MILANO - Nuovi posti di degenza di cure sub acute e di degenza di comunità di livello base a favore di pazienti covid-19 e nuovi "setting" di cure intermedie anche per pazienti covid negativi. Prorogate le attività erogate dai Covid hotel. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti.
"L'apertura di nuovi posti - spiega la vicepresidente - dovrà rispettare la numerosità prevista dalla programmazione regionale che si stima essere di ulteriori 400 posti di sub-acuti e ulteriori 400 fra posti di degenza di comunità di livello base per pazienti Covid e "setting" di cure intermedie per pazienti Covid negativi, per un totale di 800 posti". Con la delibera è stata anche autorizzata la prosecuzione delle attività erogate dai covid hotel per cui è stato dato mandato alle Ats di procedere alla proroga delle convenzioni attualmente in essere con strutture alberghiere risultate idonee per l'accoglienza e, ove necessario, all'attivazione di nuove convenzioni.
"Per l'attivazione dei posti e la prosecuzione dell'attività dei covid hotel - aggiunge Moratti - Regione ha messo a disposizione risorse fino a un massimo 12.020.000 di euro". "I provvedimenti - chiarisce l'assessore al Welfare - hanno carattere di temporaneità e rimarranno in vigore fino al 31 marzo 2022, eventualmente prorogabili in base all'andamento dell'emergenza epidemiologica".
Le decisioni della Giunta sono state prese in base alle raccomandazioni ministeriali e in considerazione dell'evoluzione della situazione epidemiologica relativa all'attuale fase epidemica con pazienti ricoverati in ospedale con quadri clinici meno gravi rispetto al passato, in particolare nei soggetti vaccinati con ciclo primario completo.
E' stata quindi riattivata la rete di offerta di degenze subacute e di assistenza extraospedaliera prevista da due delibere approvate nel 2020. Con il medesimo provvedimento la Giunta ha stanziato inoltre fino a 15 milioni di euro per garantire ulteriore attività diagnostica per covid-19.
29122021
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Fa parte del pacchetto complessivo di assistenza di 60 milioni di dollari approvato dal Governo statunitense a sostegno dell'Italia. Respiratori Usa - I respiratori portatili prodotti negli Stati Uniti sono dotati di una tecnologia all'avanguardia e molto richiesta. Sono strumenti compatti e mobili che consentiranno alle strutture sanitarie della Lombardia flessibilità nel trattamento dei pazienti colpiti dal virus. Ospedali lombardi - I dieci dispositivi sono stati già consegnati alla Regione Lombardia che li ha distribuiti in 5 strutture sanitarie: le Asst Santi Paolo e Carlo e Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano; Asst di Monza, Asst di Bergamo Est e Asst di Lecco. Solidarietà - "Ringrazio a nome del presidente Attilio Fontana e di tutta la Regione Lombardia gli Stati Uniti d'America e il console generale per questa grande opera di solidarietà e amicizia internazionale". Lo ha detto Alan Rizzi, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia, con delega ai Rapporti con le delegazioni internazionali, commentando la donazione. Amicizia con gli Usa - "La lotta al covid - ha aggiunto Rizzi - si combatte con gli strumenti che la scienza ci mette a disposizione e anche con una stretta collaborazione tra Paesi internazionali. Il legame di amicizia e reciprocità che ci lega con gli Stati Uniti - ha concluso - è straordinario". Donazione - L'interoperabilità di questi ventilatori garantirà un supporto adattabile, affidabile ed efficace al sistema sanitario regionale anche per gli anni a venire. Nella donazione è compreso anche un contratto di servizio per ogni respiratore per quanto riguarda l'assistenza, la manutenzione e le eventuali riparazioni e sostituzioni dei pezzi deteriorati. Forte legame Stati Uniti-Italia - "Gli Stati Uniti sono orgogliosi di essere al fianco dell'Italia nella lotta globale al Covid-19" ha detto Robert Needham, console generale degli Stati Uniti a Milano. "La donazione di questi respiratori agli ospedali della Lombardia - ha aggiunto - è parte di uno sforzo assai più ampio del Governo degli Stati Uniti volto a rafforzare organizzazioni non governative o religiose che lavorano instancabilmente per la salute ed il benessere di coloro che vivono in questo Paese. Siamo orgogliosi dei forti legami che storicamente ci legano al popolo italiano. Sappiamo che grazie alla forza della nostra amicizia supereremo insieme questa crisi". 12032021 [post_title] => Emergenza covid, gli Usa donano 10 respiratori d'avanguardia alla Lombardia. 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E' questo il contenuto di uno specifico provvedimento che la Giunta Regionale ha approvato ieri in seduta straordinaria. "I reparti degli ospedali si stanno alleggerendo dopo la grande emergenza - sottolinea il presidente Attilio Fontana - pertanto la ripresa dell'attivita' ordinaria di ricovero puo' avvenire in modo graduale fino a un massimo del 60-70% dell'attivita' erogata dalla struttura prima dell'evidenziarsi della pandemia e riguardera' i pazienti che necessitano di prestazioni non rinviabili oltre i 60 giorni di attesa. Per ogni struttura ospedaliera, pubblica e privata accreditata e' necessario prevedere l'accesso a percorsi definiti e differenziati per i pazienti in funzione della certezza o della probabilita' di essere Covid positivi. Abbiamo previsto ogni accorgimento per garantire la sicurezza massima dei pazienti". Aree di degenza covid - "Ogni struttura sanitaria dovra' dotarsi, secondo propri modelli organizzativi, - spiega l'assessore al Welfare Giulio Gallera - di aree di degenza Covid il cui accesso dovra' essere riservato alle sole persone strettamente dedicate all'attivita' clinico assistenziale di tali pazienti. I degenti in questa area non potranno ricevere visite