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ospedali

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MILANO - Nuovi posti di degenza di cure sub acute e di degenza di comunità di livello base a favore di pazienti covid-19 e nuovi "setting" di cure intermedie anche per pazienti covid negativi. Prorogate le attività erogate dai Covid hotel. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

"L'apertura di nuovi posti - spiega la vicepresidente - dovrà rispettare la numerosità prevista dalla programmazione regionale che si stima essere di ulteriori 400 posti di sub-acuti e ulteriori 400 fra posti di degenza di comunità di livello base per pazienti Covid e "setting" di cure intermedie per pazienti Covid negativi, per un totale di 800 posti". Con la delibera è stata anche autorizzata la prosecuzione delle attività erogate dai covid hotel per cui è stato dato mandato alle Ats di procedere alla proroga delle convenzioni attualmente in essere con strutture alberghiere risultate idonee per l'accoglienza e, ove necessario, all'attivazione di nuove convenzioni.

"Per l'attivazione dei posti e la prosecuzione dell'attività dei covid hotel - aggiunge Moratti - Regione ha messo a disposizione risorse fino a un massimo 12.020.000 di euro". "I provvedimenti - chiarisce l'assessore al Welfare - hanno carattere di temporaneità e rimarranno in vigore fino al 31 marzo 2022, eventualmente prorogabili in base all'andamento dell'emergenza epidemiologica".

Le decisioni della Giunta sono state prese in base alle raccomandazioni ministeriali e in considerazione dell'evoluzione della situazione epidemiologica relativa all'attuale fase epidemica con pazienti ricoverati in ospedale con quadri clinici meno gravi rispetto al passato, in particolare nei soggetti vaccinati con ciclo primario completo.

E' stata quindi riattivata la rete di offerta di degenze subacute e di assistenza extraospedaliera prevista da due delibere approvate nel 2020. Con il medesimo provvedimento la Giunta ha stanziato inoltre fino a 15 milioni di euro per garantire ulteriore attività diagnostica per covid-19.

29122021

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Fa parte del pacchetto complessivo di assistenza di 60 milioni di dollari approvato dal Governo statunitense a sostegno dell'Italia. Respiratori Usa - I respiratori portatili prodotti negli Stati Uniti sono dotati di una tecnologia all'avanguardia e molto richiesta. Sono strumenti compatti e mobili che consentiranno alle strutture sanitarie della Lombardia flessibilità nel trattamento dei pazienti colpiti dal virus. Ospedali lombardi - I dieci dispositivi sono stati già consegnati alla Regione Lombardia che li ha distribuiti in 5 strutture sanitarie: le Asst Santi Paolo e Carlo e Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano; Asst di Monza, Asst di Bergamo Est e Asst di Lecco. Solidarietà - "Ringrazio a nome del presidente Attilio Fontana e di tutta la Regione Lombardia gli Stati Uniti d'America e il console generale per questa grande opera di solidarietà e amicizia internazionale". Lo ha detto Alan Rizzi, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia, con delega ai Rapporti con le delegazioni internazionali, commentando la donazione. Amicizia con gli Usa - "La lotta al covid - ha aggiunto Rizzi - si combatte con gli strumenti che la scienza ci mette a disposizione e anche con una stretta collaborazione tra Paesi internazionali. Il legame di amicizia e reciprocità che ci lega con gli Stati Uniti - ha concluso - è straordinario". Donazione - L'interoperabilità di questi ventilatori garantirà un supporto adattabile, affidabile ed efficace al sistema sanitario regionale anche per gli anni a venire. Nella donazione è