SARONNO - In attesa della presentazione ufficiale alla città, prima del passaggio in consiglio comunale, continua il dibattito cittadino sul nuovo Piano Generale del Traffico Urbano. Dopo Azione e Tu@Saronno anche Ambiente Saronno OdV (Circolo Legambiente) ha reso note le proprie considerazioni che ha presentato in risposta al pertinente avviso pubblico del 25 settembre 2023.
Tra i temi su cui gli ambientalisti chiedono chiarezza c'è "l’ipotesi di un parcheggio con 6 piani interrati in area ex Isotta Fraschini, che sarebbe incompatibile con la Proposta di Piano Integrato di Intervento presentata dalla proprietà" ma anche la mancanza di una proposta ad hoc per la sicurezza scolastica senza dimenticare la mancanza di un percorso pedonale sicuro tra stazione e autostazione di via Primo Maggio. Richiesta più attenzione per l'aspetto di impatto sull'aria ma anche di quello sul rumore. Diversi i focus richiesti sul trasporto pubblico dall'uso di mezzi elettrici all'estensione del servizio la domenica.
Ecco l'elenco, in sintesi, degli elementi sollevati riguardano:
Rapporto Ambientale Preliminare
Relazione Tecnica di Piano (rev. 24)
(foto archivio)
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SARONNO - Parte dall'avvio dei lavori con l'abbattimento degli alberi senza preavviso alcuno lo scorso 31 ottobre la nota di Ambiente Saronno Circolo Legambiente che mette in luce diverse criticità sull'intervento finanziato con fondi Pnrr che l'Amministrazione sta portando avanti nel parco dell'ex Seminario.
Prima criticità la scarsa condivisione delle scelte: "Pur riconoscendo all’Amministrazione Comunale di aver presentato pubblicamente il progetto a più riprese nel corso della primavera, con una partecipazione popolare che ha oscillato tra la scarsa e la trascurabile, si è trattato di presentazioni frontali in occasione delle quali gli elementi di progetto fondanti – a partire dalla scelta del luogo oggetto di trasformazione – non sono mai stati veramente in discussione, e aperti a eventuali proposte alternative dei cittadini. Bisogna tenere presente che questo intervento sta trasformando un’area prettamente naturale, di parco, in una infrastruttura pienamente antropizzata seppur contenente a sua volta l’elemento verde, e se ci si fosse aperti a più voci forse si sarebbe potuta trovare una soluzione diversa che preservasse l’elemento naturale (consumo di suolo a Saronno 57.98%) realizzando anche, in aggiunta, un’infrastruttura culturale della capacità prevista, o che almeno riducesse il danno alla componente arborea. Nel corso delle presentazioni pubbliche, non ricordiamo che l’Amministrazione abbia eccessivamente rimarcato la necessità e la consistenza dell’abbattimento e della ripiantumazione degli alberi. In proposito, dagli elaborati grafici di progetto si deduce l’abbattimento di 43 alberi (dei quali 30 adulti) e la piantumazione di 27 giovani alberi".