e dovranno rigorosamente rispettare le misure di isolamento previste; Dovranno essere limitate al minimo gli accessi di consulenti e, per quanto possibile, si dovranno utilizzare le risorse della telemedicina. Il personale tutto che lavora in queste aree deve indossare i Dpi, i dispositivi di protezione, previsti e sintetizzati anche nelle note regionali diramate, in funzione delle manovre di assistenza che vengono eseguite". Aree di degenza covid free - "Dovranno essere inoltre previste - aggiungono Fontana e Gallera - aree dedicate esclusivamente alla degenza di pazienti covid free con personale sanitario dedicato". Il personale deve indossare comunque mascherina chirurgica, guanti e camice, fatte salve misure di protezione maggiori sempre in funzione delle manovre di assistenza che vengono eseguite. Sale operatorie - Sara' necessario considerare, laddove presente ed utilizzabile, l'attivazione di un blocco operatorio ad uso esclusivo dei Pazienti candidati a chirurgia elettive e prevedere una separazione per quanto possibile fisica e completa di materiali e personale tra le sale operatorie dedicate ai pazienti covid e no-covid. Completamente separati devono essere anche i percorsi di ingresso e uscita dai blocchi/sale operatorie covid free ed i percorsi di accesso dalla/e aree di degenza covid free. Aree intensive - "Durante l'epidemia Covid19 - commenta l'assessore Gallera - tutte le strutture pubbliche e private accreditate hanno implementato posti letto di terapia intensiva per far fronte alla gestione dei pazienti con grave insufficienza respiratoria. La dotazione regionale di tali posti e' pertanto piu' che raddoppiata nell'arco di poche settimane e si e' assistito ad un processo di trasformazione di diverse aree dell'ospedale fino ad arrivare ad una capienza massima che ha superato le 1800 postazioni e ha permesso di far fronte alle necessita' che giornalmente venivano rappresentate alla Unita' di crisi". Stante la progressiva riduzione della necessita' di posti letto di terapia intensiva per pazienti covid, e la conseguente rimodulazione complessiva di ogni presidio ospedaliero, si ritiene necessario che vengano comunque garantite unita' dedicate e distinte per pazienti intensivi covid positivi. "Tutte le aree realizzate in ampliamento nel periodo di emergenza - aggiunge il presidente Fontana - devono essere mantenute arredate e attrezzate e pronte ad un'eventuale ulteriore immediata attivazione". Accesso al pronto soccorso per prestazioni urgenti - All'ingresso tutti gli operatori sanitari, gli utenti e gli eventuali accompagnatori autorizzati di minori, disabili, utenti fragili non autosufficienti devono essere dotati di mascherina chirurgica e guanti per tutto il tempo di permanenza in pronto soccorso e nelle aree di attesa e devono rispettare le indicazioni di distanziamento interpersonale. In questa fase e' indispensabile che all'interno dei pronto soccorso siano mantenuti distinti e funzionalmente separati i percorsi di gestione e cura dei pazienti con e senza sintomi sospetti Covid-19 al fine di ridurre al minimo le possibilita' di contagio in questo contesto. Indipendentemente dalla modalita' di arrivo (Areu o autopresentazione), tutti gli utenti che accedono al pronto soccorso, devono transitare in un'area dove vengono identificati i pazienti con sintomi compatibili con Covid-19 (febbre o influenza like sindrome -Ili, tosse mal di gola difficolta' respiratoria) e, in tal caso, avviati alla valutazione all'interno di un percorso Covid-19. In caso contrario e' invece previsto l'avvio al percorso standard, con esecuzione comunque del tampone n.f. prima dell'eventuale ricovero. In caso di sintomi o segni significativi di sospetta infezione respiratoria Covid 19 il soggetto dovra' essere sottoposto a tampone naso-faringeo e sostare in spazi del pronto soccorso dedicati, secondo un percorso distinto da quello per gli utenti ordinari fino all'arrivo del referto del tampone; nel caso in cui non sia necessario trattenere il paziente in osservazione, lo stesso potra' essere dimesso a domicilio con indicazione all'isolamento fino ad esito tampone. In caso di positivita', tale esito verra' comunicato all'Ats affinche' si proceda con l'informazione al Mmg, l'indagine epidemiologica e le misure di quarantena. Se la situazione di emergenza/urgenza non consente di attendere il referto, il paziente va trattato come Covid 19 positivo anche nel proseguo del percorso di diagnosi e cura all'interno della struttura (compreso l'accesso alle diagnostiche, alle TI/SI e alle Sale Operatorie), facendo indossare la mascherina chirurgica, proteggendo per quanto possibile il paziente in questo percorso. Accessi per prestazioni ambulatoriali - Per la programmazione dell'attivita' ambulatoriale andranno privilegiate le modalita' di erogazione di prestazioni di telemedicina, specialmente per quanto attiene le visite di controllo, l'aggiornamento dei piani terapeutici, il follow-up. L'orario di erogazione delle prestazioni ambulatoriali in struttura dovra' essere quanto piu' possibile ampliato per limitare l'afflusso e lo stazionamento di persone all'interno delle sale di attesa e delle aree visita e diagnostica. All'atto della prenotazione l'utente verra' informato sulle modalita' di accesso, sia per quanto attiene alla possibilita' o meno di essere accompagnato che alla necessita' di indossare la mascherina. L'ingresso in struttura: deve essere regolamentato, deve essere preventivamente fortemente sconsigliato prima di 15 minuti dell'orario della prestazione, non deve prevedere, di norma, la presenza di accompagnatore, eccezion fatta per minori, disabili, utenti fragili non autosufficienti. 08052020 [post_title] => Fase 2, gli ospedali della zona stanno tornano alla normalità. 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