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risarcimento

Uboldo, fa causa al Comune e perde: ora deve pagare 9000 euro
Saronnese
Uboldo, fa causa al Comune e perde: ora deve pagare 9000 euro
UBOLDO - E' andato tutto storto ad una donna che aveva fatto causa al Comune di Uboldo, ha perso ed…
20 Febbraio 2022
Infermiera Lgtb molestata: risarcimento di 10 mila euro dall’Asst Valle Olona
Cronaca
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SARONNO - L'Asst Valle Olona deve pagare 10 mila euro: il giudice del tribunale di Busto Arsizio ha disposto che…
13 Ottobre 2021
Ieri su ilS: Amsa risarcisce il Comune, maxi condizionatore all’hub, nuova segnaletica parla l’assessore Ciceroni
Città
Ieri su ilS: Amsa risarcisce il Comune, maxi condizionatore all’hub, nuova segnaletica parla l’assessore Ciceroni
SARONNO - Ieri è arrivata la notizia del risarcimento di Amsa per la maxi nevicata di dicembre https://ilsaronno.it/2021/07/15/nevicata-di-dicembre-amsa-paga-al-comune-le-penali-per-i-disservizi/ Posizionato e…
16 Luglio 2021
Pd Saronno: “Il disagio causato ai saronnesi è costato caro ad Amsa”
Città
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SARONNO - "Il disagio causato ai saronnesi è costato caro ad Amsa, ricorderete la nevicata, i loro mezzi spala neve…
16 Luglio 2021
Prof bullizzato risarcito: gli avvocati saronnesi D’Elia e Marta Gilli spiegano le implicazioni
Cronaca
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15 Aprile 2021
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Ruba la corrente al Comune: scoperto dalla polizia locale dovrà risarcire
Cronaca
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UBOLDO - Furto di corrente elettrica: aveva collegato l'impianto della sua roulotte, dove temporaneamente viveva, con quello della rete dell'illuminazione…
2 Marzo 2021
Trenord deve risarcire 3 mila viaggiatori per il caos del dicembre 2012
Primo piano
Trenord deve risarcire 3 mila viaggiatori per il caos del dicembre 2012
SARONNO - La Corte d'Appello di Milano ha condannato Trenord ad un risarcimento di 300 mila euro per i gravi disagi…
27 Agosto 2017

UBOLDO - E' andato tutto storto ad una donna che aveva fatto causa al Comune di Uboldo, ha perso ed ora dovrà anche risarcire l'ente locale per le spese legali, e non si tratta di spiccioli visto che dovrà pagare 9.000 euro.

La premessa nel 2011 quando c'era il cantiere della palestra "Galli" e la donna, passando a piedi, era inciampata ed era caduto: era finita al pronto soccorso dell'ospedale con una contrattura. La ditta costruttrice aveva chiuso ed allora la donna aveva peovato a rivalersi, per un risarcimento, sul Comune, al quale aveva chiesto 20 mila euro. Ora al tribunale di Busto Arsizio si è arrivati alla sentenza, per il giudice la segnaletica di cantiere era chiara, l'interessa sapeva dei potenziali rischi e quindi non ha diritto a nulla. Anzi, è stata chiamata a rifondere le spese legali al Comune: ha pagato subito 4.000 euro, dovranno seguire altro quattro rate da 1.000 euro l'una.

