SARONNO - Solo una esigua percentuale di aventi diritto si è recata alle urne per esprimere preferenza verso la presidenza della Lombardia ed il consiglio regionale. Si tratta solo del 41,59% degli elettori; un dato significativamente minore anche rispetto alle politiche dello scorso settembre, quando in Lombardia si erano recati alle urne il 75,89% degli aventi diritto, e contro il 74,08% delle elezioni precedenti, nel 2018 anche se si votava in una sola giornata.
La provincia di Varese si conferma leggermente sotto la media regionale, al 38,52% (contro il 71,04% delle precedenti consultazioni). Busto Arsizio presenta un'affluenza in linea con la media provinciale, presentando un dato del 38,38%, mentre Varese e Gallarate sono leggermente superiori con un dato rispettivamente del 42,04% e del 39,46%.
Numeri record per Saronno, che batte tutti i maggiori poli del Varesotto, presentando un'affluenza del 44,15% (comunque fortemente minore rispetto al 71,16% delle politiche dello scorso settembre); nel Saronnese è Lazzate a presentare la maggiore affluenza con il 43,70%, condividendo il podio con Cogliate, che presenta il 43,30% di votanti che si sono recati alle urne. Uboldo e Limbiate sono le due città con i numeri più bassi: a Limbiate si sono presentati alle urne sono il 34,63% degli aventi diritto, 36,99% per Uboldo.
Nel Tradatese, invece, numeri uniformi: Tradate presenta una percentuale di votanti del 38, 52%, Venegono Superiore si difende con il 38,73%; mentre l’affluenza si ferma al 37,06% a Castiglione Olona.
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SARONNO – Seconda giornata elettorale per il rinnovo del presidente di Regione Lombardia e il consiglio regionale. Oggi dalle 7 alle 15 urne aperte. Necessari per accedere regolarmente ai seggi il documento di identità e la tessera elettorale, che può essere richiesta in municipio in caso di smarrimento. Ogni scheda elettorale avrà una linguetta staccabile con un codice alfanumerico. Alla consegna, il presidente di seggio controllerà il codice e lo riporterà sul registro poi al termine dell’operazione di voto l’elettore riconsegnerà la scheda e il presidente verificherà che il codice sia lo stesso di quello annotato. Se tutto combacerà, il tagliando verrà staccato e la scheda introdotta nell’urna.
Ciascun elettore può, a scelta:
a) votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione; tale manifestazione di voto non comporta alcuna attribuzione di voto alla lista o alle liste provinciali collegate;
b) votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste;
c) votare disgiuntamente per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle altre liste a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste;
d) votare a favore solo di una lista; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente della Regione a essa collegato.
L’elettore può esprimere nelle apposite righe della scheda fino a due voti di preferenza. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della medesima lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.
Quasi 8 milioni di lombardi chiamati ad eleggere il presidente della Regione e gli 80 consiglieri. Quattro i candidati in corsa: il governatore uscente Attilio Fontana, sostenuto dal centrodestra, il candidato del centrosinistra e M5S Pierfrancesco Majorin
o, Letizia Moratti, candidata civica sostenuta dal Terzo Polo, e Mara Ghidorzi di Unione popolare.
QUI LE ULTIME AFFLUENZE COMUNE PER COMUNE CON IL RAFFRONTO DEL PASSATO
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Alle 23 in Lombardia aveva votato il 31,66% (contro il 74,08% delle elezioni precedenti, nel 2018 anche se si votava in una sola giornata) con la provincia di Varese che si attesta leggermente sotto la media (rispetto al dato regionale), al 29,31% (contro il 71,04% delle precedenti consultazioni, nel medesimo orario).
Nelle grandi tre grandi città del Varesotto, si registra un'affluenza sotto la media regionale per Busto Arsizio con 29,14%, per Gallarate con 29,52%. Meglio i numeri di Varese con 32,16% e Saronno al 34,09%.
Nel Saronnese numeri record, escludendo Saronno che supera il 34%, per Lazzate che è arriva a 33,34%. Ultima in classifica Limbiate con 25,38%.