Il tema è proprio quello degli abbattimenti: "Troviamo sbagliato e controproducente abbattere alberi, soprattutto se si tratta di alberi ad alto fusto, di età e dimensioni notevoli, sani e inseriti in un contesto di un parco, a maggior ragione dopo la moria di alberi che si è avuta in questi mesi a Saronno, peraltro senza darne preavviso e senza attestarne preventivamente il motivo, anche in virtù del posizionamento programmatico di questa Giunta a favore della Partecipazione"
Dubbi anche sul fronte della compensazione: "Riteniamo inadeguata, in generale, la compensazione delle essenze con criterio numerico 1:1, peraltro nemmeno soddisfatta da questo progetto, semplicemente per il fatto che un albero giovane piantumato non ha il medesimo impatto paesaggistico né la medesima capacità di assorbire CO2 rispetto a un albero adulto tagliato (un albero di più di cinque anni di età assorbe annualmente circa 1.5 volte la CO2 dello stesso albero nei primi cinque anni). Le compensazioni arboree, che ovviamente si dovrebbero validare e dichiarare ben prima che avvenisse il taglio – se proprio non si riesce a evitare, che è prioritario – dovrebbero quindi essere calcolate in base all’equivalenza del volume della chioma e del tasso di assorbimento annuo di CO2, quale che sia il requisito più esigente tra i due. Peraltro, la valenza degli alberi di alto fusto e di una certa età non è solamente dovuta alla produzione di ossigeno ma anche a una questione di biodiversità (licheni, insetti, uccelli) che gli alberi giovani non possono garantire"
Ultima criticità quella sulla mobilità: "Non ci risulta sia stato affrontato e risolto in modo razionale il nodo dell’affluenza a futuri eventi e concerti per una capacità massima dichiarata di 2000 persone; vista la scarsa predisposizione del cittadino italiano medio a privarsi dell’automobile, e vista la carenza di alternative robuste in orario serale e notturno, si devono stimare tra le 1000 e le 2000 autovetture che ogni volta si sfideranno all’ultima ruota per avvicinarsi quanto possibile alla zona del Santuario, già normalmente interessata da flussi critici di traffico. Al progetto sul parco è fondamentale associare un progetto di mobilità sostenibile, che potrebbe persino essere incluso nel Piano Generale del Traffico Urbano attualmente in elaborazione"
Tutto considerazioni che hanno portato gli ambientalisti a chiedere all'Amministrazione di "prendere in considerazione le osservazioni e riveda, ove tecnicamente e giuridicamente possibile allo stato attuale, quanto previsto dal progetto".
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SARONNO - "Dopo diversi anni, Ambientesaronno OdV (Circolo Legambiente di Saronno) è lieta di annunciare il rinnovo e la riapertura del proprio sito internet (https://ambientesaronno.it/) con il caricamento di contenuti aggiornati".
Così il circolo Legambiente di Saronno inizia la presentazione del suo nuovo sito.
"L’ultimo articolo risaliva all’8 dicembre 2016 ed era riferito alla rigenerazione urbana dell’area ex Cantoni (tema comunque tuttora attuale).
Rispetto ad allora, tante cose sono cambiate: un mondo che ha superato una epidemia di dimensioni mai viste prima per la maggioranza di noi, nel quale a una consapevolezza accresciuta per il rispetto dell’ambiente e per il contrasto / adattamento ai mutamenti climatici non si sono ancora accompagnate azioni sufficientemente risolutive su larga scala, e che si è scoperto fragile dal punto di vista sociale, produttivo, energetico, idrogeologico.
E la nostra città, soffocata da cemento-asfalto, dal traffico automobilistico e dall’inciviltà di pochi, che si sta rendendo conto – chi più, chi meno – di quanto i paradigmi di sviluppo novecenteschi si siano rivelati dannosi per la salute psicofisica di ciascuno di noi e per questo non più sostenibili, eppure non è ancora riuscita del tutto a voltare pagina.
Negli ultimi anni ci sono state novità importanti: in chiaroscuro per la ex Cantoni, che ha completato la bonifica dei terreni e ha visto, dopo il 14 ottobre 2021, un’importante accelerazione per quanto riguarda la bonifica della falda; finora in negativo per la ex CEMSA, con la introduzione di medie strutture di vendita in posizione urbanisticamente dannosa e con posteggio a raso totalmente non drenante; positivo in prospettiva per l’ex Isotta-Fraschini, la cui bonifica dei terreni appare davvero ben indirizzata; in merito a quest’area sarà necessario che i soggetti responsabili definiscano pubblicamente le effettive scelte progettuali e chiariscano la consistenza e la delimitazione dell’interesse pubblico (che noi, ovviamente, intendiamo come “valore ambientale”). E poi la revisione del Piano di Governo del Territorio, il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano, il nuovo Regolamento Edilizio e il nuovo Regolamento del Verde.
Tutti punti tutt’altro che chiusi e sui quali è necessario mantenere altissima l’attenzione pubblica, senza polemiche fini a sé stesse ma studiando i documenti, i dati, la norma e la tecnica.
Noi ci siamo – come ci siamo sempre stati sin dal 2006 – non solo come osservatori e contributori tecnico-scientifici ma anche con le nostre tradizionali e apprezzate attività associative sul territorio.
Con il nuovo sito internet recuperiamo uno strumento di comunicazione e di identità sociale di importanza fondativa.