compreso anche un contratto di servizio per ogni respiratore per quanto riguarda l'assistenza, la manutenzione e le eventuali riparazioni e sostituzioni dei pezzi deteriorati. Forte legame Stati Uniti-Italia - "Gli Stati Uniti sono orgogliosi di essere al fianco dell'Italia nella lotta globale al Covid-19" ha detto Robert Needham, console generale degli Stati Uniti a Milano. "La donazione di questi respiratori agli ospedali della Lombardia - ha aggiunto - è parte di uno sforzo assai più ampio del Governo degli Stati Uniti volto a rafforzare organizzazioni non governative o religiose che lavorano instancabilmente per la salute ed il benessere di coloro che vivono in questo Paese. Siamo orgogliosi dei forti legami che storicamente ci legano al popolo italiano. Sappiamo che grazie alla forza della nostra amicizia supereremo insieme questa crisi". 12032021 [post_title] => Emergenza covid, gli Usa donano 10 respiratori d'avanguardia alla Lombardia. 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Martina è giovane, la sua storia già colma di ostacoli che ha coraggiosamente travalicato: a 23 anni la prima diagnosi di un cancro al colon metastatico. Un male che sembrava averle dato pace, ma che lo scorso dicembre è stata nuovamente riconosciuto come operante. "Al che, parte un calvario - prosegue Martina - la macchina si rimette in moto nel marzo del 2020, quando il Covid è esploso e il sistema sanitario ha iniziato a soffrirne e risentirne." Martina parla di isolamento dei malati, del dover affrontare le visite specialistiche da sola, senza il supporto dei suoi genitori; racconta di come il suo caso sia stato rifiutato da alcune strutture ospedaliere, "non so - chiarisce - se per la malattia, o se per il sovraccarico degli ospedali". "Ho iniziato a fare i cicli di radioterapia e chemioterapia - prosegue. - Se prima ero stata dichiarata inoperabile, fatalità: ora si può operare. Ma l'attività chirurgica è sospesa". "Io parlo per me, ma penso di dar voce a tante persone nella mia situazione: ci vengono tolte le visite, ci vengono annullati gli interventi, che nel mio caso potrebbe essere salvavita. Quando dite che si tratta solo di un'influenza, dovete pensare a vostra sorella, ai vostri genitori, ai vostri nonni. C'è tanto altro oltre al Covid, ma il sistema sanitario è già troppo in sofferenza. Mettete le mascherine, rispettate il distanziamento; la sanità non può spegnersi per il Covid". "Questa vuole essere una denuncia. Non so nemmeno io contro chi: contro il Governo? Contro Fontana? Non lo so. Mi rendo conto che stare ai piani alti a prendere decisioni non è facile. Ma annullare gli interventi salvavita non è l'opzione giusta". Il video è stato condiviso anche da noti influencer come Chiara Ferragni e il rapper Fedez, e guardato più di 6 milioni di volte.
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Buona sera a tutti! Con questo video racconto per chi non mi conoscesse in breve la mia storia ma non solo... questo video è una DENUNCIA sulla situazione sanitaria in Lombardia. Io come tante altre persone malate oncologiche stiamo vivendo un periodo molto difficoltoso come se non bastasse la nostra patologia ora dobbiamo anche combattere contro una pandemia globale che fa CHIUDERE ambulatori e saltare visite. Ecco, con questo video vorrei riuscire a dare voce a chi come me si trova ogni giorno a combattere per la propria vita e non si può permettere di essere rimandato perchè il sistema sanitario è al collasso e le attività CHIRURGICHE NON possono essere sospese! Facciamo arrivare questo messaggio lontano grazie al potere della condivisione, aiutatemi a condividere il video e tagghiamo anche nei commenti chi potrebbe aiutarci a far arrivare questo grido lontano!