Nel Tradatese, invece, numeri uniformi: Tradate presenta una percentuale di votanti del 29,53%, mentre 29,54% per Venegono Inferiore. Venegono Superiore si difende con il 29,04%; mentre l'affluenza si ferma al 28,47% a Castiglione Olona.
L’ULTIMA TORNATA COM’ERA ANDATA
Nel 2018 Fontana sfiorò il 50% dei voti superando di venti punti il candidato del centrosinistra Giorgio Gori (29,1%) mentre Dario Violi del M5s si fermò al 17,4%, con un’affluenza del 73%. Il partito più votato fu la Lega con il 29,6% e 28 consiglieri, seguito dal Pd con il 19,2% e 15 consiglieri, mentre Fratelli d’Italia ottenne il 3,6% e 3 consiglieri.
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SARONNO - Confermato, anche nella rilevazione delle 19, il calo generalizzato delle affluenze. A livello regionale si sono recati alle urne, in questa prima giornata elettorale alle 19, il 27,16% degli aventi diritto. Il Lazio si è fermato a %
Alle 19 in Lombardia aveva votato il 27,16% (contro il 59,88% delle elezioni precedenti, nel 2018 anche se si votava in una sola giornata) con la provincia di Varese che si attesta leggermente sotto la media (rispetto al dato regionale), al 25,09% (contro il 57,57% delle precedenti consultazioni, nel medesimo orario)
In provincia di Varese l'affluenza si ferma a 25.09% con Varese a 27,59%, Busto Arsizio 25%, Gallarate 24,78% e Saronno al 28,94%.
E nel Saronnese? Record, escludendo Saronno quasi al 29%, per Lazzate che è arriva a 28,60%. Fanalino di coda Limbiate con 21,83%.
Quasi 8 milioni di lombardi chiamati ad eleggere il presidente della Regione e gli 80 consiglieri. Quattro i candidati in corsa: il governatore uscente Attilio Fontana, sostenuto dal centrodestra, il candidato del centrosinistra e M5S Pierfrancesco Majorino, Letizia Moratti, candidata civica sostenuta dal Terzo Polo, e Mara Ghidorzi di Unione popolare.
L’ULTIMA TORNATA COM’ERA ANDATA
Nel 2018 Fontana sfiorò il 50% dei voti superando di venti punti il candidato del centrosinistra Giorgio Gori (29,1%) mentre Dario Violi del M5s si fermò al 17,4%, con un’affluenza del 73%. Il partito più votato fu la Lega con il 29,6% e 28 consiglieri, seguito dal Pd con il 19,2% e 15 consiglieri, mentre Fratelli d’Italia ottenne il 3,6% e 3 consiglieri.
Ecco tutte le affluenze comune per comune:
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SARONNO - Affluenza in calo in Lombardia e in provincia di Varese per le elezioni regionali. Le urne si sono aperte alle 7 di questa mattina sarà possibile votare anche domani fino alle 15. Il primo dato dell'affluenza evidenza un calo, sia a livello regionale che in provincia di Varese. Nel Varesotto infatti l'affluenza di mezzogiorno si assesta all'8,25% contro il 19% del 2018, quando però si votava in una sola giornata.
In Lombardia percentuale leggermente più alta, con il 9,28% dei votanti che hanno raggiunto le urne. In Lazio, altra regione al voto, l'affluenza è stata più bassa: 7,85%, era stato il 16,5% cinque anni fa.
Nella provincia di Varese il comune con maggior affluenza finora è stato quello di Lozza, con l'11,8%. Quello con minore affluenze è invece Ferrera di Varese con il 4%. A Varese ha votato a mezzogiorno il 9,55% degli aventi diritto, a Busto Arisizio l'8,8% e a Gallarate il 7,89%.
E nel Saronnese? Record per Ceriano Laghetto una ad arrivare in doppia cifra: Saronno si ferma a 9,40 mentre ultima Limbiate ferma al 7,36% dei votanti.
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Nel 2018 Fontana sfiorò il 50% dei voti superando di venti punti il candidato del centrosinistra Giorgio Gori (29,1%) mentre Dario Violi del M5s si fermò al 17,4%, con un'affluenza del 73%. Il partito più votato fu la Lega con il 29,6% e 28 consiglieri, seguito dal Pd con il 19,2% e 15 consiglieri, mentre Fratelli d'Italia ottenne il 3,6% e 3 consiglieri.
