BRIANZA - Nei giorni scorsi i carabinieri della compagnia di Seregno hanno dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa proposta emesso dal Gip di Monza nei confronti di una 32enne di origini calabresi ma residente in Brianza la quale si sarebbe resa responsabile di reiterati atti persecutori nei confronti dell’ex compagno, 42enne anch’egli residente in Brianza. Ovviamente non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle loro identità per tutelare la privacy della vittima.
La misura cautelare scaturisce dalle indagini condotte dall’Arma e coordinate dalla Procura della Repubblica di Monza che hanno permesso di raccogliere gravi e concordanti indizi di colpevolezza a carico dell’indagata. La stessa infatti, in seguito alla fine della breve relazione di alcuni mesi con l’uomo, dal mese di febbraio 2021 a oggi, mossa da gelosia e dall’incapacità di accettare la fine del rapporto sentimentale, avrebbe iniziato a porre in essere atteggiamenti molesti nei confronti della parte offesa facendosi trovare insistentemente sotto l’abitazione dello stesso e molesto, inviando numerosissimi messaggi sulle piattaforme di messaggistica nonostante i divieti opposti dall’ex.
La donna avrebbe vandalizzato l’autovettura dell’uomo mentre era parcheggiata lungo la pubblica via e lo avrebbe minacciato più volte. La vittima era costretta a vivere in uno stato di ansia con il fondato timore per la propria incolumità. Per cercare di sfuggire alla sua molestatrice l'uomo avrebbe provato a cambiare le proprie abitudini e, in particolare, ha staccato il citofono della propria abitazione, parcheggiato la propria autovettura lontano da casa cambiato i propri recapiti telefonici, smesso di usare i propri profili social. Ha persino cambiato casa ma nulla è cambiato.
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LOMAZZO - Nei giorni scorsi i carabinieri della compagnia di Seregno hanno arrestato per i reati di lesioni personali aggravate e atti persecutori un 49enne operaio, pregiudicato residente a Barlassina. La misura cautelare è stata richiesta dalla stazione carabinieri di Lomazzo, è stata emessa in relazione alla violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex moglie 46enne, avvenuta la sera del 23 marzo 2022 nel comasco.
Le indagini, coordinate dalla procura di Como, hanno permesso di applicare la misura cautelare nei confronti del 49enne il quale, dallo scorso anno, avrebbe reiteratamente posto in essere condotte persecutorie introducendosi di nascosto all’interno dell’abitazione della donna, facendosi trovare nei luoghi dalla stessa frequentati, minacciando e molestando e, in alcuni casi aggredendo violentemente la donna. La 46enne si trovava a vivere in un grave stato d’ansia e paura tanto che la donna temeva per la propria incolumità e quella dei suoi prossimi congiunti.
La vicenda trae origini da una prima richiesta di aiuto della donna, avvenuta il primo marzo 2021, in seguito al primo accesso furtivo dell’ex compagno. L'uomo era introdotto all’interno dell’abitazione scavalcando il cancello esterno. Questi episodi, suffragati da più ripetuti e successivi interventi dei carabinieri, sono poi divenuti una vera e propria abitudine accompagnati anche pedinamenti sul luogo di lavoro della donna o durante i suoi spostamenti in compagnia del loro figlio minorenne.
L’uomo avrebbe continuato a perseguitare la donna anche attraverso un’escalation di messaggi oltraggiosi e di natura sessuale inviati mediante l’applicazione whatsapp con forti conseguenze sulla vita della donna che aveva cambiato le sue abitudini di vita: non rimaneva mai da sola a casa, non frequentava locali pubblici e non si sentiva libera di rincasare in tarda serata.
Dai racconti della donna, l’indole aggressiva dell’uomo, si sarebbe manifestata sin dal lontano 1998, quando sotto l’influenza dell’alcol, l’avrebbe sottoposta a continui maltrattamenti, costringendola a subire un regime di vita domestica segnato da violenze fisiche con pugni e calci e angherie psicologiche fatte di insulti e vessazioni, controllando sempre i suoi spostamenti e impedendole di frequentare le proprie amiche e vietandole di utilizzare il telefono cellulare.
Su tali condotte improntate alla completa sottomissione della donna, lo scorso 9 febbraio, il tribunale di Como si era già espresso attraverso l’emissione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari – poi sostituiti con il divieto di avvicinamento - confinando l’uomo nel proprio comune di residenza e vietando allo stesso di comunicare in qualsiasi modo con la ex moglie anche al fine di tutelare la tenera età del figlio ad oggi 17enne. Nonostante i divieti, nello scorso mese di marzo, lo stesso si sarebbe nuovamente avvicinato all’abitazione della donna, episodi sui quali l’Arma ha svolto ulteriori accertamenti che hanno quindi portato all’aggravamento della misura cautelare con la nuova sottoposizione dell’indagato agli arresti domiciliari.
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COGLIATE - PADERNO DUGNANO - È finito in carcere l’uomo di 32 anni, italiano di origini sudamericane residente a Paderno Dugnano, ritenuto responsabile di una lunga serie di atti persecutori e di una violenza sessuale ai danni della ex compagna, una giovane di 22 anni residente in provincia di Varese. Mercoledì 19 novembre la Squadra mobile della Questura di Monza ha eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Monza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due si erano conosciuti a giugno e da subito il rapporto sarebbe diventato segnato da controlli continui e atteggiamenti ossessivi. Da luglio la ragazza avrebbe iniziato a subire limitazioni alla propria libertà, oltre ad episodi di violenza. Quando la giovane ha deciso di interrompere la relazione, l’uomo avrebbe intensificato gli atti persecutori, coinvolgendo anche amici e familiari della vittima con minacce e pressioni.
Il momento più grave è stato a metà agosto. Il trentaduenne avrebbe inseguito in auto la ex, costringendola a fermarsi, strappandole il cellulare e obbligandola a salire sul suo veicolo. L’avrebbe poi portata in una zona isolata di Cogliate, dove la giovane sarebbe stata costretta a subire un rapporto sessuale. Quando lei ha chiesto di tornare a casa, l’uomo avrebbe mostrato un coltello, obbligandola a rimanere in macchina per ore nel tentativo di convincerla a riprendere la relazione.
Dopo quell’episodio la persecuzione non si sarebbe fermata: telefonate e messaggi anonimi, appostamenti e un nuovo tentativo di avvicinamento nei pressi dell’abitazione dei genitori della giovane, in provincia di Milano. In quell’occasione la vittima ha chiamato il 112 e l’intervento delle forze dell’ordine ha impedito un ulteriore contatto, mettendola in sicurezza.
Nel corso delle indagini sono emersi anche i precedenti dell’uomo: una condanna per rapina e violenza sessuale in provincia di Milano e un rinvio a giudizio per stalking nei confronti di un’altra donna.
Rintracciato a Paderno Dugnano, il trentaduenne è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile e portato in carcere a Monza, dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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