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sergio ramelli

A Saronno il ricordo, con uno striscione, di Sergio Ramelli nell’anniversario della morte
Cronaca
A Saronno il ricordo, con uno striscione, di Sergio Ramelli nell’anniversario della morte
SARONNO - Anche quest'anno gli militanti di Campo Base hanno deciso di ricordare anche a Saronno l'anniversario della morte di…
1 Maggio 2022
Ieri su ilS: scontro mortale le domande e il cordoglio, 6 incendi a Saronno, preso piromane, botta e risposta Anpi e Airoldi
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Saronno, uno striscione per ricordare Sergio Ramelli
Città
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30 Aprile 2021
Intitolazione a Ramelli, Lattuada: “Cari saronnesi non è meglio una via a Maria Lattuada e Bambina Basilico?”
Città
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Intitolazione a Ramelli, Fratelli d’Italia: “Plauso ad una proposta. Sarebbe un esempio per i giovani”
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Intitolazione a Ramelli? Airoldi rilancia: “Perchè non una dedica a Maria Lattuada e Bambina Basilico?”
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SARONNO - "Ho letto il recente intervento dell’assessore ai Servizi Sociali Gian Angelo Tosi pubblicato da IlSaronno. Mi permetto coglierne…
6 Maggio 2019
Intitolazione a Ramelli, Tu@Saronno: “Speriamo che Fagioli non dia seguito a queste farneticazioni”
Città
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SARONNO - "Dedicato a tutti coloro che “il fascismo non esiste” è il comunicato dell’assessore ai Servizi Generali e Servizi…
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Intitolazione a Ramelli, Valioni: “Servirebbe qualche modifica”
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Indelicato: “Mai più un 29 aprile così”
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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota del consigliere comunale Alfonso Indelicato dal titolo "Mai più un 29 aprile…
1 Maggio 2019
Tosi: “Proporrò di ricordare Ramelli con un’intitolazione a Saronno”
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30 Aprile 2019
Bandiere e striscione per Sergio Ramelli
Cronaca
Bandiere e striscione per Sergio Ramelli
SARONNO - Nella notte tra sabato e domenica i militanti di Campo Base si sono radunati in via Biffi come…
4 Maggio 2017

SARONNO - Anche quest'anno gli militanti di Campo Base hanno deciso di ricordare anche a Saronno l'anniversario della morte di Sergio Ramelli. Questa notte vicino alla scuola Pizzigoni i militanti di Campo Base hanno attaccato uno striscione con scritta "Sergio Ramelli presente" e una croce celtica e lasciato alcuni foglietti con scritto:”Oggi come ieri Sergio Presente! Campo Base".

Come ricorda Wikipedia: “L’omicidio di Sergio Ramelli fu un fatto di cronaca nera commesso a Milano nel 1975 nella cornice degli anni di piombo. La vittima era uno studente di 19 anni militante del Fronte della Gioventù, aggredito il 13 marzo da un gruppo di militanti dell’estrema sinistra extraparlamentare, legati ad Avanguardia operaia. Ramelli morì il 29 aprile, oltre un mese e mezzo dopo l’aggressione, a causa dei traumi riportati. I responsabili tuttavia furono identificati solo dieci anni dopo l’accaduto e riconosciuti responsabili di omicidio volontario al termine dei tre gradi di giudizio del processo durato da 1987 al 1990”.