Ecco tutte le affluenze comune per comune:
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SARONNO - Domenica 12 e lunedì 13 febbraio sono in programma le elezioni regionali. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì.
I candidati in corsa per la guida del Pirellone sono quattro: Attilio Fontana per il centrodestra, Pierfrancesco Majorino per il centrosinistra e il M5s, Letizia Moratti, appoggiata dal Terzo Polo e Mara Ghidorzi per Unione Popolare.
Di seguito tutti i candidati consiglieri regionali della provincia di Varese.
Candidati del Saronnese che sono in campo in questa tornata elettorale sono: Maria Elena Pellicciotta (Fi) Ilaria Pagani (Pd), Maurizio Cremascoli (Allenza Verdi Sinistra), Massimo Uboldi (M5s), Annalisa Renoldi (Terzo Polo) e Lisa Molteni (Letizia Moratti presidente).
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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Attac Saronno in merito alle elezioni regionale del prossimo fine settimana.
"Chi voterà, non voti né Fontana né Moratti, né le liste e i candidati a loro collegati. Tra gli altri candidati e liste, ogni elettrice ed elettore scelga secondo le proprie inclinazioni. Perché questa posizione?
Intanto perché siamo antifascisti, antirazzisti e contro le spinte di egoismo autonomista. E poi perché siamo impegnati nella lotta per il diritto alla salute dei cittadini e per la sanità pubblica e per tutte e tutti: esattamente quello che in questi anni sia lo schieramento di Fontana che quello di Moratti hanno contribuito a demolire: sono loro le “riforme” che tolgono il diritto alla salute a sempre più cittadini lombardi.
Checché ne dicano i loro candidati locali, così come il cosiddetto “Comitato per la salvaguardia e il rilancio dell’ospedale di Saronno”, che non fa differenze tra gli schieramenti, il dato è chiaro: chi vuole strutture e servizi pubblici, accessibili, sul territorio e di qualità non sta negli schieramenti di Fontana e Moratti. Buon voto a saronnesi e residenti in Lombardia!"
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La chiusura della campagna elettorale, anzi una festa: sorride Pietro Zappamiglio, candidato al consiglio regionale per Forza Italia alle elezioni del 12 e 13 Febbraio. Come location, il sindaco di Gorla Maggiore ha scelto la sua Valle Olona, la vicina Marnate. E sono arrivati molti sostenitori da tutto il territorio.
Allo Sporting Club Mondodomani un'atmosfera festosa quindi, ma anche l'occasione di fare le ultime riflessioni politiche. Prima con Riccardo Castiglioni speaker di RTL e poi con un saluto di Massimiliano Salini, europarlamentare di Forza Italia.
«Ho incontrato moltissime persone, ho fatto oltre 4000 km in auto» ha detto Pietro Zappamiglio che pur avendo una solida esperienza di amministratore locale ha fatto tesoro di quanto vissuto in queste settimane, un periodo breve ma intenso. «Qualora sarò eletto avrò una maggiore consapevolezza dei bisogni, voglio fare bene partendo da qui». Nel dialogo con Castiglioni sono emerse tematiche attuali e importanti come l'ambiente su cui l'amministrazione guidata da Zappamiglio ha portato avanti un progetto «tra i più importanti d'Italia, l'unico con analisi epidemiologiche sull’impatto dell'inquinamento di questa zona sulle malattie. Non riguarda solo la discarica, ma anche la presenza di traffico. Un progetto fatto a più mani dove uno dei partner principali è l'istituto Mario Negri di Milano, c'è anche la partecipazione di Ats Insubria, Arpa Lombardia, la Provincia di Varese e in primis del Comune di Gorla Maggiore». Poi la questione energia: «Uno dei contenuti che abbiamo voluto mettere a tema in questa campagna elettorale è stato quello dell'indipendenza energetica della provincia di Varese, che non vuole essere solamente una provocazione ma veramente un progetto che parte dal ruolo fondamentale che potrebbe avere Regione Lombardia. Mettere a terra le cosiddette comunità energetiche, fare degli impianti di energia rinnovabile e lo sviluppo di una comunità energetica in ogni comune della Lombardia fino ad arrivare a essere sempre più indipendenti dalle fonti fossili».