Rimangono naturalmente operativi e bidirezionali il nostro indirizzo di posta elettronica ([email protected]) e i nostri profili sulle reti sociali (https://www.facebook.com/ambientesaronno.onlus e https://www.instagram.com/ambientesaronno/)
Invitiamo tutti i cittadini, a partire dai nostri associati, a visitare il sito, ad associarsi, chi eventualmente già non lo fosse, e a comunicarci le proprie osservazioni e proposte di contenuti.
Di strada davanti ne abbiamo tanta e raggiungere la meta è più facile se si cammina insieme.
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SARONNO - E' stato Andrea Mazzucotelli a dare voce alle istanze di Legambiente in occasione del consiglio comunale aperto dedicato martedì sera all'ex Isotta Fraschini.
Ecco il suo intervento.
Effettivamente stasera non si discute niente di già fatto, perché c’è una proposta iniziale e anche come circolo Legambiente abbiamo chiesto di poter visionare questo progetto e ci è stato detto che non è possibile, perché appunto è solo una proposta iniziale che deve essere ancora in qualche modo essere “masticata” dall’amministrazione comunale, sia in senso tecnico sia in senso politico e quindi non è una serata conclusiva, comunque ci saranno al penso almeno altre due occasioni deliberative in cui si potrà andare più nel concreto; tuttavia questa è comunque una serata utile perché ci consente di discutere questo progetto se non nel merito almeno nel suo stato di fatto e delle prospettive che ha, quindi io ho qualche punto segnato.
Allora beh innanzitutto bisogna riconoscere alla ditta che si è insediata nell’ex Isotta Fraschini un grande lavoro e una grande trasparenza sul tema delle bonifiche, perché come da loro più volte rimarcato loro stanno andando a completare una bonifica senza titolo edificatorio e questo è molto interessante ma è anche utile per la città, perché se ancora non sarà realizzato il progetto ma comunque l’area sarà accessibile, si potrà iniziare a ospitare qualche evento e ridare un po’ di vita a quell’area, quindi comunque non siamo così fermi e c’è del concreto; ci sono, sappiamo che ci sono, dal punto di vista delle bonifiche, dei lavori in corso che stanno portando a dei risultati.
Per quanto riguarda il progetto, effettivamente come si diceva e come si dirà ancora, c’è ancora un po’ di “nebbia di guerra”, come si suol dire, su questo progetto; tuttavia, gli obiettivi che sono stati condivisi, e che penso la proprietà intenda ancora portare avanti, sono ampiamente condivisibili nonostante la questione di Brera si sia dimostrata piuttosto volatile.
Un aspetto importante che ritengo opportuno sottolineare è che con la separazione da Bertani il rischio è di perdere la connessione con quella che è l’area dismessa Bertani, il cui proprietario sembra non avere alcuna intenzione a intervenire nel senso previsto da Saronno Città dei Beni Comuni, e non di meno si è impegnato a intervenire sulla sua proprietà perché è patrimonio dismesso con criticità, e quindi uno sviluppo interessante che potrebbe esserci, migliorativo rispetto a quello che abbiamo visto finora, è comunque tenere aperta la porta a Bertani senza sprangare quel collegamento, per la necessità di un parco continuo e anche con diversi tipi di parco, ma recentemente la proprietà ha indicato che comunque vuole realizzare diverse tipologie di parco quindi è un aspetto senz’altro positivo.
C’è una criticità possibile che è quella dei cortili, perché appunto l’idea è quella di una nuova Corte Lombarda, ma non sarebbe bello se si rivelassero dei cortili condominiali: devono essere effettivamente partecipabili dalla collettività ed è necessario mantenere un collegamento con il Matteotti, nonostante lo scempio che è stato fatto nell’angolo che quindi ha reso impossibile un risultato positivo completo da questo punto di vista; però quello che si può fare sarebbe utile tenerlo aperto verso il Matteotti.
C’è anche la questione di Ferrovienord che è entrata nella partita e le questioni sono sostanzialmente due: se Ferrovienord ha avrà intenzione di procedere con edilizia speculativa, che purtroppo conosciamo bene, e lo stesso progetto sull’Isotta Fraschini vuole contrastare, o se comunque ci sarà modo di compensare o contrastare una volontà di questo genere e un aggiornamento (vado a chiudere), un aggiornamento su quella che è stata la Conferenza dei Servizi preliminare per il progetto Ferrovienord, collegata, anche se non sono esattamente la stessa cosa, con il Protocollo d’Intesa, e se questo progetto congiunto con l’ex Isotta Fraschini in qualche modo cambia le carte in tavola per quanto riguarda quella che dovrebbe essere la Conferenza dei Servizi definitiva.
