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SARONNO - E' stato consegnato in Municipio nelle scorse ore dal sindaco Augusto Airoldi e dalla vicesindaca Laura Succi il riconoscimento della città ai figli di Giuseppe Banfi, un internato militare italiano che ha ottenuto giorni fa a Varese l’assegnazione della medaglia che lo Stato riconosce per l'appunto agli Internati militari italiani (Imi).

Sindaco e vicesindaco hanno incontrato in Municipio i figli del militare

Durante l’incontro con sindaco e vicesindaco i signori Banfi, dopo aver condiviso con emozione le vicende che videro il padre protagonista, hanno accolto la proposta di collaborare con l’Amministrazione per individuare altri eventuali Imi saronnesi, al fine di poter far luce su un pezzo di storia della città e dei suoi cittadini straordinari e organizzare un evento che porti l’attenzione su questa pagina di un passato della seconda guerra mondiale poco conosciuto e valorizzato.

Da parte sua, l'Amministrazione Airoldi “è orgogliosa del fatto che uomini e donne giuste siano parte della straordinaria comunità cittadina e che loro siano lo spunto per riscoprire una pagina di storia che merita di essere studiata e, per questo motivo, le scuole devono essere coinvolte”.

05022022

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MILANO – “Bisogna combattere la narrazione facile dei negazionisti perché è più facile credere che non sia avvenuto nulla e dunque negare che l’uomo possa arrivare a cose indicibili, e nutrire sempre una forte spinta per la vita grazie alla quale sono uscita  viva dalle deportazioni e dagli orrori di Auschwitz”.  E poi ancora: “Mi sono data il compito di fare qualcosa per evitare che il mondo vada verso una deriva d’odio. L’odio nasce dalle parole e dai piccoli gesti quotidiani e poi finisce nell’orrore, come io ho potuto vedere da chi prima l’ha predicato con le parole e poi messo in pratica con i fatti”. Questi alcuni passaggi della testimonianza della Senatrice a vita Liliana Segre in visita lo scorso 11 febbraio in Consiglio regionale.

La senatrice Segre è entrata in Aula accompagnata dal presidente del Consiglio Alessandro Fermi e dal presidente della regione Attilio Fontana, accolta dal lungo applauso dei consiglieri regionali in piedi nell'aula del Pirellone.

Nel suo intervento di saluto, il presidente del consiglio Alessandro Fermi ha sottolineato come, la con sua semplice presenza, la senatrice Segre “compie un atto importante per tutti noi e per le nostre comunità perché rappresenta una testimonianza in carne e ossa di quegli avvenimenti, tragici, furiosi, funesti, nessun aggettivo puo’ avvicinarsi a descriverli, -ha sottolineato Fermi - che hanno diviso la storia tra il prima e il dopo”. Fermi, ringraziando Liliana Segre soprattutto per “non aver mai perso la voglia di vivere”,  ha poi aggiunto che “siamo e saremo sempre al suo fianco, e accogliendo il suo invito il prossimo anno il consiglio regionale celebrerà il Giorno della Memoria al Binario 21. Dobbiamo – ha concluso - parlare alla coscienza delle giovani generazioni per ribadire sempre come, grazie agli anticorpi della democrazia, abbiamo potuto nascere, vivere e crescere in un società che da oltre 70 anni non conosce la guerra. I nemici da abbattere sono la noncuranza, il disinteresse e l’indifferenza che si alimentano nell’ignoranza della storia e della verità. La Memoria va praticata da tutti noi sempre, non in un unico, per quanto straordinariamente simbolico giorno all’anno”.

Per il presidente della regione Attilio Fontana “il dramma della Shoah è un vulnus scolpito per sempre nella storia europea e in quella italiana. Siamo chiamati a ricordarlo, a sentircene ancora responsabili, ogni anno, grazie alla Giornata della Memoria e al programma delle iniziative realizzate per allontanare il rischio di due mali terribili: l’oblio e l’indifferenza. Contro oblio e indifferenza Regione Lombardia c’è: nella vicinanza quotidiana alla comunità ebraica, come nell’appoggio concreto a tante iniziative e istituzioni che lavorano per tenere vivo il ricordo della deportazione e dello sterminio.Ai nostri giovani – ha concluso il Governatore - affidiamo quei valori civili e morali senza i quali il mondo può incorrere in nuovi pericoli”.

Nella sua lunga testimonianza, la Senatrice Liliana Segre ha raccontato “quei giorni bui”, la vita in  famiglia “molto semplice”, l’amato nonno Giuseppe e lo zio fascista Amedeo. Poi l’entrata in guerra, i primi bombardamenti su Milano, il tentativo di scappare in Svizzera finito con l’arresto, la polizia in casa e poi quel viaggio in treno, dalla stazione Centrale, fino al lager, “dentro l’orrore”.