20022022

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E' una sentenza destinata a fare storia perchè si tratta della prima volta che in Italia veogno riconosciute le molestie "per orientamente sessuale". La notizia è stata riportata dal Corriere della Sera. La donna era dipendente di Asst Valle Olona, che gestisce gli ospedali di Busto Arsizio, Saronno e Gallarate. Nel corso del tempo sarebbe stata presa di mira, con battute oscene e legate ai suoi orientamenti sessuali, da parte del suo responsabile di reparto, con i quali i rapporti si erano a quel punto ovviamente fatti molto difficili. Quando era emersa la vicenda, la direzione del personale aveva disposto il trasferito ad altro incarico della infermiera che successivamente si era rivolta al giudice. "La caratteristica delle molestie sul lavoro, ciò che le rende subdole – ha spiegato l’avvocato Ganzarolli, legale della donna, al quotidiano di via Solferino –è proprio questo: si tratta di condotte che da sole possono anche apparire poco rilevanti ma nel complesso creano un clima tossico, che rende la vita lavorativa di un dipendente impossibile". (foto: l'Asst Valle Olona gestisce anche l'ospedale di Saronno) 13102021 [post_title] => Infermiera Lgtb molestata: risarcimento di 10 mila euro dall'Asst Valle Olona [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => molestata-perche-lesbica-risarcimento-di-10-mila-euro-dallasst-valle-olona-a-infermiera [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-13 05:32:22 [post_modified_gmt] => 2021-10-13 03:32:22 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=263480 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 252412 [post_author] => 1 [post_date] => 2021-07-16 05:56:22 [post_date_gmt] => 2021-07-16 03:56:22 [post_content] => SARONNO - Ieri è arrivata la notizia del risarcimento di Amsa per la maxi nevicata di dicembre https://ilsaronno.it/2021/07/15/nevicata-di-dicembre-amsa-paga-al-comune-le-penali-per-i-disservizi/ Posizionato e attivo da qualche giorno il nuovo maxi condizionatore dell'hub vaccinale https://ilsaronno.it/2021/07/15/saronno-nuovo-maxi-condizionatore-con-generatore-allhub-vaccinale/ e la relativa richiesta di trasparenza della Lega https://ilsaronno.it/2021/07/15/lega-che-fine-ha-fatto-la-trasparenza-sul-secondo-condizionatore-dellhub-vaccinale/ Dopo un sopralluogo l'assessore Ciceroni risponde alle domande dei cittadini sulla nuova segnaletica orizzontale alle porte del Prealpi https://ilsaronno.it/2021/07/15/nuova-segnaletica-sopralluogo-di-ciceroni-non-e-scarsa-qualita-ma-una-tecnica-che-garantisce-maggior-durata/ L'ospedale si racconta a Fus https://ilsaronno.it/2021/07/15/una-foto-al-concorso-fotografa-un-saronnese-per-raccontare-la-ripartenza-dellospedale/ Nuova stagista caronnese a ilSaronno https://ilsaronno.it/2021/07/15/claudia-marangi-caronnese-nuovo-stagista-a-ilsaronno/   [post_title] => Ieri su ilS: Amsa risarcisce il Comune, maxi condizionatore all'hub, nuova segnaletica parla l'assessore Ciceroni [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ieri-su-ils-amsa-risarcisce-il-comune-maxi-condizionatore-allhub-nuova-segnaletica-parla-lassessore-ciceroni [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-07-16 06:01:43 [post_modified_gmt] => 2021-07-16 04:01:43 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=252412 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 252392 [post_author] => 2 [post_date] => 2021-07-16 04:59:57 [post_date_gmt] => 2021-07-16 02:59:57 [post_content] => SARONNO - "Il disagio causato ai saronnesi è costato caro ad Amsa, ricorderete la nevicata, i loro mezzi spala neve non usciti come da contratto nottetempo? Bene il tutto fa un conto di 28.750 euro". Lo fa notare la sezione cittadina del Pd, in relazione alla decisione di Amsa di risarcire il Comune saronnese.
Come ricordano dalla sede cittadina di via Garibaldi del Partito democratico "l'importo della penale è stato portato in deduzione di quanto fatturato da Amsa per la gestione dei servizi ambientali, servizi in cui è prevista anche la pulizia stradale in occasione delle nevicate. La piena accettazione della responsabilità da parte del fornitore, comprova che l’Amministrazione operò correttamente".
(foto una immagine di fine dicembre di una piazza Libertà piena di neve. In occasione di quella intensa nevicata, non mancarono i disagi per tanti cittadini. Ora il Comune ha ottenuto un risarcimento da parte della società della nettezza urbana)
16072021
