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iva

Tocca anche il Varesotto la maxi frode fiscale: sequestri per 520 milioni
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14 Novembre 2024
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Corbetta: “Lombardia chiede Iva ridotta al 4 per cento sui preservativi”
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Aumento dell’Iva alle cooperative sociali al vaglio del consiglio regionale
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SARONNO / MILANO - Il Consiglio regionale, su proposta dell'assessore al Welfare Giulio Gallera, ha deciso di rinviare per approfondimenti…
4 Agosto 2017

MILANO - Via libera dal Consiglio Regionale al progetto di legge “La Lombardia è dei giovani”. Approvato al testo anche un ordine del giorno presentato dal gruppo della Lega e illustrato in aula dal consigliere regionale Alessandro Corbetta.
“Il documento – spiega Corbetta – è frutto di un lavoro congiunto con i rappresentanti della Lega Giovani Lombardia, tra cui il coordinatore Alessandro Verri e il consigliere regionale Selene Pravettoni. Abbiamo posto l’accento sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, il cui trend è in costante crescita, in particolare tra i giovanissimi di età compresa tra i 15 e i 24 anni”
“Chiediamo di potenziare le azioni per aumentare la consapevolezza e l’informazione su questi temi, oltre a mettere in campo un rafforzamento dell’offerta gratuita di accertamenti diagnostici e terapeutici”.
“Con l’ordine del giorno abbiamo inoltre impegnato la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo per applicare ai preservativi, sia maschili che femminili, l’aliquota IVA ridotta al 4%. Oggi l’imposta sul valore aggiunto sui contraccettivi nel nostro Paese è al 22%, contro il 5% del Regno Unito, il 5,5% della Francia, il 6% dei Paesi Bassi, il 7% della Francia e il 13,5% dell’Irlanda”.
“Chiediamo infine di promuovere nei centri MTS e nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani la distribuzione gratuita di profilattici e del materiale informativo del Sistema Sanitario Regionale”.
“Non va sottovalutato – afferma Corbetta – il fatto che sempre meno giovani usino il preservativo, una percentuale attuale del 49% contro il 57% del 2018”.
"Come giovani della Lega – dichiara il coordinatore regionale Alessandro Verri - abbiamo a cuore questo tema, siamo infatti preoccupati dai numeri sempre più inquietanti di giovani che vengono a contatto con malattie sessualmente trasmissibili. Crediamo che sia un segnale forte da parte delle istituzioni impegnarsi concretamente nell'abbattimento dei costi e nella sensibilizzazione dei più giovani su questo argomento".

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VARESE - "Abbassiamo l'Iva sugli assorbenti": così il consigliere regionale Pd del Varesotto, Samuele Astuti.
L'Iva sugli assorbenti è al 22 per cento, mentre quella sui rasoi maschili - ad esempio - e su tutti gli altri beni di prima necessità è fissata al 4%. Una sperequazione insensata, impossibile da giustificare e alla quale bisogna porre rimedio. Per questo motivo sono soddisfatto che il consiglio abbia approvato la mozione presentata dalla mia collega e amica Paola Bocci con la quale chiediamo la revisione dell'aliquota sui prodotti igienici femminili. Grazie a questo atto la Giunta si è impegnata a sensibilizzare il Governo e il Parlamento ad approvare la riduzione dell’aliquota, sia a sostenere i Comuni nelle convenzioni con le farmacie pubbliche per mettere in vendita i dispositivi a prezzi contenuti, sia a prevedere uno studio sulla povertà mestruale per predisporre sostegni economici adeguati. E' un gesto di puro buon senso.
(foto: il consigliere regionale Samuele Astuti)
21092021
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In Italia, ricordano dal Comune, "per tali prodotti vige un regime di tassazione Iva al 22%, non considerandoli di fatto prodotti di prima necessità (altrimenti sarebbero tassati tra il 4% e il 5%). I tentativi di arrivare ad una legge nazionale volta all'abolizione della cosiddetta Tampon tax sono fino ad ora andati a vuoto.
