’, ovvero la misura oggettiva del rischio che si evince dai dati statistici sulla criminalità e sul degrado urbano. Entrambi i parametri – e la loro comparazione – sono necessari a una comprensione profonda del fenomeno della sicurezza urbana a Saronno. La raccolta strutturata della percezione e delle osservazioni dei cittadini è, in questo senso, uno strumento molto utile: come Azione Saronno lo abbiamo già sperimentato riguardo all’emergenza educativa durante la pandemia e come centro studi provinciale, in queste stesse settimane, lo stiamo utilizzando per il tema della sicurezza a Varese. Attraverso queste analisi, intendiamo aiutare chi si trova al governo della città a individuare le priorità e a raccogliere le informazioni necessarie a orientare la sua azione amministrativa. Ovviamente, l’indagine da sola non risolve nulla, ma può essere il primo passo di una strategia vincente per riconoscere e affrontare le sfide dei saronnesi, con metodo e con pragmatismo. Il questionario è facilmente accessibile mediante questo link e la sua compilazione richiede meno di 10 minuti. 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Secondo fonti giornalistiche nazionali, parla di "turbata libertà del procedimento di scelta" e di peculato e ci sono state diverse perquisizioni da parte dei carabinieri. La vicenda è quella dell'accordo fra il San Matteo e la Diasorin perir realizzare dei test sierologici attendibili, per "trovare" gli anticorpi del coronavirus in chi è stato affetto dalla malattia. La Diasorin ha sede a Saluggia nel Vercellese e, appunto, a Gerenzano. La Diasorin ha sottolineato in una nota la "correttezza del proprio operato". 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Inizia così il commento del governatore Attilio Fontana alla notizia comunicata ieri mattina dal procuratore Francesco Greco. La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per abuso d'ufficio a carico del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Indagine che era una tranche dell'inchiesta 'mensa dei poveri'. "Ero convinto che la professionalità e la competenza con cui i procuratori hanno condotto l’indagine avrebbe portato a questo esito. Sono contento. Ci tenevo a dirlo soprattutto per avvisare i tanti amici che spesso mi chiedono". Per il governatore anche un'occasione per dedicarsi completamente alle misure necessarie per fermare il contagio da Covid-19 come spiega al termine delle sue dichiarazioni: "Ora torno a concentrarmi solo ed esclusivamente sull’emergenza Coronavirus” (foto archivio: il governatore della Lombardia Attilio Fontana) 17032020 [post_title] => Mensa dei poveri, procura chiede archiviazione per Fontana [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => mensa-dei-poveri-procura-archivia-inchiesta-per-abuso-dufficio-a-carico-di-fontana [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-03-17 12:30:28 [post_modified_gmt] => 2020-03-17 11:30:28 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=194807 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 9 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 183743 [post_author] => 12 [post_date] => 2019-12-11 14:30:28 [post_date_gmt] => 2019-12-11 13:30:28 [post_content] => MISINTO - Il misintese assessore all'Autonomia e alla Cultura della Regione Lombardia Stefano Bruno Galli risulta indagato nell'inchiesta sui fondi della Lega, i famosi 49 milioni di rimborsi elettorali che avrebbe ottenuto ai danni del Parlamento tra il 2008 e il 2010 e che il movimento, da settembre, sta restituendo a rate allo Stato italiano. L’accusa ipotizzata nei confronti di Galli, in qualità di presidente dell’Associazione Maroni Presidente, sarebbe quella di riciclaggio. I militari della Guardia di Finanza hanno perquisito nella giornata di ieri uffici e domicili a Milano, Monza e Lecco alla ricerca di documenti utili alle indagini. Secondo gli inquirenti, parte dei 49 milioni sarebbero stati trasferiti in Lussemburgo e successivamente fatti rientrare in Italia. Il tutto attraverso i conti dell'associazione Maroni Presidente. Galli sarebbe indagato specificamente, come si legge nella nota ufficiale della procura di Genova: «Per aver compiuto operazioni  su una parte delle somme di denaro provento dei reati ex art. 640 bis (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) commessi da Umberto Bossi e Francesco Belsito attraverso l’Associazione Maroni presidente». 