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Il tribunale di Sondrio ha stabilito il ragazzo, ora maggiorenne e i genitori paghino 14.500 euro per i danni morali inflitti al docente (che ha lasciato l’insegnamento) e rimborsino le spese processuali. Ad assistere il docente sono stati gli avvocati saronnesi Giuseppe D'Elia e Marta Gilli che ilSaronno ha intervistato per conoscere i diversi aspetti ed implicazioni della vicenda. Che cosa è accaduto di così grave da comportare una condanna al risarcimento dei danni morali in favore del professore? "Il professore è stato vittima di reiterate molestie, per l’intero anno scolastico, da parte di questo studente diciasettenne, il quale era solito, ad esempio, cancellare quello che il docente scriveva alla lavagna, spegnere il computer del docente, lanciargli addosso palline di carta, emettere versi animaleschi non appena il docente si girava verso la lavagna. Lo studente, invero, teneva questi comportamenti nei confronti di molti docenti e, infatti, aveva molte note disciplinari sul registro di classe da parti di diversi professori; ma nei confronti del nostro assistito si accaniva in modo particolare. Alcuni compagni di classe hanno raccontato: "Ho visto in numerose altre occasioni lo studente prendersela con il docente, approfittandosi del fatto che l'insegnasse non reagisce alle provocazioni". Di tutti questi plurimi episodi, quattro, in particolare, sono stati portati all’attenzione della autorità giudiziaria, sia in sede penale che in sede civile". Di cosa si trattava esattamente? "Il primo degli episodi più rilevanti è quello più noto, dell’ottobre 2015, filmato da un compagno di classe e diffuso su WhatsApp e, poi, da ignoti sul web, in cui si vede il professore sostanzialmente aggredito e insultato dallo studente, che addirittura gli scaglia in faccia un quaderno, lo spinge fino a farlo barcollare, gli impedisce di raggiungere la cattedra e, non ripreso dal video, lo studente pure scriverà con il gesso sulla borsa del docente la frase molto offensiva. La diffusione in internet del video provocava, ovviamente, l’indignazione di molti e l’interesse dei quotidiani locali, che daranno ampio risalto alla notizia. E a causa del clamore della notizia, gli agenti della locale questura si recarono a scuola per assumere informazioni sull’accaduto e, qualche giorno dopo, il professore sporgerà, su nostro consiglio, formale querela/denuncia. Il Consiglio di classe, nonostante la gravità dei fatti, si limitava a sanzionare lo studente solo con una sospensione di 15 giorni dalle attività scolastiche e, poi, faceva sottoscrivere allo studente e ai suoi genitori un “patto di corresponsabilità”, sollecitandoli ad occuparsi dell’educazione del figlio e a monitorare i suoi comportamenti a scuola". Una strategia non risolutiva... "Nonostante le denunce, il patto di corresponsabilità, la sospensione disciplinare, nel mese di febbraio accadrà un altro spiacevole episodio. A seguito di una nota di classe, lo studente pretendeva che il professore la cancellasse, minacciandolo altrimenti di fargliela pagare, “spezzandogli le gambe”. E, anche per questo episodio, il professore, su nostro consiglio, sporgerà nuovamente formale querela/denuncia. E, ancora, l’ultimo grave episodio è del maggio 2016, quando lo studente, ormai divenuto maggiorenne, durante un compito in classe, apostrofava il professore con parolacce e, poi, si allontanava dalla classe senza autorizzazione". Come mai, nonostante questi comportamenti così gravi, la reazione dell’istituzione scolastica è stata solo quella di una sospensione di 15 giorni? "In realtà, il primo problema che abbiamo dovuto affrontare è stato proprio l’indifferenza dell’istituzione scolastica rispetto a quanto accadeva ai danni di un professore. Il professore non era per nulla supportato dal dirigente scolastico del tempo (ora è altra persona); ed anzi, il dirigente scolastico – e questa sembra pure un beffa – aveva contestato al professore, con una nota di richiamo, di aver sporto querela nei confronti dello studente minorenne “senza averla previamente consultata”, sostenendo l’inopportunità delle querele, in quanto foriere di ripercussioni negative sul percorso educativo dello studente. E, addirittura, invitava il professore a riflettere sul proprio operato e a ricercare strategie relazionali più stimolanti e coinvolgenti per gli allievi. Insomma, il dirigente scolastico, invece di difendere il professore dalle molestie dello studente, lo accusava di essersi rivolto alla Questura. Le ragioni di questo accanimento del dirigente scolastico nei confronti del professore non sono mai state indagate. Sembrerebbe che avvessarsse le denunce/querele del professore, perché portavano all’attenzione della