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Anche quest’anno gli attivisti di Campo Base hanno voluto ricordare il giovane vittima, nel 1975, di un assassinio politico. Lo striscione è comparso nella notte tra giovedì e venerdì sul cancello dell'area verde in via Biffi a pochi passi dallo stadio di Milano. Accanto alcuni foglietti con scritto:"Era un ragazzo come noi! Era una ragazzo che sognava come noi! Era un ragazzo che militava come noi! Sergio Presente! Campo Base" Come ricorda Wikipedia: "L'omicidio di Sergio Ramelli fu un fatto di cronaca nera commesso a Milano nel 1975 nella cornice degli anni di piombo. La vittima era uno studente di 19 anni militante del Fronte della Gioventù, aggredito il 13 marzo da un gruppo di militanti dell’estrema sinistra extraparlamentare, legati ad Avanguardia operaia. Ramelli morì il 29 aprile, oltre un mese e mezzo dopo l’aggressione, a causa dei traumi riportati. 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Così Mauro Lattuada, segretario del Pd saronno inizia la sua nota sulla vicenda dell’intitolazione di uno spazio cittadino a Ramelli. “Invitiamo l’assessore Tosi ad essere più attento alle problematiche e realtà sociali cittadine, in continuo aumento, anziché rifarsi a manifestazioni in cui sono state violate le disposizioni di Prefetto e Questore, registrando scontri e feriti tra manifestanti di estrema destra e polizia. Nel merito riteniamo più circostanziata la proposta di intitolare vie o piazze a persone che si sono distinte con il loro operato nell’ambito della nostra città, divenendo un esempio positivo per l’intera comunità. Pertanto il riferimento evidenziato da Airoldi nei confronti di Maria Lattuada e Bambina Basilico, due donne a cui Saronno deve molto, nell’ambito sociale e di sostegno dei cittadini più bisognosi, non può che trovarci d’accordo ed entusiasti nel portare avanti iniziative a tal riguardo. Riteniamo pertanto che anche l’assessore Tosi, che come è già stato fatto notare, rappresenta la continuazione ed il successore, non può che esserne contento.Invitiamo pertanto tutti i concittadini ad esprimersi al riguardo. ”. 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Inizia così la nota inviata dal circolo saronnese in merito alla proposta dell'assessore ai Servizi Sociali al centro di un vivace dibattito cittadino. "Era un militante del Fronte della Gioventù - spiegano gli attivisti - barbaramente ucciso in un agguato sotto casa, fatto avvenuto il 13 marzo 1975 da parte di esponenti del cosiddetto servizio d’ordine di Avanguardia Operaia a seguito del quale rimase in agonia sino al 29 aprile 1975". E concludono: "La proposta ha la finalità di portare ad esempio alle attuali generazioni un giovane che per non rinunciare ai propri ideali e principi ha affrontato il massimo sacrificio della vita e ciò venga tenuto ad esempio affinché non si ripetano più episodi simili" 07052019 [post_title] => Intitolazione a Ramelli, Fratelli d'Italia: "Plauso ad una proposta. 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Inizia così la nota condivisa su Facebook dall'ex presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi in merito alla proposta di Tosi di intitolare una qualsiasi parte della città a Sergio Ramelli. "Quando una città dedica una via, una piazza, un edificio, un monumento o istituisce un premio alla memoria di una persona? Quando riconosce in lei e nel suo operato un esempio positivo per l’intera comunità. Quando la maggioranza degli abitanti, pensando a lei, si sente orgogliosa di averla avuta come concittadino/a. Tra i saronnesi, fortunatamente, non mancano persone alle quali riconoscere tali requisiti. Mi permetto avanzare due personalissime proposte. Due donne alle quali la città deve molto perché da loro tanti saronnesi hanno ricevuto molto. Due donne che incontreranno sicuramente anche il favore dell’assessore Tosi, visto che ne è, in qualche modo, il successore. Si tratta di Maria Lattuada e Bambina Basilico. Entrambe, in anni diversi, assessore ai Servizi sociali per il comune di Saronno. Entrambe impegnate, ben oltre la delega assessorile, per Saronno e i saronnesi, a partire dai cittadini più bisognosi. Due donne eminenti, prima ancora che competenti nel loro campo. Due figure positive alle quali i saronnesi hanno sempre tributato grande stima quando erano in vita. Due donne che si sono sempre spese per unire, mai per dividere. E alle quali, sono certo, i saronnesi dedicherebbero volentieri una "qualsiasi parte della città". Anche se le più disinteressate al riconoscimento, sarebbero proprio loro". (foto archivio) 06052019 [post_title] => Intitolazione a Ramelli? Airoldi rilancia: "Perchè non una dedica a Maria Lattuada e Bambina Basilico?" 