SOLARO - “L‘accordo raggiunto con Electrolux per il piano di rilancio dello stabilimento di Solaro sarà essenziale per il futuro, garantirà 102 milioni di investimenti e soprattuto l’allocazione in Italia della nuova piattaforma di lavastoviglie”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, e Vittorio Sarti, segretario generale della Uilm di Milano.
“L’intesa siglata martedì 17 gennaio – spiegano Ficco e Sarti – è stata poi approvata in fabbrica a larghissima maggioranza dai lavoratori con l’80% di si’ e il 20% di no: su 661 aventi diritto hanno votato in 576, esprimendo 5 bianche, 8 nulle, 453 si’ e 110 no. È un risultato che ci conforta sul fatto che abbiamo raggiunto il miglior accordo possibile, contemperando le esigenze di competitività, a cui Electrolux condizionava l’investimento, con quelle di garanzia sulle condizioni di lavoro”.
“Electrolux – raccontano Ficco e Sarti – chiedeva di incrementare il gettito produttivo orario delle linee di montaggio da 90 a 118 pezzi l’ora. L’intesa raggiunta prevede che il gettito passerà a 108 pezzi l’ora e che ci saranno 100 assunzioni fra gli addetti alla produzione, affinché i carichi individuali di lavoro e gli indici di salute e sicurezza restino invariati. Le assunzioni partiranno ad inizio 2024 e poi proseguiranno man mano che entreranno in funzione le nuove linee; sulle assunzioni avranno un diritto di precedenza i lavoratori che hanno avuto un contratto a termine dal 2020 ad oggi”.
“Il nostro dovere – concludono Ficco e Sarti -sarà vigilare affinché tutto ciò che è previsto nell’accordo si realizzi in fabbrica nel migliore dei modi. Inoltre continueremo a chiedere al Governo politiche industriali efficaci, perché un accordo del genere dovrebbe rappresentare non già un eccezione, ma regola per rilanciare l’industria e superare una fase difficile quale quella che stiamo attraversando. Le imprese che investono in Italia, come Electrolux, meritano di essere sostenute e di trovare un ambiente ad esse favorevole”.
27012023
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“Quella di oggi è stata ancora una giornata di lotta - ha spiegato Andrea Burzomato della Uilm - abbiamo fatto il presidio per tutta la giornata, con sciopero al primo e al secondo turno”. Il sindacalista ha sottolineato la forte preoccupazione per il futuro del sito produttivo, ricordando anche la situazione dei lavoratori precari: “In questo stabilimento ci sono 114 contratti in scadenza ad agosto. Sono tutti lavoratori tra i 20 e i 30 anni che avevano costruito aspettative importanti su questa esperienza”.
Secondo Burzomato serve ora un intervento forte delle istituzioni regionali e nazionali: “C’è stato un appello diretto durante il dibattito a Fontana e Guidesi, che non si sono ancora sentiti, e a spostare la trattativa alla Presidenza del Consiglio dei ministri”. Il rappresentante Uilm ha anche richiamato il tema delle politiche industriali: “Oggi è Electrolux, ieri era Whirlpool, domani sarà qualche altra azienda. In questo Paese ci vogliono politiche industriali ben precise”.
Sulla stessa linea Andrea Torti della Fiom, che ha raccontato il clima vissuto dai lavoratori subito dopo l’annuncio arrivato durante il coordinamento nazionale di Mestre. “Le assemblee sono iniziate spesso con sconforto e terminate con tanta rabbia e tanta voglia di non piegarsi a una scelta arrivata come una doccia fredda”.
Torti ha definito “insultante” l’atteggiamento dell’azienda durante l’incontro in cui è stato presentato il piano con i tagli occupazionali, spiegando che i sindacati hanno deciso immediatamente di proclamare otto ore di sciopero e chiedere il coinvolgimento delle sedi istituzionali. “La discussione doveva proseguire nelle sedi istituzionali e non fermarsi al tavolo aziendale”.
Il sindacalista Fiom ha poi evidenziato l’importanza del sostegno del territorio e delle istituzioni: “La fiducia nei lavoratori non è l’unica leva che può portare alla soluzione della vicenda. Le leve da utilizzare sono innanzitutto quelle istituzionali per convincere l’azienda a cambiare posizione”. E ancora: “A noi serve tutto il supporto fuori dall’azienda per far muovere chi ha il potere di intervenire”.