SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Lucia Castelli in tema di urbanistica.
Che noia questi supermercati!
Il ritornello dell'edificazione dei supermercati a Saronno oramai è divenuto un disco rotto a cui la maggioranza del Sindaco Airoldi si appiglia ogni qualvolta non ha argomenti validi per giustificare la propria "inerzia urbanistica".
Infatti, sulla base dei criteri che hanno informato l'attuale PGT, ogni ambito urbanistico è caratterizzato da un insieme di funzioni atte a garantire i servizi quotidiani a coloro che usufruiranno del comparto. Tale principio dovrebbe essere arcinoto all'attuale maggioranza che a suo tempo ideò lo strumento urbanistico in vigore. Va da sé quindi che le varianti approvate in consiglio comunale dall'Amministrazione Fagioli non hanno agevolato la funzione commerciale (ovvero i supermercati) poiché essa era già prevista a chiare lettere dal Pgt. Né sono stati mai concessi bonus volumetrici: anzi, spesso erano gli operatori stessi a rinunciare a parte del volume previsto dallo strumento urbanistico proprio perché eccessivo rispetto alle necessità.
La realtà dei fatti di oggi, al contrario di quanto accadeva con l'Amministrazione Fagioli, ci racconta purtroppo di una Saronno immobile dal punto di vista urbanistico, costretta ad un immobilismo talmente feroce da scoraggiare gli operatori persino ad affacciarsi alla porta del Sindaco per evitare di essere schiacciati dall'incapacità amministrativa.
Che gli esponenti del PD dimostrino coi fatti e non con le critiche vacue che la loro amministrazione è stata la migliore! Fino ad ora però abbiamo assistito ad uno spettacolo realizzato con belle, bellissime parole ma nessun obiettivo concretamente raggiunto.
(foto archivio)
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SARONNO - "Puntare sul convenzionato saronnese per non aumentare la densità della popolazione". Questo il suggerimento della Lega all'Amministrazione comunale civici-Pd di Saronno in tema urbanistico, anche con riferimento ai progetti di recupero dell'area ex Cantoni. Ecco il comunicato a firma del portavoce sezionale, Angelo Veronesi.
L'amministrazione comunale deve applicare il convenzionato saronnese che avevamo approvato in consiglio comunale affinché le nuove case siano per i saronnesi o per chi lavora a Saronno.
La popolazione non deve necessariamente aumentare di 1000 unità perché a prendere casa sarebbero i figli
e le figlie dei saronnesi già residenti. A Saronno si costruisce sul già costruito, recuperando l'esistente. Se a Saronno non si costruiscono case per i figli dei saronnesi, questi vanno a vivere altrove nei Comuni vicini, dove invece costruiscono sul verde. In base alle polemiche che ho letto, sembra che il popolo della sinistra ambientalista chieda alla sua
amministrazione comunale di sequestrare le proprietà private, in particolare quelle della ex Cantoni, per farci parchi. Secondo questa visione i figli dei saronnesi dovrebbero andare a vivere fuori città dove prima c'era il verde.
Bella pensata per far diventare i Comuni limitrofi una brutta periferia di Saronno. Adesso capisco cosa significa il motto di Airoldi e della sinistra saronnese: "Saronno sconfinata". A mio parere molto meglio incentivare i saronnesi a risiedere a Saronno e a recuperare il dismesso e l'esistente, in modo di non occupare terreno verde.
Angelo Veronesi Lega Lombarda Saronno
17112021
[post_title] => Urbanistica, Lega: "Non aumentiamo ancora la densità di popolazione a Saronno!" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => urbanistica-lega-non-aumentiamo-ancora-la-densita-di-popolazione-a-saronno [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-11-16 21:49:33 [post_modified_gmt] => 2021-11-16 20:49:33 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=268446 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 25 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 264320 [post_author] => 2 [post_date] => 2021-10-19 05:39:00 [post_date_gmt] => 2021-10-19 03:39:00 [post_content] =>SARONNO - Le bonifiche delle aree dismesse? "Sono un sogno di civiltà!" Così l'ex assessore comunale all'Urbanistica, ed esponente della Lega, Lucia Castelli, che prende spunto dalle opere di recupero all'ex Cantoni di via Miola.