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Un corteo in memoria di Sergio Ramelli, assassinato dai militanti di avanguardia operaia nel 1975. Nel comunicato, Tosi ringrazia organizzazioni dichiaratamente fasciste come Casa Pound, Forza Nuova, Lealtà e Azione (cui l’amministrazione saronnese non ha mancato di dare spazio in questi anni), chiude con un nostalgico saluto di stampo militare e propone di intitolare una “qualsiasi parte della città” – testuale – a Sergio Ramelli". Inizia così la nota di Tu@Saronno che risponde alla proposta dell'assessore ai Servizi Sociali Gianangelo Tosi di fare un'intitolazione a Sergio Ramelli in città. "I punti della questione sono sostanzialmente due. Il primo è che in Italia l’apologia di fascismo è vietata così come la rifondazione del Pnf. Tosi ha partecipato a un corteo vietato che ha incluso tutto il peggio della galassia neofascista e che si è concluso con il saluto romano. Evidentemente questa è la sua posizione, purtroppo condivisa da altri. E purtroppo – ed è il secondo punto – è questa l’ideologia che guida un assessore che ha attraversato ormai quattro anni di amministrazione in maniera impalpabile, sostanzialmente devastando i servizi sociali del comune di Saronno. Noi speriamo che il sindaco Fagioli, che da amministratore deve fare riferimento ai valori della Costituzione Italiana, non voglia dare seguito a farneticazioni così fortemente divisive come l’intitolazione di una “qualsiasi parte di città” a Ramelli. Questo per evitare che tragedie come quella dell’uccisione di un giovane in anni così drammatici per il nostro paese possano diventare poi occasione di strumentalizzazione da parte di chi rimpiange il fascismo. Un regime illiberale, dittatoriale, violento di cui forse Tosi ha nostalgia soprattutto per non averlo vissuto, visto che in quegli anni il problema non era certamente che alcune manifestazioni venissero vietate, ma che ogni forma di opposizione venisse sedata con la violenza" 02052019 [post_title] => Intitolazione a Ramelli, Tu@Saronno: "Speriamo che Fagioli non dia seguito a queste farneticazioni" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => intitolazione-a-ramelli-tusaronno-speriamo-che-fagioli-non-dia-seguito-a-queste-farneticazioni [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-05-02 20:21:57 [post_modified_gmt] => 2019-05-02 18:21:57 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=166100 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 12 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 166041 [post_author] => 1 [post_date] => 2019-05-02 05:58:14 [post_date_gmt] => 2019-05-02 03:58:14 [post_content] => SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'ex vicesindaco Valeria Valioni in merito alla proposta dell'esponente della Giunta Gianangelo Tosi di realizzare un'intitolazione a Sergio Ramelli. "Leggo un comunicato dell’assessore Gianangelo Tosi cui non posso sottrarmi di rispondere, date le molte distorsioni della verità dei fatti che contiene. Al suo ringraziamento alle diverse realtà neofasciste per “la composta manifestazione e assoluta calma” certamente non si uniranno le forze dell’ordine e la magistratura (Corriere.it/milano:”scontri-neofascisti-polizia-corteo-Ramelli-due feriti”. Sky tg24:” Ramelli, a Milano scontri tra manifestanti di estrema destra e polizia: alcuni feriti; huffingtonpost.it : “camerata-Sergio-Ramelli-presente!-l’inquietante-video-del-saluto-romano-dei-fascisti-a-Milano”). Ma la recrudescenza, a parere di Tosi, è quella di “una sinistra violenta e antidemocratica”. I sinceri democratici invece scendono in piazza a mano tesa violando le disposizioni di Prefetto e Questore (ma al rispetto delle Istituzioni, quando fa comodo, ci si appella). Quanto alla proposta di una lapide per Ramelli ritengo di associarmi con qualche piccola modifica. Metterei, in ordine rigorosamente alfabetico i giovani trucidati per motivi politici negli anni ’70, limitandoci a quel periodo e a Milano (l’elenco altrimenti sarebbe troppo lungo) ed escludendo ogni riferimento alle vittime dello stragismo fascista e degli anni di piombo di Brigatisti rossi. Solo vittime insensatamente uccise da opposte fazioni. Gaetano Amoroso, anni 21, operaio e militante comunista, aggredito il 27 aprile 1976 da parte di un gruppo di attivisti di estrema destra e deceduto 3 giorni dopo Alberto Brasili, studente di 26 anni accoltellato il 25/5/75 