A post shared by Martina Luoni (@marty_luoni) on Nov 6, 2020 at 9:27am PST

(in foto: Martina Luoni nel suo video) 09112020 [post_title] => "Covid blocca ospedali", esplode sui social la denuncia di Martina Luoni da Solaro [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => covid-blocca-ospedali-esplode-sui-social-la-denuncia-di-martina-luoni-da-solaro [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-11-09 14:11:59 [post_modified_gmt] => 2020-11-09 13:11:59 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=222781 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 5 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 202084 [post_author] => 2 [post_date] => 2020-05-08 14:17:31 [post_date_gmt] => 2020-05-08 12:17:31 [post_content] => MILANO / SARONNO - Una ripresa attenta, sicura e graduale delle attivita' degli ospedali lombardi, che devono rimanere pronti a fronteggiare qualsiasi nuova emergenza. E' questo il contenuto di uno specifico provvedimento che la Giunta Regionale ha approvato ieri in seduta straordinaria. "I reparti degli ospedali si stanno alleggerendo dopo la grande emergenza - sottolinea il presidente Attilio Fontana - pertanto la ripresa dell'attivita' ordinaria di ricovero puo' avvenire in modo graduale fino a un massimo del 60-70% dell'attivita' erogata dalla struttura prima dell'evidenziarsi della pandemia e riguardera' i pazienti che necessitano di prestazioni non rinviabili oltre i 60 giorni di attesa. Per ogni struttura ospedaliera, pubblica e privata accreditata e' necessario prevedere l'accesso a percorsi definiti e differenziati per i pazienti in funzione della certezza o della probabilita' di essere Covid positivi. Abbiamo previsto ogni accorgimento per garantire la sicurezza massima dei pazienti". Aree di degenza covid - "Ogni struttura sanitaria dovra' dotarsi, secondo propri modelli organizzativi, - spiega l'assessore al Welfare Giulio Gallera - di aree di degenza Covid il cui accesso dovra' essere riservato alle sole persone strettamente dedicate all'attivita' clinico assistenziale di tali pazienti. I degenti in questa area non potranno ricevere visite e dovranno rigorosamente rispettare le misure di isolamento previste; Dovranno essere limitate al minimo gli accessi di consulenti e, per quanto possibile, si dovranno utilizzare le risorse della telemedicina. Il personale tutto che lavora in queste aree deve indossare i Dpi, i dispositivi di protezione, previsti e sintetizzati anche nelle note regionali diramate, in funzione delle manovre di assistenza che vengono eseguite". Aree di degenza covid free - "Dovranno essere inoltre previste - aggiungono Fontana e Gallera - aree dedicate esclusivamente alla degenza di pazienti covid free con personale sanitario dedicato". Il personale deve indossare comunque mascherina chirurgica, guanti e camice, fatte salve misure di protezione maggiori sempre in funzione delle manovre di assistenza che vengono eseguite. Sale operatorie - Sara' necessario considerare, laddove presente ed utilizzabile, l'attivazione di un blocco operatorio ad uso esclusivo dei Pazienti candidati a chirurgia elettive e prevedere una separazione per quanto possibile fisica e completa di materiali e personale tra le sale operatorie dedicate ai pazienti covid e no-covid. Completamente separati devono essere anche i percorsi di ingresso e uscita dai blocchi/sale operatorie covid free ed i percorsi di accesso dalla/e aree di degenza covid free. Aree intensive - "Durante l'epidemia Covid19 - commenta l'assessore Gallera - tutte le strutture pubbliche e private accreditate hanno implementato posti letto di terapia intensiva per far fronte alla gestione dei pazienti con grave insufficienza respiratoria. La dotazione regionale di tali posti e' pertanto piu' che raddoppiata nell'arco di poche settimane e si e' assistito ad un processo di trasformazione di diverse aree dell'ospedale fino ad arrivare ad una capienza massima che ha superato le 1800 postazioni e ha permesso di far fronte alle necessita' che giornalmente venivano rappresentate alla Unita' di crisi". Stante la progressiva riduzione della necessita' di posti letto di terapia intensiva per pazienti covid, e la conseguente rimodulazione complessiva di ogni presidio ospedaliero, si ritiene necessario che vengano comunque garantite unita' dedicate e distinte per pazienti intensivi covid positivi. "Tutte