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I magistrati indagano sulla destinazione di abiti usati comprati in Italia come stracci e poi spediti soprattutto in nord Africa per essere rivenduti dopo essere stati sistemati da operai "in nero", immigrati irregolari o richiedenti asilo che sarebbero stati sfruttati dai loro datori di lavoro, e pagati solo 3 euro all'ora, e talvolta neppure pagati. L'uboldese, posto agli arresti domiciliari, avrebbe fatto parte di un gruppo che messo a disposizione un capannone dove depositare i vestiti usati prima della spedizione all'estero. a cura di una organizzazione che sarebbe stata guidata da due fratelli marocchini e che avrebbe operato nelle province di Cremona, Reggio Emilia, Bergamo ma anche Como e Varese. La polizia di Stato, che conduce le indagini, ha identificato 16 stranieri che sarebbero stati sfruttati, ed utilizzati per caricare i container degli abiti usati in vista del trasferimento al porto di Genova da dove venivano spediti in Tunisia. 23012019 [post_title] => Caporalato, un uomo denunciato dalla polizia a Uboldo [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => caporalato-un-uomo-denunciato-dalla-polizia-a-uboldo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-01-23 15:55:32 [post_modified_gmt] => 2019-01-23 14:55:32 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=158426 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 143751 [post_author] => 2 [post_date] => 2018-07-07 05:35:55 [post_date_gmt] => 2018-07-07 03:35:55 [post_content] => SARONNO - Dopo il tragico incidente di giovedì mattina in via Varese a Solaro, proseguono le indagini della polizia locale solarese per chiarire con esattezza la dinamica del sinistro, costato la vita al 22enne saronnese Gabriele Di Filippo. 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Questo quanto richiesto dai sindaci soci che rappresentano il 90% dell'azienda (Antonio Romeo per Limbiate, Roberto Corti per Desio, Concetta Monguzzi per Lissone, Maurilio Longhin per Cesano Maderno, Paolo Butti per Seveso, Filippo Vergani per Varedo, Luca Santambrogio per Meda, Matteo Riva per Giussano) al neo commissario straordinario del comune di Seregno, Giorgio Zanzi, nel corso dell'incontro tenutosi lunedì 26 febbraio proprio a Seregno, sede di Aeb/Gelsia. "E' una fase delicata quella che sta attraversando il gruppo Aeb/Gelsia - precisano i sindaci soci - viste le dimissioni dei presidenti di Aeb, Gelsia e Gelsia Ambiente e considerata la gara a doppio oggetto della società stessa. Per questo motivo dobbiamo creare un cordone sanitario intorno alla multiservizi, a difesa del suo patrimonio, dei posti di lavoro e degli interessi di comunità e territori". Da parte sua, il commissario Zanzi ha rassicurato i soci: "Il dossier Aeb/Gelsia è in cima alle cose di cui devo occuparmi. La scorsa settimana ho, infatti, incontrato il consiglio di amministrazione per sollecitare la nomina di un nuovo presidente di Aeb: il giorno successivo, è stata eletta nuovo presidente Patrizia Goretti. Lavorerò per consentire al gruppo di operare nelle migliori condizioni". Dell'argomento si parlerà questa sera in occasione del consiglio comunale straordinario richiesto dal Pd di Limbiate e dalla lista civica Limbiate Solidale. Si comincia alle 20.30. 28022018

