ORIGGIO - Agitazione sindacale alla Novartis di Origgio, anzi i sindacati unitari annunciano "una inevitabile sospensione delle relazioni sindacali". Il tutto a seguito della decsione della società farmaceutica di licenziare due "informatori", decisione legata al fatto che ieri è stata chiusa una linea oncologica che era stata avviata l'1 aprile, circostanza che avrebbe creato questi due esuberi. Ma i sindacati non concordano: "Novartis ha oltre 2000 dipendenti ed un fatturato in crescita del 5 per cento; in proiezione circa 1 miliardo e 650 milioni di euro nell’anno 2021. Questa decisione inqualificabile ed inaspettata, spezza il filo che in questi anni ha consentito di risolvere problematiche simili portandoci alla inevitabile sospensione delle relazioni sindacali" scrivono in una nota sindacale congiunta Silene Radrizzani della Filctem Cgil Varese, Livia Raffaglio dela Uiltec Uil Lombardia e Carlotta Schirripa della Femca Cisl dei laghi.
Da parte dei sindacati la richiesta di un immediato dietrofront da parte di Novartis con l'avvio di un confronto per trovare una soluzione diversa rispetto a quella dei licenziamenti. Previste assemblee dei lavoratori e "azioni di lotta".
01122021
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"Regione Lombardia conferma la propria posizione sulla vicenda e chiede con forza una fattiva collaborazione da parte dell'azienda con l'obiettivo di trovare un accordo per una vera reindustrializzazione del sito produttivo. C'è molta attenzione al tessuto sociale locale e, proprio per questo, è importante poter garantire continuità alla forza lavoro". Lo dichiarano i due assessori regionali alla Formazione e lavoro, Melania Rizzoli, e allo Sviluppo economico, Guido Guidesi al termine dell'incontro con una delegazione di lavoratori dell'azienda Gianetti ruote di Ceriano Laghetto, avvenuto questa mattina a Palazzo Lombardia. "Stiamo seguendo ora per ora - concludono gli assessori - l'evolversi della vicenda con una fattiva collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e siamo pronti a mettere in campo tutti i nostri strumenti". Fondata nel 1880 a Saronno la Gianetti ruote ha oggi sede in via Stabilimenti a Ceriano Laghetto dove conta 152 dipendenti. Attualmente produce ruote per camion e per le celebri motociclette della Harley Davidson. E’ di proprietà di un fondo investimenti tedesco, che controlla anche molte altre aziende in svariati settori compreso quello dei giocattoli e del modellismo. E’ ferma dal 3 luglio quando è stata inviata la mail che annunciava lo stop dell’attività nello stabilimento cerianese e l’intenzione di procedere con il licenziamento collettivo. 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I dipendenti della Giannetti Ruote di Ceriano Laghetto, si sono ritrovati così in ferie forzate fino differente comunicazione. Lo sblocco selvaggio dei licenziamenti, voluto dal centrodestra, produce i suoi effetti, alla prima occasione disponibile". Il commento è dei consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle Massimo De Rosa (foto) e Marco Fumagalli. "È evidente che le imprese debbano poter tornare a produrre e, nei casi previsti dalla legge, anche a licenziare. È altrettanto evidente come, in funzione del particolare periodo storico nel quale ci troviamo a vivere, questo passaggio dovesse avvenire in maniera graduale e attraverso un’opportuna riforma degli ammortizzatori sociali. È quanto il Movimento cinque stelle ha chiesto per settimane, sia in sede di governo sia in Regione Lombardia. Al contrario il centrodestra ha preferito la strada degli slogan a costo di farsi trovare ancora una volta impreparato nella gestione della pandemia e dei suoi risvolti sociali" attaccano i portavoce pentastellati. "Abbiamo chiesto sia immediatamente calendarizzata l’audizione dei vertici aziendali e dei rappresentanti sociali, all’interno della commissione regionale Attività Produttive. Servono risposte sul futuro, onde evitare i pericolosi risvolti sociali di quella che potrebbe essere una bomba pronta a esplodere" concludono De Rosa e Fumagalli. 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