Visto lo stallo, la mobilitazione è partita dagli Enti locali, fra cui il Comune di Firenze che, in seguito ad una mozione presentata dalla Consigliera Comunale Laura Sparavigna, dal 23 aprile di quest'anno vende nelle proprie farmacie comunali assorbenti e altri prodotti sanitari femminili, scontando il 22% di Iva e proponendo un prezzo ribassato. Anche il Comune di Turate seguirà questa iniziativa, abbattendo l'Iva su questi prodotti venduti alla farmacia comunale. In questo modo anche Turate partecipa a questa battaglia di civiltà e pone l'attenzione su un tema rimasto per troppo tempo nascosto".
05062021
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La norma contenuta nell'articolo 108 della legge di Bilancio è sbagliata. Pensata per recepire le indicazioni della Commissione europea, va ben oltre i limiti fissati da Bruxelles, includendo nel campo Iva tante attività che non possono certo definirsi commerciali. Senza l'emendamento abrogativo di Italia viva gli enti associativi saranno costretti, pur continuando a non versare l'Iva, a compiere una enorme mole di adempimenti fiscali con l'unico effetto di sottrarre energie rispetto alla funzione da loro svolta a vantaggio della collettività. La soluzione a questo pasticcio è solo una. Riscrivere completamente la norma coordinandosi questa volta con le caratteristiche degli enti anche attraverso un confronto necessario con le realtà del mondo non profit più rappresentative". Ora che la maggioranza è d'accordo su questa impostazione, confidiamo nella sensibilità del governo per superare un ostacolo che rischia di indebolire il sostegno fondamentale a favore delle fasce più deboli del Paese.
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Questa dunque l'idea sostenuta dal parlamentare saronnese, di Italia viva, Gianfranco Librandi, che sottolinea: "Positiva la proposta di Federfarma per l’abbassamento dell’Iva, l'Imposta sul valore aggiunto, dal 22% al 4% sull’acquisto di mascherine. La sostengo e la rilancio per tutti i dispositivi di protezione individuale, come tute, guanti e altre attrezzature sanitarie che i lavoratori e i cittadini dovranno utilizzare. Anche questo è un intervento necessario per sostenere sia le famiglie che le imprese". Prosegue Librandi: "Gli approvvigionamenti necessari per la sicurezza sono essenziali per permettere al Paese di passare allo step successivo dell’emergenza, ovvero quello della riapertura di fabbriche, imprese e negozi e della ripresa del nostro sistema economico. Nei prossimi mesi il ritorno alla normalità ci richiederà di convivere con il virus. 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Leggo con una certa sorpresa il rilievo mosso dalla signora Battistini sulla composizione del pacco per il ‘sostegno alimentare’ di prossima consegna ai cittadini bisognosi (per inciso: saranno, in questa prima fase, all’incirca un migliaio i pacchi, a fronte di un totale, a tutt’oggi, di poco più di duecento richieste), per cui ritengo opportuno illustrare a tutta la cittadinanza i criteri utilizzati per la composizione dei pacchi, criteri condivisi – anzi: dovrei dire ‘suggeriti’ - da quegli enti benefici a cui le stesse opposizioni – ed in particolare quella di cui la signora fa o ha fatto parte – ci hanno indicato di rivolgerci per la gestione dell’intervento, dopo che noi già lo avevamo fatto. E, dunque, inizio col dire che il contributo è finalizzato all’emergenza alimentare e che, per l’appunto, deve essere utilizzato per l’acquisto di generi alimentari anche in considerazione del fatto che, trattandosi di denari pubblici, siamo assolutamente tenuti ad utilizzarli per la finalità per cui sono messi a disposizione. Proprio alla luce di questo ci siamo rivolti, ancora una volta attenendoci alle indicazioni di legge, alle tre organizzazioni benefiche presenti sul territorio cittadino più versate e specializzate in questa particolare azione, con la collaborazione delle quali abbiamo individuato i generi alimentari di prima necessità finalizzati a soddisfare le esigenze emergenti. A questi generi alimentari di prima necessità sono state poi aggiunte pochissime altre risorse, traendole sempre dalla lista di quelle che per legge sono considerati beni di prima necessita, tanto da essere assoggettati all’IVA agevolata. Gli assorbenti femminili ad oggi non compaiono fra questi, come la stessa signora rileva. Nessun maschilismo sciovinista, dunque, da parte di questa Amministrazione. Il gruppo di lavoro che ha individuato i generi da inserire nei pacchi non era formato da soli uomini. Piuttosto mi permetta di avanzare alla signora, a mia volta, un suggerimento: si rivolga alla formazione politica in cui milita o è simpatizzante affinché promuova una legge che modifichi il trattamento fiscale degli assorbenti, cosicché venga in primo luogo cancellata quella discriminazione, se di ciò si tratta”. 