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Covid, negli ospedali della zona 143 pazienti, 20 a Saronno
Covid
Covid, negli ospedali della zona 143 pazienti, 20 a Saronno
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28 Febbraio 2020

SARONNO - Negli ospedali dell’Asst Valle Olona sono ricoverati 143 pazienti Covid-19, così suddivisi: 68 a Busto Arsizio, 55 a Gallarate (di cui 4 in terapia intensiva), 20 a Saronno.

In ventilazione assistita non invasiva (casco C-Pap) abbiamo 13 pazienti: 9 a Busto, 3 a Gallarate, 1 a Saronno.

Età media: 72 anni.

Per sintomatologia riconducibile a Sars-CoV-2 al momento 11 persone sono in accertamento al pronto soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio, 5 persone al pronto soccorso dell’ospedale di Gallarate, 2 persone al pronto soccorso dell’ospedale di Saronno.

Afferma il direttore sanitario dell’Asst Valle Olona, Claudio Arici: “Non sono state poche le volte che, in questi ultimi due anni, il virus ha tradito i calcoli e le previsioni di matematici ed epidemiologi. Di conseguenza anche le mie e di chi, con me, deve scegliere quanti letti Covid aprire per tempo, per non lasciare in situazioni di invivibilità i pronto soccorso, e quali letti o attività ambulatoriali chiudere, per far sì che si mantenga un equilibrio sostenibile in termini di spazi e soprattutto di risorse. Le previsioni dovrebbero guidarci ma abbiamo imparato a guardarle e a muoverci con prudenza. Ci sono segnali incoraggianti in questi giorni per quanto riguarda le previsioni, Varese è  tra le provincie che si stima abbiano già raggiunto il picco. Negli ultimi sette giorni, anche probabilmente grazie all'apertura della Rianimazione in Fiera e all'apertura di nuovi posti covid in aziende pubbliche e private stimolate da Regione, nell'Asst Valle Olona ci siamo stabilizzati poco sopra i 140 posti letto per acuti e i 34 posti letto subacuti. Saranno però i prossimi 7 giorni a chiarire se possiamo confermare il plateau o iniziare a vedere qualche miglioramento. Il numero di persone con covid in attesa al Pronto soccorso non ha un particolare valore predittivo di cosa succederà nei giorni a venire, ma è lo specchio più reale di quel che succede momento per momento".

18012022

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SARONNO - A oggi, 10 novembre, sono ricoverati negli ospedali dell’Asst Valle Olona 17 pazienti covid-19, così suddivisi: 16 a Busto Arsizio (di cui 2 inventilazione assistita non invasiva, ovvero con casco C-pap), 1 a Saronno.

Età media: 71 anni.

Al momento 6 persone sono in accertamento al Pronto soccorso dell’Ospedale di Busto Arsizio per sintomatologia riconducibile a Sars-CoV-2. A fare il punto questo pomeriggio sono stati i responsabili di Asst.

Afferma il direttore sanitario dell’Asst Valle Olona, Claudio Arici: “I numeri di oggi possono essere un primo, allarmante segnale di avvio della famosa quarta ondata? Non c'è una risposta certa, anche perché numeri simili di ricoverati li abbiamo riscontrati per brevi periodi sia in agosto che in settembre. Resta comunque alta l'attenzione, soprattutto leggendo e ascoltando le notizie che arrivano dagli altri Paesi dell'Europa e del mondo. Siamo in una provincia con tassi di vaccinati che, seppure non ancora ottimali per garantire l'interruzione completa della circolazione del virus, sono tra i più elevati in Italia e ritengo che questo ridurrà il rischio di avere ondate come le precedenti, ma la prudenza è d'obbligo”.

10112021

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a Busto Arsizio: 8, in Malattie infettive

a Saronno: 1 in reparto Covid

a Gallarate: 2 in reparto Covid.

Età media: 52 anni.

Nessuno di loro necessità di casco Cpap.

Nessun paziente è attualmente in accertamento per sintomatologia riconducibile a Sars-Cov-2 nei Pronto soccorso aziendali.

