SARONNO - E' stata vittima del passare del tempo tanto da finire "sdraiata" in mezzo alla piazza. E' tornata in pochi giorni al suo posto torna di nuovo ad essere protagonista. Il riferimento va alla fontanella verde di piazza Portici".
A contattare ilSaronno è una mamma vittima sabato pomeriggio di un piccolo contrattempo con il proprio bimbo che si è sporcato col gelato. "Pensavo di usare l'acqua della fontanella per pulirci ma mi sono accorta che non esce l'acqua. Mentre ero lì è arrivato anche un signore che ha fatto un tentativo ma senza risultato".
La fontanella era stata "sdraiata" a terra lo scorso 13 marzo da due agenti della polizia locale che si erano accorti che era pericolante. Rapidamente, proprio partendo dalla segnalazione dei vigili si è attivato l'ufficio tecnico che ha attivato la manutenzione che ha riposizionato la fontanella che però non fornisce acqua. "Non credo sia un problema legato alla siccità degli ultimi mesi perchè si tratta di una delle classiche fontanelle verde che esce l'acqua solo a richiesta.
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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta della nostra lettrice
Ho letto l’articolo de ilSaronno sul tetto rosa di via San Francesco e, lo ammetto, mi si è stretto un po’ il cuore. Non solo per la bellezza di quell’immagine, così semplice e così rara, ma per tutto quello che mi ha riportato alla mente.
Perché noi saronnesi, il bello, lo abbiamo sempre saputo riconoscere. E anche raccontare.
Ricordo ancora quando si parlava della “nuvola rosa” in piazzetta Portici: persone ferme con il naso all’insù, telefoni in mano, sorrisi spontanei. C’era chi faceva una foto veloce e chi restava qualche minuto in più, come per portarsi a casa quel colore. Era diventato un piccolo rito, un appuntamento silenzioso con la meraviglia.
E poi lo scorcio di piazza Santuario, con quel faggio che in certe stagioni sembrava dipinto. Anche lì, quante immagini, quanti sguardi, quanta voglia di fermare il tempo almeno per un attimo. Oggi quel tetto rosa mi ha fatto tornare tutto questo. Mi ha fatto pensare che forse non abbiamo perso il bello. Forse abbiamo solo smesso, un po’, di proteggerlo.
Per questo mi permetto un appello, semplice ma sincero: prendiamoci cura di ciò che rende Saronno viva, gentile, riconoscibile. Non solo i grandi progetti, ma anche quei dettagli che accendono una giornata, che fanno rallentare il passo, che regalano un ricordo.
Il verde, i colori, i fiori. Le piccole cose che diventano grandi quando qualcuno le guarda. Facciamolo per chi c’era e se lo ricorda con affetto. Ma soprattutto per chi verrà, per chi deve ancora scoprire cosa significa fermarsi in una piazza e pensare “che bello”.
Perché una città non è solo quello che costruisce. È anche quello che sa conservare.
E il bello, quando c’è, va custodito. Sempre. [foto_original id="640547"]