10042020 [post_title] => Coronavirus, Tosi conferma niente assorbenti nei pacchi: "Solo prodotti di prima necessità tanto da avere l'Iva al 4%" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => coronavirus-tosi-conferma-niente-assorbenti-nei-pacchi-solo-prodotti-di-prima-necessita-tanto-da-avere-liva-al-4 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-04-10 14:10:14 [post_modified_gmt] => 2020-04-10 12:10:14 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=198767 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 26 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 197365 [post_author] => 1 [post_date] => 2020-03-30 16:03:59 [post_date_gmt] => 2020-03-30 14:03:59 [post_content] => MILANO - “Chiediamo al Governo nazionale di introdurre uno sgravio fiscale sull'Iva pagata su tutti i prodotti fondamentali per la tutela della salute dei cittadini: ovvero, i Dpi e tutti i dispositivi per la sicurezza personale”. Così Emanuele Monti (Lega), Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia. “La richiesta è quella, quindi, di consentire il totale utilizzo dei fondi raccolti e messi a disposizione dalle tantissime associazioni impegnate sul fronte della beneficenza, evitando che il 18% di questi fondi vada in tasse. Lo sgravio che proponiamo come Lega, attraverso un emendamento presentato dai nostri parlamentari alla Camera, prevede infatti di ridurre l'Iva al 4%. Con questo sgravio, avremmo a disposizione una parte consistente in più di questi fondi da impiegare per l'acquisto dei materiali” spiega Monti. “Si tratta di una richiesta che arriva dalle stesse associazioni e di un gesto di civiltà e di aiuto concreto per affrontare questa emergenza” conclude il Presidente della Commissione. 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Così il parlamentare saronnese, Gianfranco Librandi, esponente di Italia viva, dalla Camera dei deputati a Roma. Prosegue Librandi: "Ora c'è da fare un passo in più: il nostro Paese tornerà a crescere davvero solo quando torneremo a credere e tutelare di più il nostro Made in Italy, con una spinta competitiva decisiva e necessaria all'Italia per uscire definitivamente dal guado degli anni passati". 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Con Matteo Renzi avevamo aperto alla formazione di un governo formato da una maggioranza che comprendesse anche il M5S a condizione che questo governo avesse come priorità assoluta il blocco dell’aumento dell’Iva nel 2020. Non ci saremmo mossi di un centimetro da quell’impegno e così è stato, anche rispetto a qualche tentennamento da parte di altri interlocutori della maggioranza parlamentare. Siamo un movimento “no tax” e come tale ci comportiamo". Sono le parole di Giancarlo Librandi parlamentare saronnese entrato nella compagine di Italia Viva. "L’Italia ha sperimentato negli ultimi anni una stagnazione nei consumi interni che ha rappresentato il freno principale alla crescita del Paese. La forza e l’inventiva dei nostri imprenditori ha compensato grazie al successo crescente del Made in Italy nel mondo, ma le esportazioni non sono da sole sufficienti a produrre sviluppo, occupazione e crescita stabile. Far ripartire la domanda interna e dare vitalità e fiducia ai consumatori italiani è un obiettivo irrinunciabile, che un aumento (anche solo parziale o selettivo) dell’Iva avrebbe compromesso. Continueremo a vigilare perché nessuno pensi di riproporlo, in sede di esame ed approvazione della legge di bilancio. Bloccare l’aumento dell’Iva ovviamente non basta: occorre stimolare la domanda interna riducendo la tassazione sul reddito delle persone fisiche e sul lavoro. Le risorse immaginate dal governo nella Nota di Aggiornamento del Def, i 2,5 miliardi di euro per una prima riduzione del cuneo fiscale, sono un “incoraggiamento”, non sono una misura esaustiva. Occorre reperire ulteriori risorse, attraverso un impegno più deciso di riduzione di sprechi e spesa pubblica improduttiva e con scelte mirate e politicamente coraggiose. L’obiettivo di spending review preventivato dal Mef (1,8 miliardi) può essere migliorato, ma soprattutto bisogna riflettere sull’utilità di tenere attiva la misura simbolo della Lega al governo, Quota 100. L’anticipo pensionistico a 62 anni con 38 anni di contributi è stato un intervento di cui hanno beneficiato solo quanti potevano permetterserlo, ma i cui costi sono scaricati sia sui giovani (che non ne beneficeranno e che pagheranno contributi salati) sia sui lavoratori impiegati in ambiti davvero usuranti, verso i quali avremmo potuto destinare una parte delle risorse destinate a Quota 100. Dunque, su questa direttiva ci muoviamo con Italia Viva: niente aumenti dell'Iva, né nel 2020 né dopo, ma al contrario un impegno costante per la riduzione della tassazione a carico degli italiani. C’è chi aveva promesso la flat tax, lasciando però ai contribuenti il conto salato del Papeete. E c’è chi come prima cosa blocca ogni aumento di tasse e si prepara, da subito, a ridurle davvero". 