Afferma il direttore sanitario dell’Asst Valle Olona, Claudio Arici: “Continuano a essere incoraggianti i dati dei ricoveri. A breve potremo limitare gli spazi di degenza per covid-positivi al solo presidio di Busto Arsizio a cui accederanno, se è richiesto il ricovero, eventuali pazienti intercettati nei pronto soccorso di Gallarate e Saronno. Anche in questi pronto soccorso resteranno attive le precauzioni di sicurezza adottate sinora. Nel caso emerga il sospetto che l'accesso sia correlato al Covid, il paziente verrà gestito nei PS sino alla conclusione dell'iter diagnostico, sui percorsi dedicati. Così come si mantiene la procedura che prevede il test Covid a qualsiasi paziente che necessita di ricovero, anche se non ha alcun sintomo riconducibile alla malattia da Covid. I PS fanno quindi il loro lavoro di valutazione, quale che sia il PS a cui si sono rivolti i pazienti: solo se dovessero essere ricoverati e il test Covid risultasse positivo verrebbero trasferiti negli spazi di degenza dedicati presso il presidio ospedaliero di Busto Arsizio”.

29062021

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Ulteriori informazioni al seguente link: https://www.asst-valleolona.it
Per informazioni o per le richieste di aiuto riguardo all’emergenza coronavirus. Numero verde gratuito: in caso di sintomi influenzali o problemi respiratori 800894545. Evitare di utilizzare il numero 112 per non intasare le linee, lasciarlo libero per le emergenze sanitarie. Informazioni generali: chiamare il 1500, numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute o telefonare al proprio medico di medicina generale o al pediatra. 12112020
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Il servizio partirà da oggi, giovedì 12 novembre, e sarà arrivo da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13.30. Il numero verrà comunicato ai pazienti e ai loro familiari al momento del ricovero. Il call center è stato attivato già nella prima ondata proprio per fronteggiare uno degli aspetti più drammatici dell’emergenza Covid-19: la distanza fisica fra malato e i suoi cari. Che si traduce non solo nell’assenza della relazione personale (e dunque nella mancanza di uno scambio informativo diretto sulle condizioni di salute), ma anche nell’impossibilità di provvedere ai bisogni elementari del paziente imposti dall’ospedalizzazione: dal cambio di biancheria, alla necessità di piccoli oggetti personali (un libro o un tablet, per esempio). 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Sembra aprirsi uno spiraglio: la società, Dentix Italia, ha presentato al tribunale di Milano la richiesta di concordato preventivo, che non presupporrebbe alla definitiva chiusura ma alla riapertura: ora Dentix ha 4 mesi di tempo presentare il piano di ristrutturazione dei debiti. Sul sito compare la lettera del fondatore, Angel Lorenzo Muriel Gentile paziente, in primo luogo dobbiamo scusarci per questo silenzio. Nei mesi della pandemia abbiamo garantito i servizi d’ urgenza e i trattamenti indifferibili, adesso da metà maggio stiamo per attrezzare i nostri centri con tutti i dispositivi di sicurezza. In questo periodo il nostro call center è stato sempre attivo, abbiamo avuto un picco di chiamate ricevute molto alto che ha generato delle lunghe code di attesa. Il silenzio operativo è stato con il fine di consentire, con tutte le nostre forze, un possibile piano di riapertura delle cliniche Dentix. Abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, un momento storico ed aziendale veramente complicato e critico. Stiamo valutando attentamente cosa è meglio fare, avendo quali principali punti di riferimento da tutelare dipendenti e pazienti. Ci stiamo adoperando per garantire le urgenze e ripristinare le cure a cui avete diritto fin dal momento in cui vi siete affidati a noi. Non possiamo negare la realtà. Non possiamo ignorarla. Stiamo lavorando giorno per giorno, ora per ora, per studiare qualsiasi soluzione possa garantire un percorso di continuità a Dentix. Per proteggere le vostre urgenze e pianificare un percorso di ritorno alla normalità. Se in questo momento ha un trattamento in corso, la informiamo che l’attenzione verso i pazienti non si modificherà, quando l’azienda avrà modo di aprire gli ambulatori continueremo i suoi trattamenti con la stessa qualità e lo stesso servizio che abbiamo sempre offerto. Dentix è stata fondata 10 anni fa e in nessun momento abbiamo abbandonato alcun paziente. Nostro obiettivo rimane sempre la soddisfazione dei pazienti. Faremo tutto quanto possibile e vi comunicheremo al più presto istruzioni operative. Ringraziandovi per la comprensione e la pazienza porgiamo i nostri migliori saluti. Angel Lorenzo Muriel 01072020 [post_title] => Dentix, si apre uno spiraglio per i pazienti [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dentix-si-apre-uno-spiraglio-per-i-pazienti [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-07-01 20:27:38 [post_modified_gmt] => 2020-07-01 18:27:38 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=207845 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 