L'abbattimento di parte del muro della ex fabbrica Cantoni ci ha svelato la bellezza e vastità di quel luogo che da alcuni decenni è abbandonato. E' stata questa l'occasione per prendere atto delle bonifiche a suo tempo realizzate e concluse e che hanno riguardato il terreno, le acque e la rimozione dell'amianto eventualmente esistente. Fin dal suo insediamento, è stata ferma intenzione dell'Amministrazione Fagioli ottenere dai privati la bonifica delle aree oggetto di convenzione tra il Comune di Saronno e la proprietà: unicamente ottenendo il certificato di avvenuta bonifica era possibile procedere alla formalizzazione dell'accordo e, successivamente, alla edificazione dell'area in questione. E' stato questo un buon metodo che ha permesso di regalare a Saronno vaste aree bonificate, salubri e vivibili, subito utilizzabili per le opere di urbanizzazione e per realizzare residenze sicure.

Naturalmente la bonifica, interamente a carico della proprietà, ha richiesto tempi piuttosto lunghi. Non si è trattato di inutili lungaggini ma di un meticoloso e complesso lavoro di risanamento che ha permesso alla città di ottenere vaste aree non più inquinate. E' stato così per la Cantoni, per la Cemsa/Isi, per la Fonderia Petri, per l'area che insiste su via Dante. Ed è per merito della lungimiranza di chi ha preteso dalla proprietà il certificato di avvenuta bonifica che l'area ex Cantoni oggi può mostrarsi alla città senza alcun timore e nel pieno della sua grandezza.
Lucia Castelli Lega Lombarda Saronno
19102021
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Si apprende che l'attuale amministrazione, gemella di quell'amministrazione che lo approvò nel 2013, intende delineare un nuovo Piano di Governo del Territorio in grado di essere maggiormente capace di rispondere alle varie necessità. L'attuale amministrazione ritiene che il Pgt saronnese sia distante dalle necessità urbanistiche della città e non più in grado si rispondere alle esigenze di sviluppo sociale ed economico del territorio. In effetti una tale visione dell'attuale strumento urbanistico è stata sostenuta più volte dalla Lega, la quale lo ha ritenuto inadeguato fin dall'inizio. Tuttavia il tentativo messo in atto dall'attuale amministrazione di delineare, o meglio abbozzare, alcune idee allo scopo di rendere più aderente alle reali esigenze lo strumento urbanistico si è rivelato maldestro. E' infatti inutile realizzare l'ennesima mappatura e classificazione degli edifici cittadini: le caratteristiche urbanistiche ed edilizie del territorio sono arcinote! E' invece necessario fornire a saronnesi concrete proposte grazie alle quali la città possa crescere dal punto di vista sociale ed economico. All'attuale Amministrazione comunale viene richiesto un doveroso sforzo per far sì che tali concrete proposte siano diversificate così da soddisfare le necessità di tutti, accantonando almeno per una volta l'ideologia che caratterizza l'odierno governo cittadino. Va poi rimarcato il fatto che la pianificazione e realizzazione di un nuovo Piano di Governo del Territorio implica studi, proposte ed il coinvolgimento di professionisti che hanno un notevole costo. E' ancora vivo il ricordo delle parecchie centinaia di migliaia di Euro spesi dal Comune di Saronno (e dunque dai cittadini saronnesi) per la formulazione del Pgt del 2013 attualmente in vigore. In una situazione economica come l'attuale, dove cittadini ed imprese sono piegati dalla pandemia, appare anacronistico destinare parecchi quattrini alla realizzazione del nuovo PGT. A maggior ragione ciò appare fuori luogo se si considera che le storture dello strumento urbanistico possono essere prontamente corrette coinvolgendo il Consiglio Comunale tramite lo strumento della variante urbanistica. L'ingente quantità di danaro così risparmiato potrebbe allora essere investito dal Comune di Saronno in modo più proficuo destinandolo ai saronnesi in difficoltà e sopratutto alle imprese in difficoltà, le quali ben sappiamo sono lo strumento principale per creare benessere e per restituire dignità a coloro che oggi sono nelle ristrettezze. Lucia Castelli Lega Lombarda Saronno (foto: l'ex assessore Lucia Castelli) 15092021 [post_title] => "Il nuovo e inutile Pgt": la Lega di Saronno affonda il Piano del territorio [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => il-nuovo-e-inutile-pgt-la-lega-di-saronno-affonda-il-piano-del-territorio [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-09-15 00:07:23 [post_modified_gmt] => 2021-09-14 22:07:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=259237 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 10 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 250337 [post_author] => 1 [post_date] => 2021-06-29 10:03:25 [post_date_gmt] => 2021-06-29 08:03:25 [post_content] => SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota dei un gruppo di cittadini saronnesi che chiedono all'Amministrazione di ripensare al progetto che porterà una torre di 30 metri in centro in via Genova. "Siamo un gruppo di cittadini saronnesi che risiedono nella zona di Via Genova, ci lavorano o la frequentano.Negli ultimi mesi abbiamo seguito con crescente preoccupazione la presentazione del progetto “Piano di Recupero di Via Genova 14-18”, per cui è stata effettuata la valutazione ambientale strategica (VAS) a fine 2020 e che – dalle indiscrezioni delle ultime settimane – dovrebbe essere sottoposto a breve all’approvazione della Giunta. Il progetto, così come risultante dalla versione pubblicata nel corso della VAS, comprende la realizzazione di una “torre” residenziale alta quasi 30 metri che svetterà sulla via e sulla zona circostante, privando gli edifici contigui della luce del sole per gran parte della giornata e sconvolgendo di fatto una zona importante del centro storico della Città. Ci chiediamo come sia possibile ritenere un tale progetto edilizio rispettoso – oltre che delle norme edilizie sulle altezze e le distanze tra edifici – dell’architettura che attualmente caratterizza il centro saronnese. Come può vedersi dalle fotografie, la “torre” infatti sorgerebbe in una delle poche zone del centro che hanno mantenuto uniformità di stile e di altezze corrispondenti all’identità storica tipica delle corti saronnesi. Inoltre, ci chiediamo se sia stato adeguatamente valutato, in termini di carico urbanistico, l’impatto che tale costruzione, così imponente e quasi interamente dedicata alla residenza, avrà sul centro: locali che originariamente erano dedicati a depositi e laboratori artigianali, diventeranno nuove case e comporteranno inevitabilmente un aumento sproporzionato del traffico di una piccola via che, come sbocco obbligatorio, ha solo corso Italia. Ci conforta il fatto che la Soprintendenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali competente abbia manifestato molte perplessità in merito alla realizzazione del progetto, sia a livello di impatto urbanistico che dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Nel procedimento di VAS, ad esempio, la Soprintendenza ha osservato come operazioni di sostituzione con un incremento volumetrico come quelle previste per via Genova, abbiano effetti “dirompenti sullo skyline, sulla scala urbana e in definitiva sull’identità del cuore della città”. La Soprintendenza ha inoltre manifestato la necessità di “ulteriori riflessioni, al fine di una riduzione dell’impatto dell’intervento”. Speriamo che il Comune condivida questi rilievi e si renda conto dell’enormità e dell’irrazionalità del progetto rispetto al contesto. Siamo ovviamente favorevoli ad interventi di recupero di edifici dismessi presenti sul nostro territorio cittadino, in un’ottica di riduzione del consumo di suolo e di rigenerazione urbana: pensiamo però che questa Amministrazione possa accettare la sfida di un recupero intelligente, razionale e in armonia con la storia architettonica della nostra Saronno, a tutela del bene comune e non unicamente a favore di interessi economici particolari. Chiediamo perciò di respingere il progetto, così come presentato, disponendone una revisione sostanziale. Gruppo saronnesi per Via Genova
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Inoltre, seguendo le finalità della stessa legge regionale, il Comune di Ceriano Laghetto, intende partecipare nell’anno 2021 al bando per gli “interventi finalizzati all’avvio dei processi di rigenerazione urbana” per richiedere il finanziamento della riqualificazione energetica della scuola primaria, la riqualificazione della via Carducci e l’ampliamento dell’area gioco del Giardinone, con progetti già predisposti. Nell’anno 2022 invece, si prevede la partecipazione al bando sugli interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico- culturale dei borghi storici per il finanziamento della riqualificazione di alcune vie e piazze del centro storico.