le aree realizzate in ampliamento nel periodo di emergenza - aggiunge il presidente Fontana - devono essere mantenute arredate e attrezzate e pronte ad un'eventuale ulteriore immediata attivazione". Accesso al pronto soccorso per prestazioni urgenti - All'ingresso tutti gli operatori sanitari, gli utenti e gli eventuali accompagnatori autorizzati di minori, disabili, utenti fragili non autosufficienti devono essere dotati di mascherina chirurgica e guanti per tutto il tempo di permanenza in pronto soccorso e nelle aree di attesa e devono rispettare le indicazioni di distanziamento interpersonale. In questa fase e' indispensabile che all'interno dei pronto soccorso siano mantenuti distinti e funzionalmente separati i percorsi di gestione e cura dei pazienti con e senza sintomi sospetti Covid-19 al fine di ridurre al minimo le possibilita' di contagio in questo contesto. Indipendentemente dalla modalita' di arrivo (Areu o autopresentazione), tutti gli utenti che accedono al pronto soccorso, devono transitare in un'area dove vengono identificati i pazienti con sintomi compatibili con Covid-19 (febbre o influenza like sindrome -Ili, tosse mal di gola difficolta' respiratoria) e, in tal caso, avviati alla valutazione all'interno di un percorso Covid-19. In caso contrario e' invece previsto l'avvio al percorso standard, con esecuzione comunque del tampone n.f. prima dell'eventuale ricovero. In caso di sintomi o segni significativi di sospetta infezione respiratoria Covid 19 il soggetto dovra' essere sottoposto a tampone naso-faringeo e sostare in spazi del pronto soccorso dedicati, secondo un percorso distinto da quello per gli utenti ordinari fino all'arrivo del referto del tampone; nel caso in cui non sia necessario trattenere il paziente in osservazione, lo stesso potra' essere dimesso a domicilio con indicazione all'isolamento fino ad esito tampone. In caso di positivita', tale esito verra' comunicato all'Ats affinche' si proceda con l'informazione al Mmg, l'indagine epidemiologica e le misure di quarantena. Se la situazione di emergenza/urgenza non consente di attendere il referto, il paziente va trattato come Covid 19 positivo anche nel proseguo del percorso di diagnosi e cura all'interno della struttura (compreso l'accesso alle diagnostiche, alle TI/SI e alle Sale Operatorie), facendo indossare la mascherina chirurgica, proteggendo per quanto possibile il paziente in questo percorso. Accessi per prestazioni ambulatoriali - Per la programmazione dell'attivita' ambulatoriale andranno privilegiate le modalita' di erogazione di prestazioni di telemedicina, specialmente per quanto attiene le visite di controllo, l'aggiornamento dei piani terapeutici, il follow-up. L'orario di erogazione delle prestazioni ambulatoriali in struttura dovra' essere quanto piu' possibile ampliato per limitare l'afflusso e lo stazionamento di persone all'interno delle sale di attesa e delle aree visita e diagnostica. All'atto della prenotazione l'utente verra' informato sulle modalita' di accesso, sia per quanto attiene alla possibilita' o meno di essere accompagnato che alla necessita' di indossare la mascherina. L'ingresso in struttura: deve essere regolamentato, deve essere preventivamente fortemente sconsigliato prima di 15 minuti dell'orario della prestazione, non deve prevedere, di norma, la presenza di accompagnatore, eccezion fatta per minori, disabili, utenti fragili non autosufficienti. 08052020 [post_title] => Fase 2, gli ospedali della zona stanno tornano alla normalità. 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LIMBIATE - La primavera è la stagione di grande vitalità e lavoro all'Istituto Luigi Castiglioni di Limbiate e il Coronavirus non ha fermato la scuola.
L'istituto tecnico agrario di via Garibaldi, che dispone di un'ampia area coltivata, ha voluto donare profumati e colorati fiori all'Ospedale di Saronno e all'Ospedale Sant'Anna di Como. "Un piccolo gesto - spiegano i ragazzi e gli insegnanti -per dire grazie ai medici, infermieri e tutto il personale sanitario che si trova in prima linea in questo difficile momento".
Ad accompagnare il dono, gli studenti hanno allegato qualche disegno e pensiero da loro realizzato, in segno di stima per la lotta senza tregua che si sta combattendo negli ospedali: un paio di settimane fa, biglietti e ringraziamenti erano stati recapitati anche all'ospedale di Desio.
