SARONNO - Dai 4 milioni persi al nuovo progetto sbandierato dal sindaco. Sono questi i temi relativi alla riqualificazione della scuola elementare Rodari che l'opposizione, Raffaele Fagioli per la Lega, Gianpietro Guaglianone per Fratelli d'Italia e Agostino De Marco per Forza Italia, chiedono di affrontare in una commissione.
"Il 22 novembre 2021 il Ministero dell’Istruzione ha risposto negativamente alla richiesta di proroga avanzata dall’amministrazione Airoldi riguardo al finanziamento da 4 milioni di euro per la nuova scuola Rodari - spiegano le minoranza in una nota congiunta - Ad oggi il sindaco continua a tacere la reale situazione utilizzando artifici lessicali e racconti studiati per non dire le cose come stanno. Non sono cambiate le norme edilizie per causa del covid; il progetto andava bene e lo dimostra il fatto di aver vinto il bando ministeriale. Il finanziamento, forse definitivamente perso, avrebbe consentito l’avvio dei lavori già alla fine dell’anno scorso.
Chiediamo, come gruppi consiliari di minoranza, che l’argomento sia affrontato in commissione opere pubbliche per capire meglio lo stato dell’arte e affinché venga finalmente spiegata la reale situazione in modo trasparente.
Il sindaco Airoldi afferma che Saronno merita una scuola vera, ma non ci ha ancora spiegato come pensa di finanziare un progetto da 8,5 milioni dopo essersi lasciato scappare 4 milioni certi.
Il Sindaco non ci ha ancora spiegato come sia possibile definire “scuola di cartone” un edificio del costo di 5 milioni di euro. Non ha ancora spiegato come sia stato possibile non rispettare i tempi del bando.
La commissione potrà approfondire questi aspetti della vicenda e valutare il nuovo progetto.
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SARONNO - La notizia più letta ieri su ilSaronno è stato l'annuncio dell'Amministrazione comunale di aver perso i fondi, 4 milioni di euro, per la riqualificazione della scuola elementare Rodari. Tante però le domande che sono rimaste in sospeso e le richieste dei cittadini. Ecco alcune informazioni
LA SCUOLA
La Rodari è la scuola elementare del quartiere Prealpi. Fa parte dell'istituto Ignoto Militi e ha sede in via Toti. E' stata costruita negli anni Sessanta ed era destinata ad essere utilizzata per pochi anni mentre poi è diventata la scuola del quartiere. Negli ultimi anni i problemi di una struttura decisamente datata e non adatta alle nuove esigenze sono stati numerosissimi. Infiltrazioni d'acqua dal soffitto in caso di pioggia, crollo di pannelli, incursioni notturni e topi per quanto riguarda il plesso scolastico e cattive condizioni dei bagni, serramenti da cambiare per quanto riguarda la palestra recentemente al centro di una presa di posizione degli sportivi che la utilizzano.
IL PROGETTO ORIGINALE
Anche per questo la precedente Amministrazione con l'assessore Dario Lonardoni e il sindaco Alessandro Fagioli aveva partecipato e vinto un bando, nel 2018, con un progetto da 5 milioni di euro (4 finanziati dal Ministero e 1 dal Comune) che prevedeva la realizzazione di un nuovo plesso scolastico con il mantenimento della palestra da riqualificare in seconda battuta.
IL NUOVO PROGETTO
E' all'albo pretorio la delibera con cui l'Amministrazione comunale presenta il nuovo progetto di fattibilità che prevede un investimento di oltre 8,5 milioni di euro. Tre gli interventi da realizzare in lotti diversi il plesso scolastico dal costo di 6,6 milioni, la nuova palestra 1,2 milioni di euro e il parco inclusivo da 626 mila euro. Nel piano la nuova opera dovrebbe essere pronta per la fine 2024.
IL MANCATO RISPETTO DEI TEMPI
Il bando del Miur prevedeva l’obbligo di aggiudicare i lavori entro e non oltre il 5 novembre 2021. Così non è stato. Il Comune ha presentato una richiesta di proroga lo scorso 17 novembre ma dopo pochi giorni è arrivata la risposta dal Ministero che negava la proroga.
LE CAUSE
Una nota del Comune, spiega: "L’emergenza epidemiologica ha determinato rincari record dei materiali nel settore delle costruzioni: le nuove forniture, più costose per qualche tipologia anche del 40-50%, hanno fatto salire il costo di realizzazione della scuola e, allo stesso tempo, le nuove normative in materia di ampiezza degli spazi, come aule e laboratori per rispettare i distanziamenti, ci hanno costretto ad una revisione del progetto nella sua totalità. Il progetto rivisto, che a questo punto ha ricompreso anche la possibilità di costruire una nuova palestra accanto alla scuola, ha richiesto un allungamento dei tempi, rendendo così impossibile il rispetto dei termini fissati dal Miur per la conclusione dell’iter burocratico previsto dal bando 2018".
COSA SUCCEDE ADESSO
Saronno, come altri comuni che non sono riusciti a rispettare i tempi, si è rivolta al Ministero dell’Istruzione e per conoscenza a Regione Lombardia, ad Anci e ad Anci Lombardia. In attesa della risposta dal Ministero comunque l'Amministrazione è "già al lavoro per cercare possibili finanziamenti alternativi, ovvero altri bandi o altre opportunità legate a piani di rilancio, perché l’edificio scolastico è troppo importante per noi e la nuova scuola Rodari si farà".
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"Il 22 novembre 2021 il Ministero dell’Istruzione ha risposto negativamente alla richiesta di proroga avanzata dall’amministrazione Airoldi riguardo al finanziamento da 4 milioni di euro per la nuova scuola Rodari - spiegano le minoranza in una nota congiunta - Ad oggi il sindaco continua a tacere la reale situazione utilizzando artifici lessicali e racconti studiati per non dire le cose come stanno. Non sono cambiate le norme edilizie per causa del covid; il progetto andava bene e lo dimostra il fatto di aver vinto il bando ministeriale. Il finanziamento, forse definitivamente perso, avrebbe consentito l’avvio dei lavori già alla fine dell’anno scorso.
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Il sindaco Airoldi afferma che Saronno merita una scuola vera, ma non ci ha ancora spiegato come pensa di finanziare un progetto da 8,5 milioni dopo essersi lasciato scappare 4 milioni certi.
Il Sindaco non ci ha ancora spiegato come sia possibile definire “scuola di cartone” un edificio del costo di 5 milioni di euro. Non ha ancora spiegato come sia stato possibile non rispettare i tempi del bando.
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