Questura le magagne che, in realtà, accadevano nel “suo” istituto scolastico, così minando l’immagine idilliaca che, invece, il dirigente scolastico voleva diffondere. Per costringere il dirigente scolastico a cambiare atteggiamento e tutelare il professore abbiamo dovuto fare ricorso al Ministero dell’Istruzione, innanzitutto, contestando la legittimità della nota-richiamo mossa al professore e, poi, invitando il Ministero e il Dirigente scolastico ad assicurare al docente un ambiente di lavoro salubre, difendendolo dalle aggressioni dello studente. Dopo una breve istruttoria interna, il dirigente scolastico tornò sui suoi passi, sostenendo che non si trattava di una nota disciplinare, ma di “meri consigli” rivolti al professore per aiutarlo a migliorare le sue modalità di insegnamento" Quindi, c’è stato anche un procedimento penale per quanto accaduto? "Sì, certo, a seguito delle denunce che abbiamo fatto presentare in Questura, lo studente è stato sottoposto a procedimento penale, innanzi al tribunale per i minorenni di Milano, e ha ottenuto la messa alla prova" Raccontateci del procedimento civile, so che ha avuto molta risonanza non solo sui quotidiani, ma anche sulle riviste giuridiche: perché è così importante la sentenza del tribunale di Sondrio? "Il danno subito dal professore è stato significativo: non solo ha dovuto subire le angherie dell’alunno per tutto l’anno scolastico, perché abbandonato e non sostenuto dalle istituzioni scolastiche; ma l’esperienza è stata per lui traumatica, tanto da decidere di abbandonare l’insegnamento e di intraprendere altra carriera. Il tribunale di Sondrio, accogliendo le nostre tesi, ha affermato la responsabilità non solo dello studente, quale autore materiale delle condotte illecite, ma anche dei suoi genitori, benché il figlio fosse quasi maggiorenne: e questo è già uno degli aspetti più significativi della sentenza. Inoltre, il tribunale, condividendo le nostre riflessioni, ha affermato altresì la totale inadeguatezza dell’educazione impartita dai genitori, ravvisando nelle condotte dello studente il dolo, cioè la volontà di recare danno al docente. Per questi motivi, il giudice ha condannato lo studente, oggi maggiorenne, e i suoi genitori a risarcire al professore il danno morale, quantificandolo in 14.500 euro, oltre alla rifusione di complessivi 6.000 di spese legali. La sentenza è abbastanza equilibrata e ben scritta, anche se avrebbe potuto, vista la gravità dei fatti, concedere una somma maggiore, tenendo conto anche del delicato contesto nel quale sono accaduti i fatti. Ci piace, infatti, ricordare, e lo abbiamo citato anche in giudizio, una frase di Piero Calamandrei (Scuola e democrazia, 1956), che riassume l’importanza delle istituzioni scolastiche: "La coscienza dei cittadini è creazione della scuola; dalla scuola dipende come sarà domani il Parlamento, come funzionerà domani la magistratura: cioè, quale sarà la coscienza e la competenza di quegli uomini che saranno domani i legislatori, i governanti, i giudici del nostro Paese". 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Non è andata così, era stato denunciato ed ora pagherà gli arretrati. Protagonista di questa vicenda un uomo originario della Puglia ma che tre anni fa viveva alla periferia di Uboldo, in un caravan che aveva posteggiato nell'area industriale del paese. Faceva il corriere e si era momentaneamente trasferito al nord per lavoro. Qualcuno passando aveva notato quegli "strani" cavi ed aveva segnalato la cosa alla polizia locale del comando unificato di Uboldo-Origgio, c'era stato un controllo ed erano intervenuti anche i tecnici della società elettrica; ed era emerso che la roulotte era allacciata abusivamente alla rete pubblica. C'era stata la denuncia ed ora l'iter giudiziario si è definitivamente concluso con l'obbligo, per il pugliese, di risarcire il Comune di Uboldo: il conto è di 300 euro. 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La sentenza fa riferimento agli 8 giorni, al 9 al 17 dicembre, in cui un cambiamento del sistema gestionale aveva letteralmente paralizzato il traffico ferroviario. L'intera circolazione era andata in tilt con treni cancellati, corse dirottate, ritardi e soprattutto pochissima informazioni. Per i viaggiatori una vera e propria odissea, in cui non erano mancati attimi di tensioni anche nelle stazioni saronnesi,  che hanno deciso di mobilitarsi con il sostegno di Altroconsumo. In 3.018 hanno aderito alla class action ammessa dal tribunale milanese il 3 maggio 2014. In primo grado c'era stato il rigetto ma in corte d'apello le cose sono andate diversamente.