203589 [post_author] => 2 [post_date] => 2020-05-22 06:45:14 [post_date_gmt] => 2020-05-22 04:45:14 [post_content] => SARONNO - Esercito, ieri, di nuovo all'ospedale di piazzale Borella a Saronno: i militari sono tornati in azione per una completa sanificazione degli spazi, con riferimento a due ulteriori aree ospedaliere che sino a qualche giorno fa erano dedicate ai pazienti covid, ma che è stato possibile "chiudere" per il calo dei pazienti che sono alle prese con il virus e che sono sempre di meno. In molti casi, anche i nuovi pazienti lamentano sintomi lievi, e spesso per loro non si rende necessario il ricovero ospedaliero, a Saronno come nel resto della Lombardia. Dunque, altri spazi dell'ospedale possono tornate - dopo l'accurata pulizia con prodotti speciali compiuta dai soldati - alla normalità, ovvero alle abituali attività sanitarie ai quali erano originariamente destinati. In queste attività sono impiegati addetti altamente specialistici del Reggimento di supporto al Comando di reazione rapida della Nato che ha sede a Solbiate Olona. Si tratta di unità qualificate per la disinfezione dalla Scuola di Sanità e Veterinaria dell’Esercito e di unità deputate ad assolvere compiti in materia di difesa Cbrn (Chimica, batteriologica, radiologica, nucleare). Personale che vanta una solida esperienza maturata anche nei teatri operativi all’estero. Avevano già provveduto nei giorni scorsi alla sanificazione di altri ambienti ospedalieri sempre a Saronno. (foto: il nucleo specializzato dell'Esercito impegnato nella sanificazione di un reparto dell'ospedale di piazza Borella a Saronno) 22052020 [post_title] => Ospedale Saronno, sempre meno pazienti covid: Esercito sanifica altri spazi che tornano alla normalità [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ospedale-saronno-sempre-meno-pazienti-covid-esercito-sanifica-altri-spazi-che-tornano-alla-normalita [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-05-21 22:25:54 [post_modified_gmt] => 2020-05-21 20:25:54 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=203589 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 194930 [post_author] => 2 [post_date] => 2020-03-17 18:20:59 [post_date_gmt] => 2020-03-17 17:20:59 [post_content] => MILANO - Dati anche oggi di una crescita, costante, qualcuno in incremento altri in lieve diminuzione: ecco il quadro odierno del coronavirus in Lombardia. In tutto sono positive 16220 persone, 1200 in più rispetto a ieri; gli ospedalizzati sono 6953, 782 in più (meno di ieri), le persone in terapia intensiva 879 +56; i decessi 1640, +220. "I posti in terapia intensiva sono 1038, ieri eravamo arrivati in un momento in cui il numero di posti letto era molto risicato, oggi la straordinaria forza sistema ha portato ad aprire nuove terapie intensive, sono arrivati macchinari nella notte, dalla Protezione civile 14 respiratori, e sono arrivati 30 respiratori per la sub-intensiva dalla Cina con un cargo della Croce rossa che ha portato il materiale al deposito di Rho". Come sempre l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, da Palazzo Lombardia di Milano non ha mancato l'appuntamento quotidiano con la diretta Facebook per informare i cittadini della situazione attuale. "Metteremo sotto controllo diretto tutti quelli che hanno qualche sintomi influenzale. Basta avere qualche sintomo ed allora è bene restare in casa perchè ci sono persone che lo sviluppano in modo molto lieve; sono le categorie che potenzialmente possono essere quelle che rischiamo di infettare gli altri. Coinvolgeremo sempre più medici di base con la sorveglianza attiva". 17032020 [post_title] => Coronavirus, i dati di martedì in Lombardia: +1571 (totale 16220). 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"Abbiamo individuato 18 ospedali hub che si occuperanno dei grandi traumi, delle urgenze neurochirurgiche, neurologiche stroke e cardiovascolari. L’obiettivo è quello di creare maggiore disponibilità negli altri ospedali per pazienti affetti da Covid-19”. Lo ha affermato Gallera, illustrando una delibera approvata dalla Giunta straordinaria che si è riunita ieri. Le funzioni degli ospedali hub - “Sugli ospedali hub - spiega Gallera - si concentra l’attività di erogazione delle prestazioni relative alle reti tempo dipendenti (come infart o ictus) e alle patologie le cui cure non possono essere procrastinate. Questi presidi dovranno garantire l’accettazione continua nelle 24 ore di tutti i pazienti che si presentano, potendo anche contare su più equipe disponibili di cui almeno una in guardia attiva, con un percorso separato e indipendente per pazienti affetti da Covid-19 rispetto agli altri pazienti e svolgere la propria attività attraverso la collaborazione di equipe provenienti e messe a disposizione da altri erogatori pubblici e privati accreditati e a contratto”. Trauma maggiore - In questa situazione di emergenza è stata configurata una riorganizzazione tenendo presente la distribuzione geografica nell’ambito di un sistema fortemente integrato, in grado di agire secondo protocolli condivisi. I