“Il Comune di Ceriano Laghetto aveva già anticipato con le più recenti varianti di Pgt le principali finalità della nuova legge regionale sulla rigenerazione urbana, inserendo meccanismi di incentivazione e premialità per gli interventi sul patrimonio esistente - commenta l’assessore comunale all’Urbanistica, Antonio Magnani - Con questa delibera si vanno a recepire tutte le indicazioni contenute nella legge regionale, aumentando ulteriormente le possibilità di agevolazioni per questo tipo di interventi. Inoltre si avviano le procedure per la partecipazione a due bandi regionali per il finanziamento di interventi di riqualificazione su edifici comunali, strade e piazze finalizzate a migliorarne efficienza energetica e qualità”.
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Si sta concretizzando il rinnovamento dell'area ex Cantoni: il piano urbanistico approvato dal consiglio comunale giusto un anno fa sta affrontando la prima fase esecutiva. Ottenuti i relativi permessi di costruire, l'attuazione di questa prima parte permetterà di trasformare sensibilmente la fisionomia della porzione di città che si affaccia su Cassina Ferrara. Entro breve infatti saranno realizzate due rotatorie, una su via Miola in prossimità del comparto non residenziale in costruzione e l'altra nella parte nord di Via Miola. Si tratta di importanti opere di urbanizzazione realizzate con costi a carico dell'operatore che, insieme alla parziale riformulazione della viabilità, hanno lo scopo di risolvere l'annoso problema del traffico caotico che caratterizza la zona. In un momento subito successivo poi la convenzione urbanistica prevede la riqualificazione di Piazzale Borella, che sosterrà il traffico derivante dalla rinascita della Ex Cantoni. Non va tuttavia dimenticato che il processo di rinnovamento dell'ambito è iniziato già qualche anno fa con il recupero ambientale dell'area industriale: ad oggi è stata ultimata la bonifica del suolo ed è in corso e a buon punto, come da programma, la bonifica delle acque. Ciò ha permesso al Comune di Saronno di acquisire dalla proprietà le aree già bonificate e pronte per essere destinate alla realizzazione di parcheggi, strade pedonali e ciclabili e di un parco pubblico urbano. L'importante urbanizzazione e riqualificazione dell'ambito è dunque iniziata e si auspica essa porti con se già da queste prime battute un miglioramento delle condizioni di vita del quartiere e maggior sicurezza per i residenti, i quali quotidianamente subiscono il degrado che in genere caratterizza le aree dismesse. 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L’Amministrazione si dice a parole disponibile al confronto ma nei fatti respinge le proposte di condivisione. Abbiamo proposto la realizzazione di alcune misure di sostegno economico alle famiglie che soffrono condizioni di instabilità economica a causa della crisi per il Covid, azioni concrete come il contributo per il pagamento del mutuo, del canone di affitto, delle spese condominiali e un sostegno agli studenti universitari. Tutte misure che potevano affiancarsi a quelle già ordinariamente attivate. Si trattava di dare un impulso e condividere un impegno politico, ma la maggioranza ha usato argomentazioni esclusivamente di carattere tecnico per giustificare la scelta. Inaccettabile l’intervento del sindaco che ha messo in guardia rispetto ad una “ricerca di clamore politico”. Può stare tranquillo: non è il nostro stile né la nostra volontà. Non siamo certo noi a fare strategia su questi atti per poter attaccare gli avversari politici. Chi pensa questo è perché forse è abituato ad agire in questi termini. Da parte nostra resta il rammarico per un’occasione persa di sostegno ulteriore a cittadini in difficoltà. Allo stesso modo è stata respinta la proposta di