[post_title] => Consiglio comunale su Aeb/Gelsia: c'è preoccupazione per la gestione dei rifiuti [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => consiglio-comunale-su-aeb-gelsia-ce-preoccupazione-per-la-gestione-dei-rifiuti [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-02-28 12:03:25 [post_modified_gmt] => 2018-02-28 11:03:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=134359 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 132872 [post_author] => 12 [post_date] => 2018-02-10 11:02:39 [post_date_gmt] => 2018-02-10 10:02:39 [post_content] => LIMBIATE/BRIANZA - Non si è fatto attendere il comunicato firmato dai sindaci dei comuni soci della multiservizi Aeb/Gelsia, che in questi giorni è stata coinvolta nel filone dell'inchiesta giudiziaria portata avanti dalla Procura di Monza e che, a settembre, ha visto l'arresto dell'ex sindaco di Seregno Edoardo Mazza. "In merito alle notizie di stampa sulle vicende giudiziarie che coinvolgerebbero il Gruppo Aeb/Gelsia - si legge sul comunicato firmato, tra gli altri, dai sindaci di Limbiate Antonio Romeo, di Cesano Maderno Maurilio Longhin, di Varedo Filippo Vergani e di Desio Roberto Corti - il Commissario straordinario del comune di Seregno, Antonio Cananà, e i sindaci dei comuni soci, in rappresentanza di oltre il 90 per cento delle quote, precisano che l'azienda è solida. È un patrimonio di un’intera comunità e, per questo, siamo tutti impegnati in prima linea per tutelare la società, i dipendenti e il suo valore economico e sociale". Si apre ora una fase di transizione che, nelle intenzioni dei soci, dovrà durare il tempo strettamente necessario. "Siamo in contatto diretto con il Commissario straordinario e tra noi – spiegano i soci – per valutare, ora per ora, l’evolversi della situazione. Ma su una cosa dobbiamo essere chiari: il percorso di sviluppo industriale dell’azienda è tracciato. C’è un piano industriale che prosegue, indipendentemente dalle vicende giudiziarie che potrebbero coinvolgere singoli amministratori o dirigenti del Gruppo. Il valore del Gruppo Aeb/Gelsia è un capitale di tutti". La bufera che in questi giorni si è abbattuta sull'azienda municipalizzata, che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e le forniture di gas, calore ed energia elettrica per una trentina di comuni tra la Brianza e le province di Milano e Como, ha portato alle dimissioni dei vertici del gruppo, iscritti nel registro degli indagati. Nonostante le rassicurazioni dei sindaci soci, c'è preoccupazione nei vari comuni: a Limbiate, nella giornata di ieri, il Pd e la lista civica Limbiate Solidale hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale urgente. 10022018 [post_title] => I sindaci soci di Aeb-Gelsia: l'azienda è solida [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => i-sindaci-soci-di-aeb-gelsia-lazienda-e-solida [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-02-10 11:02:39 [post_modified_gmt] => 2018-02-10 10:02:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=132872 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 278675 [post_author] => 1 [post_date] => 2022-02-07 05:57:00 [post_date_gmt] => 2022-02-07 04:57:00 [post_content] =>

GERENZANO - "Undici milioni di metri cubi di rifiuti anche speciali" parte da questo dato l'inchiesta del TgR Lombardia, firmata da Silvia Zerilli, dal titolo "Discariche e bonifiche" in cui si parla, anzi si parte proprio da Gerenzano. (QUI IL SERVIZIO).

Pochi elementi per tratteggiare la situazione creata da quei vent'anni di conferimenti, ante norma, che si sono conclusi negli anni Novanta. Un tema tornato d'attualità grazie all'azione del comitato che ne chiede la bonifica. Nel servizio l'intervista a Pier Angelo Gianni portavoce del Comitato bonifica discarica Gerenzano: "E' complicata ma la bonifica totale è fattibile" conclude il gerenzanese.

Si parla del biogas prodotto dalla discarica ma anche del rilascio in falda degli inquinanti e dell'erosione delle sponde del vicino torrente Bozzente tema di cui grazie al Comitato si è parlato anche in Regione e per il quale sono stati presi i primi provvedimenti.

Il servizio, andato in onda nell'edizione delle 19,30 di sabato 5 febbraio del tg regionale, è disponibile sul sito della testata (QUI IL SERVIZIO)

Il servizio conclude con la situazione a Cerro Maggiore e Buscate.


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