da militanti neofascisti mentre era insieme alla fidanzata Lucia Corna,ferita ma sopravvissuta. La sua colpa: aver staccato un adesivo elettorale del MSI da un palo della luce Lorenzo Iannucci, detto Iaio, anni 18 ucciso da arma da fuoco davanti al Leoncavallo il 18/3/78. Omicidio rivendicato da estremisti di destra. Enrico Pedenovi, anni 50, consigliere provinciale del MSI, ucciso il 2/5/76 per rappresaglia due giorni dopo l’omicidio di Gaetano Amoroso Sergio Ramelli, anni 18, militante del Fronte della Gioventù, aggredito il 13/3/75 da esponenti di Avanguardia Operaia e deceduto a seguito delle ferite il 29 aprile successivo. Fausto Tinelli, anni 18, ucciso con Iannucci il 18/3/78 Claudio Varalli, anni 18, ucciso il 16/4/75 da un militante di Avanguardia Nazionale in piazza Cavour a Milano. La dedica: Ricordando le vittime di una violenza insensata di un recente passato, nell’auspicio che le giovani generazioni sappiano trovare spazi di confronto civile e di dialogo democratico, pur nella diversa appartenenza politica e difformità di opinioni e valori. In conclusione risulta incomprensibile il motivo per cui le tante sopracitate vittime “di sinistra” vengano ricordate con una commemorazione raccolta e commossa o, talvolta, con un concerto o una conferenza, mentre per Ramelli, quasi fosse l’unica o “la migliore” vittima di tanta violenza si ripete annualmente un corteo con manifesta apologia del fascismo e aspetti spesso violenti. Incomprensibile se non si capisce quanto opportunistico e scriteriato sfruttamento a fini propagandistici si cela dietro la celebrazione di questa ricorrenza. Ricordo inoltre all’assessore Tosi che, contrariamente a quanto afferma, gli aggressori di Ramelli hanno pagato la loro colpa con numerosi anni di carcere mentre la maggior parte degli aggressori fascisti sono rimasti impuniti. 02052019 [post_title] => Intitolazione a Ramelli, Valioni: "Servirebbe qualche modifica" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => intitolazione-a-ramelli-valioni-servirebbe-qualche-modifica [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-05-02 00:52:00 [post_modified_gmt] => 2019-05-01 22:52:00 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=166041 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 12 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 166004 [post_author] => 1 [post_date] => 2019-05-01 05:23:54 [post_date_gmt] => 2019-05-01 03:23:54 [post_content] => SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota del consigliere comunale Alfonso Indelicato dal titolo "Mai più un 29 aprile così" Per quali motivi la Destra italiana - qualunque etichetta politica essa indossi - si presenta alle elezioni? Intendo dire, a parte il motivo umanissimo di assicurare posti ben pagati ad alcuni suoi esponenti e ai loro collaboratori? Ve ne sono altri, di motivi, oltre a questi ultimi? Così a occhio, ci potrebbe essere quello di governare. Altrettanto a occhio, quello di diffondere delle idee, favorendo un consenso e un orientamento sociale diffuso. Bene, consideriamo ora cosa è avvenuto ieri nel corso della commemorazione dei nostri assassinati del 29 aprile. Alle 15 ai giardini di via Bronzino, luogo deputato alle cerimonie ufficiali, il sindaco Sala si presenta senza fascia tricolore. Era forse là come uomo, insomma, ma come sindaco no, perché Borsani Pedenovi e Ramelli, morti di serie B, non meritavano tanto onore. Bene, cosa fanno gli esponenti della Destra ivi convenuti? Tacciono e abbozzano, timidetti come le pecorelle dantesche, salvo borbottare qualcosa perché Sala, nella comparsata, di Pedenovi si è addirittura dimenticato. Si fa sera, e in piazzale Susa i giovani di destra chiedono di poter fare un corteo. Un ordinato corteo, come l'hanno fatto in precedenza, quando governava la Sinistra. Ma quest' anno governa - si fa per dire - la Destra, e allora bisogna farle capire chi è più forte. E Il prefetto nega il permesso. Ma i prefetti non dipendono dal ministro dell'interno? Ma il ministro dell'interno non è quel terribile duro di Salvini? Dipende. Alle volte, come in questo caso, il prefetto fa da ministro e il ministro vero alza le spalle indirizzando quattro parole di circostanza al povero morto. E così quando i giovani, esacerbati per quella che con buone ragioni vedono come un'ingiustizia, si muovono di qualche decina di metri lungo la via, ecco la polizia che – peraltro eseguendo ordini, come non può non fare - li imbottiglia e li inchioda sul posto, mentre a centri sociali, Anpi e succedanei il corteo è consentito e regolarmente si dipana per