“Di una cosa sola posso essere portatrice al Senato italiano - ha evidenziato - e cioè di una mozione contro l'odio in tutte le sue forme e senza distinguo. Io sono contro l’odio, predico pace e libertà”.

La Senatrice ha auspicato infine una visita di tutti i Consiglieri al Binario 21 del Memoriale della Shoah proponendosi come guida “perché è “un luogo – ha detto - che sicuramente non tutti conoscono ma dove io ci sono passata".

Un invito che il Presidente Fermi ha prontamente accolto.

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Sabato 1 febbraio alle 17 - Inaugurazione della "Mostra sulla Shoah" e incontro con l'autore Giuseppe Nigro autore del libro “Opposte direzioni. Le famiglie Friedmann e Sonnino in fuga dalle leggi razziali”. Introduzione a cura di Massimiliano Cavallo. Ingresso libero.

Nigro, tra i fondatori della Società Storica Saronnese e autore di numerose monografie dedicate alla storia politica, economica e sociale dell’alto milanese, ricostruisce in questo libro le vicende delle famiglie di origine ebraica Friedmann e Sonnino in fuga dopo l’emanazione delle leggi razziali fasciste del 1938. 

Domenica 2 febbraio - La mostra (con proiezione di alcuni documenti ed interviste sulla Shoah) sarà visitabile dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19. Ingresso libero.

Giuseppe Nigro ricostruisce le vicende delle famiglie di origine ebraica Friedmann e Sonnino. Affermati esponenti della borghesia industriale lombarda, partecipi del diffuso consenso di cui a lungo godette il regime, sia Enrico Friedmann che Flavio Sonnino non poterono sottrarsi agli effetti sempre più discriminanti della legislazione razziale varata dal fascismo a partire dal novembre 1938. Se l'epilogo delle loro fughe - lungo direttrici opposte, verso la neutrale Svizzera per i Friedmann, in direzione del Regno del Sud per i Sonnino - non fu tragico quanto il destino di molte vittime della Shoah, lo si deve all'audacia e alla determinazione che mostrarono, e anche alla buona sorte. Il fine di escludere i «sudditi di razza ebraica» dalla vita politica, culturale ed economica della Nazione, fino alle estreme conseguenze, fu infatti perseguito con scrupolo e costanza dagli apparati periferici dello Stato, assuefatti ad eseguire senza discussione gli ordini impartiti al livello centrale dell'amministrazione. Completano il volume la prefazione di Alfonso Botti, una preziosa testimonianza di Paolo Lazzaroni Andina, la sentenza con cui il Tribunale di Milano reintegrò Flavio Sonnino nella proprietà del Calzificio Nazionale e il testo del Regio Decreto Legge 20 gennaio 1944 n. 25.  