20042020
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E' di questa mattina la notizia che la Provincia di Monza e Brianza ha coinvolto tutti i 55 comuni brianzoli nella ricerca delle maschere da sub che, grazie ad una valvola brevettata dalla azienda Isinnova di Brescia e stampata in 3D dalla azienda Indastria di Concorezzo, sono riconvertite in maschere C-PAP, che consentono cioè la ventilazione respiratoria, ossigenando i pazienti ricoverati. "L'obiettivo che abbiamo è quello di raccogliere tante maschere in poco tempo - spiega in una nota l'amministrazione limbiatese - ed è per questo che lanciamo un appello ai nostri concittadini: chiunque possieda una maschera da snorkelling del Decathlon, ovviamente anche usata, della taglia M (per adulti e ragazzi) e taglia L (per adulti) può telefonare al comando di Polizia Locale e accordarsi sulle modalità in cui la maschera potrà essere recapitata". Il comando di piazza Cinque Giornate, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 19, risponde allo 02.99097621. 29032020 [post_title] => Coronavirus, anche da Limbiate l'appello per trovare maschere da sub del Decathlon [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => coronavirus-anche-da-limbiate-lappello-per-trovare-maschere-da-sub-del-decathlon [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-03-29 03:54:31 [post_modified_gmt] => 2020-03-29 01:54:31 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=197109 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 194525 [post_author] => 2 [post_date] => 2020-03-14 17:16:05 [post_date_gmt] => 2020-03-14 16:16:05 [post_content] => MILANO - "Anche oggi i numeri evidenziano una crescita della diffusione del contagio, crescita costante con un leggero incremento anche se i dati giorno per giorno non possono essere valutati. Oggi abbiamo 11685 positivi, 1865 più di ieri. Siamo arrivati a 4998 persone ospedalizzate, 463 in più da ieri. Le persone in terapia intensiva sono 732 con 85 di incremento, 966 i decessi con un incremento di 76". Questi i dati forniti nel pomeriggio di sabato dall'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, che ha incontrato la stampa all'auditorium "Testori" in piazza "Città di Lombardia" a Milano. "Siamo di fronte a un numero sempre significativo, questo comporta un continuo afflusso di persone che hanno bisogno di cure ospedaliere e di persone dimesse" ha ricordato Gallera annunciando anche l'arrivo di medici dall'estero, come da Cina e Venezuela. "Stiamo reagendo con grande efficienza e ogni giorno creiamo nuovi posti in terapia intensiva" ha concluso l'assessore. (foto: una immagine della conferenza stampa del sabato pomeriggio a Milano) 14032020 [post_title] => Coronavirus, casi ancora in aumento in Lombardia: oggi +1865 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => coronavirus-casi-ancora-in-aumento-in-lombardia-oggi-1865 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-03-14 17:16:05 [post_modified_gmt] => 2020-03-14 16:16:05 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=194525 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 194038 [post_author] => 2 [post_date] => 2020-03-11 02:38:22 [post_date_gmt] => 2020-03-11 01:38:22 [post_content] => MILANO - "La protezione civile sta completando i lavori di montaggio delle tende Triage fuori dagli ospedali e dai penitenziari lombardi". Lo ha sottolineato in conferenza stampa l'assessore della Regione Lombardia al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni. "Le tende Triage - ha spiegato - permettono di diversificare i percorsi tra paziente Covid e altri con patologie differenti. Già operative quelle montate presso gli Ospedali Bergamo, Crema, Cremona, Casalmaggiore, Brescia, Chiari, Iseo, Monza e Mantova. Da domani anche ad Alzano Lombardo/Bergamo. Per quello che riguarda le carceri, sono state montate in quelli di Pavia, Vigevano, Bollate, Voghera, Monza, a Milano al Beccaria e a San Vittore, a Mantova, Brescia, Lecco, Lodi". Pronta circolare per uniformare aiuti alla popolazione - "La Protezione civile - ha ricordato Foroni - è impegnata da tempo a fornire alla popolazione servizi di assistenza di vario genere. Sono principalmente di tre tipi: aiuto alle necessità di anziani, a quelle delle persone in isolamento e a quelle dei positivi asintomatici. Sabato scorso, nella riunione con i rappresentanti dei territori, di Anci Lombardia e delle Province, è stato deciso di declinare tali interventi in maniera uniforme su tutta la regione. La circolare è in fase di valutazione da parte del Dipartimento centrale di Protezione civile e sarà emanata a breve". Strutture aggiuntive per chi non può fare quarantena a casa - Per quello che riguarda le strutture esterne a quelle ospedaliere che potrebbero essere realizzate per ospitare pazienti affetti da Coronavirus, l'assessore Foroni ha chiarito: "Stiamo valutando quelle presenti sul territorio da impiegare per le