tre hub identificati sono: Grande ospedale Metropolitano di Niguarda, Spedali Civili di Brescia e ospedale di Varese. Rimane riferimento per il trauma maggiore pediatrico il Cts ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Urgenze neurochirurgiche - La revisione della rete è in funzione delle risorse che in parte sono sovrapponibili alla rete dei traumi maggiori. Inoltre è stato aggiunto alla rete il Irccs Besta di Milano poiché si è considerata la specificità di alcune patologie oncologiche che necessitano di una sede privilegiata di riferimento. Tali attività sono quantificabili mediamente in 100-120 a settimana e pertanto potrebbero essere centralizzate su 4 strutture ospedaliere. I Centri hub identificati sono: Grande ospedale Metropolitano di Niguarda, Spedali Civili di Brescia e ospedale di Varese, Irccs Besta di Milano. Urgenze neurologiche stroke - Le malattie cerebrovascolari acute sono una delle principali cause di mortalità, morbilità e disabilità con rilevante impatto sullo stato di salute della popolazione. La revisione della rete ha considerato la struttura sanitaria di prima accoglienza del paziente, il livello della struttura ospedaliera qualificata per trombolisi sistemica e trombectomia meccanica, il criterio di distribuzione territoriale e della disponibilità di posti letto della struttura. I Centri che sono stati identificati sono: Ospedali Civili di Brescia, Irccs Humanitas Milano, ospedale Sant’Anna di Como, ospedale di Varese, Irccs San Matteo di Pavia, ospedale Carlo Poma di Mantova (in collaborazione con equipe di Cremona), ospedale di Legnano, San Gerardo di Monza, Grande ospedale Metropolitano di Niguarda e ospedale di Lecco. Per i pazienti autopresentati deve essere considerata la possibilità di trattamento di fibrinolisi in sede e successivo trasferimento. Urgenze cardiologiche interventistiche - In Regione Lombardia (con i suoi circa 10 milioni di abitanti) il numero di pazienti che risultano dimessi con diagnosi di Stemi (infarto acuto del miocardio) diagnosticati da pronto soccorso sono circa 8000 l'anno. I Centri hub identificati in questa situazione di emergenza sono: Ospedali Civili di Brescia, Poliambulanza di Brescia, Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ospedale di Sondrio, ospedale di Varese, Irccs San Matteo di Pavia, Carlo Poma di Mantova, ospedale di Legnano, San Gerardo di Monza, Monzino, ospedale San Paolo, ospedale San Raffaele, ospedale di Lecco. Esclusivamente per attività di elettrofisiologia d’urgenza rimane attiva anche la struttura dell’Irccs San Donato. Urgenze cardiochirurgiche e di chirurgia vascolare - Per le urgenze cardiochirurgiche vanno individuate le patologie che devono essere trattate in emergenza urgenza, non procrastinabili per un periodo superiore ai due mesi e che possono accogliere e trattare pazienti provenienti da tutte le cardiologie, cardiochirurgie e dal territorio. I Centri hub hanno la possibilità di accogliere equipe chirurgico-anestesiologiche e personale tecnico-infermieristico specializzato. I Centri che sono stati identificati sono: Irccs Monzino, Poliambulanza di Brescia, ospedale di Legnano e ospedale San Raffaele. Rimane riferimento per la cardiochirurgia pediatrica il Irccs San Donato per pazienti pediatrici. 09032020 [post_title] => Coronavirus, la Lombardia crea posti in corsia: 18 ospedali per grandi traumi, gli altri per il Covid-19 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => coronavirus-la-lombardia-crea-posti-in-corsia-18-ospedali-per-grandi-traumi-gli-altri-per-il-covid-19 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-03-09 01:00:22 [post_modified_gmt] => 2020-03-09 00:00:22 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=193761 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 193723 [post_author] => 2 [post_date] => 2020-03-08 19:28:05 [post_date_gmt] => 2020-03-08 18:28:05 [post_content] => ORIGGIO - Il medico di base a Origgio è anche il sindaco del paese: da parte di Mario Ceriani la doppia esigenza di tutelare i propri malati ed anche più in generale i concittadini, in questi giorni di Coronavirus. E' per questo che Ceriani ha previsto una serie di regole, per l'accesso al suo ambulatorio: "Limitare quanto più possibile l'accesso in ambulatorio. Per le prossime settimane si programma l'accesso in ambulatorio previo contatto telefonico, per visita non rimandabile. La richieste di visita domiciliare verranno valutate prima da un colloquio telefonico. Potete richiedere prescrizione di terapia cronica attraverso posta elettronica o lasciando una busta nella cassetta della sala d'attesa dell'ambulatorio". Ceriani fornisce un numero di telefono di riferimento per eventuali comunicazioni con lui, 3920644163 ed anche l'indirizzo email, [email protected]. (foto: Mario Ceriani, medico di base, è anche il sindaco di Origgio. 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SARONNO - Negli ospedali dell’Asst Valle Olona sono ricoverati 143 pazienti Covid-19, così suddivisi: 68 a Busto Arsizio, 55 a Gallarate (di cui 4 in terapia intensiva), 20 a Saronno.