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L’iniziativa avrà inizio alle ore 9.30 e si terrà presso l’ex Albergo Regina in via Silvio Pellico angolo Santa Margherita, dove ha agito il comando nazista a Milano dall'11 settembre 1943 al 30 aprile 1945. Sono previsti anche gli interventi di Roberto Tasca, assessore Comune di Milano; Roberto Cenati, presidente comitato antifascista; Giuliano Banfi, vicepresidente Aned; Pia Jarach, comunità ebraica di Milano; Mario Artali, vicepresidente fondazione "corpo volontari della Libertà" e Melissa Oliviero, camera del lavoro di Milano. 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Le famiglie Friedman e Sonnino in fuga dalle leggi razziali”, con l’introduzione di Massimiliano Cavallo. L’appuntamento si tiene a Palazzo Fagnani di via Fagnani 14. Inaugurazione e incontro con l’autore sabato 1 febbraio alle 17; la mostra sarà visitabile anche domenica 2 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19. L’evento si svolge con il patrocinio dell’Amministrazione civica gerenzanese. La vicenda umana delle famiglie ebree dei Sonnino e dei Friedman, entrambe del Saronnese, sono state ricostruite da Nigro tramite i documenti d’epoca e testimonianze dirette. Uno sguardo nel passato di Saronno che non manca di alzare il velo su quei tragici momenti nella Seconda guerra mondiale. (foto: Giuseppe Nigro, l'autore del libro "Opposte direzioni. Le famiglie Friedman e Sonnino in fuga dalle leggi razziali") 18012020 [post_title] => La Shoah, i Friedman ed i Sonnino: incontro letterario e mostra a Gerenzano [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => la-shoah-i-friedman-ed-i-sonnino-incontro-letterario-e-mostra-a-gerenzano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-01-17 23:55:45 [post_modified_gmt] => 2020-01-17 22:55:45 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=187533 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 157793 [post_author] => 12 [post_date] => 2019-01-15 12:53:08 [post_date_gmt] => 2019-01-15 11:53:08 [post_content] => LIMBIATE - In attesa del “Viaggio nella Memoria” ad Auschwitz e del “Giorno della Memoria” con le iniziative del comune di Limbiate, la scuola media “Leonardo da Vinci” ha inaugurato nei giorni scorsi la mostra dal titolo “Sterminio in Europa fra due guerre mondiali”, che, a turno, sarà esposta nelle prossime settimane in tutti gli Istituti comprensivi limbiatesi e nelle scuole superiori, in una sorta di "staffetta della memoria". La testimonianza di Milena Bracesco, il cui padre deportato trovò la morte nel castello di Hartheim dove si praticavano terribili esperimenti su cavie umane e il cui corpo è stato incenerito in un forno crematorio, è stata commovente ed educativa, in piena sintonia con il percorso che il progetto della memoria vuole significare. Presenti, con la preside Anna Origgi e i referenti della scuola, anche l'assessore Agata Dalò, il presidente dell'Anpi Giuliano Ripamonti e il presidente di Aned Rosario Traina, Domenica 13 gennaio, invece, in Villa Mella si è tenuta, grazie ad Anpi, Aned e alla collaborazione dell'Ute, la conferenza-concerto “Sonata di Auschwitz”, che ha fatto registrare il tutto esaurito nell'aula consiliare: esecuzioni musicali, racconti, immagini e filmati hanno rivelato aspetti della politica dell’epoca e degli orrori dei lager nazisti. “La musica contribuiva ad illudere i deportati e a dimenticare l’orrore quotidiano infondendo speranza anche nei momenti di disperazione e sofferenza – ha sottolineato il maestro Maurizio Padovan, curatore dell'iniziativa - e per i deportati musicisti poter suonare o cantare significava ritrovare la dignità violata e, in molti casi, sopravvivere”. 15012019 (nella foto: l'inaugurazione della mostra a scuola)   [post_title] => Mostra e testimonianza sulla shoah alla media "Da Vinci" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => mostra-e-testimonianza-sulla-shoah-alla-media-da-vinci [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-01-15 12:54:36 [post_modified_gmt] => 2019-01-15 11:54:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=157793 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 157262 [post_author] => 1 [post_date] => 2019-01-08 11:52:05 [post_date_gmt] => 2019-01-08 10:52:05 [post_content] => SARONNO - Per celebrare il 19° Giorno della Memoria "perché non bisogna dimenticare che l’Italia ha preceduto di 5 anni l’istituzione del Giorno della Memoria da parte delle Nazioni Unite" l' Assessorato alla Cultura del Comune di Cislago ha organizzato uno spettacolo musical-teatrale e una mostra d’arte. Ecco la nota dell'Amministrazione Ci siamo avvalsi della collaborazione di un’associazione locale, "A Est dell’Eden", diretta da un’artista visiva e un attore che da dieci anni si impegnano con il “Progetto Bereshit” a presentare la loro arte in nome della fratellanza e della pace per evitare che si ripetano gli orrori dei genocidi. Il primo appuntamento sarà con l’attore Alessandro Baito, che presenterà, agli studenti della scuola media “Aldo Moro” all'auditorium di Cislago l’incontro “La Shoah: la musica per non dimenticare”. Il 24 gennaio, durante la mattinata per la Scuola Media, in collaborazione anche con la ProLoco di Cislago, e alle 21 aperto a tutta la cittadinanza, si potrà conoscere il Violino della Shoah, strumento ormai simbolo del potere della musica di saper portare luce anche nei momenti più bui. La storia di questo violino è strettamente