persone che non possono trascorrere il periodo di quarantena a casa. Si tratta dell'ospedale di Baggio che dispone di 50 posti, molti dei quali ancora liberi, della struttura di Linate, già operativa, al momento non utilizzata, dotata di altri 50 posti e di altri 49 posti in quella di San Damiano, in provincia di Piacenza. Stiamo valutando offerte da strutture pubbliche e alberghiere e puntiamo a una mappatura delle disponibilità prima di arrivare alla considerazione della requisizione prefettizia". Impegno costante con 2500 volontari, onore al Lodigiano - "Fino a oggi - ha detto Foroni - sono 2500 i volontari di protezione civile impiegati, soprattutto nella provincia di Lodi, Bergamo e Cremona. In merito all'operazione svolta nel Basso Lodigiano, con riferimento al rispetto della 'zona rossa', ci tengo a sottolineare la grande responsabilità tenuta da quella popolazione. Dai dati emersi - ha concluso l'assessore - ha sgarrato ai divieti solo lo 0,006 percento della popolazione, cioè nulla. Ed erano regole ferree, applicate per la prima volta. 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Di seguito, in un riassunto le norme valide nel nostro territorio. DOVE Ci sarà una zona con regole più rigorose che riguarderà l'intera Lombardia e poi le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. QUANDO Fino al 3 aprile LE LIMITAZIONI Saranno limitati i movimenti, per e dall'esterno e all'interno della zona. È consentito il rientro presso il proprio domicilio. Il divieto di spostamento non è un "assoluto" non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. FEBBRE? SI RESTA A CASA Chi ha 37,5 di febbre è invitato a restare a casa. Si rafforza il divieto di lasciare la propria abitazione è assoluto se si è in quarantena. ATTIVITA' COMMERCIALI Si torna alla chiusura di bar e di ristoranti alle 18. E l'obbligo nel resto della giornata di garantire distanze di almeno un metro tra i clienti. Sospese palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, musei. Negli altri esercizi commerciali, il gestore dovrà evitare assembramenti e garantire anche in questo caso la distanza di un metro tra le persone. CENTRI COMMERCIALI Nelle giornate festive e prefestive saranno chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché i negozi presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali deve essere in ogni caso garantita la distanza interpersonale di un metro. La chiusura non è prevista per farmacie, parafarmacie e negozi di alimentari, ferma restando la prescrizione del metro di distanza. SCUOLE Resta la sospensione fino al 3 aprile deiservizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università EDIFICI DI CULTO Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri. I luoghi di culto possono restare aperti, purché possano garantire la sicurezza dei fedeli evitando assembramenti. SPORT Sono sospesi eventi e competizioni sportive, con l’eccezione per atleti professionisti e di categoria assoluta, purché le attività si svolgano a porte chiuse e sotto controllo di personale medico delle società sportive; OSPEDALI Vietato agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa e nei pronto soccorso. 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Così Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega e Presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia, commenta il nuovo stanziamento approvato dalla Giunta regionale per il rafforzamento del sistema sanitario.
Nel piano da oltre 200 milioni di euro per il 2025, più di 10 milioni sono destinati al territorio varesino. In dettaglio:
  • Oltre 6 milioni di euro finanzieranno la realizzazione del nuovo Day Center 2 presso l’Ospedale di Circolo di Varese, un’infrastruttura fondamentale per potenziare i servizi ambulatoriali e migliorare la qualità dell’assistenza.
  • 4 milioni di euro saranno invece impiegati per l’acquisto di nuove apparecchiature e tecnologie destinate ai presidi territoriali delle ASST Sette Laghi e Valle Olona, con l’obiettivo di rafforzare l’efficienza e la capacità di presa in carico sul territorio.
“Questi fondi – sottolinea Monti – sono la dimostrazione concreta dell’attenzione di Regione Lombardia verso la provincia di Varese. Interventi che vanno a potenziare la medicina di prossimità, rafforzare le strutture e migliorare la qualità delle cure per i cittadini”.
All’interno del piano regionale è previsto anche l’arrivo, a partire da aprile 2025, di 11 sistemi robotici chirurgici multispecialistici in diverse Asst lombarde, inclusa l’Asst Valle Olona, che potrà avviare entro l’estate le procedure per l’introduzione di un sistema robotico.
“La nostra provincia – conclude Monti – sarà anche protagonista dell’innovazione tecnologica, con un salto di qualità in ambito chirurgico. È un passo importante per fare della sanità lombarda, e varesina, un esempio di eccellenza a livello nazionale”.
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