costituire un Tavolo di Confronto sul percorso di rigenerazione urbana per il recupero di immobili o aree dismesse come le corti del centro storico. In materia urbanistica c’è sempre stato un confronto aperto tra le parti politiche perché le scelte in questo campo segnano nel tempo la direzione che si intende dare allo sviluppo del territorio e richiedono una convergenza ampia. La risposta del sindaco è stata: “il luogo del confronto è il Comune”. Ma questa frase non vuol dire nulla. Anche con le Giunte leghiste di Walter Cattaneo c’erano spazi di confronto. A Cogliate, a differenza degli altri Comuni, non esistono commissioni consiliari. Non si chiedeva qualcosa di straordinario ma il minimo sindacale. 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In mattinata sono state invitate in Municipio le associazioni del territorio ed i soggetti interessati per l’istituzione dell’ambito di consultazione permanente sull’accessibilità cittadina.Il Peba è lo strumento necessario di cui i Comuni devono dotarsi per l’accessibilità e l’usabilità dell’ambiente costruito, inclusione sociale e benessere ambientale. Grazie al lavoro degli uffici, il Comune di Solaro ha ottenuto un finanziamento di 6.500 euro su un piano economico di 20.000 euro per la progettazione del piano ed ha incaricato lo Studio Pim per la funzione. Si tratta della stessa agenzia tecnica che ha supportato il Comune nella stesura del Piano di Governo del Territorio, procedimento concluso da poche settimane.
Il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche andrà approvato entro il 30 giugno 2026 al termine di un percorso partecipato che coinvolgere i soggetti interessati ma anche la cittadinanza, con questionari e momenti informativi e di confronto da organizzare sul territorio. Seguirà le linee guida promulgate da Regione Lombardia del 2021 ed avrà una programmazione pluriennale degli interventi in un arco temporale di almeno un decennio, che coinvolge tutti gli assessorati e tutti i settori dell'Amministrazione Comunale.
L’obiettivo finale è quello di arrivare alla stesura definitiva di un Peba che tenga conto dell’esigenze di tutti, integrandosi correttamente con il piano della mobilità ed il piano del traffico urbano. In questo campo il modello saranno strade con corsie adatte al passaggio delle auto, ma anche marciapiedi con spazio a sufficienza per i portatori di disabilità e percorsi pedonali riservati, attraversamenti sicuri e parcheggi laterali.
Maurizio Castelnovo, assessore all’Urbanistica: "Dopo l’adozione del nuovo Pgt che ci ha impegnati negli ultimi anni in un lavoro fondamentale di confronto con la cittadinanza e con i tecnici per programmare il futuro urbanistico di Solaro, affrontiamo ora la redazione del Peba con la stessa volontà di proiettare il paese verso un futuro di accessibilità e fruibilità per tutti, soprattutto per chi porta con sé delle fragilità. La riunione con associazioni e soggetti interessati è stato un primo passo. Continueremo con quest’apertura alla cittadinanza ed anzi ci impegniamo a coinvolgere quante più persone possibili, perché contiamo molto sulle indicazioni che sorgeranno. Compito del Comune sarà accettare proposte e critiche in modo informato, dando successivamente delle priorità d’intervento, con particolare attenzione all’accessibilità degli edifici e delle aree pubbliche. Naturalmente sappiamo che adeguare il 48% di territorio urbanizzato e 45 chilometri di strade comporterà costi notevoli, anche per questo auspichiamo che questo genere di piani di superamento delle barriere architettoniche diventino di valenza nazionale, con la promulgazione di bandi e la promozione di agevolazioni, e non siano lasciati alle sole capacità economiche dei Comuni".
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