In ventilazione assistita non invasiva (casco C-Pap) abbiamo 13 pazienti: 9 a Busto, 3 a Gallarate, 1 a Saronno.

Età media: 72 anni.

Per sintomatologia riconducibile a Sars-CoV-2 al momento 11 persone sono in accertamento al pronto soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio, 5 persone al pronto soccorso dell’ospedale di Gallarate, 2 persone al pronto soccorso dell’ospedale di Saronno.

Afferma il direttore sanitario dell’Asst Valle Olona, Claudio Arici: “Non sono state poche le volte che, in questi ultimi due anni, il virus ha tradito i calcoli e le previsioni di matematici ed epidemiologi. Di conseguenza anche le mie e di chi, con me, deve scegliere quanti letti Covid aprire per tempo, per non lasciare in situazioni di invivibilità i pronto soccorso, e quali letti o attività ambulatoriali chiudere, per far sì che si mantenga un equilibrio sostenibile in termini di spazi e soprattutto di risorse. Le previsioni dovrebbero guidarci ma abbiamo imparato a guardarle e a muoverci con prudenza. Ci sono segnali incoraggianti in questi giorni per quanto riguarda le previsioni, Varese è  tra le provincie che si stima abbiano già raggiunto il picco. Negli ultimi sette giorni, anche probabilmente grazie all'apertura della Rianimazione in Fiera e all'apertura di nuovi posti covid in aziende pubbliche e private stimolate da Regione, nell'Asst Valle Olona ci siamo stabilizzati poco sopra i 140 posti letto per acuti e i 34 posti letto subacuti. Saranno però i prossimi 7 giorni a chiarire se possiamo confermare il plateau o iniziare a vedere qualche miglioramento. Il numero di persone con covid in attesa al Pronto soccorso non ha un particolare valore predittivo di cosa succederà nei giorni a venire, ma è lo specchio più reale di quel che succede momento per momento".

18012022

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