Vi ringrazio per l’attenzione e auguro buona serata, grazie.
(foto archivio)
07072023
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E' questo l'obiettivo della nota che Ambiente Saronno circolo Legambiente ha inviato all'Amministrazione comunale con 15 punti come osservazioni preliminari in merito alla variante generale del Pgt.
SARONNO - Otto punti per una Saronno "meno trafficata e più salutare, più serena, più sicura e maggiormente a misura di cittadino di quanto sia mai stata negli ultimi cento anni". Li ha inviati Ambiente Saronno circolo di Legambiente all'Amministrazione comunale in merito al procedimento di Vas del piano generale del traffico urbano.
Primo tema da affrontare quello del potenziamento del trasporto pubblico locale "non solo a favore della mobilità degli studenti e dei lavoratori, ma anche con l’obiettivo di incentivare un progressivo abbandono del mezzo motorizzato privato da parte dei cittadini e di favorire l’integrazione intermodale, anche con la mobilità dolce". Su questo punto sono stati condivisi gli "elaborati predisposti negli scorsi anni Andrea Mazzucotelli portavoce del comitato viaggiatori Tpl nodo di Saronno ed esperto del settore"
Si chiede un impegno sulla mobilità elettrica "Sviluppando l’infrastrutturazione per la mobilità motorizzata elettrica, dimensionandola sui flussi residui che per loro natura non potranno essere assorbiti del tutto dal trasporto pubblico locale o dalla trazione muscolare (mezzi di emergenza e per i diversamente abili, trasporto merci e attrezzature a supporto delle attività professionali, itinerari con destinazioni esterne sprovviste o poco provviste di tpl…)".
Per un miglioramento diffuso e organico della mobilità ciclabile Legambiente chiede "il completamento e ampliamento delle piste ciclabili, anche adiacenti ma separate dai percorsi pedonali evitando in ogni modo possibile l’utilizzo di paletti e cartelli di delimitazione che ostruiscano la reale fruibilità ciclabile. Ma anche gli spazi per la sosta sono importanti da chiedere: "l'ampliamento e maggiore sicurezza degli stalli nelle stazioni ferroviarie prevedendo in prossimità servizi di ciclofficina (valorizzazione e presidio naturale dei dintorni della fermata di Saronno Sud) e stalli per biciclette in numero adeguato in diversi punti della città, comprese postazioni di ricarica biciclette a pedalata assistita".
Proposte ad hoc per il quartiere scolastico e per tutte le aree che ospitano una scuola "tramite la realizzazione in modo estensivo e sistematico le zone scolastiche integrandole con il servizio Pedibus, garantendo le condizioni di sicurezza dei relativi percorsi".
Restando sul fronte di una mobilità sostenibile si chiede un'estensione della zona a traffico limitato e un'adozione sistematica di un limite di velocità ridotto a 30 chilometri orari soprattutto nelle vie più trafficate. Non manca la richiesta di un'attenzione per l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Essenziale per Legambiente anche la realizzazione di una mobilità condivisa "magari prevedendo di convenzionarle con i Sistemi Tariffari Integrati dei Bacini di Mobilità (Como-Lecco-Varese e Milano-Monza) una volta che questi saranno vigenti a Saronno".
Diverse le proposte per il tema, decisamente caldo in città, dei parcheggi automobilistici: "Si dovrebbe adottare scelte chiare a favore dell’ambiente comunque garantendo gli stalli per i mezzi di emergenza e per i diversamente abili e per il carico/scarico delle merci che risultino sovradimensionate rispetto alla capacità delle biciclette cargo". Le proposte sono la "riduzione della durata delle zone a disco muovendosi dalla periferia verso il centro, l'incremento della tariffa dei parcheggi muovendosi dalla periferia verso il centro, l'individuazione delle aree di interscambio multimodali (automobile privata, treno, autobus, mobilità dolce, mobilità pedonale) in zone esterne della città che siano dotate di servizi o poli di interesse e, pertanto, di presidio naturale con l'applicazione di condizioni di posteggio specifiche e incentivanti per tali aree di interscambio"
(foto archivio)
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