02102019 [post_title] => Librandi: "Promesse mantenute: niente aumenti dell'Iva e un impegno per ridurre la tassazione" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => librandi-promesse-mantenute-niente-aumenti-delliva-e-un-impegno-per-ridurre-la-tassazione [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-10-01 23:46:52 [post_modified_gmt] => 2019-10-01 21:46:52 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=177010 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 4 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 634443 [post_author] => 2 [post_date] => 2024-11-14 12:16:00 [post_date_gmt] => 2024-11-14 11:16:00 [post_content] => VARESE - Ha riguardato anche il Varesotto la maxi operazione delle forze dell'ordine della quale oggi si parla in tutta Italia. I reati contestati riguardano l’associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio, aggravata dal metodo mafioso: sono state eseguite 47 misure cautelari personali, sequestri di beni, valori e denaro per 520 milioni di euro, ricostruite false fatturazioni per 1,3 miliardi di euro. Su richiesta degli uffici di Milano e Palermo della Procura europea (Eppo), il giudice per le indagini preliminari al Tribunale di Milano ha emesso 47 provvedimenti restrittivi - 34 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 4 misure interdittive - nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’Iva intracomunitaria nel commercio di prodotti informatici e al riciclaggio dei relativi profitti. In relazione alla gestione di alcune società per le quali sono in corso procedure concorsuali, i provvedimenti restrittivi riguardano anche reati fallimentari. Tra i destinatari delle misure custodiali in carcere figurano anche 7 indagati per i quali è stato emesso il mandato di arresto europeo, 4 dei quali localizzati in Repubblica Ceca, Olanda, Spagna e Bulgaria. E’ stato, altresì, disposto nei confronti delle persone e delle società indagate il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni, valori e denaro per oltre 520 milioni di euro, individuato quale profitto complessivo della frode, pari all’Iva evasa, ed il sequestro preventivo per riciclaggio di alcuni complessi residenziali ed immobiliari del valore complessivo di oltre 10 milioni di euro siti a Cefalù (Palermo), nonché di altri compendi immobiliari riconducibili ad alcune delle società, ricadenti nei territori di Chiavari (Genova), Bellano (Lecco), Noli (Savona), Cinisello Balsamo (Milano) e Milano e Cefalù (Palermo). Il giudice ha riconosciuto a fini cautelari per i vertici del sodalizio criminale la circostanza aggravante di aver agevolato, investendone i profitti nel settore delle frodi all’Iva, consorterie criminali camorristiche e mafiose e di essersi avvalsi del metodo mafioso, soprattutto in chiave di composizione di conflitti nati all’interno del sodalizio multilivello tra esponenti delle diverse organizzazioni criminali. L’indagine è il frutto della convergenza di due distinti filoni investigativi originati dai Nuclei di polizia economico-finanziaria di Varese e Milano con Eppo Milano in tema di frodi carosello, e dalla polizia di Stato – Squadra mobile di Palermo e Sisco, con il coordinamento investigativo ed operativo del Servizio centrale operativo - e dal Nucleo Pef di Palermo, con Eppo Palermo, nell’ambito del quale emergeva la finalizzazione e partecipazione alla commissione di frodi carosello di esponenti della criminalità organizzata di stampo mafioso e camorristico, gestori di alcune delle filiere di società utilizzate nei circuiti già oggetto di indagine di Milano e incaricati, anche, del rinvestimento dei profitti illeciti. I due procedimenti venivano riuniti, consentendo una eccellente sinergia investigativa grazie alla operatività della Procura europea sull’intero territorio nazionale, consentendo ai procuratori europei delegati di Milano e Palermo di avanzare unitaria richiesta di applicazione di misure cautelari reali e personali, poi accolta dal gip del Tribunale di Milano. Sono attualmente in corso oltre 160 perquisizioni in 30 diverse province presso abitazioni, uffici e aziende riconducibili