vittoria #classaction Altroconsumo: Corte Appello Tribunale Mi condanna #Trenord rimborsi tot 300mila€ a 3018 utenti https://t.co/YjOiJzhe15 pic.twitter.com/N4PMEcQktR

— Altroconsumo (@Altroconsumo) 25 agosto 2017
Ora è arrivato l'epilogo con un risarcimento di 100 euro a testa, in aggiunta agli indennizzi automatici già versati dalla compagnia ferroviaria. Una vittoria che l'associazione per la difesa dei consumatori definisce storica "essendo la prima class action in Italia che porta un risultato utile per migliaia di consumatori essendo stata riformata integralmente la sentenza di primo grado, riconoscendo la gravità dei disagi subiti circa cinque anni fa". 27082017 [post_title] => Trenord deve risarcire 3 mila viaggiatori per il caos del dicembre 2012 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => 119931 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-08-26 19:58:24 [post_modified_gmt] => 2017-08-26 17:58:24 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=119931 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw ) ) [post_count] => 7 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 280538 [post_author] => 2 [post_date] => 2022-02-20 05:59:00 [post_date_gmt] => 2022-02-20 04:59:00 [post_content] =>

UBOLDO - E' andato tutto storto ad una donna che aveva fatto causa al Comune di Uboldo, ha perso ed ora dovrà anche risarcire l'ente locale per le spese legali, e non si tratta di spiccioli visto che dovrà pagare 9.000 euro.

La premessa nel 2011 quando c'era il cantiere della palestra "Galli" e la donna, passando a piedi, era inciampata ed era caduto: era finita al pronto soccorso dell'ospedale con una contrattura. La ditta costruttrice aveva chiuso ed allora la donna aveva peovato a rivalersi, per un risarcimento, sul Comune, al quale aveva chiesto 20 mila euro. Ora al tribunale di Busto Arsizio si è arrivati alla sentenza, per il giudice la segnaletica di cantiere era chiara, l'interessa sapeva dei potenziali rischi e quindi non ha diritto a nulla. Anzi, è stata chiamata a rifondere le spese legali al Comune: ha pagato subito 4.000 euro, dovranno seguire altro quattro rate da 1.000 euro l'una.

20022022

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