Alla serata di chiusura della campagna c'erano appunto molti amministratori della Valle Olona di ieri e oggi, imprenditori, diverse categorie insomma e non mancavano i giovani ai quali si è rivolto con particolare forza il candidato: «Ho incontrato dei ragazzi che votavano per la prima volta. Mi hanno chiesto “Ma qual è il motivo per cui uno come te che fa l'ingegnere, ha un bel lavoro, rinuncia a un pezzo della sua carriera per fare politica?” Io ho risposto “Ma perché voi giovani invece non pensate di fare politica con me”» .




«Avrei voluto, come ho sempre fatto in passato e come in tanti mi hanno chiesto negli ultimi giorni, organizzare un momento di festa a conclusione della campagna elettorale per ringraziare chi mi ha sostenuto ma quest'anno ho ritenuto di soprassedere andando con il pensiero e con la preghiera al tremendo terremoto che ha colpito Turchia e Siria e alle oltre 21.000 vittime, ai numerosi feriti e agli sfollati. Ho optato quindi, a poche ore dal rinnovo del consiglio regionale previsto per domenica e lunedì, per una chiusura informale nei mercati, ai gazebo e tra la gente in continuità con le giornate di questo breve ma intenso periodo. Ricordo poi con rispetto i martiri delle foibe e gli esuli istriano-giuliano-dalmati celebrati oggi grazie ad una legge, la 92, voluta dal governo Berlusconi nel marzo del 2004. Ci tengo in conclusione a ringraziare pubblicamente, e di vero cuore, tutti coloro che mi hanno supportato in queste settimane di incontri e confronti nello splendido territorio della provincia di Varese».
Queste le parole di Simone Longhini, candidato al Consiglio regionale per Forza Italia e attualmente consigliere comunale e provinciale.
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Con un video postato sui social a poche ore dalla fine della campagna elettorale, Luigi Melis candidato nella lista di Fratelli d'Italia alle elezioni regionali di domenica 12 e lunedì 13 febbraio, affronta il tema della sanità territoriale.
Video che è stato girato all'ingresso dell'ospedale di Saronno.
«Tra le tematiche sentite come più urgenti, sul territorio della provincia di Varese, c’è la sanità - premette Melis - dentro una politica lungimirante occorre guardare nel dettaglio le fragilità del territorio, per migliorare ciò che necessita di maggior attenzione».
La proposta avanzata dal candidato di Fratelli d'Italia riguarda la gestione dei pronto soccorso.
«La sanità deve essere rispettosa delle reali esigenze dei cittadini dei quali vanno verificati gli effettivi bisogni - afferma Melis - decongestionare l'attività dei pronto soccorso è uno dei questi. Come fare? Creando struttura e presidi in grado di occuparsi dei casi e dei codici non urgenti, lasciando solo i casi gravi ai pronto soccorso».
Informazione Politico-Elettorale
SARONNO - Solo una esigua percentuale di aventi diritto si è recata alle urne per esprimere preferenza verso la presidenza della Lombardia ed il consiglio regionale. Si tratta solo del 41,59% degli elettori; un dato significativamente minore anche rispetto alle politiche dello scorso settembre, quando in Lombardia si erano recati alle urne il 75,89% degli aventi diritto, e contro il 74,08% delle elezioni precedenti, nel 2018 anche se si votava in una sola giornata.
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Numeri record per Saronno, che batte tutti i maggiori poli del Varesotto, presentando un'affluenza del 44,15% (comunque fortemente minore rispetto al 71,16% delle politiche dello scorso settembre); nel Saronnese è Lazzate a presentare la maggiore affluenza con il 43,70%, condividendo il podio con Cogliate, che presenta il 43,30% di votanti che si sono recati alle urne. Uboldo e Limbiate sono le due città con i numeri più bassi: a Limbiate si sono presentati alle urne sono il 34,63% degli aventi diritto, 36,99% per Uboldo.
Nel Tradatese, invece, numeri uniformi: Tradate presenta una percentuale di votanti del 38, 52%, Venegono Superiore si difende con il 38,73%; mentre l’affluenza si ferma al 37,06% a Castiglione Olona.
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