Città Studi. Soltanto dopo aver parlamentato a lungo, gli onorevoli della Destra ivi presenti ottengono il permesso di ... passeggiare sui marciapiedi, coerente conclusione della serata. Cara Destra della Sinistra, alla fine poteva andare pure peggio, ma i nodi restano. Evitati guai maggiori? Forse, e nel caso me ne compiaccio. Ma era o non era la commemorazione di Borsani, Ramelli, Pedenovi? Perché i nostri maggiorenti non hanno urlato, nei giorni scorsi, quando hanno saputo che il corteo non si doveva fare? Propongo: i fini diplomatici lascino per favore il campo alla Sinistra sic et simpliciter. L'anno prossimo potremo così commemorare i nostri morti come si deve. Potremo avere il corteo con le fiaccole e davanti al luogo in cui Sergio fu ucciso salutarlo con il gesto che sarebbe piaciuto a lui. Ci sarà di certo qualche polemica, ma si spegnerà presto. 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Inizia così la nota di Gianangelo Tosi assessore ai Servizi Sociali ed esponente di Fratelli d'Italia. "In ogni caso voglio ringraziare le oltre mille persone che hanno condiviso il momento di raccoglimento e lo spirito di appartenenza come ogni anno, voglio ringraziare il consigliere Indelicato che ho incontrato là come ogni anno e anche se non più militante nel mio partito ed anzi sostiene che esso a Saronno non esiste più, è pur sempre sinceramente militante della nostra comunità umana, voglio ringraziare Casa Pound, Lealtà Azione e Forza Nuova che hanno organizzato una composta manifestazione mantenendo l’assoluta calma anche nel momento in cui ci siamo trovati la strada sbarrata da un triplo cordone di polizia, certamente più adatto alle manifestazioni devastatrici dei centri sociali e dei loro sodali, voglio ringraziare i miei parlamentari che si sono messi alla testa del corteo conferendogli una valenza istituzionale che alla fine ha prevalso sull’ottusa ed ingiustificabile decisione di vietarli e voglio ringraziare Gianrico Carofiglio, non perché fosse presente ma perché quando ho avuto la ventura di conoscerlo in occasione della sua visita a Saronno, saputo che sono di Fratelli d’Italia anziché della Lega e che la mia militanza risale ai tempi del liceo negli anni ‘70 mi ha detto “terribili quegli anni, in cui voi avete avuto la tragedia di Sergio Ramelli”. Ecco: un avversario politico intellettualmente onesto. Ce ne sono, vivaddio! A differenza dell’inqualificabile sindaco Sala che ha espresso plauso alla decisione di vietare la manifestazione, a differenza dell’anacronistica e faziosa Anpi, che scrivo volutamente minuscolo benché sia un acronimo, a differenza dei centri sociali che hanno insieme ad essa organizzato contromanifestazioni antifasciste in spregio della memoria di un ragazzo trucidato a 18 anni da militanti di avanguardia operaia che di operaio nulla avevano, essendo tutti borghesissimi studenti di medicina rimasti sostanzialmente impuniti. Sergio era ed è uno di noi, un simbolo per chi come me, più o meno coetaneo, in quegli anni bui eppure tanto intensi e vivi, quotidianamente rischiava di essere vittima di aggressioni e pestaggi. Per questo e per la recrudescenza dell’intolleranza da parte di una sinistra violenta ed antidemocratica chiederò al mio Sindaco di intitolare a Sergio Ramelli una qualsiasi parte della città l’anno prossimo, a chiusura del nostro mandato, in occasione del quarantacinquesimo anniversario del suo assassinio. Sergio: presente! 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SARONNO - Anche quest'anno gli militanti di Campo Base hanno deciso di ricordare anche a Saronno l'anniversario della morte di Sergio Ramelli. Questa notte vicino alla scuola Pizzigoni i militanti di Campo Base hanno attaccato uno striscione con scritta "Sergio Ramelli presente" e una croce celtica e lasciato alcuni foglietti con scritto:”Oggi come ieri Sergio Presente! Campo Base".

Come ricorda Wikipedia: “L’omicidio di Sergio Ramelli fu un fatto di cronaca nera commesso a Milano nel 1975 nella cornice degli anni di piombo. La vittima era uno studente di 19 anni militante del Fronte della Gioventù, aggredito il 13 marzo da un gruppo di militanti dell’estrema sinistra extraparlamentare, legati ad Avanguardia operaia. Ramelli morì il 29 aprile, oltre un mese e mezzo dopo l’aggressione, a causa dei traumi riportati. I responsabili tuttavia furono identificati solo dieci anni dopo l’accaduto e riconosciuti responsabili di omicidio volontario al termine dei tre gradi di giudizio del processo durato da 1987 al 1990”.


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