agli indagati, effettuate anche con l’ausilio di unità cinofile cash dogs della Guardia di Finanza, specializzate nel rinvenimento di banconote nascoste. Sono in tutto 200 le persone fisiche indagate e oltre 400 le società coinvolte, a molte delle quali cui viene contestato l’illecito amministrativo dipendente da tali reati, come previsto dal decreto legislativo 231/2001. Contestuali attività di esecuzione dei provvedimenti restrittivi, perquisizione e sequestro sono in corso nei Paesi Ue interessati dalla frode e, in particolare, in Spagna, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Bulgaria, Cipro, Olanda, e in Paesi extra Ue, come la Svizzera e gli Emirati Arabi. L’indagine ha riguardato una strutturata frode carosello all’Iva intracomunitaria nel settore del commercio dei prodotti elettronici/informatici che ha investito diversi Paesi Ue (Olanda,Lussemburgo, Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Romania), coinvolgendo anche 20 società estere, e ha riguardato altresì taluni esponenti della criminalità organizzata siciliana e campana, i quali, intravedendo gli ingenti profitti del business delle frodi carosello, ne sono entrati a far parte fornendo provviste finanziarie, così riciclando altresì i proventi di altre attività criminali. Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini Iva previsto perle operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo in un’operazione tra imprese di Paesi diversi un soggetto economico fittizio, c.d. “cartiera” (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’Iva per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’Iva ordinaria italiana. È in questa fase si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società “cartiera”, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’Iva incassata dalla sua cessione, la vende sotto costo senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false, dopo una breve vita (massimo 2 anni) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa dalle analoghe caratteristiche. Tale schema fraudolento consente di immettere sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali e prevede, di norma, ulteriori passaggi in cui la merce viene venduta, sempre sottocosto, a favore di altre imprese italiane (c.d. filtro o buffer), inserite nel circuito con l’esclusiva finalità di rendere più difficile l’identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali, rappresentati dalle società cosiddette broker, ovvero le imprese effettivamente operative che, acquistando il prodotto dalla buffer con applicazione dell’Iva, vantano nei confronti dell’Erario il credito Iva corrispondente. L’effetto finale è quello di rivendere la merce sul mercato interno, approfittando del prezzo d’acquisto artificiosamente concorrenziale, oppure rivenderla all’estero spesso alle stesse aziende comunitarie (c.d. conduit) che hanno originato la catena commerciale vendendo originariamente alla missing trader, per far sì che il carosello ricominci.Il danno per l’Unione Europea è costituito dall’Iva indicata nelle fatture emesse dalle missing traderso “cartiere”, che hanno acquistato la merce senza applicare l’imposta e che la collocano sul mercato nazionale applicandola invece al compratore, senza però versarla all’Erario, ma ripartendola tra i complici della frode. Imponenti i numeri delle imprese coinvolte nella frode scoperta: 269 missing traders, 55 buffer, 28 società broker e 52 conduit estere, per un volume complessivo di fatture soggettivamene false pari a 1,3 miliardi di euro, nel solo quadriennio 2020-2023. 14112024 [post_title] => Tocca anche il Varesotto la maxi frode fiscale: sequestri per 520 milioni [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => tocca-anche-il-varesotto-la-maxi-frode-fiscale-sequestri-per-520-milioni [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2024-11-14 12:16:00 [post_modified_gmt] => 2024-11-14 11:16:00 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=634443 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 11 [max_num_pages] => 2 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => 1 [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => [is_tag] => 1 [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_favicon] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => 3658c70c090a26a186da3b34cb48b544 [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [allow_query_attachment_by_filename:protected] => [stopwords:WP_Query:private] => [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) [query_cache_key:WP_Query:private] => wp_query:da21838470fc4e928795c85cac1a4f68 ) -->
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