legata alla storia di Eva Maria Levy, una ragazza torinese che durante i rastrellamenti dei primi anni 40 è riuscita a trovare rifugio insieme con la sua famiglia in una casa di Tradate. Purtroppo nel 1943 furono individuati e catturati. Grazie all’intervento del capostazione di Tradate il padre riuscì a salvarsi, ma lei, con la madre e il fratello, fu caricata su un vagone del tristemente celebre binario 21 della Stazione Centrale di Milano, destinazione Auschwitz. La madre neppure superò i rigidi controlli nazisti all’arrivo al campo, mentre Eva e suo fratello Enzo, anche grazie all’abilità come musicisti, riuscirono a salvarsi per entrare nell’incubo della vita di quell’inferno polacco. Ad un certo punto si perdono le tracce di Eva, evidentemente morta, e il violino venne da quel momento suonato dal fratello Enzo, che grazie a questo suo compito privilegiato riuscì a tornare a casa portando con sé anche il violino della sorella. Perso nell’oblio della storia fu grazie al collezionista milanese Carlo Alberto Carutti se nel 2014 il violino venne ritrovato. Inizia così il suo viaggio tra concerti ufficiali e incontri con le scuole, fortemente voluti da Carutti per rendere onore al foglietto ritrovato nella custodia del violino, un canone inverso dal titolo “Der Musik macht frei”, un’alterazione simbolica della scritta dei cancelli di Auschwitz “Arbeit macht frei”. Alessandro Baito darà voce alla storia del violino, ma sarà Alessandra Sonia Romano, da anni fedele compagna del Violino della Shoah, a fare uscire dallo strumento di Eva la storia di una ragazza che amava la musica, la storia di un popolo schiacciato e sterminato, la storia di una speranza che non deve mai cedere che un mondo possibile è migliore. Nel 2016 il violino è stato protagonista di un evento nella città dell’inizio del suo viaggio, Tradate, la cui amministrazione ha anche deciso nel gennaio del 2017 di porre pietre d’inciampo all’ingresso di Villa Truffini a ricordo della famiglia Levy. Ora il Violino della Shoah si riavvicina a casa grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale di Cislago. Il secondo appuntamento sarà la mostra “Ogni uomo ha un nome” (riferimento alla celebre poesia di Zelda Mishkowski) che presenta le opere del “Progetto Bereshit” di Valentina Anna Carrera incentrato sulla cultura ebraica. La selezione che verrà esposta a Villa Isacchi dal 26 gennaio, con inaugurazione alle 16, fino a domenica 3 febbraio orbita intorno ai simboli della Shoà, come possono essere la storia della famiglia di Anna Frank, un’altra ragazza che ha visto tramontare troppo presto i suoi sogni di felicità, ovvero la Stella di David, al contempo emblema del potere regale ebraico e marchio della vergogna nella visione deformata della realtà nazista. La filosofia del Progetto rimane sempre quella di non mostrare l’orrore bensì la purezza e le speranze e i magri sorrisi che rimanevano sotterrati dalle ceneri degli altiforni ma che non aspettavano altro che una via di fuga per poter rivedere e poter regalare la luce. La mostra sarà inaugurata sabato 26 febbraio alle 16 e sarà visitabile dal 27 gennaio al 3 febbraio martedì, giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, mercoledì dalle 8 alle 12, sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18 e domenica dalle 15.30 alle 17.30. "Sono certa - conclude l'assessore al Progresso Marzia Campanella che ha seguito in prima linea tutte le fasi operative e organizzative - che tutti i miei concittadini e anche quelli dei paesi limitrofi apprezzeranno questa serie di eventi per mantenere viva la memoria". 08012019 [post_title] => Giornata della Memoria, gli intensi eventi proposti a Cislago per studenti e cittadini [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => giornata-della-memoria-gli-intensi-eventi-proposti-a-cislago-per-studenti-e-cittadini [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-01-07 20:12:25 [post_modified_gmt] => 2019-01-07 19:12:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=157262 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 278361 [post_author] => 32 [post_date] => 2022-02-05 05:53:00 [post_date_gmt] => 2022-02-05 04:53:00 [post_content] =>

SARONNO - E' stato consegnato in Municipio nelle scorse ore dal sindaco Augusto Airoldi e dalla vicesindaca Laura Succi il riconoscimento della città ai figli di Giuseppe Banfi, un internato militare italiano che ha ottenuto giorni fa a Varese l’assegnazione della medaglia che lo Stato riconosce per l'appunto agli Internati militari italiani (Imi).

Sindaco e vicesindaco hanno incontrato in Municipio i figli del militare

Durante l’incontro con sindaco e vicesindaco i signori Banfi, dopo aver condiviso con emozione le vicende che videro il padre protagonista, hanno accolto la proposta di collaborare con l’Amministrazione per individuare altri eventuali Imi saronnesi, al fine di poter far luce su un pezzo di storia della città e dei suoi cittadini straordinari e organizzare un evento che porti l’attenzione su questa pagina di un passato della seconda guerra mondiale poco conosciuto e valorizzato.

Da parte sua, l'Amministrazione Airoldi “è orgogliosa del fatto che uomini e donne giuste siano parte della straordinaria comunità cittadina e che loro siano lo spunto per riscoprire una pagina di storia che merita di essere studiata e, per questo motivo, le scuole devono essere coinvolte”.

05022022

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