SARONNO - No alla pena di morte per i killer di Luca Attanasio: a lanciare la petizione online la onlus Mama Sofia fondata proprio da Luca e presieduta dalla moglie Zakia Seddiki. "“Ho accolto con dolore - rimarca Zakia - la richiesta di condanna alla pena di morte per gli imputati, nel processo in corso a Kinshasa, per l’assassinio di Luca, Vittorio e Mustafa. Luca era un uomo buono, mosso da profonde motivazioni umanitarie e di elevatissimi ideali ed era assolutamente contro la pena di morte. Ne avevamo parlato spesso e desidero testimoniarlo ora, di fronte a questa richiesta di condanna alla pena capitale. Chiediamo al Ministero degli Affari Esteri, che era la sua casa, e all’Ambasciata d’Italia a Kinshasa, parte civile nel processo, di trasmettere a chi dovrà emettere il giudizio, questo nostro desiderio, questo nostro appello. Luca avrebbe voluto proprio questo".
Prosegue Zakia: "Attraverso l’associazione Mama Sofia, ideata e fortemente voluta da Luca, vi chiedo di aggiungere la vostra firma contro la pena di morte in questo processo e più in generale nel mondo. Sono convinta - conclude Seddiki Attanasio - che sia il modo giusto di onorare la memoria di Luca e di promuovere quegli ideali di amore per l’umanità cui egli si è sempre ispirato".
La petizione, su change.org, è già stata sottoscritta da oltre 24 mila persone.
Luca Attanasio, nativo di Saronno e originario di Limbiate, era stato ucciso in un attentato in Congo durante una missione diplomatica insieme al carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci ed all’autista Mustafa Milambo il 22 febbraio 2021.
03042023
[post_title] => "No alla pena di morte per gli assassini di mio marito": la moglie di Luca chiede di firmare la petizione [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => no-alla-pena-di-morte-per-gli-assassini-di-mio-marito-la-moglie-di-luca-chiede-di-firmare-la-petizione [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-04-02 23:55:10 [post_modified_gmt] => 2023-04-02 21:55:10 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=334315 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 273015 [post_author] => 12 [post_date] => 2021-12-21 15:54:49 [post_date_gmt] => 2021-12-21 14:54:49 [post_content] =>LIMBIATE - Da domenica scorsa, una sala del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è intitolata a Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano in Congo ucciso durante un agguato nel febbraio di quest'anno.
E' stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in persona a consegnare al Quirinale l’onorificenza di Gran Croce d’Onore dell’Ordine della Stella d’Italia alla memoria del giovane diplomatico originario di Limbiate, e lo ha fatto alla presenza della moglie Zakia Seddiki, della figlia Sofia, del padre Salvatore e della sorella Maria. Con lui, anche il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, che ha spiegato come quella targa in memoria di Luca, apposta proprio in quell'importante sala, sarà un monito per le nuove generazioni, perché Luca sarà sempre un esempio di una diplomazia umana, seria e affidabile.
Intanto proseguono le indagini avviate per fare chiarezza sull'imboscata tesa da uomini armati il 22 febbraio 2020 sulla strada che da Goma porta a Rutshuru, nei pressi della cittadina di Kanyamahor, imboscata dove hanno perso la vita il diplomatico italiano, il carabiniere della sua scorta Vittorio Iacovacci e l'autista Mustapha Milambo, partiti con il convoglio della Nazioni Unite quella mattina.
21122021
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La benemerenza viene assegnata annualmente dall’Amministrazione provinciale a cinque eccellenze del territorio che si sono distinte nel mondo dell’impresa, della cultura, dell’arte, del sociale, dello sport o in altri settori. Il consiglio provinciale ha inoltre decretato all’unanimità l’intitolazione all’ambasciatore Attanasio della nuova palestra del liceo scientifico e classico “Ettore Majorana” di Desio, istituto frequentato da Luca e luogo in cui si è svolta la cerimonia di questa mattina.
Attanasio, 44 anni, era morto la mattina del 22 febbraio. Originario di Limbiate, era nato a Saronno: era rimasto vittima, insieme ad un carabiniere, di un attacco da parte di persone rimaste tutt’ora sconosciute. A confermare la notizia era stata la Farnesina: alle 9 ore italiane il convoglio delle Nazioni Unite in Congo Orientale, era stato attaccato nei pressi della cittadina di Kanyamahoro. L’ambasciatore Attanasio viaggiava a bordo di un’autovettura insieme ad un carabiniere della scorta quando il convoglio dell’Onu è stato presi di mira da banditi, forse con l’obiettivo di rapire il personale delle Nazioni Unite. L’ambasciatore ferito, colpito da colpi d’arma da fuoco, wea morto durante il sequestro. Anche per il militare della scorta non c’era stato nulla da fare.
25102021
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"Noi tutti sappiamo che la marcia non fermerà la guerra domani o non assicurerà la giustizia che ciascuno aspetta, ma ritrovarci qui ci aiuta a sentirci protagonisti per iniziare a cambiare le cose - ha detto Zakia Seddiki - Adesso mettiamoci al lavoro partendo da noi stessi, eliminando l’odio dalle nostre anime. Insieme siamo più forti, e sogniamo tutti insieme un mondo più bello e più giusto. Zakia ha rivolto un pensiero commosso al marito scomparso, "ti sento vicino anche se non posso abbracciarti. Avrei voluto tenerti la mano durante questa marcia e per me è come se l'avessimo fatta assieme". Attanasio, 44 anni, era morto la mattina del 22 febbraio. Originario di Limbiate, era nato a Saronno: era rimasto vittima, insieme ad un carabiniere, di un attacco da parte di persone rimaste tutt'ora sconosciute. A confermare la notizia era stata la Farnesina: alle 9 ore italiane il convoglio delle Nazioni Unite in Congo Orientale, era stato attaccato nei pressi della cittadina di Kanyamahoro. L’ambasciatore Attanasio viaggiava a bordo di un’autovettura insieme ad un carabiniere della scorta quando il convoglio dell’Onu è stato presi di mira da banditi, forse con l’obiettivo di rapire il personale delle Nazioni Unite. L’ambasciatore ferito, colpito da colpi d’arma da fuoco, wea morto durante il sequestro. Anche per il militare della scorta non c’era stato nulla da fare. 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